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venerdì 31 ottobre 2025

Golosaria Milano verso la ventesima edizione Dal 1° al 3 novembre 2025 a Fiera Milano Rho (Padiglione 1) nel segno del “Gusto della Contemporaneità”

 




Sarà il Gusto della Contemporaneità il tema della 20esima edizione di

Golosaria Milano in programma a Fiera Milano Rho (padiglione 1) da sabato 1 a lunedì 3

novembre 2025. La crescita della manifestazione in un arco di tempo di quattro lustri vedrà

dunque una celebrazione speciale quest’anno, con oltre 400 aziende attese, sia nello spazio

Wine dove spiccano nomi di assoluto rilievo nel panorama vitivinicolo nazionale sia nel grande

spazio del Food che accoglierà salumi, formaggi e dolci, fra cui i migliori panettoni proposti da

ben 15 pasticcerie dalla Valtellina alla Sicilia. E poi tante specialità scovate in ogni regione d’Italia.

“L’unicità di Golosaria è la scoperta di chi ha saputo innovare, partendo una intuizione, per cui

quest’anno, da scoprire, saranno soprattutto i piccoli produttori che, puntando sulla tradizione,

sono diventati contemporanei”, spiega il fondatore e organizzatore Paolo Massobrio.

Chicche da scoprire. Tanti i produttori di cibo fra i più curiosi che arrivano da tutta Italia: le mitiche

alici di Fuscaldo (CS) si confronteranno con le ostriche italiane; dal Friuli ecco il Kombucha di

Crave, antichissima bevanda fermentata riconosciuta come elisir di lunga vita e le specialità di

Macino Fine Food, ottenute dagli scarti agricoli come vinacce, trebbie di birra e mele friulane.

Durante la kermesse potrete trovare anche il carciofino “grosso come una moneta da 5

centesimi” di Menchi, tesoro violetto mignon delle colline marchigiane, ma anche provocazioni

per i palati più curiosi come il gelato al gorgonzola di Sottozero Pennestrì. Arriva anche Serenella,

la crema spalmabile dell’Acetaia Sereni, con nocciole dell’Alta Modena e aggiunta di Aceto

Balsamico Tradizionale di Modena Dop. Infine, il debutto della Pasta metodo Massi e la prima

volta di Fratelli Branca Distillerie. Tra le istituzioni saranno presenti la Regione Lombardia, con

uno spazio dedicato all’anno olimpico, accanto alla Regione Piemonte e alla Liguria che

metteranno in risalto le loro eccellenze in aree show cooking dedicate. E così gli ampi spazi di

Regione Calabria con ARSAC e quelli al debutto della CCIAA del Molise. Mentre la CCIAA di Torino

valorizzerà il riconoscimento “Maestri del Gusto di Torino e provincia” con tre laboratori dedicati

alle loro eccellenze.

Le Guide. Già affollata l’area dedicata alle cucine di strada, alle prese con lo sviluppo del tema

dedicato alla contemporaneità. Nello spazio Agorà, cuore della fiera che si estende su 17mila

metri quadrati, già attesi mille ristoratori e cuochi per la presentazione della guida IlGolosario

Ristoranti 2026, ma anche le migliori botteghe d’Italia recensite sul libro ammiraglio IlGolosario e

i 10 Comuni d’Italia virtuosi scelti da Golosaria e Comieco nel segno del gusto e della sostenibilità.

Paolo Massobrio, nel giorno di apertura, porterà sul palco anche i campioni de IlGolosario, ovvero

le aziende che meglio hanno interpretato il tema di quest’anno, mentre col collega Marco Gatti

si andrà alla proclamazione dei 100 vini migliori d’Italia, 24esima edizione, da assaggiare fra i

produttori dell’area wine o nella grande Enoteca di Golosaria. La Lombardia sarà presente nello

spazio Wine con cinque Consorzi di Tutela afferenti ad Ascovilo (Consorzio Garda Doc, Consorzio

Tutela Valcalepio, Consorzio Montenetto, Consorzio Vino Doc San Colombano, Consorzio Vini Igt

Terre Lariane) più lo spazio dedicato al Buttafuoco Storico, il Piemonte avrà un’enoteca dedicata

alla Barbera e, nel proprio spazio farà conoscere altri vini e altri prodotti sotto il marchio

Piemonte IS. Importante la presenza delle cantine calabresi, ben 15, ma anche di Friuli Venezia

Giulia, Veneto e Toscana. Come ogni anno, non mancheranno le quattro masterclass collettive

che ospiteranno i Top Hundred 2025 per le categorie dei Rossi, dei Bianchi, degli Spumanti e i 5

vini proclamati Top dei Top.

