blogazzurro
mercoledì 27 novembre 2019
Al "Castello Incantato" di Babbo Natale ad Agropoli arriva la Rai sabato 30 novembre alle h.14,00
Sabato 30 novembre, in diretta alle 14,00 su Rai3, arriva ad Agropoli al "Villaggio di Babbo Natale", il simpatico Rino Genovese del Tg Itinerante. Il Villaggio è una delle straordinarie attrazioni del periodo natalizio facenti parte di un programma di attività più ampio - "Il Natale delle Meraviglie", che gode del finanziamento Poc 2014-2020 - linea strategica 2.4 "Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura", che l'amministrazione agropolese è riuscita ad aggiudicarsi. Il "Villaggio di Babbo Natale" è stato allestito con grande cura e dovizia di particolari nel Castello Angioino Aragonese di Agropoli che è diventato un vero e proprio "Castello Incantato" in attesa del Tg Itinerante - che farà tappa qui per dare il via ai festeggiamenti natalizi con la Casa di Babbo Natale più grande d’Italia. Venerdì 29 novembre ci sarà l'anteprima della presentazione dell'evento in Buongiorno Regione alle 7.30, nel Tg Campania. Il Villaggio è organizzato a cura dell'Associazione culturale Ercula.
La 28^ edizione di Merano WineFestival dedica grande spazio alla cultura e all’approfondimento legati al mondo del vino, tra passato, nuove generazioni e innovazione
Martin Gojer vince il premio Zierock a Naturae et Purae, mentre lo chef Christoph Huber vince il Premio Godio; l’importanza del legame tra produttore e il consumatore attraverso la comunicazione al Wine Business Forum; donne sempre più esperte di vino e sempre più in crescita le opportunità di lavoro per loro, se ne parla alla tavola rotonda “Il modello Giappone nel mondo rosa del vino” ; riscoprire i valori del passato proponendo soluzioni innovative per il futuro con Merano Wine&Innovation; nasce il Manifesto dei giovani del vino dopo il Wine Generation Forum; opportunità legate alla sostenibilità a Wine Sustainability Forum e approfondimenti sui territori a The Circle.
Merano, 27 novembre 2019 – Tre talk e tre tematiche differenti nella prima giornata, dedicata alla Bio&Dynamica della 28^ edizione di Merano WineFestival. Nella seconda giornata due forum tra nuova generazione del settore vino e sostenibilità. Mentre al tema vino e innovazione digitale sono dedicati gli appuntamenti di Wine&Innovation.
La storica manifestazione dedicata al panorama wine&food d’eccellenza ha ospitato il convegno Naturae et Purae e la lezione enologica “Nel segno di Zierock”, a dieci anni dalla sua scomparsa, fra documentazioni, testimonianze e filosofie che hanno contraddistinto una visione del vino pionieristica, anticipatrice di molti temi attuali. Durante il convegno Helmuth Köcher e Angelo Carrillo hanno consegnato il premio Rainer Zierock a Martin Gojer, dell’azienda Pranzegg, per aver scelto la via della vinificazione in armonia con la natura con coraggio e spirito di ricerca riuscendo ad essere di esempio e stimolo per molti nuovi produttori. Subito dopo la consegna del premio la masterclass storica con 10 vini di 8 annate della tenuta Dolomytos che ha suscitato l’entusiasmo dei partecipanti a conferma dell’assoluta genialità del suo creatore. In seguito, la perfomance di Wild Cooking a tema cucina naturale e cibi fermentati in collaborazione con chef come Terry Giacomello, del Ristorante ‘Inkiostro’ (les Collectionneurs), e il progetto La FuGa – Laboratory for future Gastronomy dello chef e ricercatore gastronomico Mattia Baroni, hotel Bad Schörgau. Si sono degustati piatti a tema dal limone ammuffito di Giacomello al Dolomiti Poke di Theodor Falser del Ristorante ‘Johannesstube’ (les Collectionneurs), piatti ottenuti con tecniche antiche in chiave moderna. Nella stessa giornata assegnato anche il Premio Godio istituito da Helmuth Köcher per ricordare lo chef Giancarlo Godio e destinato ad un giovane emergente altoatesino. Quest’anno il riconoscimento è andato a Christoph Huber del ristorante “Zur Blauen Traube” di Lagundo.
