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blogazzurro
venerdì 2 agosto 2019
Cortina tra le Righe
Vatolla: terzo weekend per la Festa della Cipolla
Nel
paese di Giambattista Vico prosegue, sabato 3 e domenica 4 agosto,
l’evento dedicato al pregiato ecotipo locale.
Giro
di boa per la sesta edizione della Festa della Cipolla di Vatolla che
giunge al suo terzo appuntamento, in programma nel weekend di sabato
3 e domenica 4 agosto. Ancora una volta, nella splendida cornice del
borgo cilentano, facente parte del comune di Perdifumo, in provincia
di Salerno, protagonista sarà la pregiata Cipolla di Vatolla,
prodotto agro-alimentare locale eletto a simbolo del territorio. Un
prodotto raro e prezioso, dal sapore dolce e dal colore che varia dal
bianco chiaro a rosato, facilmente distinguibile per la forma a
trottola o allungata. Un frutto della terra che serba in sé il
sapore della genuinità, del passato, un magico ortaggio dal sapore
sorprendente, che solo a Vatolla, nasce dalle cure di mani esperte
che da secoli tramandano la sua coltura e i suoi preziosi semi,
recuperati, oggi, nella loro forma originaria, grazie ad un lungo
lavoro di ricerca e selezione. Questo prelibato ortaggio sarà
inserito, come immancabile ingrediente, in ogni piatto proposto nel
percorso di degustazione preparato per l’occasione. Frittelle,
torte, pizze e frittate di cipolla, cipolla gratinata e parmigiana di
cipolle, susciello
(zuppa di cipolle con uova e formaggio caprino), zuppa di fagioli e
cipolla, spezzatino e hamburger di cipolla, tagliolini con cipolla
caramellata e ravioli alla genovese, sono solo alcuni degli squisiti
piatti in cui la Cipolla di Vatolla mostrerà tutta la sua
versatilità culinaria. Il tutto accompagnato da ottimo vino e
dall’intrattenimento musicale dei Sunarìa e Domenico Monaco, il
cantastorie del Cilento, che si esibiranno sabato 3 agosto e dei
Kiepo e degli Ascarimè che animeranno la serata del 4 agosto.
Spazio anche ai più piccoli, con
il teatro di strada e gli spettacoli di mimo a cura della Compagnia
Teatrale “La Ribalta” di Salerno, in scena sabato, e con
l’esibizione domenicale del Mago Frisco, con il suo spettacolo
di magia e ombre cinesi. E come anche nei week-end passati non
mancheranno gli appuntamenti con la cultura, all’insegna del tema
scelto per la sesta edizione della Festa della Cipolla di Vatolla
“Gli
archetipi del Cilento antico: il Tempo, il Silenzio, il Paesaggio”.
Presso la Corte del
Castello de Vargas Machuca, a partire dalle ore 22,00, si terranno,
sabato 3 agosto, l’incontro culturale “Le erbe spontanee del
Cilento: dalla cucina alla farmacopea”, con la partecipazione di
Dionisia
De Santis, esperta in botanica, in erboristeria e in fitoterapia, e
intensamente impegnata nel campo delle ricerche floristiche e della
conservazione; mentre, domenica 4 agosto, sarà la volta
dell’incontro “La cipolla, d’accordo: il più bel ventre del
mondo, a cura della scrittrice Luisa Cavaliere e del giornalista
Arturo Calabrese.” Cultura e sapori per tutti i gusti. La
Festa della Cipolla di Vatolla è organizzata dall’Associazione
Cipolla di Vatolla, unitamente al Comune di Perdifumo e ad altre
realtà associative attive sul territorio, con il Patrocinio della
Fondazione Giambattista Vico, che ospita gli eventi culturali e con
il prezioso contributo della famiglia de Vargas Machuca e della
Società Scabec della Regione Campania e proseguirà nei prossimi
week-end, fino al 25 agosto.
Per
scoprire il programma completo:www.cipolladivatolla.com,
e-mail: info@cipolladivatolla.com
I
prossimi appuntamenti della Festa della Cipolla di Vatolla
- 03-04 agosto, a partire dalle ore 20,00
- 10-11 agosto, a partire dalle ore 20,00
- 24-25 agosto, a partire dalle ore 20,00
Marisa Merz Geometrie sconnesse palpiti geometrici
22 settembre 2019 – 12 gennaio 2020
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati
In collaborazione con Fondazione Merz
In collaborazione con Fondazione Merz
Conferenza stampa: giovedì 19 settembre 2019
Inaugurazione: sabato 21 settembre 2019, ore 18:00
Inaugurazione: sabato 21 settembre 2019, ore 18:00
Senza titolo, s.d.
