Decima edizione della rassegna
enologica dedicata alle nuove annate Doc e Docg delle migliori zone vocate
piemontesi
Milano, 4
Febbraio 2026- Si è appena conclusa la decima edizione di Grandilanghe, la rassegna
enologica che più racconta il Piemonte del vino con le sue denominazioni Doc e
Docg nelle nuove annate (2022 e 2023).
La
manifestazione si è svolta il 26 e 27 Gennaio u.s. presso gli ampi ed iconici
spazi delle Ogr a Torino e ha riscosso grandi numeri: oltre 6500 operatori del
settore e buyer internazionali hanno potuto degustare le etichette di ben 515
produttori, di cui 379 da Langhe e Roero e 136 provienienti da altre zone
vocate del Piemonte (Alto Piemonte, Monferrato, Astigiano, Tortonese, Chierese
e Canavese).
Grandilanghe
è come sempre promossa dai Consorzi Barolo, Barbaresco, Alba e Dogliani, del
Roero, col supporto importante del Consorzio Piemonte Land of Wine, che ha reso
questa decima edizione molto più ricca e definita.
Davvero
molto apprezzabile il lavoro in sinergia dei Consorzi, che portato a una
maggiore valorizzazione delle eccellenze di tutte le aree vinicole della
regione Piemonte e un senso di coesione territoriale molto importante.
Borghi
d’Europa ha partecipato anche quest’anno a Grandilanghe con l’obbiettivo di
assaggiare dei vini sartoriali, che raccontano i loro terroir d’origine, iniziando
prima dalle bollicine:
-
Il Sessanta
Caluso D.O.C.G Metodo Classico 60 mesi (100% Erbaluce), fresco e minerale e il
Centoventi Caluso Docg Metodo Classico 120 mesi,ampio ed elegante di Tenuta
Roletto di Cuceglio, nel cuore del Canavese,
-
l’Altalanga
Docg 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero di Podere Gagliassi di Monforte d’Alba,
Poi
tra i bianchi:
-
Il Roero Arneis Docg Arlass Riserva Sant’Anna di Cascina
Lanzarotti di Monteu Roero,
-
Il Roero Arneis Docg Riserva Renesio Incisa di Monchiero Carbone
di Canale,
-
Il Langhe Doc Arneis Tre Fie dell’Agricola Marrone di La Morra di
grande beva e il Langhe Doc Chardonnay Memundis, molto elegante e complesso,
Poi
tra i rossi, molto interessanti anche il Roero Docg Riserva Printi di Monchiero
Carbone e il Roero Nebbiolo Docg Riserva Sru “Carlinot” di Cascina Lanzarotti,
entrambi di buona struttura.
Altri
rossi:
-
Il Carema Doc, il Carema Riserva Doc e il Canavese Nebbiolo Doc
Parè della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, tutti molto sapidi e
minerali,
-
Dal Basso Monferrato il Ruchè del Monferrato Docg, il Ruchè del
Monferrato Docg Nisus e il Ruchè del Monferrato Docg Vigna del Castello, tutti
con un timbro evidente di speziatura e una bella persistenza, della Cantina
Prediomagno di Grana (At),
-
Il Langhe Nebbiolo Doc Bèch 2022 di Cordero Mario di Castiglione
Falletto, rosso di grande potenziale evolutivo, con buona acidità,
-
di Poderi La Collina di Dogliani il Langhe Doc Nebbiolo Bricco
Barone e il Langhe Doc Nebbiolo Che Bech, molto armonici e con un bel naso di
frutti rossi che riordano il sottobosco,
-
Il Barbaresco Docg Riserva Basarin, speziato ed armonico e il
Barbaresco Docg San Cristoforo Riserva Vigna Campo Quadro, molto complesso e di
ottima longevità di Punset, realtà biologica di Neive,
-
Il Barbaresco Docg Valeirano e il Barbaresco Docg Rombone Riserva
Cichin di Ada Nada di Treiso, dotati entrambi di una bella balsamicità,
-
di Cecilia Monte Viticultrice in Neive, il Barbaresco Docg
Serracapelli Dedicato a Paolo, complesso ed equilibrato,
-
della Cantina Produttori del Barbaresco (dal 1958), il Barbaresco
Docg Riserva Asili e il Barbaresco Docg Riserva Montefico, di ottima sapidità e
con potenziale evolutivo,
-
il Barbaresco Riserva Docg Cascina Bordino e il Barolo Docg
Cannubi di Tenute Carretta di Piobesi d’Alba, due rossi di carattere e
potenziale evolutivo,
-
il Barolo Docg Bricco San Pietro 2019 di Diego Pressenda Società
Agricola di Monforte d’Alba, balsamico e speziato,
-
il Barolo Docg Bussia, molto avvolgente e persistente di Attilio
Ghisolfi di Monforte d’Alba,
-
il Barolo Docg Bussia Bricco Visette, molto intenso e complesso,
di Attilio Ghisolfi,
-
Il Barolo Docg dell’Agricola Marrone di La Morra, di ottima beva,
con un bel naso di spezie dolci e piccoli frutti rossi,
-
- Il Barolo Docg Castellero di Marrone: molto speziato ed erbaceo,
ha una buona sapidità e un grande potenziale evolutivo,
-
Il Barolo Docg Bussia di Marrone: elegante ed austero, di grande
struttura e potenziale evolutivo,
-
Il Barolo Docg Pichemej di Marrone: ha un’ottima sapidità e un
timbro balsamico che ricorda liquirizia e menta che ben si combina con le note
di piccoli frutti rossi
Tutti
assaggi di grande qualità quelli fatti a Grandilanghe 2026, con un occhio
attento all’evoluzione e longevità per alcuni rossi: il termine sartoriale
calza a pennello!



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