L’open day di Azione Contro la Fame nel cuore del Gallaratese a Milano: una giornata per entrare nel lavoro che l’organizzazione porta avanti in Italia. Annunciato il traguardo dell'iniziativa Ristoranti Contro la Fame, che in undici anni ha superato il milione di euro raccolti.
Milano, 5 maggio 2026 – In Italia l’insicurezza alimentare tocca quasi 3 milioni di famiglie, l’11% del totale, pari a circa 6 milioni di persone. Numeri che raccontano un Paese in cui mettere in tavola un pasto adeguato è ogni giorno più difficile. Per Azione Contro la Fame è inaccettabile. È da qui che ieri, allo Spazio Indifesa di via Appennini, è partito l’open day Mai più fame: il cambiamento che costruiamo insieme, che ha riunito oltre cento persone fra ristoratori, aziende, istituzioni, partner, donatori e protagoniste dei programmi italiani dell’organizzazione, attiva da 47 anni nella risposta alle emergenze umanitarie e nel sostegno ai percorsi di autonomia. L'open day ha tenuto insieme tre piani: il racconto del programma Mai più fame: dall'emergenza all'autonomia, che a Milano e Napoli accompagna chi vive in condizioni di povertà alimentare dal sostegno immediato al lavoro; la celebrazione dell'undicesima edizione dell’iniziativa Ristoranti Contro la Fame, che in undici anni ha superato il milione di euro raccolti grazie alla ristorazione italiana e la presentazione del nuovo Comitato Tecnico, organo consultivo che da quest'anno affianca l'iniziativa.
Dall’emergenza all’autonomia
Ha aperto la mattinata Giulia Pelucchi, Presidente del Municipio 8 del Comune di Milano, portando lo sguardo del territorio sul Gallaratese, quartiere in cui sorge l’Hub Indifesa gestito da Terre des Hommes. È in questo spazio che convergono i servizi del programma in Italia. Ilaria Adinolfi, Responsabile del Programma Italia di Azione Contro la Fame, ha illustrato il modello di intervento. Si parte dal bisogno immediato, il sostegno alla spesa alimentare attraverso tessere spendibili in supermercati convenzionati e nel social market Solidando di IBVA, e si arriva all’autonomia con educazione alimentare, formazione professionale e inserimento lavorativo. Nel 2025 sono state affiancate 616 famiglie a Milano e Napoli.
I dati di fine anno raccontano cambiamenti concreti nelle abitudini quotidiane: il 58,6% delle famiglie coinvolte beve più acqua, il 57,3% ha ridotto il consumo di zucchero, il 48,5% porta in tavola pasti più vari. La quota di alimenti ultraprocessati si è ridotta nel 47,7% dei nuclei e quasi una famiglia su due (47,5%) legge oggi con attenzione le etichette nutrizionali. Ma il dato più significativo riguarda l’uscita dalla povertà: circa il 60% delle persone coinvolte trova lavoro o riprende un percorso di formazione, soglia che a Milano supera il 70%. Nel 2026 il programma si estenderà da Milano e Napoli anche a Bari.
A dare voce a quei numeri sono state due testimonianze del progetto di Azione Contro la Fame. Chiara ha raccontato come durante il percorso abbia ritrovato autostima e capacità di scelta, fino al contratto a tempo indeterminato come receptionist. Elham, con un passato nella ristorazione interrotto dalla pandemia, ha frequentato i corsi di contabilità ed è oggi pronta ad aprire un nuovo locale.
Il programma vive di una rete di alleanze. Numerose aziende contribuiscono con volontariato di competenza e inserimenti lavorativi: fra loro Capgemini e DMX Pharma, che durante l'open day hanno raccontato la propria esperienza. IBVA gestisce il social market Solidando garantendo prodotti freschi e di qualità, mentre Areas My Chef, Carrefour, Compass, Morato, Sodexo e altri partner ampliano l'offerta di opportunità professionali.
