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martedì 4 agosto 2026

GALLERIA POGGIALI Firenze presenta Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi con saggi di Antonio Grulli e Alessandro Cucchi

 26 settembre 2026 – 27 febbraio 2027

inaugurazione: sabato 26 settembre 2026, ore 18.00

 

 

GALLERIA POGGIALI Firenze

Via della Scala 35/a / Via Benedetta 3/r, 50123 Firenze

www.galleriapoggiali.com

 

 


 

Dal 26 settembre 2026 al 27 febbraio 2027 la Galleria Poggiali di Firenze presenta Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi, un progetto espositivo inedito che mette a confronto due modalità radicalmente diverse di intendere la pratica artistica: da una parte Enzo Cucchi(Morro d'Alba, 1949), protagonista assoluto della Transavanguardia italiana, la cui ricerca ha segnato la storia dell'arte; dall'altra CANEMORTO, collettivo anonimo fondato nel 2007 e oggi tra le realtà più originali della scena artistica contemporanea.

 

L'incontro tra Enzo Cucchi e CANEMORTO assume un carattere eccezionale proprio perché mette in relazione una delle figure più autorevoli dell'arte contemporanea internazionale con una delle esperienze artistiche più originali e riconoscibili della scena italiana degli ultimi anni, grazie al suo peculiare linguaggio e al suo approccio alla pratica artistica. E, più che far dialogare due poetiche, il progetto della Galleria Poggiali mette in gioco due sistemi di lavoro, due immaginari e due differenti concezioni dell'autorialità. Ne nasce un confronto diretto, costruito nel tempo attraverso uno scambio continuo di idee, gesti e immagini, nel quale nessuno assume il ruolo di protagonista e nessuno quello di interlocutore privilegiato.

 

L'intero progetto prende forma nel corso di diversi mesi, tra novembre 2025 e giugno 2026. Alternando sessioni di lavoro condivise presso la storica Litografia Bulla di Roma – luogo nel quale Enzo Cucchi e CANEMORTO si sono conosciuti nel 2022 – e nella casa dell'artista a Morro d'Alba, a lunghi confronti sviluppati a distanza, i due hanno costruito un processo creativo fondato sul rilancio reciproco. Sebbene ogni opera sia stata realizzata autonomamente dal rispettivo autore, l'intero corpus nasce da uno scambio continuo di immagini, idee e suggestioni: ogni nuovo lavoro si misura con quello precedente dell'altro, dando forma a un dialogo che attraversa l'intero progetto espositivo.

 

Al centro di questa esperienza si trova il disegno, linguaggio originario che accomuna entrambe le esperienze artistiche. Il disegno, inteso non come fase preparatoria ma come linguaggio autonomo, diventa il terreno privilegiato dell'incontro: uno spazio in cui il gesto, il segno e il pensiero si manifestano nella loro forma più essenziale, rendendo visibile il processo creativo di entrambi. Per Enzo Cucchi rappresenta da sempre il nucleo generativo della propria ricerca; per CANEMORTO è uno strumento libero, istintivo e collettivo, capace di attraversare tecniche e media differenti. È proprio nel disegno che il confronto raggiunge la sua massima intensità, diventando il luogo in cui le differenze non vengono attenuate, ma esposte e messe continuamente alla prova.

 

Se il disegno costituisce il terreno comune da cui prende avvio il confronto, la mostra si estende anche alla pittura attraverso un nucleo di opere realizzate appositamente per l'occasione. Accanto ai lavori su tela e su legno di CANEMORTO, il percorso presenta una serie di nuove opere su tela di Enzo Cucchi, alcune delle quali di grandi dimensioni, concepite espressamente per questa esposizione.

 

La struttura stessa della mostra traduce nello spazio espositivo il dialogo e il confronto che hanno guidato il processo creativo. Il progetto si sviluppa infatti nei due spazi della Galleria Poggiali, a pochi metri di distanza l'uno dall'altro, dando origine a due esposizioni autonome e speculari.

 

Nello spazio di via della Scala 35/A, con CANEMORTO vs Enzo Cucchi, è il collettivo a stabilire le regole del gioco: seleziona le opere, costruisce l'allestimento e definisce il proprio percorso espositivo.

In via Benedetta 3r, con Enzo Cucchi vs CANEMORTO, è invece Enzo Cucchi a elaborare una lettura completamente personale dello stesso confronto, scegliendo opere, ritmo e costruzione dello spazio secondo la propria sensibilità.

