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Dal 18 aprile al 2 giugno 2026 PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea celebra il traguardo del suo decennale riaffermando la propria identità di osservatorio privilegiato sull’arte e la creatività italiana.
Nato con l’obiettivo di offrire uno sguardo a 360° sul sistema dell’arte e della creatività contemporanea, il festival, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo, ha costruito negli anni un modello virtuoso di valorizzazione capillare del territorio, portando a Parma un ricco palinsesto di mostre, eventi, incontri, performance e attività formative capaci di intrecciare ricerca artistica, divulgazione e partecipazione.
Dal 2016 al 2025, nove edizioni hanno dato vita a 22 location, 70 mostre ufficiali e coinvolto oltre 200 artisti, trasformando la città in un laboratorio diffuso di sperimentazione e dialogo. Musei e spazi urbani hanno rivissuto attraverso progetti di pittura, fotografia, arte digitale, scultura e installazione, alternati a concerti, concorsi e workshop, coinvolgendo alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea (da Michelangelo Pistoletto alla Cracking Art, da Studio Azzurro a Edoardo Tresoldi) e della fotografia italiana (Franco Fontana, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Nino Migliori) ponendo al centro anche la creatività emergente.
Alla base della progettualità di PARMA 360 vi sono i concetti di rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione degli spazi cittadini: un vero e proprio museo diffuso che ha saputo mettere in rete e promuovere il patrimonio artistico e architettonico esistente, valorizzando luoghi talvolta poco conosciuti o frequentati, come l’Antica Farmacia di San Filippo Neri, l’Oratorio di San Tiburzio, l’Ospedale Vecchio, il Ponte Europa (Ponte Nord), l’area dell’ex SCEDEP, la Stazione di Parma e il Torrione Visconteo. Un percorso che ha favorito un coinvolgimento attivo della cittadinanza e l’ampliamento costante del pubblico, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie.
Promosso dalle associazioni culturali 360° Creativity Events ed Art Company, PARMA 360 Festival ha ricevuto il contributo del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma, a cui si aggiungono un’ampia rete di partner pubblici e privati.
Per il suo decennale, il festival sceglie come tema LUX. In un mondo saturo di immagini, «LUX. Visioni sulla Luce» diventa un invito a riscoprire la luce come linguaggio universale, materia viva e mezzo espressivo. La luce abita gli spazi urbani e museali con installazioni, performance e opere che interrogano il confine tra reale e percepito, tra energia e forma, costruendo una narrazione collettiva sull’uso della luce nell’arte contemporanea. Il pubblico non sarà semplice spettatore, ma parte integrante di un viaggio sensoriale che restituisce alla luce la sua dimensione esperienziale e relazionale. |
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La Galleria San Ludovico di Parma ospita Morphology Light. Viaggio nella forma della luce, mostra personale di Antonio Barrese, a cura di Chiara Canali. L’esposizione propone un attraversamento immersivo della ricerca dell’artista, figura centrale della sperimentazione italiana tra arte, design e scienza. Al centro del progetto vi è la luce intesa come materia plastica, fenomeno fisico e struttura percettiva capace di generare forma. Attivo fin dagli anni Sessanta, Barrese supera i confini disciplinari, collocandosi tra arti visive, progettazione e riflessione teorica. In seno a questo contesto si inserisce la sua partecipazione al Gruppo MID (Mutamento Immagine Dimensione), con il quale condivide una visione dell’opera come dispositivo dinamico, aperto, fondato su processi di trasformazione e su un coinvolgimento attivo dello spettatore.Peter Weibel (teorico della media art e direttore per 24 anni dello ZKM - Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe) lo ha definito “agente provocatore”, capace di produrre scarti cognitivi e anticipare mutamenti culturali. La mostra riunisce opere storiche e lavori recenti, evidenziando la coerenza di una ricerca radicale. Nei cicli Big e Mini Shining, la luce diventa struttura generativa che costruisce spazi immateriali e altera la percezione. Riflessione, rifrazione e interferenza si traducono in esperienze estetiche che rendono visibile l’invisibile. La “morfologia” diventa così principio di divenire: l’arte, come la scienza, è ricerca dell’ulteriore attraverso la forma. |