Ristoranti Contro la Fame: una mobilitazione che parte dalla tavola
Tra le iniziative che contribuiscono a finanziare l'intervento in Italia c'è Ristoranti Contro la Fame, giunta all'undicesima edizione, la più grande iniziativa solidale della ristorazione italiana. Solo nel 2025 la campagna ha raccolto 170.000 euro, portando il totale degli undici anni oltre la soglia del milione: una cifra che misura la capacità del settore food di mobilitarsi sui temi della povertà alimentare e della malnutrizione.
Ogni anno, dal 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, al 31 dicembre, ristoranti, pizzerie, osterie e catene aderiscono coinvolgendo i clienti con il piatto solidale o con eventi dedicati. Nel 2025 hanno partecipato 182 locali: 107 ristoranti e 75 punti vendita di catene, fra cui Pokéria by NIMA, Macha e Wiener Haus, che hanno rinnovato l’adesione.
«Ristoranti Contro la Fame trasforma un gesto quotidiano, come scegliere un piatto, in una risposta concreta che arriva alle famiglie in difficoltà in Italia, ai bambini malnutriti del Centrafrica, alle donne rifugiate in Libano, alle comunità di Nepal e Kenya che affrontano i mutamenti climatici. Undici anni di solidarietà e un milione di euro raccolti dicono una cosa semplice e fondamentale: la ristorazione italiana ha capito che chi si occupa di cibo può fare la differenza» dichiara Simone Garroni, direttore generale di Azione Contro la Fame. «Solo nel 2025 abbiamo affiancato 616 famiglie in Italia, effettuato migliaia di screening nutrizionali in quattro Paesi e garantito accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari a decine di migliaia di persone».
Una nuova governance per l’iniziativa Ristoranti Contro la Fame: nasce il Comitato Tecnico
L'undicesima edizione segna anche un'evoluzione strutturale: per la prima volta, Ristoranti Contro la Fame si dota di un Comitato Tecnico, organo consultivo che riunisce alcune delle voci più autorevoli del panorama gastronomico, mediatico e imprenditoriale italiano. L'obiettivo è dare alla campagna una direzione strategica condivisa, capace di intercettare le tendenze del settore food, ampliare le partnership e potenziare la capacità della ristorazione italiana di mobilitarsi sui temi della povertà alimentare e della malnutrizione. Il Comitato è composto da Alberto Cauzzi (CEO e founder di Epheso Srl), Mario Cucci (editore di TavoleDoc), Maddalena Fossati Dondero (direttrice de La Cucina Italiana e di Condé Nast Traveller), Carla Icardi (director food division di Mncomm), Giano Lai e Francesca Manunta (content creator di @cosamangiamooggi), Chiara Maci (food expert), Teresa Onorato (CEO di Honor Consulting), Tunde Pecsvari (PR and press relations di UBRI e ristoratrice) e Paolo Vizzari (narratore gastronomico). Una composizione che riflette la pluralità degli attori del settore: critica e narrazione gastronomica, industria della ristorazione, consulenza strategica e comunicazione digitale.
Premi e riconoscimenti
La cerimonia ha visto la consegna dei riconoscimenti a chef, ristoranti, catene e aziende che hanno contribuito alla campagna. Nove ristoranti si sono distinti come Supersolidali Platinum, superando ciascuno la soglia dei 3.000 euro raccolti.
Fra questi, il ristorante Da Vittorio di Brusaporto (Bergamo), tre stelle MICHELIN, che si è distinto grazie all’impegno dei fratelli Cerea e al supporto di Ferrari Trento; Madama Piola di Torino, protagonista di una raccolta eccezionale lungo tutta la campagna; la Locanda Gesù Vecchio di Napoli, che ha realizzato una cena a quattro mani con lo chef Antonio Pedana del ristorante stellato Le Monzù all’Hotel Punta Tragara di Capri; Osteria Brunello, che ha coinvolto la propria clientela con l’iconica cotoletta di vitello alla milanese; Nobu Milano, che ha proposto O Cha Tè Verde riscuotendo grande successo. Completano il quadro YARD Restaurant a Verona, Locanda Margon a Ravina (Trento), una stella MICHELIN, e le cene d’autore degli chef Maurizio Bufi del ristorante Il Fagiano (Grand Hotel Fasano, Gardone Riviera) sul lago di Garda e Raffaele Lenzi de Il Sereno al Lago (Torno) sul lago di Como, entrambi insigniti di una stella MICHELIN.
