venerdì 19 gennaio 2018

AL VIA “HYBRID LOUNGE” L’INNOVATIVO LABORATORIO CURATO DA POLI.DESIGN PER HOMI – IL SALONE DEGLI STILI DI VITA DI FIERA MILANO

Una mostra - “the material stage” – e due talk per esplorare le ultime tendenze dei materiali per l’interior design

OPENING | 26 gennaio 2018 | ore 11:00 | Area Hybrid Lounge | pad.10

HOMI HYBRID LOUNGE
The Material Stage | pad.10 | 26-29 gennaio 2018 | Fiera Milano
Progetto: POLI.design | Prof. Francesco Scullica e Arch. Fabio Daglio
Progetto Spazio | Salamanca Design & Co.

Il superamento dei "limiti" dei materiali per una loro applicazione a scale diverse raccontato in una mostra “The Material Stage”, curata da POLI.design, anima del Sistema Design del Politecnico di Milano. Il materiale e la sua prima declinazione nel complemento d’arredo diventano attori protagonisti di un sistema di visioni suggestive sul palcoscenico dell’Interior Design. Come la complessità e lo spessore del personaggio teatrale, unito alla sua profondità interiore inscenano l’intreccio per una complessa narrazione poetica, allo stesso modo, il materiale fornisce visioni e linguaggi che vengono declinati in diversi scenari di Interior.

L’Opening della mostra avrà luogo il 26 gennaio 2018, ore 11:00 all’interno di HOMI Il Salone degli stili di vita di Fiera Milano, presso l’area Hybrid Lounge - Materials Culture | pad.10, uno spazio ideale di riferimento per vivere diversi tipi di attività, esperienze e relazioni; una tipologia in espansione che, grazie a sapienti adattamenti di scala, soddisfa i fruitori del nuovo life style contemporaneo. All’opening saranno presenti i rappresentanti di HOMI Fiera Milano, di POLI.design, Salamanca Design oltre che molte aziende e progettisti di settore.

Con questo nuovo progetto si consolida quindi la collaborazione tra POLI.design e HOMI nata per ricercare e raccontare le tendenze relative alle finiture per il settore dell'Interior Design. Fra i trend che erano stati individuati nella ricerca per Fiera Milano, presentata nell'edizione 2017, - A Matter Of Scale – Wellness Evolution - New Natural - Playful Up-Gradiented - quello relativo a "The Matter of Scale – una questione di scala”, è risultato il più interessante per raccontare come la materia possa diventare “idea creativa”. Da qui la volontà di realizzare una mostra in grado di dimostrare come, oggi più che mai, alcuni materiali riescano ad assolvere il difficile compito del passaggio di scala e riescano a soddisfare richieste progettuali complesse. I materiali in mostra riveleranno come è stato fondamentale non solo il superamento tecnologico, determinato dalle nuove tecnologie che permettono ad un materiale diverse applicazioni e declinazioni, ma anche il superamento "concettuale".
Soprattutto nel tema dello spazio che diventa sempre più ibrido, ecco cadere quelle barriere e quei confini che vedevano una rigida corrispondenza fra materiali e scale di intervento, fra materiali e tipologie di oggetti, fra materiali e modalità d'uso.
 
Ad accompagnare la mostra avranno luogo due talks in cui si indagherà l’utilizzo di nuove tecnologie e si svelerà il modo con cui queste possono trasformare materiali puri in sofisticate finiture.  Oggi più che mai, la fluidità, l'ibridazione e il nuovo "eclettismo colto", risultano sempre più attuali nell'Interior Design contemporaneo. Si discuterà di come l’abilità nel gestire il passaggio di scala dal materiale all’Interior, passando per il complemento d’arredo, assume sempre di più un ruolo fondamentale. Questa delicata operazione permette di tradurre la valenza estetica degli oggetti in vere e proprie ambientazioni, capaci di suscitare emozioni e nuovi stimoli dell’abitare contemporaneo. Ecco quindi che il tutto diventa una questione di scala: “A Matter of Scale”.

