La Guida agli Extravergini, a cura di Slow Food Italia, è stata presentata oggi al teatro di Torri del Benaco (Vr), affascinante località sulla costa veronese del lago di Garda, in occasione della Festa dell’Olio (che si conclude domani). La Guida (acquistabile su Slow Food Editore), giunta alla sua 26esima edizione, è il frutto del lavoro, della competenza e della passione di 125 collaboratori presenti in ogni regione d’Italia che conoscono il mondo oleario, i produttori e il loro territorio: «Come raccontare al meglio il patrimonio olivicolo italiano? È la domanda – racconta Francesca Baldereschi, curatrice del volume durante la presentazione – che ci poniamo ogni anno quando progettiamo la Guida: una pubblicazione pensata per accompagnare il lettore alla scoperta dei territori attraverso le aziende olivicole e lo straordinario patrimonio di cultivar che caratterizza la produzione italiana. Credo fortemente che questa Guida non sia solo uno strumento di consultazione, ma anche un invito concreto a mettersi in viaggio, promuovendo un vero e proprio percorso di oleoturismo capace di connettere paesaggi, persone e cultura dell’olio. Da sempre sosteniamo che il modo più autentico per conoscere questo patrimonio sia incontrare i protagonisti, osservare da vicino uliveti spesso secolari che tracciano il nostro paesaggio e che continuano a resistere a modelli agricoli intensivi e impattanti. Allo stesso tempo, crediamo sia fondamentale educare alla qualità: imparare a riconoscere un buon extravergine, avvicinarsi all’assaggio consapevole, allenare i sensi per cogliere profumi e sfumature che raccontano storie e territori. Solo così questo straordinario patrimonio può essere davvero compreso e valorizzato». Un patrimonio identitario, al centro della nostra alimentazione di cui si sa ancora troppo poco, dominato da troppi luoghi comuni che andrebbero sconfitti promuovendo una vera cultura dell’olio. Olio e vino sono sempre un riferimento quando si vogliono indicare i prodotti simbolo della nostra agricoltura, ma nelle attività promozionali e di comunicazione l’olio rimane sempre in secondo piano. Per questo ben vengano iniziative come la Festa dell’olio che oltre a ospitare l’ingresso in società della nuova Guida vede numerosi banchi d’assaggio e Laboratori del Gusto: «È un grande onore ospitare a Torri del Benaco – sottolinea il sindaco della città, Stefano Nicotra nel salutare i produttori presenti – l’anteprima nazionale della Guida agli Extravergini di Slow Food Italia. Siamo convinti che questa vetrina possa dare ulteriore slancio alla nostra tradizione olivicola, nata in epoca altomedievale, quando i monasteri che avevano terre sul lago di Garda decisero di indirizzarle alla produzione di olio, grazie al nostro clima, che è sostanzialmente mediterraneo, sebbene ci troviamo quasi ai piedi delle Alpi». Il lavoro che sta facendo Torri del Benaco per salvaguardare un mestiere e gli ulivi è essenziale farlo a livello nazionale con un piano olivicolo che preveda un interessamento costruttivo verso un settore che versa in una grande difficoltà dovuta alla crisi climatica e all’abbandono degli ulivi. Un patrimonio essenziale per la nostra gastronomia e foriero di grandi opportunità che si trova di fronte a una fase cruciale come sottolinea Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia: «Proprio mentre coltivare la terra torna al centro della transizione ecologica, puntare sull’olivicoltura e, più in generale, sull’agricoltura di qualità, sulla biodiversità non può essere considerata una scelta nostalgica, ma un modo concreto di stare nella modernità. Con le sue 530 cultivar autoctone, l’olivicoltura italiana è uno straordinario laboratorio di biodiversità e resilienza e un patrimonio unico al mondo. Qui la qualità dell’olio extravergine non è un traguardo, ma un processo quotidiano che nasce dall’equilibrio ecosistemico tra uomo e natura, dall’intreccio tra produzione e cultura, tra economia e visione del futuro. A rendere possibile tutto ciò sono intere generazioni di produttori. Custodi di biodiversità, oggi più che mai, in un tempo segnato dalla crisi climatica e dalla fragilità dei sistemi agricoli che lavorano spesso in territori definiti marginali, ma che conservano una ricchezza che altrove è già scomparsa: la biodiversità. Per questo serve evitare ogni retorica. La biodiversità non è uno slogan: non si difende con le parole, né nei convegni. Si difende creando le condizioni perché chi la custodisce possa continuare a farlo. La distanza tra il valore culturale che le riconosciamo e quello economico che le attribuiamo resta troppo ampia. Questa Guida prova a partire da qui: rendere visibile quella distanza e contribuire, almeno in parte, a ridurla in un settore in difficoltà ma dove spiccano esempi di rilancio straordinari». |
Alcuni dei protagonisti della Guida agli Extravergini 2026 sono saliti sul palco per gli attesi riconoscimenti che Slow Food Italia assegna a donne e uomini che quotidianamente difendono il patrimonio di biodiversità olivicola. Il premio speciale dedicato alla memoria di Diego Soracco – leader di Slow Food dalle origini dell’associazione e grande appassionato ed esperto di olio, per lunghi anni curatore della Guida stessa – dedicato a coloro che fanno della caparbietà e della resistenza il tratto distintivo della propria produzione olivicola, è stato assegnato a Tommaso Masciantonio di Casoli (Ch) perchè rappresenta una visione concreta e personale dell’olivicoltura abruzzese. Quinta generazione attiva dal 1874, ha unito eredità familiare e scelte autonome. Ha rilanciato l’Intosso in purezza quando pochi ci credevano: senza inseguire mode ma costruendo