Bergamo, 6 marzo 2026 - Anche per la 44ª edizione di Bergamo Film Meeting (7–15 marzo 2026), The Blank rinnova la propria collaborazione con il festival curando la sezione Incontri: Cinema e Arte Contemporanea, tradizionale spazio di dialogo tra linguaggi visivi e ricerca artistica contemporanea.
Protagonista dell’edizione 2026, la filmmaker ispano-venezuelana Elena Duque, regista, programmatrice, scrittrice e docente, il cui lavoro si distingue per un vocabolario visivo fatto di paesaggi, sentieri, porte, sovraimpressioni, ritagli, ricami, pizzi, collage e intrusioni pittoriche.
La selezione presentata nella Sala dell’Orologio in piazza della Libertà 7 a Bergamo (inaugurazione: sabato 7 marzo alle ore 15:15), nell’ambito del festival, propone sette lavori — Ñam, Postales, Menta y Canela, Pla y Cancela, Valdediós, Ojitos mentirosos e Portales — che restituiscono la tensione tra frammento e composizione propria della sua ricerca. La proiezione sarà seguita da un Q&A con l’artista, accessibile anche al pubblico di persone sorde grazie all’interpretariato in LIS - lingua dei segni italiana.
Nei video di Duque, una quotidianità trasognata si alterna a un’escalation ritmata di fotogrammi, finestre, piastrelle, cartoline e moduli che si concatenano in un mosaico visivo in divenire. L’animazione — spesso intrecciata al live action — conserva la traccia dell’artificio e della manualità, costruendo strutture a incastro, giochi di rifrazione e slittamenti percettivi che mettono costantemente in discussione il punto di vista. Incontri: Cinema e Arte Contemporanea si inserisce nel ricco programma del festival, che presenta circa 170 film tra corti e lungometraggi articolati tra sezioni competitive, omaggi e focus internazionali. Come già avvenuto negli anni precedenti, la collaborazione si estende oltre il festival: Elena Duque tornerà infatti a Bergamo a novembre come ospite della 16ª edizione di ArtDate, il festival di arte contemporanea organizzato da The Blank, che nel 2026 avrà come tema: MAGIA.
La selezione dei sette lavori di Elena Duque:
Ñam
Spagna, 2014, 2’, colore, senza dialoghi
Un omaggio alla frutta, celebrata nella sua asprezza e dolcezza attraverso un’animazione vivace e dichiaratamente ludica. Il film, costruito con un uso consapevole del puppet e della stop motion delle origini, conserva la traccia dell’artificio e della manualità, facendo danzare i frutti sulle note di El mango del cantante venezuelano Jesús Sevillano.
Postales
Spagna, 2016, 3’, colore, senza dialoghi
Una serie di cartoline animate dalla Galizia – le gallerie bianche e gli edifici di La Coruña, il molo con le sue imbarcazioni, il Parque do Pasatempo a Betanzos – in cui la mosaicatura del modulo trova nella cartolina una certificazione di materialità: frammento ripetibile ma concreto, memoria che si stratifica attraverso la moltiplicazione.
Menta y Canela
Spagna, 2016, 4’, colore, senza dialoghi
Ispirato al brano El río de mi Sevilla di Lole y Manuel, il film evoca il Guadalquivir e costruisce, attraverso un sistema di rifrazioni, un viaggio che intercetta l’esotico là dove apparentemente non si trova. Ne deriva uno slittamento percettivo che rimanda idealmente a Viaggio sul Reno di Franco Vaccari.
Pla y Cancela
Spagna, 2017, 2’41’’, colore, senza dialoghi
Ambientato in un’abitazione di via Pla y Cancela a La Coruña, il film trasforma una casa temporanea – ancora abitata dalle tracce di chi vi ha vissuto – in uno spazio di vertigine luminosa. La psichedelia del pattern genera una caleidoscopica moltiplicazione dello schema: le ombre si fanno variabili, mentre tessuti e oggetti assumono una qualità quasi danzante.
