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Sabato 8 novembre, le cantine Fiamberti, Giorgi, Maggi Francesco e Quaquarini protagoniste di una masterclass condotta dal wine journalist Mauro Giacomo Bertolli
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Milano, 31 ottobre 2025 – Le cantine Fiamberti, Giorgi, Maggi Francesco e Quaquarini, quattro tra le più importanti realtà dell’Oltrepò Pavese, membri del Club del Buttafuoco Storico, saranno protagoniste di una masterclass condotta dal wine journalist Mauro Giacomo Bertolli, tra i massimi esperti di vini oltrepadani, che avrà luogo l’8 novembre prossimo, nell’ambito del 34ª Merano WineFestival.
Per il Buttafuoco Storico, vera e propria eccellenza della produzione vinicola lombarda, si tratta di una consacrazione alla più prestigiosa manifestazione vitivinicola italiana. Il Buttafuoco è un grande vino rosso che nasce dall’uvaggio dei vitigni Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto. È originario del territorio chiamato Sperone di Stradella, che si estende su sette comuni dell’Oltrepò Pavese orientale, su un areale di circa duemila ettari
“I vignaioli che abbiamo selezionato per la degustazione di Merano, spiega Mauro Giacomo Bertolli, sono al tempo stesso emblematici dello spirito e della tradizione che contraddistingue il terroir del Buttafuoco Storico e testimonianza della possibilità di interpretare e produrre questo vino secondo declinazioni diverse, in linea con lo stile di ciascuna azienda”.
Questi i vini che saranno proposti: · Fiamberti, Buttafuoco Vigna Sacca del Prete, annate 2013 e 2021 · Giorgi, Vigna Casa Corno, annate 2017 e 2020 · Maggi Francesco, Buttafuoco Vigna Costera, annate 2015 e 2018 · Quaquarini, Buttafuoco Vigna Pregana, annate 2010 e 2019
Nel corso della masterclass, sarà degustata anche l’annata 2020 del vino consortile “I Vignaioli del Buttafuoco Storico”.
Fondato nel 1996, il Club del Buttafuoco Storico, riunisce 18 produttori dell’Oltrepò Pavese, impegnati a tutelare e promuovere questo vino attraverso un rigoroso disciplinare di qualità. Le vigne riconosciute sono 20, per un totale di circa 22 ettari nei comuni di Broni, Stradella, Castana, Canneto Pavese, Montescano, Pietra de’ Giorgi e Cigognola: il loro nome topografico in etichetta certifica l’origine e l’unicità di ogni vino. Ogni anno viene prodotto anche un Buttafuoco Storico consortile ottenuto da un blend dei vini degli associati, realizzato da un enologo sempre diverso, coinvolgendo prevalentemente enologi esterni alle cantine del Club. Simbolo del Club è un veliero dalle vele infuocate, ispirato alla nave “Buttafuoco” della Marina austro-ungarica ottocentesca.
FIAMBERTI Giovanni Fiamberti acquista nel 1814 Vigna Solenga, iniziando a produrre vino: attività familiare che si sviluppa di generazione in generazione. Nel secondo dopoguerra, Giuseppe Fiamberti crea il marchio aziendale e amplia le dimensioni dell’azienda. Alla guida delle Cantina c’è oggi Giulio Fiamberti, che ha raccolto il testimone dal padre Ambrogio: nei suoi 20 ettari di vigneto alleva con passione le varietà tipiche della zona: Pinot Nero, Riesling, Croatina, Uva Rara, Barbera e Ughetta di Canneto, vitigno autoctono conosciuto anche come Vespolina. Tra i produttori di riferimento per il Buttafuoco, negli ultimi anni si è dedicato con successo anche alla produzione di Metodo Classico.