Sponsor e Partner. A confermare l’alto profilo di Golosaria possiamo vantare le presenze di:

Lauretana, l’acqua più leggera d’Europa che porterà nel proprio stand il trofeo originale del Giro

d’Italia, ma anche Grana Padano che si annuncia come il formaggio delle Olimpiadi; quindi le

farine di Petra di Molino Quaglia, artefici di una rivoluzione nel mondo della pizza

contemporanea; Comieco partner storico di Golosaria che quest’anno premia i 10 comuni

virtuosi nella pratica del riciclo sotto l’egida de IlGusto Circolare; quindi Banco BPM che ha

adottato i vini Top Hundred 2025 e AGN Energia a cui è stato affidato il premio alle 12 più belle

esperienze di enoturismo in Italia. La contemporaneità si manifesterà anche nei servizi con la

presenza per la prima volta a Golosaria di Cortilia, che curerà uno showcooking ispirato alla sua

filosofia di filiera corta.

Per i più piccoli. Fra le novità di questa edizione, lo spazio di educazione alimentare dedicato ai

bambini, con due laboratori al giorno a cura de Le Bontà di Rudy e le storie di Mamma Oca. Ma

ci sarà anche uno spazio per gli appassionati di barbecue, grazie all’iniziativa di Agribrianza, che

pure allestirà Golosaria il clima natalizio, mentre gli arredi di tutta la fiera, dall’area agorà degli

showcooking ai winetasting, saranno a cura di Themalibero. Ad appoggiare la kermesse ci sarà

la diffusione mediatica grazie ai Media partner: Il Giorno, Mi-Tomorrow, Italia a Tavola,

Discoradio, Telelombardia e Rushnet.

La mostra dei vent’anni. Una mostra fotografica racconterà vent’anni di Golosaria dentro al

Gusto. L’innovazione che va a braccetto con la contemporaneità trae origine da una corretta

interpretazione del concetto di tradizione, da sempre punto di forza di Golosaria in vent’anni di

percorso. Da quel primo appuntamento del 2006 che vide la partecipazione di Bottura, Cracco e

Scabin, a segnare un momento storico: la nascita della Nuova Cucina Italiana. Nel 2007 con la

prima edizione all'Hotel Melià, si scatta la fotografia di un fenomeno: la birra artigianale, che di

lì a poco avrebbe cambiato il panorama nazionale. Gli anni successivi sono stati un susseguirsi di

attenzioni alle nuove tendenze. Nel 2008, si accendono le luci sulle De.Co. (Denominazioni

Comunali) per il valore identitario che rappresentano, mentre nel 2009 si mettono in luce le

"Professioni del futuro" con la “Latteria del futuro” e la “Panetteria da ascolto”, esempi di

negozi ibridi che oggi popolano le piazze. Ma si è parlato anche di contaminazione e integrazione

alimentare, portando come esempio piatti esteri realizzati con materie prime italiane (dal kebab

al sushi). Nel 2010 viene lanciata “L’idea del cavolo” per incentivare l’iniziativa di adottare i

negozi di montagna da parte dei negozi di città. Nel 2012 è l'anno della "pizza contemporanea",

e Golosaria continua a crescere cambiando location per accogliere un pubblico sempre più vasto:

dal Palazzo del Ghiaccio a Superstudio Più dove viene lanciato il movimento di appassionati del

barbecue. Il 2015 segna l'arrivo di Golosaria al Mi.Co. - Milano Congressi col debutto della guida

Gatti Massobrio - Taccuino dei Ristoranti d'Italia che diventerà IlGolosario Ristoranti, che

nel 2023 sarà affiancato al Golosario Wine Tour creando un trittico di pubblicazioni, partite con