Per dare una espressione visiva di questa tendenza sono state selezionate aziende capaci di governare nuovi processi di trasformazione e rielaborazione della materia che permettono appunto ai materiali di superarne i “limiti”.

L’allestimento vedrà quindi delle ambientazioni con i prodotti delle seguenti aziende tra cui Biosughero, COEM Ceramiche Fioranese, De Castelli, Ecopixel, La Fabbrica del Lino, Lasertech, Manerba, Mariotti Fulget, Poemo Design e Tragni. Sarà poi possibile visionare anche campioni di Botteganove, Budri, BWF Feltec, Ceramica Vogue, CE.SI. Ceramiche, Cleaf, Diam Art, Elitis, Florim Ceramiche S.p.a, Graesan, Gruppo Romani, D. Montanaro Designer per Lasertech, D. Montanaro Designer per Tragni, Fornace Brioni, Gum Design per DeCastelli, Lapitec, Liuni, Marca Corona 1741, Mutaforma, Nerosicilia, Oikos, Plexwood, Pugi-RG, Renate Vos Designer, Salvatori, Stylgraph styl’editions, Swiss Krono, Tabu, Tagina Ceramiche D’Arte, Trupiano Patrizia Architetto per Tileskine, Vetreria Bazzanese.
Programma

OPENING – VENERDi’ 26 GENNAIO ORE 11:00:
Saranno presenti i rappresentanti di Homi Fiera Milano - POLI.design – Salamanca Design, le aziende espositrici e progettisti di settore.


TALK 1 | sabato 27/01/2018 | ore 11.00: 
The Matter of Scale: Finiture innovative per nuove interpretazioni e percezioni dello spazio
Introduce e modera:
Francesco Scullica, prof. associato Politecnico di Milano
Intervengono: 
·      Lucy Salamanca - Salamanca Design (Art Director HOMI - Designer)
·      Vicky Syriopoulou - OIKOS (Responsabile Ricerca e Sviluppo)
·      Davide Montanaro - Studio Dsgn (Designer)
·      Elisa Leveni - TRAGNI S.r.l. (Tecnico di prodotto)
·      Jan Puylaert - ECOPIXEL  (Industrial Designer)
·      Mariandrea Zambrano -  ECOPIXEL (Industrial Designer)

TALK 2 - Domenica 28/01/2018 - ore 15.00: 
The Matter of Scale: L'abilità nel gestire il passaggio di scala, dal materiale all’Interior, passando per il complemento d’arredo
Introduce e modera:
Francesco Scullica, prof. associato Politecnico di Milano
Intervengono: 
·      Alberto Artesani - DWA DESIGN STUDIO;
·      Frederik de Wachter - DWA DESIGN STUDIO;
·      Isabella Mariotti – MARIOTTI FULGET (General Manager) 
·      Paolo Benevelli - Paolo Benevelli Design - COEM
·      Gabriele Pardi - gumdesign (Architetto);
·      Laura Fiaschi - gumdesign (Designer e Grafica);

Galleria Fatto ad Arte presenta la mostra 1998-2018 Edizioni Galleria Fatto ad Arte Ceramiche mediterranee di Ugo La Pietra realizzate da Sandro da Boit