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Nel piano nobile di Palazzo Pigorini, l’esposizione “Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce”, a cura di Sandro Parmiggiani in collaborazione con Corsiero editore, presenta 70 delle 100 fotografie dedicate al fiume Po dal fotografo inglese Michael Kenna. Realizzate tra il 2007 e il 2019, le immagini seguono il corso del fiume dalla sorgente alpina alla foce adriatica, attraversando i paesaggi della Pianura Padana. Il progetto nasce da una lunga frequentazione del territorio e da un rapporto progressivo e intimo con il grande fiume. Dalle prime riprese nel 2007, in occasione di un incarico a Reggio Emilia, si è sviluppata una relazione sempre più profonda con questi luoghi. Kenna descrive il Po come una presenza potente e magnetica, paragonabile a un “vecchio e saggio amico”. Le fotografie nascono da un approccio lento e contemplativo, frutto di vere e proprie “conversazioni” visive con il paesaggio. La luce è elemento centrale: nebbie, riflessi e cieli lattiginosi diventano materia espressiva attraverso esposizioni brevi o prolungate. I paesaggi appaiono essenziali, sospesi, costruiti su silenzi e sottili equilibri. Fondamentale è l’uso del bianco e nero, scelta poetica che riduce la stimolazione sensoriale e attiva l’immaginazione. Le immagini si configurano così come “scritture di luce”, interpretazioni liriche più vicine alla poesia che alla descrizione documentaria. Completa il percorso una video-intervista che offre uno sguardo diretto sul processo creativo dell’artista lungo il fiume. |
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Il secondo piano di Palazzo Pigorini accoglie Quadrifluox, progetto a cura di Piergiuseppe Molinar attivo dal 2018, che nasce da un’idea radicale: l’inchiostro non deve solo assorbire la luce, ma può generarla. Attraverso l’uso dell’inchiostro fluorescente, la ricerca ridefinisce il rapporto tra carta, immagine e percezione, trasformando la stampa in un linguaggio autonomo. Sotto la luce di Wood l’opera cambia stato: l’immagine si accende, si espande, rivela livelli nascosti e dettagli invisibili. La fluorescenza non è un effetto speciale o decorativo, ma parte integrante della costruzione visiva. A Parma 360 Festival viene presentato un percorso espositivo che restituisce l’evoluzione della ricerca attraverso una selezione di opere stampate: un viaggio tra sperimentazione visiva, illustrazione e graphic novel che fonde rigore tecnico e visione artistica. Con Hello Fluo, la logica della programmazione dialoga con la stampa tipografica, fondendo digitale e analogico.
Completa il percorso del secondo piano di Palazzo Pigorini la mostra Una nuova luce, a cura di Galleria Caracol che, riunisce per la prima volta in Italia tre protagonisti dell’illustrazione francese contemporanea: Jean Mallard, Clément Thoby e Florian Pigé. La mostra mette in dialogo tre ricerche differenti, accomunate dall’uso della luce come materia narrativa e principio generativo dell’immagine. Jean Mallard, tra i nomi più riconosciuti della nuova scena francese, costruisce con l’acquerello paesaggi visionari e stratificati, attraversati da una moltitudine di dettagli e micro-narrazioni. Clément Thoby, illustratore pubblicato su importanti testate internazionali quali come The New Yorker, The New York Times e Le Monde, rilegge l’eredità dei Fauves attraverso atmosfere morbide e cinematografiche, in cui la luce costruisce profondità e sospensione. Florian Pigé, il più giovane, utilizza il pastello per creare una luce intima e avvolgente, capace di modellare i volumi e sospendere la scena in un tempo dilatato. Per Thoby e Pigé si tratta della prima mostra personale in Italia. L’esposizione conferma inoltre la collaborazione decennale tra Galleria Caracol e Parma 360, impegnata nella valorizzazione dell’illustrazione contemporanea internazionale. |
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Il Torrione Visconteo di Parma presenta DEL SUBLIME, progetto multimediale del Duo ES (Nicola Evangelisti e Silvia Serenari), in collaborazione con il compositore Nicola Evangelisti. La mostra, a cura di Chiara Canali, esplora il concetto di sublime nell’arte contemporanea mettendo in relazione varchi di luce - assimilabili a rosoni, e suoni, in una visione trascendentale tra scienza e spiritualità. Il titolo del progetto è ispirato al significato originario di “Sublime”, teorizzato nella greca antica fin dai tempi di Platone come “alto” “elevato”: lo sguardo verso un empireo ideale, ma tuttavia non ancora definito. La tensione verticale si attiva dalla percezione dei “rosoni di luce” proiettati sulla volta del seminterrato e conduce lo spettatore in un percorso ascensionale che si sviluppa sui quattro livelli del Torrione. Tale movimento trova compimento nell’opera video Transies Euntis, realizzata in collaborazione con il musicista Nicola Evangelisti, che crea un ambiente immersivo in cui i “rosoni di luce” e suono si evolvono in continua metamorfosi. Il Duo ES interpreta il sublime attraverso innovativi processi digitali in dialogo con tecniche della tradizione, trasformando l’esperienza percettiva in un varco verso il soprasensibile. |