IlGolosario prodotti che di fatto ha ispirato il nome di Golosaria. L'attenzione ai temi sociali e

all'innovazione continua, dacché nel 2018 si firma il "Manifesto della bottega italiana" e

nel 2019 si esplora il tema "Il cibo che ci cambia". Il 2020, segnato dalla pandemia, vede l'evento

milanese svolgersi in forma digitale per lanciare un messaggio di fiducia a un mondo, quello

dell’enogastronomia e della ristorazione, messo a dura prova dal lockdown e dal distanziamento

obbligatorio. Dopo il ritorno in presenza, le edizioni recenti hanno esplorato temi come la "la

Colleganza" (2021) e "la Distinzione" (2022). Nel 2023, la rassegna si è concentrata sul binomio

"Tradizione è Innovazione", mentre il 2024 segna un nuovo passaggio, con lo spostamento nella

nuova e più grande sede di Fiera Milano Rho, per celebrare "Territori, identità e futuro". Un

percorso di vent'anni, dal salotto iniziale alla grande fiera, sempre all'insegna del Gusto della

Contemporaneità.

giovedì 30 ottobre 2025

MILANO – SOLIDARIETA’ Insieme nella malattia a passo di danza La cena charity “Solidarietà tra gusto e arte” di AMOlaVITA OdV offrirà l’esibizione di una coppia di ballerini del Teatro alla Scala

 



Un passo a due dal balletto La Bella Addormentata con la coreografia

di Rudolf Nureyev. E in cucina ancora lo chef n°1 della cucina milanese, Cesare Battisti.

www.amolavitaodv.it



L'Associazione Oncologica Milanese - AMO la Vita ODV, impegnata a favore dei pazienti oncologici e dei loro familiari negli ospedali SS. Paolo e Carlo di Milano, per la prossima cena benefica prenatalizia sposa alla solidarietà l’arte della danza, oltre che l’eccellenza di piatti tipici meneghini.


L’evento si svolgerà venerdì 14 novembre dalle ore 19.30 allo Spazio Caroli 12 (Fondazione Pino Cova), via Luigi Caroli 12 (parcheggio interno da via Meucci).


La serata sarà impreziosita dall’esibizione di una coppia di ballerini del Teatro alla Scala Maika Kumakasi e Andrea Curci che presenteranno un passo a due tratto dal balletto di Rudolf Nureyev "La bella addormentata”

Coordinato da Christelle Cenerelli e Émilie Fouilloux.


In cucina ci sarà di nuovo Cesare Battisti, chef milanese tra i più rappresentativi della nuova cucina italiana, con il suo locale Ratanà, e figura di spicco in generale nel panorama internazionale del settore. Cesare Battisti unisce tradizione e contemporaneità in un racconto gastronomico autentico. Con il suo ristorante ha contribuito a ridefinire l’identità della cucina lombarda, valorizzando ingredienti locali e produttori sostenibili. È riconosciuto per il suo impegno nella diffusione di una cultura culinaria etica e stagionale, attenta al territorio e alle persone che lo abitano. La sua cucina è diventata un punto di riferimento per chi ricerca gusto, memoria e innovazione in equilibrio perfetto.


Il menu: i mondeghili tipici di Cesare Battisti, gli arancini alla milanese, tarte tatin di rape rosse, arancia e finocchietto, fonduta di taleggio;

risotto alla zucca mantovana e Barbera, cosce di faraona ripiene con purea alle erbette, Il Panettone del Ratanà, crema ai limoni autunnali; torrone allo zafferano e riso soffiato.

L’associazione, il presidente Marco Dari e tutto lo staff, invitano a questa serata speciale soci, amici e cittadini tutti per celebrare insieme la bellezza, l’armonia, la creatività, in una parola la vita, a fronte del difficile percorso di cura che la malattia comporta. Donazione minima suggerita a partire da €130 (…senza limiti alla generosità). E’ possibile prenotare e lasciare la propria donazione direttamente da https://amolavitaodv.com/cena-charity-2025/.