Fondazione Merz, Torino
Fondazione Merz, Torino
Dal 22 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta l’esposizione Marisa Merz. Geometrie sconnesse palpiti geometrici,
dedicata a Marisa Merz (Torino, 1926 – 2019), unica esponente femminile
del gruppo dell’Arte Povera e tra le più significative protagoniste
della scena artistica italiana dagli anni Sessanta. Una selezione delle
sue opere più iconiche mette in rilievo una tematica ricorrente nel
lavoro dell’artista, ovvero la sua ricerca sul volto o meglio sulla
figura.
Fotografia allestimento mostra
Senza titolo (filo di rame), 1979
Fondazione Merz, Torino
Senza titolo (filo di rame), 1979
Fondazione Merz, Torino
Il
progetto espositivo, curato da Beatrice Merz e sviluppato con la
collaborazione della Fondazione Merz, si colloca nell’ambito di una
serie d’iniziative dedicate ad artisti presenti nella Collezione
Giancarlo e Danna Olgiati e si avvale di prestiti provenienti da
importanti collezioni pubbliche e private – in gran parte svizzere –
oltre che dalla collezione personale dell’artista.
La
mostra riunisce un corpus di quarantacinque opere che ripercorrono
l’intero orizzonte creativo di Marisa Merz: dal disegno su diversi
supporti alla scultura in argilla cruda, dalle tessiture di filo di rame
e di nylon agli oggetti trasformati in cera, nel tentativo di
restituire tutte le modalità espressive proprie dell’artista.
L’esposizione,
che copre più di cinquant’anni di ricerca, si apre con alcuni capisaldi
della produzione di Marisa Merz. Opere iconiche come Senza titolo
del 1975 documentano gli esiti più alti dell’indagine sul filo di rame,
mezzo espressivo che le permette di esplorare i confini tra disegno e
scultura. A partire dagli anni Settanta i suoi interventi acquistano un
carattere compiutamente ambientale, come testimonia la grande
installazione in fili di rame lavorati a maglia, realizzata nel 1979 e
da allora mai più esposta.
La
mostra prosegue con un’ampia selezione di lavori, alcuni inediti, che
comprendono disegni e tecniche miste su differenti supporti unitamente
ad un raffinato gruppo delle sue celebri ‘testine’ in creta. Tutte opere
che dagli anni Ottanta tracciano il percorso più recente di Marisa
Merz, mettendo in luce una tematica ricorrente nella sua produzione,
l’indagine sul volto o sulla figura, individuata come punto di
riferimento nel percorso espositivo. Afferma nell’introduzione in
catalogo Beatrice Merz: “Il percorso della mostra è disegnato per
permettere alle singole opere di intrattenere un dialogo serrato tra
loro creando, così, un campo di forza scandito da una successione di
volti sconosciuti e trasfigurati, ma profondamente reali”; volti o
figure che “sono eseguiti attraverso la sovrapposizione di segni e
materie, in un ritmo quasi ossessivo”.
Il titolo stesso della mostra Geometrie sconnesse palpiti geometrici
– frase autografa dell’artista, appuntata su una parete della sua
casa-studio – si pone come sibillina guida al personalissimo universo
segreto di Marisa Merz, di cui la mostra di Lugano desidera restituire
la complessità lirica e rigorosa al tempo stesso.
Senza titolo, 1993
Kunst Museum Winterthur
Kunst Museum Winterthur
Catalogo
La
mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, che
include un testo introduttivo di Beatrice Merz, Presidente della
Fondazione Merz, unitamente a saggi critici degli storici dell’arte
Ester Coen e Douglas Fogle. La pubblicazione è corredata da immagini a
colori di tutte le opere esposte e fotografie dell’allestimento. Mousse
Publishing, Milano.
Marisa Merz (Torino, 1926 – 2019)
Nata
a Torino nel 1926, Marisa Merz esordisce negli anni Sessanta esponendo
sculture di lamina in alluminio, composte da più elementi spiraliformi,
mobili e irregolari. Legati alla ricerca sui materiali e ad una
progettualità essenziale, questi primi lavori – presentati da Sperone a
Torino già nel giugno del 1967 – anticipano e preparano la
partecipazione dell’artista al movimento dell’Arte Povera.