Le due mostre non rappresentano dunque due capitoli della stessa esposizione, ma due interpretazioni autonome di un unico processo creativo. Ogni artista entra idealmente nel territorio dell'altro, ne accetta le condizioni e costruisce il proprio racconto senza rinunciare alla propria identità. Il visitatore è così chiamato ad attraversare due prospettive complementari, che si osservano, si rispondono e si contraddicono senza mai cercare una sintesi definitiva.

 

Il progetto si estende anche alla dimensione editoriale attraverso la realizzazione di uno striscione in edizione a tiratura limitata, concepito come opera multipla da collezione. Lungo sei metri realizzato a quattro mani da Enzo Cucchi e CANEMORTO insieme agli autori dei due testi critici, Alessandro Cucchi e Antonio Grulli. Divisa idealmente in due metà, l'opera si sviluppa fino al punto centrale, dove immagini e parole si incontrano, trasformando anche la scrittura critica in uno spazio di confronto e contaminazione.

 

Lontano tanto dall'idea di una retrospettiva quanto da quella di un omaggio generazionale, Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi propone un modello di relazione fondato sul reciproco riconoscimento e sulla piena autonomia delle due esperienze artistiche. Il confronto non punta alla convergenza né alla mediazione, ma resta volutamente aperto, irrisolto e dinamico. È proprio questa tensione continua a rendere il progetto un'esperienza in cui linguaggi, generazioni e immaginari si mettono reciprocamente alla prova.

 

Ad accompagnare la mostra sono i saggi critici di Alessandro Cucchi e Antonio Grulli, chiamati a partecipare al progetto non come semplici osservatori, ma come interlocutori attivi di questo articolato dispositivo di confronto.

 

 

CANEMORTO è un trio di artisti italiani anonimi, fondato nel 2007. Il loro lavoro si basa sulla messa in scena di una macrostoria surreale in continua evoluzione, nella quale i confini tra realtà e finzione si confondono indistintamente. In questo universo narrativo, i protagonisti sono tre personaggi mascherati che parlano un idioma sconosciuto e venerano una misteriosa divinità canina chiamata Txakurra. Per alimentare questo racconto fittizio, il trio mantiene un totale anonimato e appare in pubblico esclusivamente nei panni dei tre alter ego in maschera. Tutte le opere del trio vengono integralmente ideate e realizzate "a sei mani", sfruttando i linguaggi più disparati senza distinzioni o gerarchie: pittura, scultura, video, performance, editoria, musica…

CANEMORTO ha esposto il proprio lavoro in mostre personali, tra le altre, presso Galerija Vžigalica (Lubiana), Fondazione Nicola Del Roscio (Roma), Gratin (New York), MATTA (Milano), Villa Arson (Nizza), Museo TAM (Matera), Centre Culturel Jean-Cocteau (Parigi), Litografia Bulla (Roma), Viafarini (Milano). Ha partecipato a esposizioni collettive, performance e proiezioni in gallerie e istituzioni tra cui MACRO (Museo d'Arte Contemporanea di Roma), MARCA (Museo delle Arti di Catanzaro), Triennale (Milano), <rotor> Centre for Contemporary Art (Graz), Encore (Bruxelles), Halle13 Gallery (Vienna), Above Second Gallery (Hong Kong), V9 Gallery (Varsavia), Urban Spree (Berlino) e FIFTY24MX Gallery (Città del Messico).

 

Enzo Cucchi (Morro d'Alba, Ancona, 1949) è tra i maggiori protagonisti dell'arte contemporanea internazionale e figura centrale della Transavanguardia, movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva alla fine degli anni Settanta. Nel corso della sua carriera ha esposto nei principali musei e istituzioni internazionali, tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi, la Tatedi Londra e la Kunsthaus Zürich, ed è stato invitato a importanti rassegne internazionali come la Biennale di Venezia(1980, 1988, 1993 e 1997), Documenta di Kassel e la Biennale di San Paolo. Accanto alla pittura, al disegno e alla scultura, ha realizzato numerosi interventi permanenti nello spazio pubblico e opere di carattere architettonico, tra cui la decorazione della Chiesa di Santa Maria degli Angeli al Monte Tamaro, progettata da Mario Botta. Nel 2012 è stato insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

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