Riconoscimenti sono andati anche alle aziende e alle Fondazioni che si sono distinte nel sostegno ai programmi: Sole365, Fondazione De Agostini, Fondazione Migrantes e Fondazione Prosolidar, che hanno sostenuto Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia, oltre a partner di lunga data come KPMG.
Impatto nel mondo
I fondi raccolti nell'edizione 2025 non si fermano in Italia: hanno sostenuto programmi in cinque Paesi, ciascuno con bisogni specifici e strumenti diversi, costruiti insieme ai team e ai partner locali.
In India, a Mumbai, in insediamenti informali segnati da vulnerabilità economica e da condizioni igienico-sanitarie precarie, il lavoro si è concentrato sulla prevenzione della malnutrizione nei primi mille giorni di vita, dalla gestazione ai tre anni: oltre 5.000 screening nutrizionali, 204 donne in gravidanza coinvolte nel programma, più di 550 caregiver accompagnati con attività di counseling e 258 operatrici e operatori sanitari di comunità formati.
In Repubblica Centrafricana, in un Paese attraversato da una crisi politica e umanitaria profonda, sono state rafforzate sei strutture sanitarie nel distretto di Ngaoundaye. Oltre 10.000 bambine e bambini sotto i cinque anni hanno avuto accesso alle cure, 891 sono stati identificati e trattati per malnutrizione acuta grave e 246 famiglie hanno trovato sostegno psicosociale: a conferma del fatto che la fame, in un contesto di conflitto, non si misura solo in calorie.
In Libano, dove il collasso economico e i nuovi flussi di sfollamento interno hanno eroso i servizi essenziali, oltre 3.700 bambine e bambini hanno avuto accesso ai micronutrienti, 170 fosse settiche sono state messe in sicurezza in 14 insediamenti informali e 144 persone sono state accompagnate nell’accesso alle cure ospedaliere, grazie ad accordi con quattro ospedali pubblici.
In Nepal, nel distretto di Udayapur, il progetto PoWER ha coinvolto 900 famiglie, circa 4.500 persone in maggioranza donne, integrando pratiche agricole resilienti ai cambiamenti climatici, sicurezza alimentare e rafforzamento dei mezzi di sussistenza. Sono stati effettuati 3.877 screening nutrizionali, messe a dimora 5.800 piante di bambù per proteggere i terreni dalle inondazioni e avviate o rafforzate oltre 50 piccole imprese agricole guidate dalle comunità locali.
In Kenya, nella contea di Isiolo, dove la siccità ricorrente ridisegna ogni anno la disponibilità di cibo e acqua, il nuovo sistema idrico di Lowai garantisce l’accesso all’acqua a 1.200 persone e a 8.100 capi di bestiame: le donne, che prima percorrevano fino a dodici chilometri a piedi per riempire una tanica, oggi impiegano pochi minuti. Sessanta donne hanno inoltre partecipato a percorsi di formazione in agricoltura, con attenzione particolare alle colture resilienti ai cambiamenti climatici.
Una rete che continua a crescere
L’edizione 2025 ha potuto contare sui tre partner principali, Ferrari Trento, FIPE-Confcommercio e METRO Italia, e su una rete più ampia di partner d’eccellenza: Surgiva, Michelin Italia, TheFork, Radio Deejay e Radio Capital. Hanno contribuito al successo della campagna anche Ambasciatori del Gusto, Chic, Gastronomika, Honor Consulting, Le Soste, International Pizza Academy, Restworld, Teritoria, TavoleDoc, Unione Brand Ristorazione Italiana (UBRI) e Zucchetti.
Azione Contro la Fame | www.azionecontrolafame.it
Azione Contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Siamo specialisti da 47 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne preveniamo le cause. Siamo in prima linea in 57 Paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 26,5 milioni di persone.
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