Oppure si può contattare AMO la Vita tramite i seguenti canali:

info@amolavitaodv.it – 02 40222118. E’ possibile donare anche tramite bonifico IBAN IT39I0306909563100000016139 Causale: Cena charity 2025.


AMO la Vita ODV ha sede in via Pio II 3, nella Divisione di Oncologia ASST - Santi Paolo Carlo. Tel. 02 4022 2118 - 334 859 5472.


Nel 2025 compie 45 anni di servizio (fu fondata da uno dei padri dell’oncologia, Prof. Gino Luporini, tutt’ora presidente onorario dell’ente); offre servizi per migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro cari che li assistono: dal trasporto semplice o attrezzato, per condurre i malati a fare le chemioterapie e le visite mediche, al supporto nella facilitazione del percorso di cura, alle parrucche gratuite, all’affiancamento nella sale di attesa, alle tante iniziative di informazione e intrattenimento.



ABOUT


AMOlaVITA

L’Associazione opera in connessione e collaborazione con gli ospedali grazie a un Consiglio Direttivo formato da 9 medici oncologi (tranne il presidente Marco Dari); inoltre, da considerare il contributo di 26 soci provenienti da diverse tipologie di professionalità, 20 volontari, 4 collaboratori professionisti che lavorano quotidianamente con varie mansioni.
Un breve 
elenco di servizi e attività con i relativi numeri di quello che l’Associazione ha fatto nell’ultimo anno (Gennaio 2024 - Dicembre 2024), in continuità con quanto svolto negli anni precedenti:
- presenza nelle 3 sale d’attesa per le cure e le terapie oncologiche offrendo ascolto e contenimento del disagio emotivo dovuti all’attesa di visite e terapie. Hanno usufruito del servizio 1595 pazienti e famigliari per 129 giorni di presenza dei volontari;
- presa in carico di 23 pazienti particolarmente fragili, in difficoltà nella gestione del percorso terapeutico. Per loro viene coordinata la parte burocratica e organizzativa per visite/esami/ecc.;
- servizio a domicilio a chiamata di infermieri, Operatrici Socio-Sanitarie, fisioterapisti per 11 malati;
- dono di 61 parrucche alle pazienti che hanno perso i capelli per le terapie, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cancro Primo Aiuto. Ogni paziente ha usufruito anche di 2 colloqui di sostegno emotivo;
- attività di laboratori creativi di pittura nelle sale d’attesa dei 2 Presidi: coinvolte circa 350 persone tra pazienti e famigliari, che hanno dipinto accompagnate da un’insegnante d’arte;
- incontri informativi sulla “Nutrizione e l’Oncologia” tenuti da un biologo nutrizionista. Hanno partecipato circa 140 pazienti.
- Donato al Day Hospital del Presidio San Carlo un analizzatore ematico (2023) grazie al quale vengono analizzati in un anno circa 600 campioni ematici facendo risparmiare circa 1000 ore di attesa; poi anche arredi per una sala d’attesa (2024) ed un ecografo professionale portatile (2024) che viene usato quotidianamente per verifiche diagnostiche, per esecuzione di paracentesi e toracentesi, per
posizionamento di cateteri vascolari.
- L’associazione finanzia, infine, una figura professionale di Data Manager che collabora all’attività clinica e di ricerca della Divisione di Oncologia.

In aggiunta a quanto sopra, nel 2025 è stato rinnovato ad AMOlaVITA il servizio CAF per l'assistenza fiscale e per le pratiche di invalidità dei pazienti.

Il valore dell’opera sociale di AMOlaVITA nel 2024 le è valso il “Premio Anzalone" dell'Ordine dei medici di Milano e il "Premio Ippocrate per la vita" dell'omonima associazione.