“Per continuare ad essere competitive, sia sul mercato nazionale che internazionale, le aziende vitivinicole devono affrontare i grandi mutamenti contemporanei”, è il tema centrale del Wine Business Forum riproposto a Merano per proseguire un’analisi dei lavori dei tavoli tematici sviluppati nell’ambito di Milano Wine Week 2019. Cinque le macro-sfide emerse in occasione del talk del Wine Business Forum di Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies, in compagnia del presidente di Milano Wine Week Federico Gordini, dei giornalisti Andrea Radic, Andrea Guolo, Maurizio Di Maggio e i Cantina Social. Eccole: creare valore per il vino italiano oltre il prezzo, mettere al centro il consumatore, il Digitale è inevitabile, Educare e formare i protagonisti del mondo del vino al “nuovo” e creare sinergia tra piccole, medie e grandi aziende. Tutti d’accordo sull’importanza del legame tra produttore e consumatore che deve diventare sempre più stretto attraverso la formazione e la comunicazione per creare e dare sempre più valore al vino italiano.
La tavola rotonda “Il modello Giappone nel mondo ‘rosa’ del vino” dove professioniste del vino come Antonella Cantarutti - Donna del Vino, Silvana Ballotta, Valentina Bertini – wine manager di Langosteria Milano e Alessandra Piubello - giornalista wine&food e curatrice della Guida Veronelli, moderate dal giornalista Andrea Radic e alla presenza di Helmuth Köcher, si sono confrontate per analizzare l’esempio asiatico di questo settore sempre più al femminile. Oltre il 60% le esperte nel mondo del vino in Giappone, un ottimo esempio di evoluzione, culturalmente e storicamente da sempre, per le donne italiane ed europee anch’esse sempre più informate e sempre più evolute anche grazie alla crescita di opportunità per loro nel lavoro.
“Allora se voi e gli altri accoglieste questi ragionamenti berremmo un vino eccellente”, questa la citazione di Leonardo Da Vinci cui si ispirano gli appuntamenti giornalieri che dal 7 all’11 novembre si sono svolti all’Hotel
Terme Merano con Merano Wine&Innovation. Un nuovo evento che mira a riscoprire i valori del passato per poi proporre soluzioni innovative e digitali per il futuro del mondo del vino. Tra queste la virtual reality, la ricerca, la sostenibilità compatibile col digitale, la formazione e la conoscenza dei progetti europei di sviluppo di nuove catene digitech nel settore agroalimentare e non solo. Partner del progetto Connected Reality, For Team, H-FARM, IVES.
Presentato anche il Manifesto dei giovani del vino al Teatro Puccini, appuntamento che segue il Wine Generation Forum tenutosi per la prima volta a Milano in occasione della Milano Wine Week. Ad emergere il fondamentale valore della coesione per proiettarsi verso un futuro di opportunità. Il manifesto chiede di ridurre ed efficientare le denominazioni, di rafforzare le finalità dei consorzi, di avere un ente nazionale per la comunicazione del vino italiano all’estero, ma sottolinea anche l’importanza della formazione al personale di sala, degli strumenti di e-commerce, della revisione delle franchigie che uniformi il commercio digitale e quello tradizionale. Inoltre, si è discussa l’importanza della comunicazione professionale e specializzata e del tema della trasversalità del vino, oltre alla sostenibilità su cui va fatta formazione per un ripensamento tra gli altri dei metodi di confezionamento e della tutela del suolo.
Al tema della sostenibilità si è poi dedicato in maniera esclusiva il convegno Wine Sustainability Outlooks che ha presentato le opportunità imprenditoriali per intraprendere un percorso di sostenibilità e districarsi nel mondo delle certificazioni, imparando a conoscere i valori della sostenibilità, dell’agricoltura di precisione e del miglioramento genetico, dell’uso sostenibile degli agro-farmaci e la mitigazione dei rischi ambientali.
Lo spazio di The Circle in Pazza della Rena ha dato voce ad alcuni fra i più interessanti territori italiani in campo vitivinicole e gastronomico con delle presentazioni che hanno visto protagonisti il Consorzio del Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato con il suo presidente Filippo Mobrici, il Consorzio Movimento Turismo Puglia e la presidente Maria Teresa Varvaglione, il Consorzio del Prosecco DOC col presidente Stefano Zanette, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna e il presidente Pierluigi Sciolette, e Alberto Zenato presidente delle Famiglie Storiche dell’Amarone.