GIORGI Dalle colline dell'Oltrepò Pavese, al confine di quattro regioni, nasce nel 1875 la storia delle Cantine Giorgi. È una delle aziende familiari di maggiori dimensioni del territorio, con la produzione annua di circa un milione di bottiglie, che si è sviluppata soprattutto a partire dagli anni Settanta grazie ai fratelli Gianfranco e Antonio. Ora al timone sono i figli di Antonio, Fabiano ed Eleonora. Tra le cantine dell’Oltrepò più presenti nei mercati mondiali, Giorgi si distingue per innovazione e marketing. Nota per gli spumanti, merita attenzione anche per i vini tipici del territorio, in particolare il Buttafuoco. Importante la partnership con Gerry Scotti, per il quale è stata realizzata una linea di vini a suo nome.
MAGGI FRANCESCO L'Azienda Agricola Maggi Francesco, a condizione familiare è stata fondata nel 1940 da Francesco Maggi, successivamente sviluppata dai suoi figli, Angelino e Giuseppe, e ora prevalentemente dal nipote Marco, al quale fin da giovane il padre e lo zio hanno lasciato lo spazio per fare crescere la cantina con idee nuove e moderne, seppure rispettose della tradizione. È situata a Canneto Pavese, uno dei comuni simbolo della tradizione vinicola dell’Oltrepò Pavese. L’Azienda dispone di 29 ettari di vigneto, di cui 25 di proprietà. La produzione media è di circa 150 mila bottiglie l’anno: una ventina di etichette, espressione delle diverse tipologie del territorio. Tra le aziende che più identificano la propria anima con quella del Buttafuoco.
QUAQUARINI L’Azienda Agricola Quaquarini Francesco si trova a Canneto Pavese. A conduzione familiare, certificata biologico, propone i vini tipici dell’Oltrepò in tutte le loro sfumature. Fondata da Libero Quaquarini nel 1904, è passata di generazione in generazione a Umberto, poi a Francesco e ora ai suoi figli, Umberto e Maria Teresa. Già presenti in cantina anche Riccardo e Federico, figli di Umberto, che è anche l’enologo dell’azienda. Da sempre attenti alla sostenibilità e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni, con rispetto e amore per le tradizioni, possiedono 50 ettari di vigneto, per una produzione annua di circa 500 mila bottiglie. |
3 - 11 Novembre
2025 | Milano
EUSTACHIORA
C’è un vino che nasce da una promessa. Una
promessa tra generazioni, tra chi ha piantato la vigna e chi oggi la fa
crescere con la stessa cura e la stessa visione.
Dal 3 all’11 novembre, EustachiORA, la
degustazione itinerante che anima il quartiere Porta Venezia di Milano,
accoglie Cantina del Testimone,
giovane realtà vitivinicola fondata da Francesco
Goracci, che nel 2022 ha raccolto il testimone del nonno Idro, contadino e vignaiolo di Abbadia
di Montepulciano.
L’idea nasce dal legame tra i due, un
manoscritto mai scritto dal nonno, un racconto rimasto nella penna e oggi
trasformato da Francesco in un progetto collettivo. Attorno a sé ha riunito 15 soci provenienti da mondi diversi,
agricoltura, marketing, diritto, tecnologia, tutti uniti dalla convinzione che
il vino sia prima di tutto un gesto di
comunità.
“La Cantina del Testimone è terra, uva, amicizia e voglia di fare
insieme trasformate in vino.”
Parole che raccontano un modo di intendere la
viticoltura come gesto collettivo, un lavoro che si costruisce tra mani amiche
e visioni condivise.
Tra Montepulciano
e la Val d’Orcia, nel cuore della Toscana rurale dichiarata Patrimonio UNESCO, la cantina coltiva 3 ettari di vigneto distribuiti tra
Abbadia, Gracciano, Pianoia e Greppo. Qui il lavoro è artigianale, scientifico
e sostenibile, rese equilibrate, inerbimenti spontanei, attenzione al suolo e
vinificazioni non invasive
Nel 2024 arriva la prima vendemmia del nuovo
corso, e nel 2025 le prime bottiglie. Ogni etichetta è una pagina del
manoscritto di nonno Idro: “Fortunato”,
bianco macerato profondo; “Fiorella”,
rosato elegante; “Idro”, rosso
conviviale. Completano la produzione il Chianti
“Vigna di Idro” e il passito
“Santino”, omaggio alla memoria contadina.