Per donare

Tel. segreteria AMO la Vita ODV 02 4022 2118 - 334 859 5472
E-mail info@amolavitaodv.it

Il modello turnario in mostra

 



Alberto e Melissa, casari a Campolessi (foto di Graziano Soravito)

“Gemona, formaggio e dintorni”, in programma a Gemona del Friuli dal 7 al 9 novembre, è una manifestazione giunta alla sua 24^ edizione, con l’obiettivo iniziale di valorizzare e sostenere le latterie turnarie diffusissime sul territorio (a Gemona ce n’erano 9). E proprio alle latterie turnarie è dedicata la mostra “Latte Mleko Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino”, inserita nella festa e allestita in piazza Municipio, nello spazio espositivo adiacente alla sede dell’Ecomuseo. L’inaugurazione è in programma venerdì 7 novembre alle 17. La mostra è il risultato di una lunga attività di documentazione, tra archivi pubblici e privati, sopralluoghi e interviste, per far conoscere il valore sociale e culturale delle latterie turnarie, mettendo in luce processi virtuosi, pratiche di alimentazione naturale, benessere animale e produzioni artigianali. È un omaggio a malgari, allevatori e casari, protagonisti di filiere cooperative radicate nei territori, dai 1600 m del caseificio di Peio ai 180 m della latteria di Campolessi.

L’allestimento, curato dall’Ecomuseo con le fotografie di Graziano Soravito, si conferma uno strumento prezioso per raccontare il modello della caseificazione collettiva ancora vivo in Friuli, Veneto, Trentino e sul versante meridionale del Monte Nero/Krn in Slovenia. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, ogni borgo in montagna e in pianura aveva la sua latteria turnaria. Il latte veniva segnato in un libretto e trasformato in formaggio e burro da riscuotere, un meccanismo che teneva insieme famiglie e comunità. Oggi quelle esperienze si rimettono in rete: le latterie resistenti hanno sottoscritto una Carta dei princìpi che riunisce turnazione, alimentazione naturale, benessere animale, latte di qualità, formaggio artigianale, biodiversità, conduzione famigliare, economia di relazione e condivisione. L’Ecomuseo pone l’interazione al centro del progetto coinvolgendo, oltre ai caseifici, enti pubblici e associazioni con l’obiettivo di valorizzare una pratica etica e sostenibile. La mostra resterà aperta fino al 16 novembre.

«La condivisione di buone pratiche e conoscenze, di risorse e progetti, di aspettative e visioni tra i caseifici turnari punta a garantire un futuro per un modello di cooperazione che rischia di scomparire ma che ancora oggi presenta notevoli potenzialità. Le latterie turnarie, resistenti per definizione, rappresentano una scelta strategica per favorire l'economia locale, stimolare la produzione di alimenti di qualità, garantire la gestione sostenibile dell'ecosistema agrario, consentire l'acquisto di prodotti a un prezzo conveniente, perché l'accesso a un cibo quotidiano "buono, pulito e giusto" è un diritto di tutti». (Catalogo della mostra “Latte Mleko Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino”).


Ilaria, casara a Peio (foto di Graziano Soravito)

Il Sole 24 Ore e Città di Torino in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino Presentano STATI GENERALI DELLA CULTURA 2025 La grande bellezza per lo sviluppo dell’Italia Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo - TORINO

 


Martedì 4 novembre 2025, 9:30 – 13:00

 

L’evento è aperto al pubblico (Live & Digital)

Per informazioni e iscrizioni: 24oreventi.com/sgctorino2025

 

Dopo le tappe di Napoli, Firenze e Palermo, il percorso degli Stati Generali della Cultura 2025 del Sole 24 Ore approda a Torino, città-simbolo dell'integrazione tra innovazione, patrimonio e progettualità culturale. Un'occasione di riflessione e confronto per mettere al centro il ruolo strategico della cultura nel dialogo tra istituzioni, imprese e comunità.

Attenzione quindi alle politiche culturali come motore di sviluppo economico e leva per la competitività internazionale del sistema Italia e alla diplomazia culturale, intesa come strumento di dialogo tra i popoli e veicolo di valori condivisi, in un mondo in continua trasformazione.

 

Spazio anche al ruolo delle città come laboratori di innovazione, capaci di attivare reti e progetti dal forte impatto sulla vita delle proprie comunità.

 

Un’occasione per amministratori pubblici, operatori culturali, imprenditori, insegnanti, studenti e cittadini attivi, per confrontarsi sulle sfide e le potenzialità della cultura italiana nel contesto globale.