“L’Europa Firma i prodotti dei suoi territori”
Milano, 27 novembre
– La
campagna europea di comunicazione e promozione dei prodotti a marchio
DOP e IGP prosegue il suo ricco programma di attività, accompagnata dal
messaggio di impatto
“L’Europa firma i prodotti dei suoi territori”. Il programma, che
sviluppa le varie attività di informazione e promozione sulla base
della stagionalità dei prodotti protagonisti del progetto, persegue lo
scopo nel corso dei tre anni di informare e ribadire
l’importanza dei marchi di qualità europei che garantiscono genuinità e
provenienza certificata degli alimenti.
A partire dal mese di ottobre, le
attività della campagna vedono come protagonista il Radicchio di
Chioggia IGP. Proprio per approfondire il valore e le opportunità legate
a tale prodotto,
venerdì 8 novembre, presso la sala convegni dell’Ortomercato di Chioggia, in località Brondolo, si è tenuto il workshop dal titolo “Gli itinerari del radicchio di Chioggia Igp, il prodotto promuove il territorio, prospettive per arricchire
e diversificare l’offerta turistica locale”, organizzato dal Consorzio di tutela radicchio di Chioggia Igp.
Al centro del Convegno è stato posto
un tema strategico, ossia l’importanza che riveste il fattore
enogastronomico nel determinare le scelte turistiche. Basti pensare che
motiva un viaggiatore su due (48%) a venire in Italia
(Ispos-Enit 2017) ed è prioritario anche per i turisti italiani, visto
che quasi due su tre (63%) ritengono importante la presenza di
un’offerta legata al cibo per scegliere i propri viaggi (I° rapporto sul
turismo enogastronomico italiano 2018 Università
di Bergamo). L’enogastronomia accresce, dunque, il ruolo che i prodotti
a marchio hanno nel loro territorio di appartenenza e aumenta anche
l’impegno dei Consorzi nel portare avanti progettualità che vanno
dall’educazione alimentare alla valorizzazione delle
vere eccellenze del mondo rurale. Un processo che trova nel legame tra
“beni culturali” e prodotti Dop/Igp un connubio strategico per lo
sviluppo di interi territori attraverso il “turismo lento”. Per questo
il focus del workshop è stata la creazione di itinerari
turistici all’interno dell’area di produzione del radicchio di Chioggia
Igp, come elementi per accrescere l’informazione legata alla produzione
e alla trasformazione del radicchio e come proposta per integrare
l’offerta turistica della laguna Sud e del Delta
del Po veneto.
Il
Radicchio di Chioggia IGP è infatti un prodotto che presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere. Si riconosce per
il suo cespo tondeggiante e compatto, con foglie
di colore rosso più o meno intenso e con nervature centrali e secondarie
bianche. È noto per il suo sapore gradevolmente amarognolo e per la sua
consistenza croccante. Sebbene da crudo
mantenga intatto tutto il suo carico di vitamine, il Radicchio di Chioggia IGP
può essere consumato in moltissime preparazioni gastronomiche: dalle
insalate miste e pinzimoni ai risotti; grigliato ai ferri o saltato in
padella o come base per moltissime
ricette. Inoltre, è ideale tutto l’anno, dalla primavera all’inverno
inoltrato! È povero di calorie e ricco di acqua, vitamine e sali
minerali, in particolare potassio, calcio e fosforo, è un buon
apportatore di fibre, favorisce la digestione e aiuta le funzioni
epatiche. Infine, la peculiarità del Radicchio di Chioggia sta nelle
sostanze che gli conferiscono il suo tipico colore rosso vivido: le
antocianine, che esercitano una funzione protettiva nel nostro
organismo.
Sono quindi numerose le qualità del
Radicchio di Chioggia IGP che rendono questo ortaggio unico e
imprescindibilmente legato ad una delimitata area di produzione: può
essere infatti coltivato solo in dieci comuni delle province di
Venezia, Padova e Rovigo e nel rispetto di un preciso Disciplinare di Produzione che garantisce il consumatore sull’origine e la sicurezza del prodotto.
Nell’ambito della campagna europea che mira a informare e sensibilizzare i consumatori sulle qualità e le caratteristiche del
Radicchio di Chioggia IGP le attività sono iniziate nel mese di ottobre.
In particolare dal
15 al 30 novembre sono state organizzate delle attività dedicate al prodotto presso i punti vendita
Unes.