Con
alcune azioni – celebre quella con le coperte arrotolate disposte sul
bagnasciuga di Fregene nel 1970, in contemporanea con la prima personale
alla galleria L'Attico a Roma – l’artista introduce nel linguaggio
della scultura contemporanea tecniche e manufatti artigianali
tradizionali o appannaggio del lavoro femminile, attribuendo piena
dignità artistica a procedure e materiali del quotidiano e
allontanandosi così sia dalla poetica delle strutture primarie,
razionali e autoreferenziali del minimalismo, sia dal gruppo dell’Arte
Povera, rispetto al quale mostra fin d'ora una sensibilità eccentrica.
Unita alla componente temporale presente già nei lavori a maglia, questa
la porta precocemente a raccogliere, combinare e ridefinire proprie
opere precedenti come nell'assertivo Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti (1975), che intitola la seconda personale all'Attico accostando le sculture in filo di rame, la Scodella di sale (1967), Bea e Scarpette (1968).
Dalla
metà degli anni Settanta gli interventi di Merz acquistano un carattere
compiutamente ambientale, dapprima con la serie di stanze che l’artista
allestisce in spazi complementari: quello aperto e pubblico della
galleria o quello sotterraneo e segreto di una cantina o del proprio
studio, con un movimento continuo dalla dimensione privata a quella
pubblica, una metamorfosi ininterrotta delle tracce graffite in forme
scultoree e della fisicità materica in cromie dipinte. Sarà negli anni
Ottanta che le diverse voci in cui da sempre si traduce la sua
creatività troveranno nelle raffinatissime carte, nelle testine grevi e
impalpabili e nelle pale d'altare polimateriche la loro sintesi perfetta
e la loro compiuta maturità: ne danno testimonianza le personali
allestite dalle gallerie Bernier (Atene), Fischer (Düsseldorf), Tucci
Russo (Torino), gli inviti della Biennale e di Documenta, nonché la
partecipazione a importanti selezionate collettive: dopo la Biennale di
Venezia del 1980, è a Parigi per Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, curata per il Centre Pompidou da Germano Celant nel 1981, poi a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, per Avanguardia. Transavanguardia, a cura di Achille Bonito Oliva, nel 1982, anno in cui è anche a Documenta.
In
seguito l'artista centellina ulteriormente la sua già rarefatta
presenza pubblica: tra le personali museali sono da ricordare: Centre
Georges Pompidou, Parigi, 1994; Kunstmuseum Winterthur, 1995 e 2003;
Stedelijk Museum, Amsterdam, 1996; Galleria d’Arte Moderna Villa delle
Rose, Bologna, 1998; Museo MADRE, Napoli, 2007; Centre international
d’art et du paysage, Ile de Vassivière, 2010; Fondazione Querini
Stampalia, Venezia, 2011; Fondazione Merz, Torino, 2012; Serpentine
Gallery, Londra, 2013, Macro Museo d'Arte Contemporanea, Roma, 2016; The
Metropolitan Museum of Art, New York, e Hammer Museum, Los Angeles,
2017; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto e Museum der Moderne,
Salzburg, 2018. Nel 2013 la Biennale di Venezia le ha conferito il Leone
d'Oro alla carriera.
La Collezione
Contestualmente
all’esposizione temporanea, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati
propone come ogni anno una selezione inedita di opere provenienti dalla
raccolta, che comprende artisti internazionali fra i più rilevanti delle
avanguardie del XX e XXI secolo.
Fulcro
dell’allestimento è un’intera sala dedicata ai principali esponenti
dell’Arte Povera, nell’intento di sottolineare l’importanza del contesto
culturale in cui Marisa Merz si trovò ad operare agli esordi della sua
carriera artistica.
Nella sala adiacente dialogano tra loro opere dell’arte italiana del Secondo dopoguerra, prima fra tutte Suicidio del 1964 di Mario Schifano, dipinto di recente acquisizione al quale sono accostati lavori di Tano Festa e Franco Angeli.
L’allestimento
continua con la grande tela di Emilio Vedova che, situata tra le più
recenti opere pittoriche di Günther Förg e Harold Ancart, mette in
relazione fra loro le avanguardie italiane e le ricerche internazionali
contemporanee; in questa sezione due coloratissime sculture dello
svizzero Ugo Rondinone sono poste a confronto con una grande fotografia
astratta di Wolfgang Tillmans unitamente ad opere di R.H. Quaytman,
Piero Dorazio e Roberto Cuoghi.
