16 luglio Exhibition opening + performance curato da Simone Frangi e Barbara Boninsegna
17 - 19 luglio LIVE WORKS SUMMIT curato da Barbara Boninsegna e Simone Frangi + Agitu Ideo Gudeta fellowship curato da Barbara Boninsegna e Simone Frangi, Mackda Ghebremariam Tesfaù, Justin Randolph Thompson e con la collaborazione di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Grassi–Pinault Collection Venezia
22 luglio The Sparks Return curato da a cura di Stefania Santoni, Pierangelo Giacomuzzi, P. Parenti. un progetto di Virginia Sommadossi e Elisa Di Liberato
23, 24, 25, 26 luglio LOVE IS POLITICAL curato da Barbara Boninsegna con LIMINAL, Industria Indipendente e Michele Bertolino, Rifugio Amore, Sofia Baldi Pighi
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Centrale Fies (TN), 2 luglio 2026. Dal 16 al 26 luglio 2026, Centrale Fies — centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee — apre al pubblico per dieci giorni consecutivi per restituire al pubblico gli esiti dei progetti annuali e i principali assi di ricerca sviluppati. La programmazione estiva 2026 si articola attraverso mostre, lecture, pratiche performative, dispositivi di ricerca, momenti conviviali e attivazioni pubbliche diffuse, dando forma a un paesaggio culturale eterogeneo e in continua trasformazione.
Il tutto all’interno della storica sede della centrale idroelettrica asburgica dei primi del Novecento, in parte ancora attiva e sotto l’egida di Dolomiti Energia, main sponsor del progetto. Centrale Fies articola la sua programmazione in momenti di restituzione pubblica legati a progetti diversi, partendo con LIVE WORKS SUMMIT + Agitu Ideo Gudeta Fellowship (17 - 19 luglio); e a seguire The Sparks Return (22 luglio); LOVE IS POLITICAL (23 - 26 luglio).
Ad aprire l’estate di Centrale Fies 2026 la mostra personale di Monia Ben Hamouda (16 - 26 luglio), che da giovedì 16 luglio dalle 18.00 sarà visitabile durante le giornate di programmazione o su appuntamento fino al 26 luglio. Ad accompagnare l’apertura della mostra, la performance di Kat Válastur & Aho Ssan, MoonJar (dalle ore 20,00), un’interazione poetica tra suono e movimento. Ispirandosi agli antichi miti della creazione e alla matericità dell’argilla, Válastur e Ssan trasformano lo spazio in un recipiente risonante, all’interno del quale viene messo in scena un rituale di rinnovamento utilizzando magici oggetti in ceramica che richiamano reliquie e ossa, realizzati dalla ceramista Latika Nehra. La coreografia dialoga con questi reperti e con i suoni che essi veicolano, evocando i primi abitanti del pianeta. I movimenti a spirale e circolari di Válastur tracciano archi che riecheggiano i cicli lunari e le torsioni elicoidali del DNA. A concludere la serata il live set di Aho Ssan dalle 21. La mostra personale di Monia Ben Hamouda, la performance di Kat Válastur & Aho Ssan e il live set di Aho Ssan articolano una riflessione sulle tensioni del nostro mondo sensibile verso il metafisico e l’immateriale. A cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, la mostra di Ben Hamouda, allestita nello spazio della Galleria Trasformatori, vivrà in dialogo con gli echi dei contributi live di Valastur e Ssan. La personale di Monia Ben Hamouda è un invito ad abitare la complessità, ad accogliere ciò che sfugge alle definizioni e a riconoscere nel linguaggio uno dei luoghi in cui si depositano le eredità che ci attraversano. Nata a Milano da famiglia tunisina, Monia Ben Hamouda, ha sviluppato negli anni una ricerca che attraversa la storia dell’arte del Medio Oriente e quella dell’Europa occidentale, interrogando il linguaggio come qualcosa di vivo, capace di mutare, spostarsi e generare continuamente nuovi significati. Al centro del suo lavoro c’è l’eredità della calligrafia islamica trasmessa dal padre, non una tradizione da preservare immobile, ma una materia in movimento da cui far emergere nuove forme e nuove possibilità di relazione. Sculture monumentali in acciaio, sabbia e spezie abitano lo spazio espositivo trasformandolo in un paesaggio fatto di segni, odori, colori e presenze. In dialogo con la tradizione dell’aniconismo, che privilegia il testo e l’ornamento rispetto alla rappresentazione figurativa, Ben Hamouda costruisce opere che sfuggono a una lettura univoca. Ispirandosi alla poesia najdita, una forma vernacolare nata nella Penisola Arabica del XVI secolo, immagina il linguaggio come qualcosa che attraversa il tempo e le geografie, si trasforma, migra e resiste. A Centrale Fies le grandi sculture sospese sembrano sottrarsi alla gravità, mentre la sabbia invade parzialmente lo spazio espositivo sottoponendo le opere a un lento processo di trasformazione. Non una rovina, ma un modo per interrogare il tempo, la stratificazione della storia e le forme attraverso cui le memorie vengono custodite, tramandate o dimenticate.