Insieme al Radicchio di Chioggia IGP, i prodotti protagonisti per l’Italia della campagna di comunicazione sono
l’asparago Verde d’Altedo IGP, la ciliegia di Vignola IGP, la Pesca e
la Nettarina di Romagna, l’insalata di Lusia IGP, la Pera
dell’Emilia-Romagna IGP,
il Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco IGP.
La
campagna è finanziata dall’Unione Europea e per la parte italiana dai
Consorzi della Pera dell’Emilia-Romagna (capo fila del progetto),
dell’Asparago Verde d’Altedo IGP, della Ciliegia di Vignola IGP,
della Pesca e la Nettarina di Romagna IGP, dell’Insalata di Lusia IGP,
del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco IGP e del
Radicchio di Chioggia IGP.
“ART JOURNEY” IL PROGETTO DI COPERNICO, DEDICATO AD ESPLORARE LE INTERCONNESSIONI TRA ARTE, BUSINESS E LAVORO PRESENTA LA MOSTRA KAYONE “ALFA CENTAURI ”
a cura di Alessandro Paolo Mantovani
29 novembre 2019 - 31 gennaio 2020
Copernico Garibaldi Torino
Corso Valdocco 2, Torino
INAUGURAZIONE: giovedì 28 novembre 2019 | ore 19.00 - 21.00
Ingresso libero su registrazione: art@coperni.co
www.coperni.co
Copernico Garibaldi a Torino, uno dei 13 centri di Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi che favoriscono lo smart working e la crescita professionale e del business ospita, dal 29 novembre 2019 al 31 gennaio 2020, ALFA CENTAURI mostra personale dell’artista KayOne a cura di Alessandro Paolo Mantovani.
ALFA CENTAURI racconta
un sistema stellare che, per la similarità fra le sue componenti ed il
Sole, si profila come uno dei siti più probabili per lo sviluppo di vita
extraterrestre. In questo contesto, la scoperta dello Spazio ricorda la
conquista dei writer, sempre alla ricerca di nuove superfici sulle
quali poter esprimere la loro forma d’arte e l’evoluzione della lettera,
partendo da Alfa. Nelle opere di KayOne, uno dei graffiti writer
italiani della prima ora, vibra infatti la ricerca dello spazio, che
caratterizza la proliferazione di un immaginario fervido intorno
all’idea dell’ignoto, attraverso la rappresentazione di galassie, stelle
e pianeti, mediante l’esplosione di forme e colori simili a scosse di
energia provenienti da un Big Bang dell’universo stradale.
“All’interno
delle opere di KayOne ritroviamo quel sapore stradale, urbano e
underground che tanto ha caratterizzato la sua vita, tutti elementi che
l’artista ha saputo trasportare su tela, cogliendo le emozioni e il
vissuto dei muri di periferia” – afferma il curatore della mostra Alessandro Paolo Mantovani – “Nelle
sue opere, caratterizzate da piacevoli e audaci accostamenti di colori,
caos energetico di linee e forme che richiamano al contempo le arterie
urbane e gli anelli dei pianeti, percorriamo tunnel scuri e buchi neri,
galassie immaginarie create a colpi di spray, ritrovando questo percorso
in lavori dal grosso impatto visivo e dalla forte carica emozionale.
Pennellate imperiose, esplosioni di colore, opere polimateriche con
armonie di colori dall’equilibrio perfetto”.
La mostra fa parte di Art Journey il percorso, curato da Giorgia Sarti
- fondatrice di diverse Gallerie d’arte tra cui Whitelight Art Gallery -
in collaborazione con Copernico che si sviluppa nell’organizzazione di
mostre, eventi e iniziative culturali. Un riconoscimento del ruolo
dell’arte e della creatività che va oltre le logiche note, verso una
collisione tra due differenti linguaggi che genera una nuova dimensione,
in cui l’impresa e il mondo del lavoro si arricchiscono di nuovi
contenuti e di un moto creativo che porta innovazione e idee
avveniristiche. Arte come prezioso valore aggiunto al vivere quotidiano,
che permette di approcciare temi trasversali ed eterogenei tra loro,
creando un dialogo multidisciplinare a sostegno della crescita delle
persone e delle imprese. Copernico amplia così gli orizzonti
dell’esperienza lavorativa quotidiana aprendo i suoi spazi ormai da
diversi anni all’arte e alla cultura. Allo stesso tempo, artisti e
operatori dell’arte entrano in contatto diretto con il mondo dello smart
working, all’interno di un’impresa aggregatrice di altre imprese e
acceleratrice di innovazione, dialogando a stretto contatto con un
pubblico aperto e in sintonia con i linguaggi propri dell’arte e della
creatività.
