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martedì 28 aprile 2026

FRAGILE FORCES W di Thomas De Falco a cura di Clara Tosi Pamphili

 


PERFORMANCE

18 maggio 2026, ore 19:00

 

MOSTRA 19 maggio – 14 giugno 2026

 

Fondazione Querini Stampalia, Venezia

 

 

In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia,

la Fondazione Querini Stampalia presenta FRAGILE FORCES W,

nuovo progetto di Thomas De Falco a cura di Clara Tosi Pamphili

 




Venezia, 28 aprile 2026Il progetto si articola tra una performance, in programma negli spazi della Fondazione lunedì 18 maggio 2026, e una mostra nella Wonder Q della Libreria Giovanni della Querini Stampalia, aperta al pubblico dal 19 maggio al 14 giugno 2026, configurandosi come un’unica opera espansa che attraversa linguaggi, tempi e stati della materia.

 

Realizzato tra gli Stati Uniti e l’Italia – tra dicembre 2025 e gennaio 2026 sono state realizzate a New York le nuove sculture tessili che verranno presentate in anteprima a Venezia, con un allestimento site-specific della performance – il progetto FRAGILE FORCES W rappresenta un momento di piena maturità nella ricerca dell’artista. Il lavoro si sviluppa attorno a una riflessione sulla fragilità intesa non come limite, ma come forza generativa, capace di attivare relazioni, costruire connessioni e aprire a nuove possibilità di convivenza in un presente segnato da tensioni sociali e conflitti.

 

Al centro del progetto, la pratica tessile di De Falco si afferma come dispositivo plastico e simbolico. Lana, seta e lino — materiali carichi di memorie e saperi — diventano elementi di una grammatica visiva in cui ogni filo corrisponde a un gesto, ogni intreccio a una relazione possibile. Le forme si chiudono e si organizzano in una composizione leggibile, dando vita a un ambiente che è al tempo stesso installazione, scultura e paesaggio: un “giardino ideale” popolato da volti, fiori, foglie e presenze fragili, generate da strutture che evocano contenimento e trasformazione.

 

La performance attiva questa materia come una tessitura vivente. I corpi, immersi nell’installazione tessile di grandi dimensioni, attraversano e animano lo spazio, costruendo una narrazione silenziosa in cui culture, identità e differenze si incontrano, si sfibrano e si ricompongono. Ne emerge una visione alternativa di globalizzazione: più intima, materica, fondata sulla prossimità e sull’esperienza sensibile.

 

In dialogo con l’architettura della Fondazione Querini Stampalia, l’opera stabilisce una relazione tra tessuto, fluidità e struttura, tra passato e presente. I dettagli della tessitura affiorano come mappe e geografie emotive, micro-narrazioni che tracciano confini mobili e nuove possibilità di connessione.

 

Per la prima volta, De Falco rinuncia a qualsiasi accompagnamento musicale, scegliendo il silenzio come elemento centrale della performance. Un silenzio mai assoluto, attraversato dai suoni della città e dalle voci del pubblico, che diventa spazio di ascolto e dispositivo critico:

 

Un silenzio che non è mai totale – sottolinea l’artista –ma attraversato dalla vita che lo circonda. È la musica che abbraccia tutti, un linguaggio universale che evidenzia il disagio sociale del nostro tempo e allo stesso tempo apre a una possibilità di ascolto condiviso”.

 

Il lavoro di Thomas De Falco raggiunge compiutezza nell'incontro con lo spazio di Carlo Scarpa – spiega la curatrice, Clara Tosi Pamphilicosì come l'architetto non voleva fermare il flusso dell'acqua, l'artista non vuole fermare il flusso dell'energia che genera forme. Un momento fondamentale che genera forme chiuse e lascia l'esperienza della fibra in cerca di definizione. La performance, il silenzio, le opere sono elementi di una nuova scenografia umana”.

 

In questo contesto, FRAGILE FORCES W si configura come un’opera corale e stratificata, in cui la vulnerabilità si trasforma in energia attiva e la differenza in occasione di dialogo. Un lavoro denso e immersivo, che invita a sostare, osservare e riconoscere nella trama delle relazioni la condizione necessaria per immaginare nuovi equilibri.

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