L'OPERA Disposte come isole di un unico ecosistema immaginifico, otto sculture in veste di totem evocano una vegetazione reinventata. Ogni elemento è autonomo ma rimane parte di un arcipelago di simboli vegetali che richiama l’eleganza e l’armonia dei giardini storici, degli stemmi e delle forme decorative. Agostino Iacurci abbraccia discipline diverse: murales, sculture, installazioni e ambienti immersivi convivono nella sua pratica di “pittura espansa” e nell’uso di elementi essenziali e tinte accese. Le piante lavorate artigianalmente inseguono contrasti cromatici audaci: il fucsia sposa il verde, il viola incontra l’arancione, il mattone si fonde con il magenta. Gli elementi posano sopra basamenti geometrici composti da colori naturali. Le opere entrano in relazione con la flora ospitata nello spazio che fu giardino del Seminario e che è oggi la Piazza di Portrait Milano. Dialogano con il rigore dell’architettura cinquecentesca, con il ritmo delle colonne e con le rigogliose aiuole dalle forme organiche, altre isole dove protagoniste arboree sono vere canfore, magnolie, camelie; progetto nato nel 2022 grazie alla collaborazione con l’esperto botanico Vittorio Peretto. L’esito è una composizione in cui verde, architettura e vuoto convivono in equilibrio, un intreccio sottile tra vegetazione viva e forme immaginate. |
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