Dal 23 al 26 luglio apre un secondo progetto espositivo: la mostra di Industria Indipendente e Michele Bertolino, BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive, che inaugura un nuovo spazio di Centrale Fies, dove era conservato un piccolo archivio della centrale idroelettrica. BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive è una palestra per allenarsi a sentire insieme, un archivio di letture, immagini e rumori, un raccoglitore di fragranze. Progettato come un archivio aperto, lo spazio conserva riferimenti teorici, letterari e visivi – da Kathy Acker a Derek Jarman – mescolati a un paesaggio sonoro originale che combina suoni metallici, ritagli filmici, canzoni pop distorte e manifesti “blue” parlati. La mostra raccoglie la ricerca condotta dal collettivo Industria Indipendente, insieme a Michele Bertolino, per la produzione del profumo Blue Blue Blue Limbo. La mostra è uno spazio totale, sa di pioggia, cuoio, resina di pino, del sapore metallico del sangue e dell’inchiostro tatuato sulla pelle, del calore avvolgente del fumo, ricorda la salsedine dell’acqua di mare. BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive interseca il focus decennale di Industria Indipendente sulle potenzialità dei corpi, la loro porosità e la creazione di spazi aperti e stratificati con la comprensione del profumo come un dispositivo performativo in grado ridisegnare l’identità di chi lo indossa. Così inteso, il profumo è corpo tra i corpi, e costruisce narrazioni fittizie che abbracciano tutte le storie e le immaginazioni possibili, parlando di quello spazio interstiziale (il limbo) dell’incontro. BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive è un’epica del contatto fatta di sensazioni inalate, smembrate, di visioni collettive confuse, di apparizioni fantasma che si materializzano a ogni spruzzo. È la possibilità della trasformazione, dell’uscire da sé, di attraversare tutte le versioni possibili di se stessi — e farlo insieme.
Il 16 luglio il centro apre così la stagione estiva, e lo fa valorizzando il lavoro continuativo e profondo portato avanti durante l’anno, attraverso un confronto a livello internazionale, sviluppato in larga parte nel fitto programma di residenze artistiche condotte a Centrale Fies nel contesto di PASSO NORD -Centro Regionale di Residenza Artistica Trentino Alto Adige - Südtirol: “Ogni anno, l’apertura ai pubblici degli esiti della ricerca di Centrale Fies rinnova un impegno che accompagna questo luogo fin dalla sua nascita, ossia fare della cultura uno spazio di relazione e pensiero. - afferma Dino Sommadossi, Presidente di Centrale Fies - Non abbiamo mai immaginato il territorio come un semplice contesto in cui operare, lo immaginiamo più come un interlocutore con cui crescere, confrontarci e immaginare nuove traiettorie. Per questo continuiamo a sostenere percorsi di ricerca, produzione e collaborazione che mettono in dialogo competenze, sensibilità e provenienze differenti. È un lavoro che richiede fiducia, visione e tempo, ma che negli anni ha contribuito a rendere Centrale Fies un laboratorio riconosciuto a livello internazionale e, allo stesso tempo, profondamente radicato nella capacità di generare valore culturale e sociale per il proprio contesto. È in questo equilibrio tra apertura al mondo e attenzione ai luoghi che riconosciamo il senso più autentico del nostro lavoro”. |
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IL PROGRAMMA: A Centrale Fies le programmazioni pubbliche, i festival, i progetti che nel corso degli anni hanno plasmato e promosso un cambiamento nelle Arti Performative, sono radicate in una ben consolidata pratica di sostegno all'arte performativa contemporanea. Un progetto lungo 46 anni che si fonda sulla cura, sull'accompagnamento e sulla creazione di spazi di libertà che hanno favorito la nascita di collaborazioni uniche e potenti, così come l’idea di centro di residenza per artiste e artisti. In questi anni il centro di ricerca ha catalizzato un movimento simbiotico, performante e strettamente legato al territorio e all'altrove. Quest'ultimo è concepito sia come un luogo esterno che come una dimensione internazionale, senza la quale nulla di ciò che viene coltivato, prodotto e diffuso da Centrale Fies avrebbe senso.