 

L’evento, che sarà ospitato presso l’Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, martedì 4 novembre, si aprirà alle ore 9:30 con i saluti istituzionali dell’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia e dell’Amministratore Delegato del Gruppo 24 ORE Federico Silvestri. A moderare i lavori della mattinata saranno i giornalisti del Sole 24 Ore Stefano Biolchini e Filomena Greco. L'incontro vedrà la partecipazione tra il pubblico di circa 200 studenti provenienti da scuole superiori della città.

 

Alle ore 10:00, il panel “Dal patrimonio alla contemporaneità: la sfida dei musei” vedrà la partecipazione di Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore delle Gallerie d’Italia, che offrirà una riflessione sulle nuove sfide dei musei italiani.

 

A seguire, alle 10:15, il dibattito “Le città come motori di innovazione tra identità e futuro” coinvolgerà Paola Macchi, Segretario Generale Fondazione MAXXI, Paola Musso, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo, Simona Orsi, Assessore alla Cultura Comune di Matera, e Agostino Riitano, Direttore della candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. I relatori approfondiranno il ruolo delle città come laboratori di innovazione e identità.

 

Alle 11:00, spazio alle “Vie della diplomazia culturale” con Bas Ernst, Addetto Culturale dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma, Alessandro De Pedys, Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, e Valentina Montalto di KEDGE Arts School - KEDGE Business School Parigi, che porteranno esperienze e visioni internazionali sul valore della diplomazia culturale.

 

Alle 11:45, l’autrice Giulia Muscatelli - consulente e docente per progetti di comunicazione per aziende, archivi e musei d’impresa - rifletterà sul valore del linguaggio nella cultura contemporanea.

 

Alle 12:00, il focus “Dentro l’arte: la tecnologia per la scoperta e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano” ospiterà Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita, Patrizia Polliotto, Segretario Generale Fondazione CRT, e Matteo Pessione, Coordinatore OGR Tech, per esplorare le nuove frontiere della valorizzazione culturale attraverso l’innovazione tecnologica.

 

Alle 12:30, l’intervento di Diana Bracco, Presidente e CEO Gruppo Bracco e Presidente Fondazione Bracco dedicato a “Cultura, scienza e impresa: coltivare talento per costruire futuro” nel porterà la sua esperienza sul valore della sinergia tra cultura, ricerca e impresa.

 

La chiusura dei lavori, alle 12:45, sarà affidata a Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura Comune di Bologna, e a Rosanna Purchia, Assessora alla Cultura Città di Torino.

Gli Stati Generali della Cultura 2025 si confermano così come un’occasione unica di confronto e progettualità per il futuro della cultura italiana.

 

Gli Stati Generali della Cultura – Torino sono a cura de Il Sole 24 Ore e Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, nell’ambito del percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Main Partner sono Bracco, Intesa Sanpaolo e SIAE Official Partner sono Fondazione CRT e Terna. Event Partner è Leonardo.

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO IL MUSEO DEL GENIO con le mostre "Vivian Maier. The exhibition" e "Pop Air. Ugo Nespolo"

 


31 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026
Museo del Genio, Roma

 A Roma un nuovo centro culturale: rinasce il “Museo del Genio” 

Per la prima volta dalla sua costruzione negli anni ’30, l’Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio, edificio di oltre 4.000 metri quadrati, riaprirà al pubblico nella nuova veste di grande centro culturale, che ospiterà due importanti esposizioni:
“Vivian Maier”, dedicata alla più amata fotografa americana di cui ricorre il centenario, e “Pop Air” di Ugo Nespolo, presentata in anteprima nazionale, con le imponenti sculture del celebre artista

Dal 31 ottobre 2025, grazie alla collaborazione tra Ministero della Difesa, Esercito Italiano, Difesa Servizi e Arthemisia, il Museo del Genio sarà aperto tutti i giorni.

I visitatori potranno inoltre ammirare le grandi invenzioni italiane nel campo tecnologico e scientifico – come ad esempio l’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi – custodite all’interno del Museo




Roma, 23 ottobre 2025 – A partire dal 31 ottobre 2025, Roma ritrova uno dei suoi luoghi più preziosi: il Museo del Genio dell’Esercito Italiano.
Per la prima volta, questo straordinario complesso apre stabilmente le sue porte al grande pubblico, trasformandosi in un nuovo luogo della cultura per la Capitale.
Si tratta di un’iniziativa culturale di Difesa Servizi che dal 2016, su mandato del Ministero della Difesa e delle Forze Armate, valorizza i musei militari.