“Spicchi da chef”: da Lievità la pizza gourmet del Maestro Giorgio Caruso incontra l’estro stellato di Davide Caranchini
Lunedì 9 dicembre alla pizzeria di via Sottocorno una quattro mani
all’insegna della creatività
con il Maestro Pizzaiolo Giorgio Caruso e l’Executive Chef del
ristorante “Materia” di Cernobbio
Milano, 27 novembre 2019 – Da Lievità torna
l’appuntamento annuale con “Spicchi da Chef”, il format che per il terzo anno celebra
la creatività a quattro mani, in occasione del quale il Maestro Pizzaiolo
Giorgio Caruso invita uno chef ad affiancarlo nella creazione di uno speciale
menù in cui protagonista rimane la pizza gourmet di Lievità.
Quest’anno
lo stellato Davide Caranchini, talento del panorama gastronomico
attuale con all’attivo una stella Michelin e il premio di miglior giovane chef
dell’anno per la Guida dell’Espresso 2018,
verrà ospitato lunedì 9 dicembre
presso la pizzeria gourmet di Via
Sottocorno 17.
Alla
guida del ristorante “Materia” di Cernobbio, sul Lago di Como, Caranchini
continua a collezionare successi grazie alla sua capacità di valorizzare
ingredienti naturali e genuini e di trasformarli in preziose creazioni in cui i
concetti di fermentazione, ispirazione proveniente dalla cucina orientale e sperimentazione
sono centrali.
Presto
in trasferta a Milano per approdare nella pizzeria gourmet Lievità, il giovane
chef viene invitato dal Maestro Pizzaiolo Giorgio Caruso a declinare il mondo
dell’alta cucina in quello della pizza gourmet per dare vita ad un connubio
inedito, che sfocerà nella creazione di sei portate uniche.
L’evento
vedrà quindi i due giovani talenti realizzare una serie di piatti a quattro mani i cui ingredienti, accuratamente
selezionati da Giorgio e Davide, daranno vita a portate sensazionali. Il tutto
sarà accompagnato dai vini delle Cantine
Ferrari.
Lo
speciale menù degustazione prevede due antipasti, tre pizze e un dolce, vini
inclusi, al costo di 50 € a persona.
Info e prenotazioni: 02 40701653
Muu_Muuzzarella fa il bis a Milano e apre il secondo store il prossimo 1 dicembre.
Meno di otto mesi e il format che reinterpreta la mozzarella di Bufala Campana DOP in ogni suo piatto raddoppia a Milano, aprendo il secondo Muuzzarella Restaurant Store il 1 dicembre in viale Premuda al 46. Il gruppo Muu Muzzarella arriva così a quota sei locali con il secondo store a Milano, dopo il successo riscosso dal locale aperto lo scorso marzo in via Raffaello Sanzio al 24, all’ angolo con via Ravizza: lo chef resident all’ ombra della Madonnina sarà Luca Illiano. Il nuovo nato va ad aggiungersi agli altri store monoprodotto totalmente dedicati alla mozzarella di Bufala DOP sul lungomare in Via Partenope, in zona Chiaja e al Vomero a Napoli, oltre al pop up estivo a Portocervo. Entro la fine del prossimo anno si prevede il tris, con un terzo punto vendita su Milano.
Il brand nasce sei anni fa grazie all’ intuizione di due giovani imprenditori napoletani: Salvatore Maresca, allora nel campo economico finanziario e Dario Moxedano, agente Fifa. Era il 2013 quando i futuri soci si interrogavano sul perché in Italia e nel mondo la mozzarella di Bufala DOP, seppur così apprezzata, venisse tradizionalmente percepita come antipasto, come ingrediente per la pizza o al massimo in abbinamento ad altre preparazioni, senza mai acquisire la giusta dignità e imporsi come di piatto fatto e finito.
“Volevamo rivoluzionare l’approccio classico alla Mozzarella di Bufala Campana DOP creando un connubio diretto con la dieta mediterranea, ideando piatti creativi dal gusto tipicamente italiano. Con questo nuovo format si vuole superare i confini della classica offerta ristorativa per focalizzarsi su una più complessa esperienza a 360 gradi di Dining Out Experience dal gusto internazionale, con un approccio glocal, usando quindi prodotti prettamente locali ma con un approccio cosmopolita” racconta Dario Moxedano.
