Tra satira e critica sociale Sungsil Ryu guarda a una società — coreana e non solo — segnata da forti gerarchie, competizione e ambigue aspettative di status. <BJ Cherry Jang 2018.9> (2018) ruota attorno al personaggio fittizio di una streamer virtuale, appunto Cherry Jang, che fa leva sui desideri piccolo borghesi delle persone per indurle a inseguire una presunta “cittadinanza di prima classe” - una condizione di appartenenza che il visitatore può effettivamente comprare, scansionando il codice QR integrato nel wallpaper in mostra.
Il video come spazio mentale, luogo e strumento di percezione, attraverso cui riflettere su come la tecnologia abbia trasformato il nostro modo di vivere, vedere e sentirci presenti, è al centro della ricerca di Heecheon Kim. In Ghost1990 (2021), fruibile tramite visore VR, il pubblico assume il punto di vista di un atleta infortunato, e viene immerso nella tensione tra vulnerabilità, desiderio di controllo e ossessione per la performance fisica.
Per Onejoon Che il video è invece un formato di indagine sulle comunità e i confini. In Made in Korea(2021), realizzato con il musicista nigeriano Igwe Osinachi, con il linguaggio dei videoclip musicali l’artista affronta il tema dell’emigrazione africana in Corea. L’opera, presentata su uno schermo integrato in un’installazione a parete con due file di copertine di LP, offre uno sguardo leggero ma profondo sulla trasformazione sociale del territorio e sulle sue contraddizioni.
La dimensione politica dei luoghi è esplorata anche da Sojung Jun in Green Screen (2021), presentato nella Hall del museo. Il video, girato lungo la Zona Demilitarizzata (DMZ) tra le due Coree restituisce un luogo carico di storia, di attese e separazioni, ma anche di rigenerazione, in cui la natura si è riappropriata del territorio – l’invito è a ripensare i confini non solo geografici, ma anche quelli simbolici.
I video hanno una durata variabile tra i 5 e i 26 minuti. La durata complessiva della visita alla mostra è di circa 1 ora e 40 minuti.
La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato da Mousse Publishing in edizione bilingue italiano-inglese. Il volume comprende saggi critici di Francesca Benini, Je Yun Moon e Adeena Mey, una prefazione di Tobia Bezzola e otto interviste con gli artisti e le artiste presenti in mostra.
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