qualità nel tempo. Nel consegnare il premio Luca Mattoni, responsabile area tecnica di RICREA ha sottolineato: «Da cinque anni collaboriamo con Slow Food alla realizzazione della Guida agli Extravergini e all’assegnazione del premio Diego Soracco. Un modo per valorizzare la filiera dell’olio che, insieme a quella del pomodoro e delle conserve ittiche, è importante per RICREA dal punto di vista sia dei volumi di imballaggi d’acciaio utilizzati per il confezionamento, sia per il riciclo attraverso la raccolta differenziata». Altri riconoscimenti pongono l’accento su alcune figure e progetti che valorizzano il mondo olivicolo della penisola e che rappresentano al meglio la scommessa di Slow Food sul futuro dell’extravergine italiano. Si parte da coloro che sono riusciti a curare e valorizzare al meglio cultivar locali, talvolta poco conosciute dal grande pubblico. Con il sostegno di BioDea, sono stati individuati la Romanella di Padula di Tenute del Caricaturo di Padula (Sa), la Fidusa di Roberto Ceraudo di Strongoli Marina (Kr) e L’Orbetana di L’Olinda di San Marcello (An): «La partnership con Slow Food – ha evidenziato Francesco Barbagli, CEO Bio-Esperia, titolare del marchio BioDea – rappresenta una naturale affinità di visione: tutela della biodiversità, qualità delle produzioni e rispetto del suolo. BioDea partecipa attivamente alla Guida agli Extravergini, premiando le eccellenze che condividono un approccio agricolo responsabile. Un impegno concreto che si traduce anche in benefici ambientali misurabili, contribuendo alla riduzione e al sequestro della CO₂». Il secondo gruppo di premiati, selezionati insieme al Gruppo Saida, valorizza chi da decenni ha deciso di prendersi cura della propria passione, gli olivi, anche in territori non semplici, coinvolgendo realtà di interesse sociale e contribuendo a far crescere la cultura dell’extravergine di qualità. Quest’anno il riconoscimento va a Il Fontanaro a Paciano (Pg), gestito dalla famiglia Pinelli che accoglie i viaggiatori offrendo un’immersione autentica nelle tradizioni locali, nella cultura del cibo, del vino e dell’olio extravergine; Viaggiare su un filo d’olio di Val Paradiso, che trasforma gli oliveti della Casa Circondariale Pasquale Di Lorenzo di Agrigento in un’occasione di riscatto e reinserimento sociale; Terre di Ancuria a Fara in Sabina (Ri) dove la giovane Debora Bernardini lascia la genetica molecolare per dedicarsi agli olivi. Consegnando i premi, Gian Luca Zuccarello, Commercial Manager Premium Glass Division del Gruppo Saida ha evidenziato: «Il packaging oggi è uno strumento strategico di posizionamento, capace di esprimere il valore di un prodotto e orientarne la percezione sul mercato. Gruppo Saida affianca i produttori perché ogni grande olio nasce dalla natura e merita una bottiglia capace di raccontarlo». Infine, l’ultimo gruppo di premiati dà spazio ai giovani che si stanno distinguendo per capacità di innovare, cura delle cultivar e attenzione alla qualità, offrendo uno sguardo fresco e promettente sul futuro dell’olio extravergine italiano. Due i premiati: Giulia Zampiccoli dell’azienda Laghel 7 Agritur di Arco (Tn), capace di creare un contesto che combina olivicoltura, natura, animali e ospitalità immersiva, e Emmanuel Sanarica, giovane che a Montemesola (Ta) con il suo olio valorizza un’agricoltura eroica e sostiene l’economia locale: «Per Gruppo ASA – dice Marco Troni, Olive Oil Unit Sales & Marketing Manager – è un piacere sostenere la categoria giovani della Guida agli Extravergini 2026. Abbiamo scelto di legare il nostro nome a questo riconoscimento perché crediamo che il futuro dell’olio extravergine passi dalla capacità delle nuove generazioni di unire competenza, sensibilità per il prodotto, visione e innovazione. Come azienda italiana con una lunga storia nel packaging metallico, sentiamo la responsabilità di accompagnare l’evoluzione del settore, valorizzando chi porta energia nuova e idee concrete. Essere presenti in questa occasione per noi significa condividere valori, cultura di filiera e fiducia nel domani». |
La Guida agli Extravergini 2026 in sintesi: 766 aziende recensite; 1211 oli recensiti su oltre 1500 degustati di cui 573 certificati biologici; 130 novità assolute, più 3 rispetto all’anno scorso; 244 riconoscimenti a testimonianza della qualità dell’evo italiano: 102 Grandi Oli e 142 Grandi Oli Slow; 51 le chiocciole che premiano le aziende che interpretano al meglio i valori Slow Food; 228 gli oli del Presidio Slow Food degli olivi secolari, con un leggero incremento; 106 le aziende con ristorante e 170 quelle con possibilità di alloggiare (la guida vuole anche essere un invito a visitare queste realtà per far incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo); 561 fanno sconti ai soci Slow Food che le vanno a visitare 18 euro costo della Guida (17,10 per gli acquisti su slowfoodeditore.it e 14,40 per i soci Slow Food) Oltre all’apporto fondamentale dei 125 collaboratori dislocati in tutta l’Italia che conoscono il territorio e hanno passione e competenza per il mondo dell’olivicoltura, la Guida agli Extravergini 2026 è realizzata anche grazie al sostegno di quattro realtà vicine al mondo dell’olio di qualità e sensibili al lavoro di Slow Food a difesa dell’olivicoltura buona pulita e giusta: Gruppo Saida (produzione, commercializzazione e distribuzione di contenitori di vetro per alimenti), BioEsperia (prodotti per l’agricoltura distillati da biomassa vegetale), RICREA (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio) e Gruppo ASA (gruppo indipendente nel mercato degli imballaggi metallici General Line). |
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