Il
percorso prosegue con le ricerche pittoriche dell’americano Christopher
Wool che si relazionano con le indagini sul monocromo e i pigmenti di
Yves Klein e Anish Kapoor. L’ultima sezione si concentra sul dialogo tra
due figure cardine del Novecento italiano: Jannis Kounellis, con due
opere fortemente legate alle avanguardie storiche, e Alberto Burri, del
quale viene presentato per la prima volta un Cretto del 1972.
Completa
l’allestimento una sala dedicata al Futurismo, dove accanto ai dipinti
dei maestri Balla, Depero, Prampolini e Magnelli, è collocata una tra le
più ricche collezioni di libri e documenti legati a questo movimento.
Senza Titolo (scarpette), s.d.
Fondazione Merz, Torino
Fondazione Merz, Torino
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UFFICIO STAMPA MASI ITALIA
ddl+battage
Alessandra de Antonellis | alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | +39 339 3637388
Margherita Baleni | margherita.baleni@battage.net | +39 347 4452374
ddl studio
Via G. Compagnoni, 3
20129 Milano
“INCONTRI CON L’AUTORE”: UN MOTIVO IN PIÙ PER SCEGLIERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, IL RESORT LA FRANCESCA
Ogni mercoledì d’agosto, presentazioni di libri e film, commentati dagli autori.
E, tutte le sere, la voce “speciale” e la musica di Gabriella Mazza
Milano, 1° agosto 2019 – Un soggiorno
al Resort La Francesca è sempre una vacanza completa. Al
piacere del mare, del sole, dei paesaggi e delle passeggiate, infatti,
si uniscono opportunità di interessanti incontri culturali:
presentazioni di libri, filmati o documenti che, anche nella leggerezza
del contesto estivo, costituiscono momenti di piacevole discussione.
Come ogni anno, gli appuntamenti del miniciclo “Incontri con l’Autore” si svolgono il mercoledì sera, al Baretto del Resort. Questo il programma:
7 agosto
Marco Ferrari presenterà L’angelo dei Mille, l'incredibile vicenda di Rosalia Montmasson (1823-1904), unica donna che, travestita da uomo, partecipò alla spedizione dei Mille distinguendosi per coraggio e dedizione verso i feriti.
14 agosto
Luciano Bonati presenterà Storie nostre, pagine di memorie storiche legate alla Liguria di Ponente, custodite e raccontate da persone che in quel territorio vivono e lavorano.
21 agosto
Carlo Monguzzi presenterà Ambientalismo sostenibile, ovvero come realizzare la conversione ecologica: una voce di speranza per un cambiamento attuabile e concreto per il nostro pianeta.
28 agosto
Il regista Franco Taviani commenterà il suo “1969: l’Italia vista dalla Luna”: un documentario che tratta l’allunaggio di cinquanta anni fa come una metafora mediatica e poetica per ripercorrere gli eventi di quell’anno così denso di aspettative e di presagi.
Gli “Incontri con l’Autore” sono quindi un motivo in più per decidere, anche all’ultimo momento (usufruendo delle vantaggiose offerte last minute), di trascorrere al Resort La Francesca un bellissimo mese d’agosto.
E non è tutto! L’estate 2019 sarà anche in musica: tutte le sere la vocalist Gabriella Mazza si alternerà tra il Ristorante Rosadimare e il Baretto per allietare gli ospiti con melodie – brillanti o malinconiche, spensierate o intime – tratte da un ampio repertorio fra swing, pop, rock, blues, bossa nova; il tutto venato da inflessioni jazz e interpretato in modo personale.
Situato sul mare, a tre chilometri da Bonassola e a quattro da Levanto (in provincia di La Spezia), in prossimità del Parco delle Cinque Terre, dal 1961 il Resort La Francesca offre appartamenti e villette da due a sei letti in un contesto di alto valore naturalistico e paesaggistico.
Come ogni anno, gli appuntamenti del miniciclo “Incontri con l’Autore” si svolgono il mercoledì sera, al Baretto del Resort. Questo il programma:
7 agosto
Marco Ferrari presenterà L’angelo dei Mille, l'incredibile vicenda di Rosalia Montmasson (1823-1904), unica donna che, travestita da uomo, partecipò alla spedizione dei Mille distinguendosi per coraggio e dedizione verso i feriti.