Il nome Museo del Genio è stato scelto per rendere immediatamente accessibile l’identità di un luogo che è molto più di un museo.
La sua denominazione completa, Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio (ISCAG) dell’Esercito Italiano, ne rivela la natura unica in Italia: un centro in cui convivono museo, biblioteca specialistica, archivio storico e fotografico, luogo di studio, ricerca e memoria.

Oggi, questo patrimonio si svela finalmente alla città.
Roma guadagna un nuovo spazio culturale, aperto a tutti: famiglie, studenti, studiosi, scuole, visitatori italiani e internazionali.
Un luogo che racconta l’intelligenza come forza trasformativa: dall’ingegneria alle comunicazioni, dal volo al futuro.

Il percorso museale che oggi si apre al pubblico invita il visitatore a intraprendere un viaggio affascinante, dove ingegno, tecnica e bellezza si intrecciano nel racconto della storia del Genio. Tra modelli, strumenti e invenzioni, si scopre come l’intelligenza umana abbia saputo trasformare le sfide della costruzione, della comunicazione e del volo in occasioni di progresso. Oggetti di eccezionale valore testimoniano questo spirito visionariol’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi che, con la sua invenzione – la radio –, cambiò per sempre la storia della comunicazione mondiale; una piccola teca custodisce inoltre uno dei primissimi telefoni, invenzione dovuta ad Antonio Meucci, affiancato dalle sue prime evoluzioni: dai telefoni da campo alle centraline militari. Queste sale custodiscono una porzione preziosa del patrimonio museale: ambienti in cui ogni oggetto, dal più semplice al più imponente, testimonia la capacità tutta italiana di unire funzionalità e creatività, rigore scientifico e intuizione estetica.

Ad inaugurare questo nuovo capitolo vi saranno anche due esposizioni di grande richiamo: Vivian Maier. The Exhibition, dedicata alla più amata fotografa americana - scoperta solo dopo la sua morte e oggi celebrata nei più importanti musei del mondo - di cui si festeggia il centenario della nascita, e “Pop Air” un progetto nuovo e presentato per la prima volta al mondo, con cui il Maestro Ugo Nespolo interpreta in chiave ironica – con enormi sculture gonfiabili - i grandi capolavori internazionali.

Due linguaggi lontani e complementari che siglano la vocazione del Museo del Genio a diventare un ponte tra storia e presente, tra ricerca e meraviglia, tra conoscenza ed emozione.

Con questo progetto culturale, il Museo del Genio si presenta non solo come spazio espositivo, ma come centro culturale vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di ospitare grandi eventi artistici.

STORIA DELLA SEDE
Nato nei primi anni del Novecento come Museo dell’Ingegneria Militare Italiana, l’attuale Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio, oggi conosciuto dal grande pubblico come Museo del Genio, affonda le sue radici in un momento cruciale della storia italiana: quello in cui la giovane nazione post-unitaria cercava simboli e strumenti per costruire la propria identità.
In questo contesto, celebrare l’ingegneria e l’architettura militare – campi in cui l’Italia eccelle da sempre per ingegno e visione – significava raccontare la modernità di un Paese in piena trasformazione.

Dopo aver avuto diverse sedi storiche, l’Istituto trova la sua definitiva collocazione nell’attuale complesso monumentale sul Lungotevere della Vittoria, costruito tra il 1936 e il 1939 su progetto del tenente colonnello del Genio Gennaro De Matteis. L’edificio è uno dei migliori esempi di architettura istituzionale del Novecento: un equilibrio tra razionalismo e neoclassicismo semplificato, il complesso si distingue per il rigore compositivo, l’uso sapiente dei materiali – dal travertino romano ai mattoncini – e l’impatto scenografico dell’esedra d’ingresso e dei torrioni fortificati.