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SYNTHETIC HORIZONS Nuove geografie dell’intelligenza artificiale, in programma fino al 9 maggio 2026 alla Casa del Suono di Parma, è un’indagine sulle nuove forme dell’immaginazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale (IA). La mostra, a cura di Chiara Canali, riunisce sei artisti under 35 che utilizzano l’IA non come semplice tecnologia generativa, ma come lente cognitiva, poetica e critica attraverso cui interrogare i concetti di autorialità, memoria, corpo e futuro. In un’epoca segnata dalla produzione algoritmica di immagini, suoni e narrazioni, la mostra indaga la tensione tra simulazione e creazione, tra controllo e deriva. Le opere – macchine sonore, video, installazioni immersive, sculture di dati e narrazioni transmediali – delineano un nuovo paesaggio sensibile in cui il linguaggio della macchina diventa materia estetica. HARIEL mette in crisi l’immagine cinematografica tradizionale con THE PØRNØGRAPHƏR; Andrea Crespi riflette sull’identità nell’epoca post-digitale; Ex.Favilla tenta di dare forma alla relazione tra nostalgia e reminiscenza; Manuel Macadamia costruisce un universo narrativo espanso, Sunset AI World, in cui un’intelligenza sincronica ridefinisce il tempo come flusso circolare; Svuccy evoca il tramonto dell’umano nel linguaggio interattivo della macchina che permette ai visitatori di generare immagini in tempo reale; Vandalo Ruins costruisce una macchina corale vivente che trasforma la voce dei visitatori in una memoria sonora condivisa. Un percorso, con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, che rivela una generazione di artisti per cui l’intelligenza artificiale è insieme possibilità e inquietudine. |
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Tra le mostre collaterali, si segnala l’esposizione Fiori di Luce dell’artista e fotografa parmigiano Caterina Orzi, presso lo Starhotels du Parc, hotel con preziosi interni in stile Liberty, situato accanto al Parco Ducale, da tre edizioni partner del festival. Nel corso della sua ricerca, Caterina Orzi ha attraversato diverse tecniche, dalla fotografia al pastello, mantenendo come filo conduttore l’ispirazione alla natura – nei suoi colori brillanti o tenui. La natura non è rappresentata in chiave descrittiva, ma trasfigurata attraverso un uso controllato dell’illuminazione e della profondità di campo, che conduce lo sguardo verso una dimensione intima, silenziosa e quasi meditativa.
Il Festival abbraccia attivamente tutta la città e si arricchisce del CIRCUITO OFF disseminato in tutta la città: questa sezione si propone di coinvolgere il pubblico in un itinerario urbano nel centro storico, con l'obiettivo di rilanciare e promuovere la cultura artistica più vitale e presente nel territorio. All’appello sono chiamati una cinquantina di spazi creativi della città, tra negozi, ristoranti, librerie, studi d’artista ed esercizi vari. |
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La decima edizione di PARMA 360 Festival si completa con una serie di incontri, workshop e visite guidate con i curatori e gli autori protagonisti delle mostre e un percorso didattico, a cura di Artificio, per le Scuole Primarie e Secondarie di primo e secondo grado
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, che vede la direzione artistica e la curatela di Chiara Canali e Camilla Mineo, è organizzato dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il contributo del Comune di Parma e di Fondazione Cariparma e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna. |
Info festival: Parma 360 Festival della creatività contemporanea (X Edizione) LUX. Visioni sulla luce
Direzione artistica
Parma, sedi varie Dal 18 aprile al 2 giugno 2026
BIGLIETTI Pass Giornaliero Intero € 10 | Ridotto € 8 Pass 48h Intero € 13 | Ridotto € 10 Full Pass Festival Intero €15 | Ridotto €12 Pass Unipr € 6 Biglietto Scuole € 5
Informazioni al pubblico |








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