Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo invita alla prudenza sulle stime di produzione,
difficile oggi fotografare quantità e qualità finali
28 Agosto 2026_Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da temperature elevate, periodi prolungati di siccità ed eventi estremi localizzati.
In questo quadro, il Consorzio invita alla massima prudenza nell’elaborazione e nella diffusione di numeri e percentuali relativi alla vendemmia 2026, ricordando come, anche a livello nazionale, Assoenologi, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Unione Italiana Vini (Uiv) hanno scelto, per il momento, di non diffondere una previsione vendemmiale complessiva, proprio perché l’andamento meteorologico non consente ancora una stima sufficientemente attendibile delle quantità.
“Oggi è prematuro dare numeri sulla vendemmia 2026 – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi –. Abbiamo davanti settimane decisive e il clima potrà incidere ancora significativamente sia sulle quantità sia sul profilo qualitativo delle uve. Per questo preferiamo osservare, monitorare e attendere prima di formulare una stima complessiva”.
Le prime operazioni vendemmiali hanno riguardato le varietà più precoci e, in particolare, le uve bianche destinate alla Doc Abruzzo, con il caldo che ha determinato un generale anticipo rispetto alle consuete date di raccolta. Sarà però l’evoluzione delle condizioni meteorologiche delle prossime settimane a determinare il quadro definitivo, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo, la cui raccolta entrerà nel vivo da settembre.
Dal punto di vista fitosanitario, il quadro che emerge dal monitoraggio del Consorzio è complessivamente buono. Il grande caldo, pur rappresentando una criticità sotto il profilo dello stress idrico e delle condizioni di maturazione, ha in molti casi limitato lo sviluppo delle principali fitopatie, agevolando le operazioni di difesa dei produttori.
Ma questo non significa che il clima non abbia prodotto criticità: gelo tardivo in primavera, grandinate localizzate e soprattutto il prolungato periodo di caldo e siccità hanno avuto conseguenze sui vigneti.
La vendemmia 2026 conferma anche una questione che non può più essere affrontata soltanto in emergenza: la gestione della risorsa idrica. Gli effetti dei cambiamenti climatici impongono una strategia di medio e lungo periodo, capace di trattenere l’acqua nei momenti di maggiore disponibilità per poterla utilizzare nei periodi di necessità.
“Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare – continua Alessandro Nicodemi – non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture. L’acqua che oggi arriva in modo violento e concentrato deve poter diventare una riserva per l’agricoltura e per le nostre comunità nei mesi più difficili”.
Il Consorzio sottolinea, inoltre, un elemento fondamentale quando si parla di numeri della vendemmia abruzzese: il perimetro delle denominazioni non coincide con l’intera produzione regionale di vino.
Le attività e le stime del Consorzio riguardano, infatti, principalmente le produzioni a denominazione tutelate, che rappresentano circa un terzo della produzione complessiva di vino regionale, mentre i restanti due terzi sono rappresentati da produzioni non a denominazione. Per questo motivo, qualsiasi dato relativo alle produzioni delle denominazioni non può essere automaticamente esteso all’intero comparto vitivinicolo abruzzese.
Accanto alla variabile climatica, inoltre, il settore deve fare i conti con l’equilibrio tra produzione, mercato e giacenze. Proprio per questo, in vista della vendemmia, il Consorzio ha sostenuto misure di contenimento produttivo, attraverso la riduzione delle rese e il bloccaggio amministrativo di una quota della produzione, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e sostenere il valore delle produzioni. “Non dobbiamo inseguire il record di quantità – conclude il presidente Nicodemi – ma costruire valore. La gestione della produzione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere l’equilibrio del mercato e difendere la remunerazione dei viticoltori. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei nostri vini di conquistare nuovi consumatori e nuovi mercati”.
La vendemmia 2026 resta una pagina ancora da scrivere. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’effetto combinato di caldo, disponibilità idrica e andamento delle maturazioni.
Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo continuerà a monitorare i vigneti abruzzesi e fornirà una valutazione complessiva quando i dati saranno sufficientemente solidi e rappresentativi.
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