19 gennaio – 16 febbraio 2018
Inaugurazione 18 gennaio dalle 18.30
Via Moscova 60 - Milano
Risale al 1998 la collezione di ceramiche che la galleria Fatto ad Arte ha curato ed editato
sotto l'impulso di Ugo La Pietra. Anticipando i tempi, si è infatti sperimentato quel dialogo
proficuo, costruttivo e straordinario tra artigianato e design che oggi, a distanza di venti
anni sembra davvero costituire una delle questioni cruciali per il rilancio dell'artigianato di
eccellenza.
Cultura del progetto e cultura materiale non sono parole che risuonano prive di significato o
abusate se davvero costituiscono, come sempre auspicato da La Pietra, concetti chiave per
produrre oggetti significanti che reinterpretano e rinnovano la tradizione artigianale di
cui l'Italia è ricca. Ma questa relazione è fondamentale anche per elevare questi oggetti a
opere di alto artigianato, degne dunque di essere esibite nel circuito del collezionismo.
Queste le premesse alla base della collezione Ceramiche Mediterranee, una serie di oggetti
quotidiani, ma anche letterari, che pescano nella più antica tradizione italiana, fortemente
significativi ed evocativi, che veicolano molteplicità di altre funzioni al di là di sé stessi.
Nella serie Me ne lavo le mani La Pietra gioca con ironia nel recupero della tradizione dell'uso
della brocca e bacinella della cultura contadina, L'orto botanico invece è una serie di oggetti nati
per coltivare il proprio giardino domestico (un tema molto caro a La Pietra') con vasi, vasetti,
doppi vasi, annaffiatoi realizzati però con una raffinatissima finitura di terracotta: oggetti per uso
esterno che diventano più preziosi di un vaso di Murano. O ancora la serie dei 5 vasi azzurri
mutuati da arcaici contenitori della cultura mediterranea, recipienti per olive, anfore, brocche per
il vino ripresi con rispetto della tradizione, aggiungendo un tocco che li rende contemporanei.
Questo salto progettuale non poteva realizzarsi senza l'aiuto di un grande artigiano, capace di
interpretare i disegni e gli intenti. Sandro Da Boit con una esperienza pluridecennale di
modellista e ceramista della tecnica a colaggio, prima alla Richard Ginori e poi lavorando a
stretto contatto con i designers, riassume queste capacità e stabilisce con La Pietra, attraverso
questi oggetti, una relazione intima e compiuta.
GALLERIA FATTO AD ARTE
Arch. Raffaella Fossati
Via Della Moscova 60- Milano | Tel. (+39) 348 3015889 - Email: info@fattoadarte.com | www.fattoadarte.com
1998-2018
Edizioni Galleria Fatto ad Arte
Ceramiche mediterranee di Ugo La Pietra
realizzate da Sandro da Boit
19 gennaio – 16 febbraio 2018
Inaugurazione 18 gennaio dalle 18.30
GALLERIA FATTO AD ARTE
Via della Moscova, 60 – 20121 Milano
Tel.: 348 3015889
info@fattoadarte.com
http://www.fattoadarte.com/wordpress/
Orari
Da martedì a venerdì 11:00 / 13:00
15:30 / 19:30
Sabato su appuntamento
al numero 348 3015889

giovedì 18 gennaio 2018

LA DIETA MEDITERRANEA ALLUNGA LA VITA


A seguito di una importante ricerca pubblicata da “The Lancet”, l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha effettuato uno studio sull’alimentazione che conferma la longevità degli italiani


(Desenzano del Garda, 18 gennaio 2018) - Dopo i recenti studi pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet“ nell'ambito del progetto Prospective Urban Rural Epidemiology (P.U.R.E.), gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano hanno valutato le abitudini alimentari di 4500 italiani, adulti, 57% donne 43% maschi di età media 52 anni per identificare il rischio di mortalità correlata all’alimentazione in relazione ai dati emersi dallo studio P.U.R.E.. Lo studio dell’Osservatorio conferma che le abitudini alimentari del campione di italiani studiati forniscono la quantità di macronutrienti che lo studio associa ad una minore mortalità.

I due studi di Lancet, infatti, hanno cercato di comprendere a livello globale il rapporto tra alimentazione e mortalità. Secondo un primo studio, di Miller e colleghi, un'alimentazione con un apporto moderato di frutta, verdura e legumi, e un basso contenuto di carboidrati, è associata a un rischio inferiore di morte e un alto consumo di vegetali non è necessario perché non diminuisce ulteriormente il rischio. Invece, secondo l'altro studio di Dehghan e colleghi, un più alto contenuto di grassi nell'alimentazione, pari a circa il 35% dell'apporto energetico, è associato a un rischio inferiore di morte. Una dieta ricca di carboidrati, fino a rappresentare oltre il 60% dell'apporto energetico, è legata invece a una mortalità più alta.