Ad aprire questa estate è LIVE WORKS SUMMIT (16-17-18-19 luglio 2026) che rappresenta il momento culminante di un processo annuale che unisce scouting, supporto ad artisti emergenti e monitoraggio dei linguaggi performativi contemporanei più innovativi e transdisciplinari. A inaugurare l’estate di Centrale Fies è la mostra personale di Monia Ben Hamouda a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, che resta aperta fino al 26 luglio 2026. Il 16 luglio l’opening della mostra di Monia Ben Hamouda a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, è inoltre il momento di avvio del week end dedicato alla tredicesima edizione di Live Works Summit. Otto artisti selezionati nel 2025 tramite una call internazionale dal board curatoriale di Centrale Fies, composto da Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Justin Randolph Thompson, presentano performance messe a punto durante un anno di residenze, mentorship e formazione. Il pubblico assiste alle performance originali di Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han. All’interno del progetto anche un artista italiano, Luc Ndikubwimana, selezionato per la borsa di studio nominata ad Agitu Ideo Gudeta, fellowship pensata come una forma di affirmative action, dal 2025 in collaborazione con Palazzo Grassi e Fondazione Re Rebaudengo, per contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico legata a barriere materiali e simboliche concrete che si verificano spesso nell’ambito della razzializzazione. ll programma prevede inoltre la presenza di guest come Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz. Ad aprire il capitolo il 16 luglio, Kat Válastur & Aho Ssan con una performance e a seguire un live set di Aho Ssan. LIVE WORKS si configura come una piattaforma di supporto concreto agli emergenti anche grazie a una rete consolidata di partner istituzionali quali Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Grassi, Tanzfabrik Berlin, Hangar Barcellona, Operaestate Festival, facilitando incontro e dialogo tra artisti e sistema culturale nazionale e internazionale. Il pubblico del festival ha dunque l’opportunità di vedere il debutto nazionale di una nuova generazione di artisti provenienti da tutto il mondo.
Il 22 luglio con Bagnomaria (Milano), Chiara Tagliaferri, Gianluca D’Incà Levis un’intera giornata dedicata al progetto The Sparks Return curato da a cura di Stefania Santoni, Pierangelo Giacomuzzi, P. Parenti. un progetto di Virginia Sommadossi e Elisa Di Liberato , progetto vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. The Sparks Return nasce come piattaforma di ricerca e alleanza tra pratiche artistiche, territori e comunità. Attraverso una rete di giovani attivisti culturali operanti nelle vallate trentine, il progetto esplora nuove forme di curatela condivisa, interrogando il rapporto tra cultura, paesaggio, appartenenza e trasformazione sociale, tra assemblee, tavoli di lavoro, talk e una cena condivisa, dove ogni cosa è aperta alla partecipazione pubblica.
