A Vinitaly debutta un bianco da Villamaina che riscopre uno dei vitigni più antichi della Campania
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Fonzone parteciperà alla prossima edizione di Vinitaly presentando in anteprima Colpo di Coda, Irpinia Coda di Volpe DOC 2024. Al centro di questo debutto c’è la Coda di Volpe, un antico vitigno campano. Per lungo tempo rimasto in secondo piano, questo vitigno è oggi riscoperto per la sua capacità di raccontare con chiarezza i territori interni dell’Irpinia. Fonzone ne propone una lettura precisa, che mette in luce l'equilibrio, la finezza e la naturale eleganza di uno dei vitigni bianchi più antichi della Campania, già noto in epoca romana e riconoscibile per la forma del grappolo, allungata e compatta, che richiama la coda di una volpe. Colpo di Coda nasce tra le colline di Villamaina, dove la vite affonda le radici in un terreno complesso, attraversato da sabbie scure e vene sulfuree. A circa 500 metri di altitudine, con esposizione a nord-est, la Coda di Volpe trova qui un equilibrio naturale tra freschezza e maturità, definendo un profilo netto e riconoscibile. Il lavoro in vigna e in cantina segue una linea essenziale: accompagnare il vitigno preservandone identità e precisione. Dalla raccolta manuale nei primi giorni di ottobre al riposo a freddo, dalla pressatura soffice alla fermentazione divisa tra acciaio e legno, ogni passaggio è pensato per mantenere integrità e profondità. Il tempo completa il processo, con un lungo affinamento che si sviluppa tra tonneaux, acciaio e bottiglia. Nel calice si presenta luminoso, con riflessi paglierini brillanti. Il profilo aromatico è ampio e attraversato da una freschezza mentolata che si intreccia a note di frutta bianca e fiori delicati, con una firma minerale appena sulfurea e un ricordo affumicato sul finale. Al sorso è dinamico e vibrante, con una struttura sottile ma persistente che accompagna il palato con naturalezza, chiudendo su una sensazione fresca, armoniosa e vellutata. La presenza a Vinitaly diventa così l’occasione per presentare un vino che mette a fuoco un vitigno e il suo territorio con uno sguardo nitido, senza sovrastrutture, lasciando spazio a un’espressione coerente e riconoscibile. |

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