“Un nuovo locale che apre in anticipo rispetto agli obiettivi prefissati grazie all’istantanea risposta positiva dei milanesi. Abbiamo pensato di approdare dalla parte opposta della città per soddisfare la crescente domanda degli amanti del format” dichiara Salvatore Maresca. “E infatti la comunità che definiamo “Muu Lovers Family” è attivissima a Milano come a Napoli, una grande famiglia che ci segue sui vari canali social ed è assidua frequentatrice dei nostri store”.
La storia dei Muu Muzzarella Restaurant Store
Il flagship Concept Muzzarella restaurant dedicato all'oro bianco campano nasce in Vico ll Alabardieri a Napoli come: “Lattedamordere, Mozzarelladabere” definizione che diventerà il pay off ufficiale e che ben esprime la vision e la mission del gruppo.
Nel 2015 è la volta del Muu SeaSide sul lungomare di Napoli e nel 2016 il Muu Bistrò sull'elegante collina del Vomero. Muu Muzzarella si declina in tre tipologie di format: il piccolo e glamour Flag Store, il Rappresentative Store, adatto ad un ampio pubblico, lo Standard Store, in zone residenziali e commerciali, come quello di Milano. Il logotipo ricorda una mucca stilizzata nei due elementi che la caratterizzano, naso e corna: da qui l'onomatopea Muu da cui trae ispirazione l'identità di un format ristorativo dallo stile fresco e goloso.
Il Menu
Con l’apertura del nuovo locale in viale Premuda verrà presentato il nuovo menu “Pop- Democratic” per un pubblico ampio, democratico appunto, dai 14 agli 80 anni e dal costo medio a coperto che varia dai 20 ai 40 euro. Riflettori puntati sull’oro bianco campano, mono prodotto d'eccellenza da cui Muu Muzzarella propone una ricerca di piatti che traggono le proprie radici dalla tradizione partenopea ma reinterpretate con una vocazione easy ed internazionale: la mozzarella di Bufala Campana DOP viene abbinata a carne, pesce, verdura e salumi con accostamenti ricercati, equilibrati nel gusto e nella forma, con una profonda cura nella selezione delle materie prime. Inoltre sarà presente un angolo shop presente in ogni Muuzzarella dove poter acquistare ogni giorno dalle 10 alle 24 il prodotto fresco di giornata. 7 giorni su 7, la mozzarella e gli altri prodotti arrivano freschi dai luoghi di produzione campani, serviti direttamente in tavola grazie al filo diretto con il produttore che seleziona giornalmente le miglior bufale per una produzione esclusiva per gli store del Grupp Muu. Una cultura gastronomica territoriale unita a un'immagine attraente e identificativa con la finalità di diffondere la cultura della mozzarella di Bufala in Italia e nel mondo, con menu stagionali e diverse limited edition mensili: questa la filosofia di Muu Muzzarella. Tra i piatti più iconici troviamo il “Pesto e Mela” (bocconcini di mozzarella di Bufala, una croccante mela pesto di basilico homemade), la Rattacasa (il classico comfort food napoletano, pasta mista con patata gialla e mozzarella affumicata servita nell’ antica gratta-formaggio), la tartare di tonno (cubetti di mozzarella di Bufala Dop, crudo di tonno con limoni di Sorrento su un velo di pesto di basilico), il caratteristico TiramiMuu (servito all'interno di una caffettiera moka dalla forma ottagonale con biscotto artigianale bagnato nel caffe e crema alla ricotta di bufala e mascarpone) e l’ iconica Muu Cheese cake, il più famoso dolce anglosassone rivisto in chiave campana fatto con ricotta di bufala e una base frollino e burro di bufala. Ogni giorno dalle 19.00 si possono degustare le mozzarella di bufala con l’AperiMuu in Cocotte abbinate a cocktail e vini selezionati al Mozzarella Bar. Grande attenzione anche al senza glutine, infatti oltre il 70% delle portate è gluten free e oltre il 50% non contengono carne.
