A cura di Sandro Parmiggiani In collaborazione con Corsiero editore
PARMA, PALAZZO PIGORINI Str. Della Repubblica, 29/a
18 APRILE – 2 GIUGNO 2026
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La mostra “Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce”, ospitata a Palazzo Pigorini, presenta 70 delle 100 fotografie che compongono il libro Il fiume Po (Corsiero editore) che raccoglie uno dei progetti più significativi che il grande fotografo inglese abbia dedicato all’Italia. Realizzate nell’arco di dodici anni, dal 2007 al 2019, le immagini seguono il corso del maggiore fiume italiano dalla sorgente alpina fino alla foce adriatica, attraversando i paesaggi e le distese della Pianura Padana. Il progetto nasce da una lunga frequentazione del territorio e da un rapporto progressivamente costruito con il fiume stesso e i suoi paesaggi mutevoli.
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“Come si può non essere colpiti dal grande fiume Po? È potente, bello, carismatico e possiede un’attrazione singolare e magnetica”, racconta Kenna. “Già durante le mie prime visite speravo che un giorno ci sarei tornato. Quando l’ho fatto nel 2017, mi sono sentito come se stessi familiarizzando di nuovo con un caro, vecchio e saggio amico”.
Le fotografie di Kenna nascono da un approccio lento e contemplativo. “Queste immagini sono il riflesso delle mie conversazioni con il Po”, spiega il fotografo. “Spesso paragono la fotografia all’incontro con una persona: ne incontriamo molte nella vita, ma solo poche diventano amici con cui restiamo in contatto. Con il Po è successo qualcosa di simile”. |
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In questo progetto la luce assume un ruolo centrale. Le immagini di Kenna nascono da un’attenta osservazione delle condizioni atmosferiche e da tempi di esposizione che possono essere brevissimi o molto lunghi: nebbie, riflessi sull’acqua, cieli lattiginosi e orizzonti rarefatti diventano materia visiva con cui il fotografo costruisce paesaggi essenziali e sospesi. Sono “scritture di luce” in cui il fiume e il territorio si rivelano attraverso un linguaggio fatto di silenzi, equilibrio e contemplazione. Caratteristica fondamentale del lavoro di Kenna è l’uso del bianco e nero, che diventa una scelta poetica oltre che formale. “Preferisco pensare che le mie fotografie siano più vicine alla poesia che alla prosa”, afferma il fotografo. “Il colore è spesso troppo specifico. Il bianco e nero riduce la stimolazione sensoriale e permette all’immaginazione di attivarsi. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi.”
Ad accompagnare la mostra è inoltre una video-intervista di 15 minuti, realizzata appositamente per questo progetto, che mostra anche Michael Kenna durante le sessioni di ripresa lungo il Po e offre uno sguardo diretto sul processo creativo che ha guidato la realizzazione delle fotografie. |
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