L’EVENTO
EustachiORA continua a essere un ponte urbano
tra chi coltiva e chi degusta, un’occasione per ascoltare storie vere e
assaporare vini che raccontano di persone prima che di etichette.
Due tappe, tre calici, un viaggio nel cuore della Toscana contemporanea.
TAPPE
1. Polpetta DOC – Via Bartolomeo Eustachi 8
FORTUNATO – Bianco IGT Toscana
FIORELLA – Rosé IGT Toscana
2. Sapori Solari – Via Stoppani 11
IDRO – Rosso IGT Toscana
TICKET
DEGUSTAZIONE: 15€ – Acquistabile nella prima
tappa include 3 calici + 1 extra
finale
I locali manterranno i propri orari e il giorno di chiusura settimanale.
I VINI IN DEGUSTAZIONE
FORTUNATO – Bianco IGT Toscana
Fortunato è una cuvée intensa, nata dall’unione di Trebbiano, Malvasia e Grechetto, vinificati con una chiara idea enologica: fare un bianco che non insegua la leggerezza, ma scelga la struttura e la complessità, in una terra storicamente vocata ai grandi rossi.
La vigna è pensata per ottenere poco, ma buono:
ogni pianta viene portata a concentrarsi su pochi grappoli, selezionati già a
fine giugno. Si tratta di quelli più lunghi e spargoli, naturalmente
predisposti a un percorso di su maturazione che li arricchisce di zuccheri,
aromi e spessore.
La vinificazione prevede un
contatto leggero ma significativo con le bucce, per conferire al vino
profondità, personalità e un profilo aromatico ampio e avvolgente.
Vista: si presenta con un color giallo dorato
intenso, sfumato di ambra, che richiama il miele e le terre mature da cui
proviene.
Naso:
in primo piano emergono note di pesca gialla matura. A seguire, compaiono
sentori lievemente ossidativi, caldi e avvolgenti, che ricordano la crosta di
pane e una punta di nocciola tostata. Il bouquet si chiude su sfumature
floreali, come gelsomino e camomilla, accompagnate da un accenno di miele di
acacia e fieno secco, che amplificano la sensazione di profondità. Al naso
ricco e materico che ne racconta il tempo e la macerazione.
Palato:
dal gusto ricco e stimolante, bilanciato perfettamente nei suoi 14% di alcol in
volume, rendendolo sorprendente per profondità e struttura. La persistenza è
lunga, con un finale morbido, leggermente evoluto, che racconta un bianco fuori
dagli schemi per carattere e visione.
Fortunato nasce da sette filari coltivati in due vigneti distinti, ciascuno con
un’anima ben precisa. È proprio dalla complementarità di queste due parcelle
che prende forma l’identità profonda di questo vino bianco toscano.
Il Trebbiano e la Malvasia provengono dalla vigna storica di Idro, il nostro vino rosso simbolo, dove il suolo di impasto limo-argilloso,
di origine marina pliocenica, garantisce un perfetto equilibrio tra ritenzione
dell’acqua nel suolo e drenaggio. La presenza di argilla consente alle viti di
superare senza stress i mesi più caldi, assicurando nutrimento e costanza. Il
limo, invece, accompagna una maturazione lenta e regolare, che consente alle
uve di esprimere finezza ed equilibrio. Questo tipo di terreno regala ai vini
una spiccata mineralità, un profilo aromatico ricco, con nuance floreali ed
evolute, e una struttura che accoglie e valorizza la leggera macerazione sulle
bucce.
