Con il format Via dei Sogni la famiglia Vaira ha trasformato lo spazio espositivo in un luogo di condivisione con università, associazioni e progetti del vino
In occasione del Vinitaly 2026 appena concluso, G.D. Vajra ha scelto di offrire uno spazio non soltanto alla presentazione dei vini aziendali ma a una programmazione aperta ad altre realtà. Con il format Via dei Sogni la famiglia Vaira lascia in eredità una domanda concreta al mondo enoico: può uno stand diventare anche uno spazio a servizio della comunità del vino?
Per quattro giorni seminari, verticali, press conference e conversazioni si sono alternati proponendo una modalità poco frequente in fiera: usare uno stand privato come luogo condiviso di approfondimento. Gli ospiti sono stati il DISAFA - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino; Officina del Vento, progetto nato nel 2022 dalla collaborazione tra i Master of Wine Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo; The Old Vine Conference, organizzazione fondata nel 2021 per proteggere i vigneti storici e creare una categoria globale per i vini da vecchie vigne; Union des Gens de Métier, associazione che riunisce 23 produttori legati al mondo della fermentazione.
Dal 12 al 15 aprile, Via dei Sogni ha raccolto 29 appuntamenti tra incontri formativi, degustazioni e momenti di confronto. Accanto alle verticali firmate G.D. Vajra dedicate a Barolo Ravera, Bricco delle Viole, Baudana e Coste di Rose, il calendario ha ospitato la presentazione del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, un focus sul contributo della ricerca universitaria alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sui vini, gli incontri con The Old Vine Conference sui vigneti storici, i momenti dedicati a Union des Gens de Métier e il racconto di Officina del Vento e del volume Italianity. L’elemento distintivo del progetto non sta quindi solo nel programma, ma nel modo in cui è stato costruito. In un contesto come Vinitaly, dove lo stand è normalmente uno spazio di rappresentanza e relazione commerciale dell’azienda che lo presidia, G.D. Vajra ha scelto di condividerlo, mettendolo a disposizione di soggetti diversi ma affini per visione, ricerca e sensibilità. Ne è nato un palinsesto che ha riportato al centro alcuni temi strutturali del vino contemporaneo.
“La bellezza si nutre di incontri, scoperte, gusto e condivisione – sottolinea Giuseppe Vaira, che insieme ai fratelli Francesca e Isidoro rappresenta la seconda generazione dell’azienda vitivinicola –. Via dei Sogni è stato un luogo offerto dalla nostra famiglia affinché chiunque potesse scoprire (e riscoprire) la bellezza che nasce dalla civiltà e dalla cultura del vino".
A confermare il valore del progetto anche il riscontro degli ospiti coinvolti: “Essere qui accanto alla famiglia Vaira, che ha compreso i nostri principi e ci ha sostenuti, è stato per noi motivo di grande soddisfazione. In un momento sfidante come quello attuale, condividere un percorso che vada oltre i personalismi e promuova valori come unione, trasparenza, sincerità e attaccamento al territorio è una scelta lungimirante. Ritengo che Via dei Sogni sia un format davvero raro, che sarebbe bello poter diffondere” – commenta Pietro Russo MW.
Più che un semplice calendario di appuntamenti, Via dei Sogni ha così offerto una riflessione sul ruolo che una cantina può assumere in fiera. Non solo per presentare etichette e incontrare operatori, ma anche creare contesto, ospitare contenuti e favorire uno scambio che possa ampliare il discorso sul vino oltre la dimensione commerciale.
Per quattro giorni seminari, verticali, press conference e conversazioni si sono alternati proponendo una modalità poco frequente in fiera: usare uno stand privato come luogo condiviso di approfondimento. Gli ospiti sono stati il DISAFA - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino; Officina del Vento, progetto nato nel 2022 dalla collaborazione tra i Master of Wine Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo; The Old Vine Conference, organizzazione fondata nel 2021 per proteggere i vigneti storici e creare una categoria globale per i vini da vecchie vigne; Union des Gens de Métier, associazione che riunisce 23 produttori legati al mondo della fermentazione.
Dal 12 al 15 aprile, Via dei Sogni ha raccolto 29 appuntamenti tra incontri formativi, degustazioni e momenti di confronto. Accanto alle verticali firmate G.D. Vajra dedicate a Barolo Ravera, Bricco delle Viole, Baudana e Coste di Rose, il calendario ha ospitato la presentazione del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, un focus sul contributo della ricerca universitaria alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sui vini, gli incontri con The Old Vine Conference sui vigneti storici, i momenti dedicati a Union des Gens de Métier e il racconto di Officina del Vento e del volume Italianity. L’elemento distintivo del progetto non sta quindi solo nel programma, ma nel modo in cui è stato costruito. In un contesto come Vinitaly, dove lo stand è normalmente uno spazio di rappresentanza e relazione commerciale dell’azienda che lo presidia, G.D. Vajra ha scelto di condividerlo, mettendolo a disposizione di soggetti diversi ma affini per visione, ricerca e sensibilità. Ne è nato un palinsesto che ha riportato al centro alcuni temi strutturali del vino contemporaneo.
“La bellezza si nutre di incontri, scoperte, gusto e condivisione – sottolinea Giuseppe Vaira, che insieme ai fratelli Francesca e Isidoro rappresenta la seconda generazione dell’azienda vitivinicola –. Via dei Sogni è stato un luogo offerto dalla nostra famiglia affinché chiunque potesse scoprire (e riscoprire) la bellezza che nasce dalla civiltà e dalla cultura del vino".
A confermare il valore del progetto anche il riscontro degli ospiti coinvolti: “Essere qui accanto alla famiglia Vaira, che ha compreso i nostri principi e ci ha sostenuti, è stato per noi motivo di grande soddisfazione. In un momento sfidante come quello attuale, condividere un percorso che vada oltre i personalismi e promuova valori come unione, trasparenza, sincerità e attaccamento al territorio è una scelta lungimirante. Ritengo che Via dei Sogni sia un format davvero raro, che sarebbe bello poter diffondere” – commenta Pietro Russo MW.
Più che un semplice calendario di appuntamenti, Via dei Sogni ha così offerto una riflessione sul ruolo che una cantina può assumere in fiera. Non solo per presentare etichette e incontrare operatori, ma anche creare contesto, ospitare contenuti e favorire uno scambio che possa ampliare il discorso sul vino oltre la dimensione commerciale.
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