Valdediós
Spagna, 2019, 3’11’’, colore, senza dialoghi
Nel sito di Valdediós, dove nel XIII secolo fu edificato un monastero, il dialogo tra corpi celesti e terrestri si costruisce attraverso una punteggiatura visiva sincopata. Filamenti e leganti pittorici sembrano cucire dimensioni differenti, mettendo in relazione cielo e materia fino a evocare una tensione cosmica.
Ojitos mentirosos
Spagna, 2023, 6’, colore, senza dialoghi
Un’indagine sul trompe-l’œil che intreccia finestre, inganni e immagini nelle immagini in una struttura a incastro, una vera e propria mise en abyme che riscrive continuamente il punto di vista. Il film raccoglie esempi dipinti sui muri di Madrid, accostandoli a quelli generati dalla macchina da presa.
Portales
Spagna, 2025, 15’45’’, colore, senza dialoghi
Seguendo il corso del fiume Guadalete a Cadice, l’opera si configura come un catalogo di paesaggi che ne celano altri: una raccolta di portali interdimensionali e cartoline visive in cui live action e animazione si fondono, proseguendo la riflessione dell’artista sulla soglia, sull’immagine come varco e sulla possibilità di attraversare lo spazio mediante il montaggio.
Elena Duque è regista, curatrice, scrittrice e docente. Come filmmaker ha realizzato numerosi cortometraggi d’animazione e sperimentali, tra cui Cómo hacer un fanzine, presentato al centro d’arte CA2M di Madrid; De cara a la galería, presentato in anteprima a Curta 8 (Curitiba, Brasile); La mar salada, programmato nei festival Transient Visions (New York), Moving (Kyoto) e Florida Experimental Film Festival; Pla y Cancela, selezionato a Verín e al D’A Film Festival di Barcellona, nonché incluso nella mostra Cibermujeres presso il Centro de Artes Neomudéjar di Madrid; e Valdediós (2019), parte della Sezione Ufficiale del Punto de Vista Festival di Pamplona e selezionato in festival quali London Animation Film Festival, Les Inattendus (Lione), Milwaukee Underground Film Festival ed Experiments in Cinema. Il suo ultimo film, Colección privada, è stato presentato in anteprima al Mar del Plata Film Festival. Nel 2020 l’Echo Park Film Center di Los Angeles (California) ha ospitato un programma monografico dedicato ai suoi lavori, intitolato “Elena Duque. Who I Am and Why I Make Films”. Ha inoltre realizzato trailer per festival come FilMadrid, SACO, Novos Cinemas e (S8) Mostra de Cinema Periférico, oltre a videoclip musicali e opere su commissione. Come programmatrice, scrittrice, editor e moderatrice ha collaborato con festival quali Gijón, Rotterdam e BAFICI (Buenos Aires), dove nel 2015 ha curato l’edizione del volume Val del Omar. Más allá de la órbita terrestre. Ha inoltre curato programmi per Images Festival (Toronto), Tabakalera (San Sebastián), San Francisco Cinematheque, SACO (Oviedo), Festival de Jóvenes Realizadores de Granada e Cineteca Matadero (Madrid). Attualmente lavora come programmatrice ed editor di catalogo per (S8) Mostra de Cinema Periférico a La Coruña e per il Seville European Film Festival. Ha collaborato con pubblicazioni quali Diario Público, Arte Contexto, Caimán Cuadernos de Cine, Lumière, La Furia Umana e con il blog del CCCB. Ha inoltre curato il volume 8 super 8, dedicato ai filmmaker sperimentali che lavorano in super 8, e diversi zine sul cinema sperimentale. È autrice del libro per l’infanzia Fortunata, pubblicato dall’Autoridad Portuaria de Gijón. Come docente ha tenuto la conferenza “Paper and Scissors Films. Collage and Experimental Animation in Spain” e il workshop “Povera Animation” presso le Cineteca di San Paolo e Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del programma MIRA – Mostra de Novo Cinema Espanhol 2015. Ha inoltre condotto laboratori di animazione presso CICUS (Siviglia), FIJR (Granada) e La Casa Encendida (Madrid), e ha insegnato cinema sperimentale, d’animazione e non fiction in istituzioni quali il Master LAV di Madrid e l’Aula Xcèntric di Barcellona.
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