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giovedì 5 marzo 2026

Cineteca di Bologna – Galleria Modernissimo presenta VIVA VARDA! Il cinema è donna

 

5 marzo 2026 – 10 gennaio 2027

 

 

Galleria Modernissimo

Piazza Re Enzo 3, Bologna

www.cinetecabologna.it

 

 

 


 

Agnès Varda, photogramme de Varda par Agnès © 2018 ciné-tamaris

 

A Bologna la mostra monografica dedicata alla prima regista donna insignita dell’Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno: Agnès Varda

 

Un viaggio lungo 1.200 mq dedicato a una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila.

Prima regista donna a essere insignita dell’Oscar alla carriera (consegnatole da Angelina Jolie nel 2017), prima regista donna a vincere a Cannes, Venezia, Locarno, Berlino, San Sebastián, Agnès Varda è al centro della mostra Viva Varda! Il cinema è donna (a cura di Florence Tissot, con la direzione artistica di Rosalie Varda e le scenografie di Giancarlo Basili), alla Galleria Modernissimo di Bologna dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, prodotta dalla Cineteca di Bologna e La Cinémathèque française, con il sostegno istituzionale di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura, in collaborazione con Ciné-Tamaris, con il main sponsor Gruppo Hera e gli sponsor Selenella e Coop Alleanza 3.0.

 

La mostra: film, foto, costumi, installazioni. Il mondo di Agnès Varda tra fotografia, cinema, creatività artistica, impegno politico. E i gatti

 

Film, foto, installazioni, cimeli e costumi: Viva Varda! testimonia un’opera personale, creativa, poliedrica che abbraccia la pittura, la Nouvelle Vague, Jacques Demy, il teatro e i gatti, Fidel Castro, Jim Morrison, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Madonna, Jean-Luc Godard.

La mostra ci farà conoscere l’approccio di Agnès Varda alle immagini (l’autoritratto, la fotografia, la pittura), la sua idea di scrittura per il cinema (in particolare alla creazione di personaggi femminili profondi e sorprendenti), lo sguardo “sociale” e “nomade” dei suoi film (il gusto di documentare il mondo, gli sconvolgimenti politici e i mutamenti culturali) e si arricchirà di una sezione interamente dedicata al rapporto tra Agnès e l’Italia.

 

Le sezioni della mostra Viva Varda! è suddivisa in sei macro-sezioni:

 

- Rinnovare lo sguardo: dai legami con la storia dell’arte, alla dimensione sociale e politica, la mostra ripercorre i grandi temi della sua opera polimorfa. Agnès Varda fa transitare le sue immagini da un supporto all’altro, dall’immagine bidimensionale all’installazione d’arte contemporanea: “Non voglio mostrare, ma trasmettere la voglia di vedere”;

 

- Cinescrittura: “Cinécriture” è un neologismo coniato dalla stessa Varda, una parola composta con la quale intende l’intero processo creativo come forma di scrittura;

 

- Le famiglie di Agnès: indipendente fin dall’adolescenza, Agnès Varda ha fatto scelte sentimentali, coniugali e familiari poco convenzionali. Incontra personalità molto diverse tra loro, come Valentine Schlegel (sua compagna, che la introduce all’arte), Jean Vilar personalità di spicco del teatro francese ed europeo), Alexander Calder (artista e amico), Chris Marker e Alain Resnais (registi del Groupe Rive Gauche) o ancora Catherine Deneuve, interprete di alcuni dei suoi film di finzione; e ovviamente Jacques Demy, suo marito e complice;

 

- Curiosa del mondo: la sua filmografia degli anni Sessanta e Settanta riflette l’effervescenza artistica e politica di quell’epoca: la rivoluzione cubana (Salut les Cubains, 1964), i movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti (Black Panthers, 1968) e la generazione hippie (Lions Love (… and Lies), 1969). A partire dagli anni Ottanta, Varda approfondisce i temi della marginalità e della povertà, prima a Los Angeles (Mur Murs, 1982), poi nelle città e nelle campagne francesi, in particolare con La vita è un racconto (2000). Continua in Visages Villages (2017), dove, all’età di ottantotto anni, riprende a viaggiare insieme all’artista JR);

 

- Femminista, felice e libera: il suo femminismo si manifesta nelle amicizie (in particolare con Delphine Seyrig), nella sua indipendenza economica, costruita già nel 1954 con la società di produzione Ciné-Tamaris, e nei numerosi interventi sul ruolo delle donne nel mondo del cinema. La sua sensibilità femminista traspare anche nel modo in cui rinnova i racconti e i personaggi sullo schermo, con l’intenzione di proporre un’immagine alternativa delle donne e della coppia, lontana da ciò che lei stessa definiva i “cliché collettivi”;

 

- Passeggiata italiana: Agnès Varda, per settant’anni, ha vissuto l’Italia come spazio dell’arte e dell’amicizia; questa relazione non poteva che cominciare a Venezia dove scopre Il Miracolo della Croce al Ponte di San Lorenzo, grande tela dipinta da Gentile Bellini allafine del Quattrocento. Agnès se ne appropria, si immagina e si fotograferà tra i protagonisti del dipinto, divenendo cittadina della Venezia rinascimentale. Venezia tornerà spesso nella sua vita: la Mostra di Venezia accoglie nel 1962 il suo Cleo de 5 à 7 e poi Les Créatures; nel 1985, Senza tetto né legge le vale il Leone d’oro al Miglior film e la Biennale d’Arte di Venezia, nel 1982, segnerà anche il suo ingresso nel mondo dell’arte. Fin dagli anni Cinquanta, Agnès fotografa e racconta i colleghi italiani, Federico Fellini e Giulietta Masina a Parigi, Luchino Visconti, intervista Pasolini a New York, nel 1966, e naturalmente segue Jean-Luc Godard e Anna Karina a Roma, sul set del Disprezzo).

 

Photogramme tiré du film Oncle Yanco, Agnès Varda © 1967 ciné-tamaris

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