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lunedì 31 agosto 2026

LA TECNICA AL SERVIZIO DEL GUSTO A LOCANDA SEMPIONE, TOMMASO MANDORINO FIRMA UNA CUCINA DI SOSTANZA, PIACERE E MEMORIA ITALIANA

 

A Milano, in Corso Sempione 38, lo chef pugliese classe 1992 porta in tavola una cucina concreta e comprensibile, in cui le radici pugliesi dialogano con Milano e con la tradizione italiana nel suo insieme. Lavorazioni e preparazioni complesse restano al servizio di piatti generosi, riconoscibili e prima di tutto buoni.

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Non sempre la tecnica nel piatto deve mostrarsi o diventare ostentazione. A Locanda Sempione a Milano è piuttosto una struttura celata ma fondamentale: lavorazioni e preparazioni, tecnica e arte sostengono una cucina prima di tutto buona, generosa e di sostanza. È questa l’idea alla base del lavoro di chef Tommaso Mandorino, pugliese, classe 1992: portare in tavola piatti comprensibili, costruiti con una complessità capace di restare al servizio del gusto


I nostri ospiti devono prima di tutto stare bene. Sapori comprensibili e familiari, piatti concreti, ispirati alla tradizione e di sostanza sono ciò che vogliamo offrire a chi ci sceglie. Tecniche di lavorazione a volte anche complesse non devono complicare una portata, ma renderla più piena, più precisa e soprattutto più buona”, spiega Tommaso Mandorino.


Questa filosofia prende forma in un menu che attraversa la tradizione italiana senza nostalgia, raccoglie l’eredità pugliese dello chef, dialoga con Milano e la sua storia gastronomica, e guarda liberamente a territori, ricette e suggestioni di tutto il Belpaese. 

È una cucina ampia, viva, profondamente radicata, che Tommaso Mandorino lavora con mano tecnica ed estro personale, portando al tavolo piatti pensati prima di tutto per piacere, conquistare e farsi ricordare, ancora prima di essere spiegati.

Tommaso Mandorino

Esperienze in cucine importanti, come quella di Gualtiero Marchesi, mi hanno insegnato quanto la tecnica possa fare la differenza. Ma per me questa stessa tecnica deve restare funzionale: la cucina deve essere prima di tutto piacere, qui, a Locanda Sempione. Chi viene a trovarci deve sentirsi accolto, non messo alla prova; deve poter scegliere un piatto più semplice o uno più complesso, sapendo che in entrambi troverà gusto, cura e una precisa idea di cucina”, continua Mandorino.


Gusto e comprensibilità la fanno da padroni nel menu, che si muove tra piatti in cui il prodotto viene lasciato quasi a nudo e preparazioni in cui la mano dello chef si fa più evidente. La materia prima nella sua forma più essenziale è al centro in piatti come le ostriche Gillardeau e il Patanegra Bellota, mentre la Tartare di fassona piemontese con senape al miele, Grana Padano e fichi racconta una cucina capace di seguire la stagionalità degli ingredienti senza perdere riconoscibilità.


La parte più creativa emerge in portate come il signature Crudo di ricciola alla ponzu con stracciatella, mou al mango, capocollo pugliese croccante e uova di salmone: un piatto costruito su contrasti e ingredienti apparentemente distanti, ma pensato per arrivare al palato in modo chiaro e armonico. Il dialogo con la tradizione torna nei Mondeghili milanesi, nel Vitello tonnato della Locanda e nel Wellington di galletto, rilettura personale di un grande classico internazionale in cui la tecnica diventa decisiva per mantenere succosa una carne bianca delicata all’interno della sfoglia.

Locanda Sempione

Lo stesso principio si ritrova anche fuori dalla cucina: così come la tecnica sostiene il gusto, la professionalità sostiene l’accoglienza. In sala, il servizio è guidato da Luca Tasinato, direttore di sala e sommelier, e accompagna l’esperienza con attenzione e competenza, raccontando piatti, ingredienti e lavorazioni, senza mai trasformare il momento a tavola in qualcosa di rigido. L’ospite viene seguito con cura e lasciato libero di vivere il ristorante con naturalezza: conoscenza e professionalità restano alla base, ma si esprimono attraverso empatia, misura e sorriso


Anche lo spazio segue la stessa direzione. Locanda Sempione accoglie in un ambiente elegante ma caldo, contemporaneo ma familiare, dove luci soffuse, mise en place essenziale e atmosfera raccolta costruiscono una sensazione di cura senza distanza.


In Corso Sempione 38, a due passi da Chinatown, il ristorante restituisce anche nei suoi interni l’idea che attraversa cucina e servizio: precisione, attenzione e professionalità pensate per fare star bene l’ospite.

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