Il design
Il design del nuovo locale è stato progettato dall’ architetto Mario Sorrentino ed eseguito Costa Group: “ho realizzato un uno spazio che si piega al design, quando solitamente è il contrario”. E’ il caso del prato verde con l’iconica staccionata in legno ha ricoperto il banco da lavoro-retail, dando forma alla zona dedicata alle lavorazioni e alla vendita del prodotto; i lampadari, combinazione di secchi e corde, sono legati all’attività stessa, quella della mungitura; boiserie in legno massello e rovere sbiancato con cornici decò, contrastano il colore più scuro del pavimento in parquet a cui si aggiungono le panche “muccate” tipiche (rivestite di tessuto maculato), che contribuiscono a creare un’atmosfera morbida, informale, accogliente e cordiale. Tre ambienti, una saletta privata che diventa un privée e un dehors da una ventina di posti a sedere per godere appieno l’esterno.
Il futuro del gruppo
“Il futuro del gruppo potrebbe senza dubbio essere l’estero dove ci sono altissime potenzialità di crescita per il brand e un trend sempre positivo di richiesta di prodotti e servizi italiani ” racconta Salvatore Maresca. “Ci stiamo affacciando al mercato Europeo alcuni investitoti hanno già dimostrato interesse verso il gruppo in Spagna, in Francia e in Germania. Il modello di business scalabile e replicabile è alla base del nostro progetto: individuando un partner di private equity strategico che supporti l’insediamento del format nel vecchio continente. Concreta è prossima invece l’idea di un flagship Muu Muzzarella a New York di proprietà diretta del gruppo, per entrare nel mercato degli States”.
Orari e contatti
Muu_Muzzarella
Viale Premuda 46
20129 Milano
mail info@muuzzarella.it
telefono 02 49443666
Vendita prodotti caseari dalle 10 alle 24
Pranzo dalle 12.30 alle 16.00
Aperitivo al Mozzarella bar dalle 17.00 alle 20.30
Cena dalle 19.30
E’ possibile ordinare sui principali servizi di delivery: Gloovo, Deliveroo, Uber Eats
La cucina dell'Ittiturismo In Marinetta da Golosaria ai progetti Europei
I visitatori di Golosaria hanno potuto
degustare (alla grande!), la cucina di Alessio Bottin
dell'Ittoturismo In Marinetta di Rosolina (Ro), un luogo che
'...merita il viaggio, con la
sua sala riposante e le vetrate che
guardano il mare'.
L'avventura di quattro soci che
vogliono far riscoprire un territorio per troppo tempo
dimenticato, proponendo piatti per
davvero eccellenti,interpretati con le materie prime
dei produttori del Delta del Po.
Tutto questo non è passato inosservato
ai giornalisti e ai comunicatori di Borghi d'Europa,
impegnati a proporre una iniziativa di
informazione (Destinazione Delta del Po), creata
all'interno del progetto L'Europa delle
Scienze e della Cultura, Patrocinato dalla IAI
(Iniziativa Adriatico Jonica,Forum
Intergovernativo per la cooperazione regionale nella
regione Adriatico Jonica) e da ESOF2020
EuroScience Open Forum Trieste.
“ Fino alla fine del 2020
'dirotteremo' le attenzioni di almeno un centinaio di giornalisti e
comunicatori sul Delta del Po,
trasformando questa Terra di Mare in luogo di incontro e
scambio culturale con altri territori
d'Acqua, italiani ed europei. Milano rappresenterà
poi l'approdo delle diverse esperienze
ed iniziative, così da raccontare le storie di borghi
d'eccellenza'.
L'Ittiturismo In Marinetta è stato
scelto come uno dei luoghi del desiderio dove si
terranno gli incontri e parteciperà
anche agli appuntamenti milanesi e in altre contrade.
“È
il nostro sogno nel cassetto- commenta Isi Copppola-,è la passione
per la cucina e
per il nostro
territorio.In Marinetta ha compiuto i primi due anni, li abbiamo
vissuti
intensamente,
rafforzando il nostro legame con il territorio, il Delta del Po.
I prodotti delle
lagune, dell’Alto Adriatico e dei nostri orti sabbiosi, ogni giorno
ci hanno regalato
sorprese nuove e sapori, che identificano la nostra cucina con
freschezza e
sapidità uniche.Una “sfida” continua per la nostra brigata, per
realizzare
e valorizzare al
meglio questo patrimonio della natura!I nostri piatti sono come un
viaggio tra le
acque e le terre del Delta, dove i colori mutano con i sapori a
seconda
della stagione…
e diventano delizie trasformate dalle sapienti mani e dalla fantasia
preziosa del
nostro Chef Executive Alessio Bottin. Quindi… buon viaggio a
tutti!”
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