Il Grechetto, invece, proviene dalla zona di
Greppo, dove il terroir si fa più dinamico. Qui il suolo è composto da argille,
sabbie gialle di origine tufacea e una marcata presenza di potassio. È un
terreno che sa trattenere l’umidità nei periodi più asciutti, ma che allo
stesso tempo garantisce un drenaggio naturale. Questo vitigno, noto per la
buccia spessa e la resistenza alle condizioni climatiche più sfidanti, trova in
Greppo un microclima ideale, segnato da importanti escursioni termiche tra
giorno e notte. Il risultato è un’uva dalla forte personalità, capace di conservare
una bella acidità e sviluppare profumi intensi e ben definiti.
Temperatura: Per valorizzarlo al meglio, si consiglia di servirlo a una temperatura
compresa tra 8/10°C in modo da esaltarne la tensione e la mineralità, ma non
troppo freddo da chiuderne il profilo aromatico.
Abbinamenti: La sua natura macerata, l’avvolgenza al sorso e la trama gustativa ampia
lo rendono un vino gastronomico, ideale per accompagnare piatti ricchi di
sapore e di carattere.
La struttura del vino sostiene la carne bianca,
tra queste si abbina bene con coniglio al forno con olive e rosmarino. Sul
fronte del pesce, trova equilibrio con carni compatte e saporite, come il tonno
scottato o lo spada alla griglia.
Infine, per chi ama l’abbinamento con i
formaggi, Fortunato dà il meglio di sé con quelli erborinati di media
stagionatura: dal gorgonzola dolce al blu di capra.
Non è un bianco da aperitivo, ma un compagno di
tavola consapevole.
FIORELLA – Rosé IGT Toscana
Questo rosè IGT Toscana, composto da 70% Sangiovese e 30% Merlot, nasce nel
cuore della Val d’Orcia raccogliendone tutta la poesia, il colore rosa tenue
ricorda i tramonti primaverili e il profumo avvolgente accompagna ogni sorso
con grazia. Fresco, minerale e di ottima struttura conferita dall’azione del
suolo ricco di galestro e rocce. È un vino pensato per momenti di condivisione,
per stupire con eleganza e charme.
Vista: si presenta di colore rosa
tenue, elegante e luminoso, che richiama subito i tramonti morbidi della Val
d’Orcia e i rosati più raffinati della Provenza.
Naso: dal profumo delicato e espressivo, con note floreali di rosa canina e
violetta bianca, accompagnate da una lieve sfumatura agrumata e da sentori
minerali che ne esaltano la freschezza.
Palato: immediatamente fresco e avvolgente con una
buona acidità che ne dona slancio e vivacità al sorso. La persistenza aromatica
è elegante e fine, con un finale salino del tutto caratteristico.
Fiorella nasce a Pianoia, in zona
Monticchiello, nel cuore della Val d’Orcia, a circa 650 metri sul livello
del mare. È un luogo di rara bellezza, dove il paesaggio si apre su dolci
colline, campi fioriti e filari ordinati, mossi costantemente dalla brezza.
Il suolo è composto prevalentemente da argille e
flysch arenacei, una combinazione che dona equilibrio: la componente argillosa
trattiene l’umidità nei periodi più caldi, mentre la presenza di sassi e
arenarie garantisce buon drenaggio e vigoria controllata. È un terreno che
spinge la vite a cercare in profondità, favorendo una maturazione lenta, ideale
per ottenere uve fresche e profumate.
L’altitudine e la costante esposizione al vento
regalano un microclima ventilato, con forti escursioni termiche tra giorno e
notte, che esaltano l’acidità e fissano i profumi nei grappoli.
Tutto ciò si riflette nel calice: il colore rosa
tenue ed elegante, i profumi floreali di rosa e violetta bianca, la freschezza
avvolgente e la mineralità vibrante non sono solo frutto della tecnica, ma
l’espressione diretta di questo terroir unico.
