Paolo Maggis, Profile. 180x180cm. 2022 |
Paolo Maggis presenta l’opera PROFILE in occasione della mostra ULTIMO FRAME - Immagine fissa con bordatura presso Associazione 21di Lodi dal 13 marzo al 9 maggio 2026. ULTIMO FRAME propone una riflessione sulla pittura contemporanea come linguaggio vivo e in continua trasformazione.
La pittura viene presentata non come un linguaggio unico, ma come un territorio aperto di sperimentazione e confronto. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla continua produzione di immagini, il dipinto diventa uno spazio di sospensione e di attenzione, capace di rallentare lo sguardo e restituire complessità all’esperienza visiva.
Il titolo Ultimo Frame richiama l’idea di un’immagine ferma che, come un fotogramma isolato, trattiene un momento e allo stesso tempo suggerisce molteplici narrazioni. La mostra non vuole offrire risposte definitive, ma proporre una mappa provvisoria della pittura di oggi, evidenziandone la vitalità e la capacità di interrogare il presente.
L’esposizione è realizzata grazie alla collaborazione con la Galleria Federico Rui e alle indicazioni di Susanna Ravelli.
PROFILE è un’opera di grande dimensione dipinta nel 2022 che ritrae il volto di una bambina di profilo. È un’opera di grande impatto emotivo, in cui soggetto e pittura scuotono chi la guarda. Tutta l’opera sembra vibrare tra la dolcezza e il romanticismo dei colori e una pittura a velature rapide e fluide. |
Paolo Maggis è un artista italiano che lavora prevalentemente nella pittura. Nato a Milano il 29 dicembre 1978, tra il 1996 e il 2000 studia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando il corso di pittura con il professore e artista Beppe De Valle. Conclusi gli studi, inizia la carriera espositiva e nel 2005 si trasferisce a Berlino, dove rimane fino all’inizio del 2008, anno in cui si sposta a Barcellona, città in cui tuttora vive e lavora. Su Paolo Maggis sono stati pubblicati diversi cataloghi, tra cui Paolo Maggis – Monito(r) (Skira), Paolo Maggis, Cacho a Cacho e In Nodum Coacti (Silvana Editoriale). Nel 2011, presso il PAN | Palazzo delle Arti Napoli, viene presentato il volume Paolo Maggis (Carlo Cambi Editore), che raccoglie i primi dieci anni di lavoro dell’artista. Nel 2012 esce BIONERS – Paolo Maggis, Bigas Luna, curato da Roberta Bosco, mentre nel 2013 lo stesso editore pubblica Earth/Stars, dedicato all’omonimo ciclo pittorico. Nel 2019, Zel Editore pubblica Close-Up, che documenta le opere realizzate a partire dal 2015. Segue nel 2024 la mostra museale Tremore presso Le Pescherie del Castello di Lugo di Romagna, accompagnata da catalogo pubblicato da Zel Editore. Fondamentale per il suo percorso è stata l’amicizia con l’artista e cineasta Bigas Luna. Oltre alla pittura, Maggis scrive di arte e cultura per blog e testate. Nel 2018 pubblica con Samuele Editore la raccolta poetica Il nome di Dio e cura, insieme a Davide Rondoni, la rubrica Arte e libertà per il magazine letterario Satisfiction. Nel 2020 dà vita al progetto musicale e artistico tHE cRAVING rOOTS, registrando i primi brani in casa per creare un’esperienza collettiva. Il primo album, Indigo, esce il 31 settembre 2022. Nel 2023, in occasione della rassegna Milano è Viva presso il Castello Sforzesco, presenta il suo primo progetto scenografico per lo spettacolo Non potevamo che incontrarci qui, mia danzatrice..., con coreografie di Ornella Sberna e la Compagnia OrmarsLab, di cui è responsabile tecnico e scenografo. Nel 2024 debutta come autore e attore nello spettacolo Il nome di Dio, tratto dal suo libro, nuovamente in scena al Castello Sforzesco con la Compagnia OrmarsLab e Ornella Sberna. Nello stesso anno pubblica il secondo album tHE cRAVING rOOTS, Dried Flowers, prodotto da FDAM Italia, e nel 2025 si esibisce dal vivo a Barcellona presso la Antigua Fábrica Damm. |
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