LOVE IS POLITICAL (23-24-25-26 luglio 2026) con Anagoor, Annamaria Ajmone, Chiara Bersani con Lemmo, Dewey Dell, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Industria Indipendente, Laura Tripaldi, LIMINAL, Mali Weil, Michele Bertolino, MOTUS, OPEN GROUP, Rifugio Amore, Sofia Baldi Pighi, Violetta Cottini, Wissal Houbabi è il capitolo dell'estate di Centrale Fies dedicato alle relazioni che attraversano il tempo e continuano a trasformarsi. Da un lato tornano alcune delle compagnie italiane che Centrale Fies ha sostenuto fin dagli esordi e che oggi, dopo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, presentano le loro creazioni più recenti; dall'altro, nuove artiste e artisti con cui si stanno costruendo percorsi di confronto, accompagnamento e ricerca condivisa. Dopo Enduring Love, Evolving Love e Radical Love, l'edizione 2026 mette al centro la natura politica delle relazioni. Perché ciò che accade tra le persone non resta mai soltanto nella sfera privata: lascia tracce, genera possibilità e contribuisce a modellare il mondo condiviso. LOVE IS POLITICAL nasce dalla convinzione che amore, amicizia, alleanza e cura siano pratiche capaci di incidere sul reale. Per questo guarda alle relazioni che cambiano nel tempo senza smettere di generare fiducia e immaginazione: quelle che legano artiste e artisti, curatrici, pubblici e territori, e che permettono alla ricerca di attraversare la vita quotidiana. Alcune compagnie tornano a Fies riportando con sé le tracce di una storia comune; accanto a loro, nuove ricercatrici e ricercatori condividono con il pubblico processi ancora aperti, dedicati a tutte quelle continuità disomogenee che continuano a trasformare persone, pratiche e immaginari.
Per LOVE IS POLITICAL, il collettivo trentino Rifugio Amore cura CLUB ALTROVE, interpretando il clubbing come spazio di relazione, espressione e trasformazione collettiva. Attraverso la musica e la costruzione di un contesto accogliente e inclusivo, il dancefloor diventa un luogo in cui sperimentare nuove forme di vicinanza, appartenenza e libertà. La selezione artistica riunisce KUNTHUG, producer e DJ che intreccia sonorità balcaniche, elettronica e influenze mediorientali; Kobramulata, progetto performativo che attraversa territori sonori ibridi e rituali; e Mantis, DJ attiva nella scena elettronica contemporanea. In dialogo tra loro, danno forma a una serata che mette al centro corpi, desideri e immaginari capaci di sfidare le convenzioni e aprire spazi di incontro inattesi.
La novità di quest’anno è l’inserimento di tre progetti speciali che Centrale Fies riconosce come affini, un patto di contesto che mette in comune pratiche, linguaggi e responsabilità. “Durante la conferenza di maggio - afferma la Direttrice Artistica Barbara Boninsegna - Annalisa Sacchi,Prof. Ordinaria di Estetica del Teatro all'Università Iuav di Venezia ha definito quello di Centrale Fies un esempio di curatela espansa, una pratica che rinuncia alla centralità di una singola voce per aprirsi a una costellazione di sguardi, relazioni e responsabilità condivise. È un'immagine in cui ci riconosciamo profondamente. La programmazione di luglio nasce proprio dall’idea di non affidarci mai a un'unica visione curatoriale, creando un ecosistema in cui progettualità differenti convivono, si attraversano e generano nuove possibilità. Live Works Summit, Agitu Ideo Gudeta Fellowship, Arte come Resistenza Civile, Overhead, The Sparks Return, Club Altrove e Love is Political, sono progetti di curatori e curatrici diversi, in cui ogni traiettoria mantiene la propria autonomia, ma insieme compongono un'infrastruttura comune capace di sostenere ricerca, produzione e immaginazione. Per noi, oggi, la curatela significa soprattutto creare le condizioni perché altre visioni possano emergere, incontrarsi e trasformarsi reciprocamente”.