Temperatura: Fiorella è un rosato da servire freddo,
8/10 °C, per esaltarne al massimo l’esperienza, i profumi floreali e la sua
componente minerale.
Abbinamenti: Perfetto come aperitivo, trova abbinamenti sorprendenti anche con la
cucina toscana estiva. Si sposa con verdure grigliate, pecorino fresco, paste
fredde oppure con panzanelle arricchite da olive nere e basilico. Da provare
anche con torte salate alle erbe, un’insalata di farro con pomodorini e cipolla
rossa, o con una frittatina di zucchine e menta. La sua acidità lo rende ideale
anche per accompagnare salumi delicati.
IDRO – Rosso IGT Toscana Sangiovese in purezza
Questo vino rosso IGT Toscana è pensato per essere goduto con leggerezza e
senza troppe cerimonie. Con 12.5% di alcol in volume, una beva snella e un
colore tenue ogni sorso invita al successivo. Per apprezzarlo al meglio
lasciatelo respirare qualche minuto nel calice e poi lasciatevi tentare.
Vista:
si presenta con un colore rubino tenue, luminoso e trasparente, segno
distintivo della sua natura leggera e schietta.
Naso: è subito generoso e
accattivante, con profumi nitidi di ciliegia matura, ribes e mora. Sentori
avvolgenti e intriganti che aprono a sfumature sottili di erbe aromatiche e un
accenno balsamico in retrolfazione.
Palato:
fresco e slanciato, sostenuto da un’acidità vivace e da tannini fini e gentili.
In bocca la percezione è di un vino rosso autentico e amichevole, che si fa voler
bene dal primo sorso.
Idro nasce da due vigne coltivate tra Abbadia e Gracciano, separate dal fiume Salarco ma accomunate da un suolo limoso-argilloso,
ben drenato e ricco di equilibrio.
A Gracciano, a 230 metri sul livello del mare,
la vigna più grande beneficia di un microclima ventilato e di forti escursioni
termiche, che regalano alle uve freschezza e profumi.
Ad Abbadia, la vigna più piccola, piantata nel 2019, gode di un’esposizione più
coperta e di un’altitudine leggermente superiore, contribuendo con acidità e
tensione.
In cantina, una macerazione prolungata sulle
bucce ha permesso di estrarre aromi varietali. Il risultato: un vino leggero ma
non semplice, che unisce immediatezza e profondità.
Temperatura: il servizio è consigliato a 16/18 °C, lasciare ossigenare qualche
minuto nel bicchiere.
Abbinamenti: perfetto con una pappa al pomodoro, una fett’unta con olio nuovo, o un
tagliere di finocchiona e pecorino fresco. Ottimo anche con una frittata di
verdure, una pasta al ragù leggero o una pizza margherita.
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La tournée del film di MASBEDO (Iacopo Bedogni e Nicolò Massazza) prosegue all’estero e
fa tappa al Festival de Cine Europeo de Sevilla,
importante appuntamento dedicato al cinema d’autore nel panorama europeo.
Il film verrà presentato come proiezione speciale,
accompagnata da un talk con i registi e da una performance audiovisiva
realizzata insieme ai musicisti elettronici G.U.P. Alcaro e Davide Tomat,
in un evento che unisce cinema, arte visiva e sperimentazione sonora.
Venerdì 14 novembre 2025, dalle ore 16.30
Sala 2 del Cinema Odeón Plaza de Armas
Festival de Cine Europeo de Sevilla
Stills © 2024/2025 Eolo Film Productions S.r.l. and Alcion S.r.l.
Continua il viaggio di ARSA (2024), il secondo lungometraggio diretto da Nicolò Massazza (1973) e Iacopo Bedogni(1970), in arte MASBEDO, che dopo il successo nelle sale italiane approda anche sulla scena internazionale. Venerdì 14 novembre 2025, alle ore 16.30, il film sarà proiettato all’interno del Festival de Cine Europeo de Sevilla, accompagnato da un talk con i registi e dalla performance audiovisiva July 30 2007, una rielaborazione dal vivo dell’omonima video installazione del duo, realizzata in collaborazione con i musicisti elettronici G.U.P. Alcaro e Davide Tomat.
