Dal 18 giugno al 4 ottobre 2026, CAMERA presenta la prima grande retrospettiva in Italia di Harry Gruyaert, tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea. Nato in Belgio nel 1941 e membro di Magnum Photos, Gruyaert è stato tra i primi fotografi europei, tra gli anni Settanta e Ottanta, a conferire al colore una dimensione puramente creativa: non più descrittiva ma percettiva ed emotiva, capace di costruire una visione radicalmente grafica del mondo. In un’epoca in cui la fotografia era ancora prevalentemente celebrata in bianco e nero, il suo lavoro si inserisce nel solco tracciato da autori americani come Saul Leiter e William Eggleston.
Articolata secondo un percorso cronologico, la mostra si apre con la celebre serie TV Shots – che mette in dialogo fotografia e prime trasmissioni televisive a colori – e prosegue seguendo l’evoluzione del suo linguaggio visivo, profondamente influenzato dai numerosi viaggi: ogni luogo si distingue, nelle sue immagini, per specifiche qualità cromatiche.
Dalla pellicola Kodachrome e dalla stampa Cibachrome del XX secolo fino alle possibilità offerte dal digitale nel XXI secolo, la ricerca di Gruyaert testimonia una costante esplorazione del colore come esperienza fisica e sensoriale. Come afferma l’artista: «Il colore è più fisico del bianco e nero […] con il colore si deve essere immediatamente colpiti dalle diverse tonalità che esprimono una situazione».
Formatosi alla scuola di cinema e fotografia di Bruxelles, Gruyaert si trasferisce a Parigi nei primi anni Sessanta, dove incontra figure decisive come Peter Knapp e Robert Delpire. Dopo le prime esperienze nella fotografia di moda e commerciale, individua nel viaggio il fulcro della propria ricerca. Tra i luoghi chiave della sua formazione visiva emerge il Marocco, vissuto come spazio di rivelazione, in cui paesaggio e presenza umana si fondono in una percezione unitaria.
Nel corso della sua carriera, Gruyaert sviluppa un linguaggio visivo influenzato più dalla pittura e dal cinema che dalla fotografia stessa, dando forma a immagini in cui luce, colore e composizione prevalgono su ogni intento narrativo.
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