Ci sono mani che insegnano a potare prima ancora che a scrivere. Mani callose, segnate dalla terra, che passano il testimone insieme a un sapere silenzioso. Per la Festa del Papà 2026, Elemento Indigeno sceglie di raccontare il vino come eredità viva: un gesto che si tramanda, una visione che si rinnova.
Il tema è quello del passaggio generazionale nel mondo del vino artigianale: padri fondatori, figli e nipoti che raccolgono il patrimonio familiare e lo reinterpretano in chiave contemporanea, sostenibile, talvolta radicale. Dalla viticoltura biodinamica alle fermentazioni indipendenti, dalla valorizzazione della biodiversità alla riscoperta del sidro, il vino diventa narrazione di resilienza e trasformazione.
Il vino è tempo che fermenta. Celebrare la Festa del Papà significa onorare chi ha piantato le prime vigne, ma anche chi oggi le guarda con occhi nuovi, portando avanti un dialogo tra generazioni che è fatto di rispetto, studio e coraggio.
Le Storie
Tenuta Il Nespolo – Dal trattore del padre alla viticoltura di cognizione
Negli anni ’60, il nonno Giovanni trasforma un’azienda agricola diversificata in realtà vitivinicola. I figli Domenico ed Enzo compiono una scelta netta: estirpano i frutteti e specializzano la produzione. È una rivoluzione silenziosa, fatta di decisioni concrete.
Luca Amerio, terza generazione, cresce con il ricordo vivido di stare in braccio al padre sul trattore durante quella trasformazione. Studia enologia ad Alba e agronomia all’Università di Torino, applicando oggi ai 12 ettari di famiglia una “viticoltura di cognizione”: osservazione, dati, rispetto del suolo e interventi mirati.
Il vino simbolo di questo passaggio è il Barbera D'asti Docg Tantevi Barbera 2021, espressione di continuità e rinnovamento.
Bret Brothers – Dalla memoria dei nonni alla libertà del négoce
Nel 1947, il professor Jules Bret acquista La Soufrandière a Vinzelles. I nipoti Jean-Philippe e Jean-Guillaume crescono tra estati trascorse a pescare e cercare funghi nei vigneti dei nonni. Nel 2000 ritirano le vigne dalla cooperativa e, l’anno successivo, fondano Bret Brothers, aprendo una nuova fase: accanto al domaine familiare nasce un progetto di négoce artigianale.
Qui il passaggio generazionale si traduce in autonomia, in uno sguardo aperto oltre i confini aziendali. Anche per loro, Macon Vinzelles Le Clos De Grand Pere Chardonnay 2021 rappresenta la sintesi tra radici profonde e libertà contemporanea.
Elisa Guerin – La vigna come primo linguaggio
Per Elisa Guerin, la figura del padre è stata il primo riferimento nel mondo vitivinicolo. Cresciuta tra filari e stagioni, ha assimilato competenze e valori attraverso l’esperienza diretta. La sua evoluzione non è rottura, ma affinamento: uno sguardo femminile e contemporaneo che conserva la concretezza del mestiere appresa in famiglia.
Con Moulin A Vent La Vigne De Mon Pere Gamay 2020, Elisa racconta un vino che custodisce l’impronta paterna ma la rilegge con sensibilità nuova.
Domain Mittnacht Frères – Quattro generazioni, una scelta consapevole
Tutto inizia con il nonno Paul Mittnacht, che trasmette la propria sapienza ai figli André e Louis, fondatori del Domaine Mittnacht Frères tra il 1958 e il 1963. Nel 1995 subentrano i cugini Marc e Christophe. Nel 2019, una decisione consapevole: dividere la proprietà per seguire visioni differenti.
Marc continua oggi con il figlio Pierre, quarta generazione. Il passaggio qui non è solo continuità, ma capacità di ridefinire l’azienda nel rispetto delle identità individuali. Il vino simbolo, Frères Alsace Aoc Les Fossiles Riesling Bio 2022, diventa metafora di un ciclo che si rinnova.
Romain Petiteau – L’eredità dell’osservazione
Romain Petiteau sviluppa il legame con la vigna fin dall’infanzia grazie al padre Roland, fondatore di Tourlandière. L’eredità paterna non è solo azienda, ma metodo: osservare il territorio, rispettare i cicli naturali, intervenire con misura.
Oggi Romain porta avanti questa filosofia con maggiore attenzione alla biodiversità e alla precisione agronomica. Catorpée Blanc Vin De France Blanc Bio 2022 incarna questo equilibrio tra disciplina e intuizione.
Katsunuma – Dal commercio della seta al dialogo con Beaune
Nel 1937, Yoshichika Aruga trasforma una casa commerciale di seta in azienda vitivinicola. Sotto la guida di Yuji Aruga, la terza generazione, il figlio Hirotaka compie un percorso formativo internazionale, studiando a Beaune dal 2007 al 2012 presso Simon Bize et Fils.
Qui il passaggio generazionale attraversa continenti: tradizione giapponese e formazione francese si incontrano, generando una sintesi culturale che trova espressione nel vino Aruga Branca Clareza Koshu 2021.
Un brindisi alla continuità
Per Elemento Indigeno, queste storie rappresentano l’essenza del vino artigianale: un patrimonio che non si limita a essere custodito, ma viene interpretato e rilanciato.
Ogni bottiglia è un dialogo tra passato e futuro. La Festa del Papà per Elemento Indigeno è un invito a scoprire, calice alla mano, come il tempo – proprio come il vino – possa maturare, trasformarsi e continuare a raccontare storie.
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