ARSA ha segnato il debutto sul grande schermo di Gala Zohar Martinucci, nei panni della protagonista, e riunito un cast di interpreti affermati come Lino Musella e Tommaso Ragno, accanto a una nuova generazione di talenti come Jacopo Olmo Antinori, Giovanni Cannata, Luca Chikovani, Michele Sinisi, Maziar Firouzi e Matilde Schiaretta.
Con una sceneggiatura firmata dallo scrittore Giorgio Vasta in collaborazione con MASBEDO, il film è prodotto da Eolo Film Productions, in collaborazione con Alción e Rai Cinema, promosso e distribuito da Fandango.
La performance July 30 2007, che accompagnerà la presenza di ARSA a Siviglia, è una dichiarazione d’amore degli artisti e registi verso il grande cinema d’autore: un omaggio poetico a Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni, scomparsi entrambi lo stesso giorno, il 30 luglio 2007.
La performance intreccia immagini e suoni in un dialogo che trascende tempo e geografia, mettendo in risonanza due sequenze iconiche — la scena finale di Monika e il desiderio e l’esplosione conclusiva di Zabriskie Point — in un rituale di luce e suono che celebra la memoria e la forza visionaria del cinema. Per l’occasione Davide Tomat sarà presente per una performance dal vivo insieme ai MASBEDO.
Il film verrà distribuito da Fandango Distribuzione, Italia, Mcf Megacom Film, Albania, Mcf Megacom Film, Bosnia-Erzegovina, Mcf Megacom Film, Croazia, Salzgeber & Co. Germania, Mcf Megacom Film, Macedonia del Nord, Mcf Megacom Film, Montenegro, Risi Film, Portogallo, Mcf Megacom Film, Serbia, Mcf Megacom Film, Slovenia.
IL FILM
Arsa (Gala Zohar Martinucci, 2004) è una ragazza indipendente e selvaggia, che vive immersa in un mondo immaginario e sospeso, da lei stessa costruito sullo sfondo aspro e quasi metafisico dell'isola di Stromboli. In bilico tra fragilità e resilienza, si rifugia nella sua interiorità, osservando la vita dell’isola attraverso le lenti del suo binocolo. Segnata dal lutto del padre (Lino Musella, 1980), artista piegato dalle vicissitudini della vita e dalle imposizioni un cinico datore di lavoro (Tommaso Ragno, 1967), costretto a creare statue “belle per finta” per soddisfare le logiche del consumismo, Arsa assorbe da lui la bellezza dei mostri e il potere delle favole. Ne eredita il suo sguardo sul mondo e, nel suo laboratorio-silos, dà vita a piccole sculture con reperti di archeoplastica che raccoglie sulla costa. Tutto cambia quando approda sull’isola Andrea (Jacopo Olmo Antinori, 1997) che cerca di introdursi nel suo mondo, sconvolgendo i suoi equilibri.
“Ogni immagine è pensata per offrire un'esperienza sensoriale unica, che non cattura solo la bellezza incantata di Stromboli, ma anche i mondi interiori dei personaggi” - sottolineano Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni - “L'isola, con la sua energia selvaggia e potente, non è solo lo sfondo della storia: è un personaggio vivo, che respira e si evolve insieme ai protagonisti, modellando le loro emozioni e le loro sfide. Le difficoltà incontrate durante le riprese hanno aggiunto ulteriore profondità alla figura di Arsa. Lei incarna la resilienza: come l'isola, trasforma ogni cosa, anche la più difficile, in qualcosa di nuovo e vitale. È il suo canto, che si perde tra le onde, un invito a fare lo stesso.”