Al suo interno, l’Istituto custodisce un patrimonio di straordinario valore storico e tecnico, un’ampia carrellata documentale dei mezzi di trasmissione – dai segnali a fuochi dell’epoca omerica, all’impiego dei colombi viaggiatori, ai mezzi ottici sempre più perfezionati e quindi dal telegrafo, alla radio e al suo geniale inventore, Guglielmo Marconi, capitano del Genio, e ai suoi rivoluzionari apparecchi – i plastici delle città italiane, i modelli di ponti, strumenti e apparati delle specialità del Genio (Pionieri, Pontieri, Guastatori, Ferrovieri), ma anche un ricco patrimonio documentale, con oltre 24.000 volumi, 30.000 fotografie storiche, 20.000 iconografie e 150.000 documenti provenienti da secoli di storia militare e scientifica italiana.

LA VISITA DEL MUSEO
Le sezioni del museo che saranno aperte al pubblico:
1.               la Sala delle Colonie e dell’Architettura Militare dove sono esposte testimonianze del periodo coloniale, e molte riproduzioni in scala delle fortificazioni realizzate dal genio militare. Tra queste spicca il fortino scomponibile in lamiera tipo "Spaccamela", un esempio di architettura militare modulare e a rapida installazione.
2.               la Sala della Fotografia, delle Trasmissioni e delle Fotoelettriche contiene alcuni oggetti importantissimi e qualificanti, a volte imponenti, e per certi versi ai nostri occhi simili a delle istallazioni, che recano in sé l’elemento sorpresa. Sorprende come la loro risposta alle necessità più urgenti dell’uomo, li abbia resi col tempo sempre più maneggevoli, tanto che oggi gestiamo le stesse funzioni nel palmo di una mano: sorprendono perché coniugano nella migliore tradizione italiana la capacità di essere utili a risolvere un problema con una rilevante gradevolezza estetica.
3.               la Sala dell’Aeronautica e dei Ferrovieri documenta la genesi e la fase pionieristica dell'Aeronautica Militare Italiana, nata come specialità del Genio. Attraverso modelli, strumenti e reperti originali, si ripercorrono le prime esperienze di volo, le innovazioni tecniche e il contributo determinante degli ufficiali del Genio nella nascita di quella che sarebbe divenuta una delle forze armate più avanzate del Paese.
Proseguendo nella visita gli ambienti documentano materiali ed equipaggiamento utilizzati da uno dei reparti di eccellenza dell’Esercito Italiano: il Reggimento Genio Ferrovieri.

LE MOSTRE
In un connubio perfetto tra rigore storico e creatività contemporanea, a partire dal 31 ottobre 2025 e fino al 15 febbraio 2026, il Museo del Genio accoglie la mostra Pop Air”, una selezione iconica e site specific delle opere di uno degli artisti più versatili e brillanti del panorama italiano, Ugo Nespolo. Noto per la sua capacità di attraversare epoche, stili e linguaggi con intelligenza e leggerezza, offre una lettura creativa e colorata della storia della scultura italiana e internazionale. L’esposizione, presentata in anteprima mondiale, rappresenta la prima occasione ufficiale per scoprire (o riscoprire) gli spazi rinnovati del Museo.

Contemporaneamente, la mostra Vivian Maier. The Exhibition”, un emozionante viaggio nell’universo della misteriosa tata–fotografa americana, divenuta icona mondiale della street photography.
Curata da Anne Morin, massima esperta dell’artista, la mostra propone oltre 200 opere dei suoi scatti più celebri e intensi: immagini capaci di raccontare, con sguardo autentico e discreto, l’anima quotidiana delle città e dei loro abitanti.
Da un progetto di Vertigo Syndrome e in collaborazione con diChroma photography, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia.

L’apertura al pubblico delle mostre segna un nuovo inizio per uno spazio che custodisce la memoria, promuove la ricerca e si apre all’incontro tra passato e presente.
Un’occasione imperdibile per cittadini, studiosi, appassionati e visitatori di ogni età, nel cuore della Capitale.

Da un’iniziativa del Ministero della DifesaEsercito Italiano e Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa che valorizza gli asset del Dicastero, il progetto è prodotto e organizzato da Arthemisia e con il patrocinio della Regione Lazio.

Il progetto è in partnership con Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema e vede come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Culturamobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e media partner la Repubblica.

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