Dallo studio fatto dall’Osservatorio Grana Padano, è emerso che il consumo calorico medio giornaliero è di 2000 Kcal per le donne e 2200 Kcal per gli uomini. Non vi è nessuna differenza significativa tra uomini e donne nella ridistribuzione dei macronutrienti e mediamente gli intervistati introducono 16,2 % di energia proveniente da proteine, 1.15 g\kg di peso corporeo per le donne 1g\kg di peso corporeo per gli uomini, 49.3% dell’energia da carboidrati e il 34.5% da lipidi.

La Dott.ssa Michela Barichella del comitato scientifico OGP e Presidente di Brain and Malnutrition Association Onlus afferma:

Lo studio dell’Osservatorio evidenzia che le abitudini degli Italiani intervistati si avvicinano molto alle percentuali di energia derivate da macronutrienti correlate a un più basso tasso di mortalità emerse dallo studio P.U.R.E. Questo potrebbe spiegare in parte il fatto che la nostra popolazione è tra le più longeve al mondo, ed anche che la dieta mediterranea in generale è la più salutare”.

Dai dati Istat 2016 si evidenzia, infatti, che la vita media in Italia per le donne è di circa 85 anni mentre per gli uomini è di circa 80 anni. Le percentuali di macronutrienti associate a un minor rischio di mortalità dello studio P.U.R.E. sono molto simili alle percentuali consigliate secondo i LARN (livelli di assunzione di riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che raccomandano di trarre dai carboidrati un rapporto medio tra i 50-55% di energia e dai lipidi tra 20-35% dell’energia totale introdotta. I LARN suddividono i vari tipi di lipidi e consigliano una quota di grassi saturi inferiori al 10% del totale e i PUFA (grassi polinsaturi tra i quali omega 3 e omega 6) compresi tra 5-10%. Dallo studio OGP emerge che gli intervistati introducono l’11% di energia proveniente da grassi saturi e il 4.9% dell’energia totale deriva dai PUFA.

I dati sul consumo di lipidi saturi e PUFA del campione dello studio OGP si discostano dai valori consigliati dai LARN, ma il totale dei lipidi consumato è praticamente identico (34,5 vs. 35%) ai dati emersi dallo studio  americano che ha coinvolto, diciotto Paesi e più di 135.000 persone, il quale afferma che è l'apporto totale di grassi: saturi, monoinsaturi e polinsaturi, indipendentemente dal rapporto tra loro, a essere associato a un minore rischio di malattie come infarto, o morte per malattie cardiovascolari. I grassi, saturi, vengono in un certo senso “riabilitati” e cade quella “demonizzazione” tipica degli ultimi decenni che ci porta a ridurre i grassi nella nostra alimentazione, in particolare quelli di latte e derivati.

Da quanto emerge dallo studio P.U.R.E. e dai risultati dell’indagine OGP si può evincere che si possa mangiare con più tranquillità i piatti della tradizione gastronomica italiana, come le prelibatezze mangiate durante le passate feste natalizie e di fine anno, senza ovviamente dimenticare il valore calorico dei grassi che quei piatti apportano e ricordare di limitare sempre gli zuccheri e gli alcolici.

Gli esperti dell’Osservatorio hanno stilato 5 utili consigli per introdurre la “giusta” quantità di grassi.
 