14 agosto
Luciano Bonati presenterà Storie nostre, pagine di memorie storiche legate alla Liguria di Ponente, custodite e raccontate da persone che in quel territorio vivono e lavorano.
21 agosto
Carlo Monguzzi presenterà Ambientalismo sostenibile, ovvero come realizzare la conversione ecologica: una voce di speranza per un cambiamento attuabile e concreto per il nostro pianeta.
28 agosto
Il regista Franco Taviani commenterà il suo “1969: l’Italia vista dalla Luna”: un documentario che tratta l’allunaggio di cinquanta anni fa come una metafora mediatica e poetica per ripercorrere gli eventi di quell’anno così denso di aspettative e di presagi.
Gli “Incontri con l’Autore” sono quindi un motivo in più per decidere, anche all’ultimo momento (usufruendo delle vantaggiose offerte last minute), di trascorrere al Resort La Francesca un bellissimo mese d’agosto.
E non è tutto! L’estate 2019 sarà anche in musica: tutte le sere la vocalist Gabriella Mazza si alternerà tra il Ristorante Rosadimare e il Baretto per allietare gli ospiti con melodie – brillanti o malinconiche, spensierate o intime – tratte da un ampio repertorio fra swing, pop, rock, blues, bossa nova; il tutto venato da inflessioni jazz e interpretato in modo personale.
Situato sul mare, a tre chilometri da Bonassola e a quattro da Levanto (in provincia di La Spezia), in prossimità del Parco delle Cinque Terre, dal 1961 il Resort La Francesca offre appartamenti e villette da due a sei letti in un contesto di alto valore naturalistico e paesaggistico.
Per ulteriori informazioni, Ufficio stampa “La Francesca” c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati Milano, Giorgio Vizioli
(3355226110), giorgio.vizioli@studiovizioli.it, Rosella Trombetta (0248013658), rosella.trombetta@studiovizioli.it
giovedì 1 agosto 2019
La Sagra della Maccaronara di Castelvetere sul Calore torna per la quarantaduesima edizione
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Zafferano Leprotto salta a New York L’iconico brand in vendita nel “Fattobene Pop Up” al MoMA Design Store
Un
salto oltreoceano per Zafferano Leprotto che fino al 29 settembre
potrà essere acquistato all’interno del “Fattobene
Pop Up” nel MoMA Design Store, in
un barattolo
ad edizione limitata
con 4 bustine di zafferano e un libretto con ricette e proprietà
nutrizionali del prezioso “oro rosso”.
Situato
nel quartiere di Soho nel cuore di Manhattan, il “Fattobene Pop Up”
è uno spazio dedicato alla valorizzazione e alla vendita
di prodotti d’eccellenza e iconici
del Made in Italy tra cui spicca
il colorato e gioioso Zafferano Leprotto.
Emmanuel
Plat,
Director of Merchandising al Museum of Modern Art, commenta: “La
collezione di oggetti nel Fattobene Pop-Up dà vita a prodotti
eccellenti di uso quotidiano che sono fatti per essere utilizzati e
ammirati per molti anni a venire.”
Anna
Lagorio,
Fondatrice di Fattobene commenta: “E’
una grande gioia portare questi pezzi iconici della nostra cultura
industriale in uno spazio come il MoMA Design Store. È un tributo al
design italiano quotidiano senza tempo e a tutte le aziende che sono
in grado di creare prodotti che attraversano la prova del tempo.”
Paolo
Daperno,
general manager Zafferano
Leprotto
“Siamo
orgogliosi di vedere lo Zafferano Leprotto al MoMA Design Store di
New York, è un riconoscimento alla sua qualità superiore, al
rispetto della tradizione che si tramanda dal 1963 nel selezionare le
migliori partite di zafferano e nel far vivere in modo sempre
sorprendente l’iconico Leprotto”
Per
il Leprotto è stato facile “saltare
oltre oceano” perché
ha
in sé tanta energia:
il sapore
deciso che
impreziosisce
tutti i piatti,
dall’antipasto al dolce, e la
bustina
ricca: ben 0,16 grammi
di
polvere purissima.
È così che Zafferano Leprotto trasforma in un attimo i piatti
donando sapore, colore e profumo ineguagliabili e conquista
milioni di consumatori. All’interno di una dieta equilibrata,
contribuisce ad apportare
benefici per la salute
grazie alle sue numerose proprietà
salutistiche.
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