Verona, 16 aprile 2026 – Raccontare il Cartizze oggi significa anche uscire dai percorsi più battuti, per coglierne una dimensione più ampia, meno prevedibile, e rompere gli schemi in un modo che invita a guardare oltre le consuetudini e a scoprire nuove possibilità espressive di uno dei vini simbolo del territorio di Valdobbiadene. È da questa visione che nasce “Unconventional Cartizze”, la degustazione verticale organizzata da Le Colture in occasione di Vinitaly, pensata come momento di confronto e approfondimento per giornalisti locali e di settore.
«Con questa degustazione abbiamo voluto mettere in discussione un’idea consolidata di questo vino – commenta la famiglia Ruggeri –. Il Cartizze non è solo un vino da bere giovane o da abbinare esclusivamente ai dolci: è un’espressione del territorio che, se osservata con attenzione, sa evolvere nel tempo e dialogare con la cucina in modi inaspettati. Questo appuntamento nasce dal desiderio di condividere una prospettiva diversa, più libera e contemporanea.»
La verticale proposta da Le Colture – guidata anche quest’anno dal degustatore Giampaolo Giacobbo – ha voluto esplorare proprio questa dimensione meno conosciuta, mettendo in luce la versatilità e la profondità del Valdobbiadene D.O.C.G. Superiore di Cartizze.
Quattro le annate in degustazione – 2018, 2021, 2023 e 2024 – selezionate per offrire una lettura dinamica del vino, tra freschezza, sapidità e maturità, immediatezza ed evoluzione. Un percorso che non si è limitato alla degustazione tecnica, ma che si è trasformato in una vera e propria tavola rotonda, dove i partecipanti hanno potuto condividere impressioni e costruire liberamente i propri abbinamenti, in un dialogo aperto e stimolante. «Il Cartizze è spesso raccontato in modo riduttivo – spiega Giampaolo Giacobbo – ma è un vino che possiede una struttura e una complessità tali da affrontare anche il tempo e abbinamenti non convenzionali. L’evoluzione delle annate permette di scoprire sfumature più profonde, meno immediate, che aprono nuove chiavi di lettura. È proprio in questo equilibrio tra riconoscibilità e trasformazione che risiede il suo fascino.»
A completare l’esperienza, i piatti studiati da Chiara Barisan, chef del ristorante Salis di Valdobbiadene, ubicato proprio nel Cartizze, che ha interpretato il tema dell’incontro con una proposta capace di valorizzare il vino nei momenti di aperitivo e tutto pasto: dalla faraona in saor alla lasagnetta con fave, piselli ed erbette di stagione, fino a un formaggio dal carattere deciso e, in chiusura, una sbrisolona, richiamo alla tradizione più classica. Un percorso gastronomico pensato per accompagnare e al tempo stesso mettere alla prova il vino, evidenziandone la sorprendente capacità di adattamento.
Ancora una volta, Le Colture non propone soltanto una degustazione, ma un invito a cambiare prospettiva. Perché anche un vino iconico come il Cartizze può sorprendere, se osservato con occhi nuovi.
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