Nuove sfide e ambiziosi progetti per la famiglia veneta alla guida del gruppo, che negli anni ha superato i confini regionali
Dal 1962 Casa Paladin porta avanti la sua storia con passione e rispetto per la terra. “Fondiamo il nostro futuro su solide radici, quelle della nostra famiglia, del nostro territorio e della nostra cultura”. Con questa filosofia, il fondatore Valentino Paladin è riuscito a trasmettere ai figli, ora alla guida del gruppo, valori importanti come la passione, la lealtà e la dedizione al lavoro. In oltre sessant’anni di storia, Casa Paladin è cresciuta, superando i confini regionali, mettendo in gioco la propria visione familiare in altri territori dalla grande vocazione vitivinicola. Lo ha fatto distinguendosi sempre per una filosofia produttiva basata sulla valorizzazione sostenibile del territorio e la produzione di vini che ne esaltano le peculiarità colturali e culturali. Oggi Carlo e Roberto Paladin, affiancati dai figli Francesca, Martina e Valentino, perseguono la crescita e lo sviluppo del gruppo vinicolo di famiglia e presentano i progetti del 2026.
Castello Bonomi, lo scrigno della Franciacorta, presenterà a Vinitaly il Franciacorta Riserva Lucrezia Etichetta Bianca Extra Brut 2011. Frutto della migliore annata degli ultimi quindici anni, è una Riserva di pregio che per il millesimo 2011 conta un affinamento di oltre 120 mesi sui lieviti. Nata nel 1999 per volere dell’ingegner Bonomi che la dedica alla nipote Lucrezia, questa referenza nasce dalla volontà di creare una cuvée destinata a lunghi affinamenti. Le Riserve Lucrezia sono dei Franciacorta prodotti esclusivamente nelle grandi annate, quelle in cui la maturità delle uve raggiunge un equilibrio tale da assicurare persistenza e armonia perfetta. Nascono da vigneti longevi di oltre 30 anni e costituiscono una produzione di nicchia che eleva ai massimi vertici le scelte tipiche di Castello Bonomi e le caratteristiche del terroir del Monte Orfano. Queste Riserve affinano mediamente per circa dieci anni, con picchi di quindici anni o anche di più.
Altra novità sarà il lancio del Franciacorta CruPerdu Grande Annata 2019, la Cuvée che prende il nome da un vigneto perduto, ritrovato sulle pendici del Monte Orfano nel 1986, tra edere ed arbusti selvatici, da Luigi Bersini, Chef de Cave dell’azienda. L’annata 2019 entra a pieno titolo tra le grandi annate prodotte da Castello Bonomi, qui la scelta è stata quella di assecondarne le caratteristiche naturali, prolungando i tempi di affinamento e riducendo la quota di zucchero normalmente utilizzata per un Extra Brut distintivo.
Bosco del Merlo, l’azienda friulana del gruppo, in occasione di Vinitaly, presenterà in anteprima al pubblico il restyling di tutta la linea con una nuova immagine, fresca ma elegante. Protagonista in etichetta sarà il Merlo che prenderà vita per animare ogni singolo prodotto e raccontare una storia.
Il Merlo, ispirato nella forma alle raffinate illustrazioni ottocentesche di Grandville, diventa il testimone personificato delle origini dell’azienda. Infatti, grazie alle carte topografiche dell’epoca (1000 d.C. circa), la famiglia Paladin è riuscita a risalire all’antica conformazione della zona d’origine, situata ai piedi delle Dolomiti Friulane, nel cuore di Sequals, un tempo ricoperta da rigogliose foreste di roveri abitate dalla fauna locale. Da questa memoria del paesaggio nasce la nuova identità visiva di Bosco del Merlo, che con questa nuova etichetta, riafferma la propria missione: produrre vini d’eccellenza con un approccio responsabile, dove arte, natura e sostenibilità si fondono in un’unica visione, in un contesto sempre più distintivo di identità friulana.
Infine, il marchio Paladin, che da più di sessant’anni si distingue per la sua impronta territoriale come espressione autentica delle Venezie, interpreta al meglio i vitigni storici e internazionali che qui convivono, esaltandone i caratteri varietali. Continueranno anche quest’anno i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario di Malbech Gli Aceri IGP Veneto di Paladin, vino fortemente voluto dal fondatore Valentino Paladin, che è stato uno dei primi Malbech in purezza d’Italia. Mentre Syrah, Salbanello e Pralis completeranno la linea “Paladin Icons”, massima espressione dell’anima della tenuta veneta del gruppo.
Non mancherà Agricanto, il liquore veneziano, protagonista della mixology, ma ideale anche consumato in purezza, magari in abbinamento alla pasticceria d’autore. Nato nel 1994 è un blend unico di vino Raboso, grappa fine, succo di ciliegia e mandorle. Dal gusto ricco, contemporaneo e sorprendente, si distingue per il suo profilo aromatico fatto di note di marasca, cannella, spezie e mandorla.
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