Si allarga dunque il campo delle alleanze con Lorenzo Pezzani responsabile del progetto di ricerca LIMINAL dell’Università Alma Mater di Bologna, che porta Overhead, intervento installativo in dialogo con il pubblico e creato ad hoc, e Sofia Baldi Pighi, curatrice indipendente e ricercatrice all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. LIMINAL è un laboratorio di ricerca dell’Università di Bologna che indaga la violenza di frontiera con tecniche di rappresentazione visiva, investigazione geospaziale, mediale e open-source. Overhead si sviluppa in tre giorni tra eventi pubblici e un’installazione audiovisiva attiva per tutta la durata, intrecciando tre diverse traiettorie di sorveglianza e violenza dall’alto nel Mediterraneo: aerial bordering, aerial occupations e genealogie dell’airpower italiano nella colonizzazione della Libia. Tra archivi, testimonianze, materiali open-source e un soundscape spazializzato, il lavoro ribalta lo sguardo dominante dall’alto e interroga il significato politico del guardare dal basso. Sofia Baldi Pighi lavora invece su cosa accade quando la guerra colpisce anche il patrimonio culturale, rendendo la sua tutela un atto politico, ispirandosi a un concetto espresso dall’UNESCO: “le guerre cominciano nella mente degli uomini”. Nel suo progetto Arte come resistenza civile, guarda alla scena culturale ucraina che, nonostante il conflitto, resta viva, e dove mostre, spettacoli e librerie diventano forme di militanza e resistenza, anche attraverso raccolte fondi; nella sua ricerca emerge come molti artisti si arruolino o vendano opere per finanziare attrezzature e medicine. A Centrale Fies porta OPEN GROUP (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) con Repeat after me II, che il pubblico ha potuto vedere al padiglione polacco durante la 60ª Biennale di Venezia. Centrale Fies costruisce alleanze orizzontali tra curatrici, curatori, artisti e artiste, collettivi, ricercatori-ricercatrici e soggetti territoriali, mettendo al centro pratiche di ascolto, co-progettazione e responsabilità condivisa. In un contesto culturale sempre più orientato alla semplificazione e alla verticalità dei modelli produttivi, Centrale Fies sceglie di investire nella complessità, nella coesistenza delle differenze e nella costruzione di infrastrutture culturali condivise. Un approccio fondato sulla pluralità delle visioni e delle pratiche, che interpreta la curatela come spazio di relazione e costruzione condivisa. A sottolineare questa pluralità di formati e di linguaggi è proprio BLUE BLUE BLUE LIMBO - un-archive di Industria Indipendente a cura di Michele Bertolino, una mostra, una performance, uno screening, una conversazione e un profumo.
Più che un festival, Centrale Fies costruisce un ecosistema curatoriale condiviso. Proprio per questo, a partire dal 2020, il centro ha avviato una profonda trasformazione delle proprie pratiche curatoriali e del formato festival, sviluppando un modello aperto, modulare e transdisciplinare. La direzione artistica si è progressivamente ridefinita come spazio di attivazione e relazione, capace di mettere in dialogo visioni, pratiche e soggettività differenti. Nel 2026 questo processo si amplia ulteriormente attraverso un ecosistema curatoriale composto da progettualità autonome e complementari, che convivono all’interno della programmazione estiva mantenendo ciascuna la propria identità, il proprio linguaggio e il proprio pubblico. Oltre alla Direttrice Artistica Barbara Boninsegna e Simone Frangi, curatore e mentor nell’ambito di Live Works Summit che curano la mostra personale di Monia Ben Hamouda; Agitu Ideo Gudeta Fellowship, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio dispositivo curatoriale attraverso il coinvolgimento di Mackda Ghebremariam Tesfaù e Justin Randolph Thompson, da questa edizione Lorenzo Pezzani / LIMINAL, Sofia Baldi Pighi, Michele Bertolino e Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato che curano insieme agli attivisti e alle attiviste culturali P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni The Sparks Return, progetto vincitore del Bando Laboratorio di Creatività Contemporanee, fino a Club Altrove curato dal collettivo Rifugio Amore. |
PROGRAMMA E PROTAGONISTI
EXHIBITION a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna 16 - 26 luglio 2026
BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive, mostra di Industria Indipendente a cura di Michele Bertolino dal 23 al 26 luglio 2026
LIVE WORKS SUMMIT a cura di Barbara Boninsegna e Simone Frangi 17-18-19 luglio 2026 con Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han, Luc Ndikubwimana (AGITU IDEO GUDETA FELLOW a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna con Mackda Ghebremariam Tesfau’ e Justin Randolph Thompson), Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz, Kat Válastur & Aho Ssan a cura di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato 22 luglio 2026
LOVE IS POLITICAL a cura di Centrale Fies 23-24-25-26 luglio 2026 |
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