La storia del ‘Re dei salumi’ è stata omaggiata in un convegno
organizzato al Teatro Regio
di Parma, alla presenza di istituzioni e chef stellati
Il Consorzio di Tutela ha
rivelato i dati storici: i culatelli marchiati sono passati dai 5.500 del 1996
agli attuali 82.570, con il record di 102mila nel 2022. E negli ultimi 10 anni
ha registrato il boom del preaffettato, passato dal 4,6% della produzione al
41,5% del 2025, e contribuendo a far crescere il fatturato al consumo da 14,5 a
24 milioni di euro (+65%)
Parma, 7 maggio 2026 – Trent’anni di
Denominazione di Origine Protetta. Il Consorzio del Culatello di Zibello
ha celebrato il prestigioso traguardo, ottenuto esattamente nel 1996,
all’interno del convegno ’30 anni di Culatello di Zibello Dop: bilanci,
mercati e prospettive di internalizzazione’ andato in scena oggi al Teatro
Regio di Parma.
I saluti istituzionali
sono stati affidati a Michele Guerra (sindaco di Parma), affiancato da Romeo
Gualerzi (presidente del Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello), Pietro
Gasparri (dirigente del Ministero dell’agricoltura, della sovranità
alimentare e delle foreste), lo chef Massimo Spigaroli (fondatore del Consorzio
e promotore del riconoscimento della Dop), Stefano Benedetti
(responsabile area sanità veterinaria Regione Emilia-Romagna) e Marco
Pierantoni (direttore servizio veterinario Ausl Parma).
E durante la mattinata, dopo l’apertura lavori affidata a Massimo Fabi
(assessore regionale alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna), sono
poi intervenuti anche Vincenzo Carrozzino (funzionario Ministero
dell’agricoltura), Nicola Santini (Ministero della salute) e Davide
Calderone (direttore ASSICA), con la moderazione del direttore di
Salumitalia, Cristiano Costantino Loddo.
Un percorso di
trent’anni che ha visto crescere in modo esponenziale il Consorzio di Tutela
del Culatello di Zibello Dop, come testimoniato anche dai dati. Se nel 1996
infatti erano stati registrati 5.500 pezzi, nel 2025 la quota è
salita a 82.570, con un record assoluto di 102.591 ottenuto nel 2022 post
ripresa Covid. Ma anche guardando agli ultimi 10 anni, il Consorzio –
che associa tutti e 20 i produttori della Dop per un totale di circa 250
addetti tra diretti e indotto – ha ottenuto risultati di grandissimo rilievo. Il numero di
culatelli sigillati è passato dai 62.945 del 2015 ai già
citati 82.570 dell’anno scorso (+31%) con un fatturato al
consumo quasi raddoppiato e passato da 14,5 milioni di euro agli attuali 24
(+65%). E ad ottenere i risultati maggiori è stato indubbiamente il
comparto del preaffettato. Nel 2015 la produzione destinata era
ferma al 4,6% del totale, mentre nel 2025 la percentuale ha
raggiunto il 41,5% con 34.392 culatelli avviati alla lavorazione; una
crescita che ha portato il numero di vaschette prodotte dalle 71mila
di 10 anni fa alle 1,07 milioni registrate lo scorso anno e che si è
tramutata anche nel valore sul fatturato del comparto, passato dai 604mila euro
agli attuali 14,5 milioni.
Inoltre il Consorzio, a cui
spetta il compito di difendere e promuovere la qualità e la tipicità del
prodotto, ha raggiunto diversi obiettivi negli ultimi 30 anni. Tra questi il
più importante è stato l’aggiornamento del disciplinare, avvenuto nel 2025,
che ha introdotto modifiche lungo tutta la filiera. Il più rilevante ha
riguardato il peso massimo alla marchiatura, passato da 5 a 6 chili, e
quello della carcassa (da 190 a 195 chili) e pensati per favorire una tendenza
ormai strutturata tra i produttori: la ricerca di stagionature più lunghe,
fino a 48 mesi. L’evoluzione consente di esaltare le caratteristiche
organolettiche del prodotto: partire da una materia prima più pesante e con
maggiore componente grassa permette infatti di mantenere morbidezza e qualità
anche nel lungo periodo, contribuendo a un risultato finale di eccellenza.
Il nuovo disciplinare prevede inoltre una riduzione della percentuale minima di
sale e l’aggiornamento dei controlli genetici, ora digitalizzati, per
migliorare ulteriormente tracciabilità e sicurezza della filiera.
Un aggiornamento
fondamentale per un prodotto unico nella norcineria italiana: riconosciuto
universalmente come il ‘Re dei salumi’, viene realizzato da disciplinare
in soli 7 comuni della Bassa Parmense (Busseto, Colorno, Polesine Zibello,
Roccabianca, San Secondo, Sissa Trecasali e Soragna) all’interno di una
produzione che ancora adesso avviene in gran parte a mano e dove il territorio
– umido e nebbioso di inverno; caldo e afoso d’estate – rappresenta il fattore
determinante per la stagionatura di questa eccellenza. Ricordando come il
marchio Dop viene conferito dopo una stagionatura minima di 9 mesi.
Romeo Gualerzi, presidente del
Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello: «Sono stati 30 anni di grandi
soddisfazioni per questa iconica Dop. Il Culatello di Zibello è universalmente
riconosciuto come il ‘Re dei salumi’, e rappresentarlo come presidente per il
secondo mandato consecutivo è motivo di grande orgoglio. Siamo partiti con poco
più di 5mila culatelli marchiati e nel post Covid abbiamo superato i 100mila:
risultati fuori da ogni portata che sono stati raggiunti solo grazie al lavoro
rigoroso e instancabile del Consorzio di Tutela e dei suoi consorziati. Nel
mezzo abbiamo ottenuto anche il riconoscimento del Ministero dell’Agricoltura
nel 2010 e aggiornato il disciplinare lo scorso anno, in uno sforzo costante
per proteggere e valorizzare una Dop unica in tutto il mondo».
Massimo Spigaroli, chef stellato ed ex presidente del Consorzio del Culatello di
Zibello: «Il 1° luglio 1996 il Culatello di Zibello ha ottenuto
ufficialmente la Dop. Non avevamo la certezza di raggiungere questo traguardo,
ma le istituzioni hanno riconosciuto il valore di un’eccellenza che rappresenta
profondamente la nostra salumeria. Siamo entrati nel sistema delle tutele
subito dopo i grandi prodotti del territorio, come il Parmigiano Reggiano e il
Prosciutto di Parma, ed è stata una grande soddisfazione. Volevamo proteggere
un’eredità culturale che rischiava di andare perduta, intervenendo per
garantirne la tutela. E soprattutto circoscrivendo la produzione all'interno di
soli otto comuni storici – diventati poi sette con la fusione di
Polesine-Zibello - ci ha permesso di proteggere il Culatello dalle imitazioni,
garantendo, attraverso un sistema di controlli europeo, la salvaguardia di un
prodotto che è simbolo autentico del nostro territorio».


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