Fino al 1 agosto 2026
mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00
garage BENTIVOGLIO
via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna
Michiel Wautier, Quattro paesaggi con cani da caccia, 1665-1670, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Carlo Favero
Bologna, 10 luglio 2026. Il progetto di Palazzo Bentivoglio che ogni mese mette a disposizione dello sguardo dei passanti un pezzo dalla sua collezione, presenta per il suo appuntamento estivo Quattro paesaggi con cani da caccia di Michiel Wautiers, quattro arazzi realizzati tra il 1665 e il 1670 e visibili negli spazi del garage fino al 1° agosto 2026.
Tra i primi ad abitare le sale di Palazzo Bentivoglio, questi arazzi si erano recentemente confrontati con l’arrivo di un nuovo elemento della collezione nella stessa stanza del palazzo: alcuni fondali originali de La Rosa di Baghdad (1949), il primo cartone animato italiano a colori. Un accostamento peculiare che nasce da un’idea di collezione intesa non come un insieme concluso di oggetti, ma come un sistema vivo di relazioni, debitore della tradizione warburghiana.
«Organizzare e disporre la propria collezione d’arte – afferma Davide Trabucco, curatore di garage BENTIVOGLIO – è un lavoro che dura tutta la vita, e le opere di Palazzo Bentivoglio attendono spesso anni per poi trovare finalmente, come direbbe Warburg, il “buon vicino”, ovvero l’oggetto, il quadro, il manufatto, in grado di innescare il cortocircuito di significati e lo slittamento di senso verso nuovi orizzonti a noi prima sconosciuti».
Questo incontro di opere di epoche distanti tra loro ha contribuito a suggerire una nuova e temporanea disposizione degli arazzi di Wautiers: le quattro scene venatorie diventano, negli spazi del garage, le quinte di un piccolo teatro su strada, una scenografia sospesa e inaccessibile, dove ancora una volta i passanti e i visitatori sono chiamati a entrare nella composizione, diventandone inconsapevolmente i protagonisti. Attraversati da figure e animali, i paesaggi di Wautiers sembrano così oltrepassare la loro funzione decorativa per trasformarsi in elementi capaci di costruire uno spazio e raccontare una storia. Il loro spostamento, il gesto di arrotolarli e nuovamente svolgerli, appartiene alla natura stessa degli arazzi, oggetti mobili, pensati per modificare gli ambienti che abitano, che, secondo le parole del curatore, «ci ricordano l’origine tessile dell’architettura, quando gli interni di una tenda nomade ricreavano attraverso le trame dei tessuti la totalità dei colori e delle forme del mondo».
garage BENTIVOGLIO dà poi appuntamento ai passanti a settembre con Cadaveri squisiti (2009) di Cuoghi Corsello, tra i protagonisti più significativi della scena artistica bolognese degli ultimi decenni, la cui ricerca ha fatto della città uno dei propri principali luoghi di sperimentazione.
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