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lunedì 28 giugno 2021

Azienda Agricola Villa Vasi di Gianluca Pelizzon – Gorizia (GO)

 






L’Azienda Agricola Villa Vasi di Gianluca Pelizzon si trova nel Collio Goriziano a San Mauro di Gorizia - località Villa Vasi, che è anche il nome che Gianluca ha dato alla sua azienda. Un territorio di confine tra l’Italia e la Slovenia alle pendici del Monte Sabotino che fu teatro di combattimenti durante la Grande Guerra, una importante zona vinicola friulana dove le viti posano su un suolo di marne argillo-sabbiose denominato ponka, che conferisce ai vini un’elegante mineralità.

All’arrivo, Gianluca e la moglie Tina mi accolgono con gentilezza e disponibilità. Da quassù il panorama è davvero spettacolare; un balcone che si apre sulla vallata dell’Isonzo, l’abitato di Nova Gorica e Gorizia, il solenne Sacrario Militare di Oslavia, le colline del Collio (Cuei in friulano, Brda in sloveno).

L’Azienda Villa Vasi è nata nell’anno 2016 quando Gianluca decide di realizzare un sogno coltivato da tempo, cambia lavoro ed inizia la vinificazione di una parte delle proprie uve anziché vendere a terzi l’intera produzione.

Le vigne, che si estendono su un territorio di circa 24 ettari, coprono diverse altezze, da 100 m slm quelle situate nella zona DOC Friuli Isonzo, a 208 m slm quelle nella zona di produzione della DOC Collio Goriziano. L’età delle piante è di 30-35 anni.

Ogni appezzamento è una differente microzona, nella quale la composizione geologica del suolo varia da terreni ghiaiosi a terreni di marna ed arenaria. Un magnifico paesaggio vitato dove la biodiversità è assicurata dalla presenza di siepi, boschetti, alberi da frutto, corsi d’acqua; un luogo naturale che ha reso particolarmente piacevole la visita in campagna.

Gianluca ha un grande rispetto per l’ambiente; adeguarsi alla natura e rispettare l’ecosistema è il suo motto. Camminando fra i filari, con il terreno lavorato a file alterne, mi racconta che è indispensabile praticare un’agricoltura sana e qualitativa, che conservi il suolo e la salute delle piante. Per questo motivo non impiega il diserbo chimico, pratica la gestione del sovescio con numerose varietà tra le quali il trifoglio, il rafano, la senape, il favino. Per contrastare i parassiti delle piante impiega gli insetti antagonisti, in quanto la lotta biologica consente di eliminare l’uso dei fitofarmaci. Nell’ambito di un progetto con gli apicoltori della zona ha ospitato in vigna cinque famiglie di api[1], un insetto importante per l’equilibrio naturale.

Per perseguire una viticoltura di qualità anche le rese sono basse, circa 65 quintali per ettaro, e le uve giunte a completa maturazione vengono raccolte manualmente.

I vini degustati, Ribolla Gialla, Malvasia “Somnija, Friulano e “Autoktona”, tutti dell’annata 2020, sono l’autentica espressione del territorio di origine. Gianluca pone molta cura ed attenzione nelle operazioni di cantina con la consapevolezza che un’uva sana richiede meno lavorazioni.

L’etichetta che ha pensato per le sue bottiglie riporta, in colore Giallo Collio, il profilo del monte Sabotino e un tralcio di vite con tre grappoli, che rappresentano i tre figli.

Villa Vasi è un’azienda giovane ma i risultati fin qui raggiunti sono lusinghieri. Gianluca e Tina sono profondamente radicati in questa terra, la curano e la custodiscono continuando la tradizione di famiglia; coltivare la vite e produrre il vino è una scelta di vita che condividono con i loro figli.

Un ringraziamento a Gianluca e a Tina. Arrivederci alla prossima vendemmia!

 

Antonella Pianca


 

Durate la visita abbiamo degustato:

Friuli Isonzo DOC - Somnija – 2020 - Malvasia Istriana 100% – alc. 13% vol.

Esame organolettico: Luminoso giallo paglierino. All’olfatto si apre con sfumature floreali e fruttate tra cui spiccano fresche note agrumate ed a seguire sentori soffusi di erbe officinali. Ingresso avvolgente con freschezza e sapidità minerale in equilibrio. Finale lungo.

Abbinamento: Una malvasia di alta qualità da abbinare ad un piatto di mazzancolle al vapore e pomodorini confit.

Note tecniche: Fermentazione per 13 giorni. Affinamento in serbatoio di acciaio per 9 mesi.Somnija” è una parola greca che significa significa sogni. “Fare il vino era il mio sogno”, racconta Gianluca nella retro etichetta di questo vino, e spiega che “Nella parola SOMNIJA ci sono le iniziali dei miei figli”.

 

Friuli Isonzo DOC - Friulano – 2020 - Friulano 100% – alc. 13% vol.

Esame organolettico: Giallo paglierino vivido. Raffinato bouquet floreale e fruttato con profumi di mela, pesca bianca, uva spina e cenni di timo e miele d’acacia. All’assaggio è morbido con una verve fresca e sapida, e finale leggermente ammandorlato come da caratteristiche del vitigno.

Abbinamento: Tagliatelle con ragù di carni bianche.

Note tecniche: Fermenta per 16 giorni. Affina per 9 mesi in acciaio.

 

Venezia Giulia IGT Bianco – Autoktona – 2020 - Friulano 50%, Malvasia Istriana 30%, Ribolla Gialla 20% – alc. 13% vol.

Esame organolettico: Giallo paglierino brillante. Al naso il corredo odoroso è elegante ed intenso con sentori di fiori di campo e profumi fruttati di mela, pesca, melone, scorza d’arancia, un ricordo di mandorla ed in finale richiami di erbe officinali come timo e melissa. Il sorso è fresco, sapido, appagante ed avvolgente.

Abbinamento: Brodetto di pesce dell’Adriatico.

Note tecniche: Le uve a bacca bianca autoctone vengono vinificate insieme, il risultato è un vino di gran classe che rappresenta in modo egregio il territorio.

 

Collio DOC – Ribolla Gialla – 2020 - Ribolla Gialla 100% – alc. 12,5% vol.

Esame organolettico: Giallo paglierino luminoso. Si apre con delicate note floreali a cui si aggiungono ricordi di frutta a polpa bianca e di agrumi, lievi sbuffi minerali in chiusura. L’assaggio è armonioso, con una scia fresca-sapida che accompagna il finale e invita alla beva.

Abbinamento: Prosciutto di Cormons.

Note tecniche: Fermentazione in acciaio per 13 giorni. Affinamento in serbatoi di acciaio per 9 mesi.

 

 

Fotografie di Giovanni Damian ©2021

 



[1] Le api fanno un ottimo lavoro soprattutto nel caso di grappoli danneggiati perché vanno a raccogliere gli zuccheri fuorusciti e asciugano l’acino, riducendo così il rischio per la vite di patologie fungine.


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