  1. Utilizzare olio extravergine d’oliva, come condimento (20-30 grammi al giorno, 4-6 cucchiaini), è un alimento ricchissimo di proprietà nutritive grassi monoinsaturi e vitamina E: dal gusto e dal sapore intenso, ha un’elevata digeribilità ed è stabile alle alte temperature.
  2. Consumare latte e latticini, tutti i giorni. Due porzioni di latte (cad. 200 ml) o yogurt (cad.125 g) oltre alla ricotta, che non è un formaggio fresco come spesso si pensa, ma un latticino ottenuto lavorando il siero del latte. È ricca di lattoferrina una proteina importante per i suoi effetti antinfiammatori.
  3. Formaggio fresco o stagionato è consigliato come secondo piatto 2-3 porzioni a settimana (cad.100 g fresco e 50 g stagionato). I formaggi stagionati come il Grana Padano DOP sono ricchi di vitamine, proteine ad alto valore biologico e soprattutto calcio; pertanto oltre a consumarlo come secondo, questo formaggio si può mangiare anche tutti i giorni, per esempio 2-3 cucchiai di grattugiato (cad. 10 grammi) per insaporire i primi piatti al posto del sale.
  4. Il pesce, in particolare quello azzurro e il salmone, è ricco di omega3; nella dieta mediterranea, il pesce andrebbe consumato almeno tre volte a settimana per un totale di almeno  600 grammi di parte edibile.
  5. La frutta secca, noci, mandorle, ecc., è ricca di acidi grassi polinsaturi se ne può consumare 15-20 grammi ogni giorno. L’avocado, un frutto ricchissimo di diverse vitamine come la vitamina A, B, C, E, apporta tanta fibra, sali minerali come potassio e magnesio e alte quantità di omega3, se ne può tranquillamente mangiare 1-2 a settimana.

OGR IS ARTE CONTEMPORANEA, MUSICA, TEATRO, ATTIVITÀ EDUCATIVE & MORE




UN 2018 DI CREATIVITÀ E INNOVAZIONE
CON PRESTIGIOSE COLLABORAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI ALL’INSEGNA DELL’APERTURA E DELL’INCLUSIONE


Torino, 17 gennaio 2018 – Sono trascorsi 110 giorni da quando le OGR hanno aperto per la prima volta al pubblico i loro cancelli, lo scorso 30 settembre. In appena 3 mesi le rinnovate Officine Grandi Riparazioni hanno visto 3 artisti internazionali – William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera – lavorare a interventi site-specific per i loro spazi; hanno presentato una mostra collettiva con 54 artisti e più di 70 opere – Come una Falena alla Fiamma – sulle collezioni torinesi che è stata recensita dalle più autorevoli testate nazionali e internazionali; hanno co-organizzato un simposio internazionale per addetti ai lavori sui musei alla svolta post-internet a cui sono intervenuti 23 relatori da tutto il mondo; hanno visto avvicendarsi sul loro palcoscenico 20 grandi nomi della musica – Alva Noto, Giorgio Moroder, Ghali, Elisa, Danny L Harle, Omar Souleyman, Atomic Bomb!, The Chemical Brothers, Richard Russell, Artetetra, Kamasi Washington, Powell & Wolfgang Tillmanns, Kraftwerk 3D, Marlene Kuntz, Ezio Bosso, Paolo Fresu, Noa, Vinicio Capossela; hanno fatto ballare adulti e bambini al ritmo della Festa della Danza di Blanca Li e hanno accolto le movenze ipnotiche dei Dervisci Rotanti di Siria; hanno ospitato presentazioni di libri e best seller – dall’ultimo romanzo di Roberto Saviano alle storie dell’era digitale di Andrew O’Hagan; hanno contribuito all’elaborazione di un decalogo italiano per eventi for all, unico polo culturale a dotarsi di linee guida per favorire l’accoglienza di famiglie con bambini, anziani, persone in difficoltà o con disabilità, visitatori con “pets”.

“Oltre 100.000 persone hanno visitato le OGR nei primi cento giorni di apertura – ha annunciato il Direttore Generale delle OGR e Segretario Generale di Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Un successo che è andato certamente oltre le nostre aspettative, e che dimostra come le Officine Grandi Riparazioni stiano diventando un luogo iconico, un place to be per un pubblico ampio e trasversale, italiano e straniero. Il 2018 proietterà ancora di più le OGR sulla scena globale, attivando nuove reti e connessioni internazionali e, nello stesso tempo, rafforzando ed estendendo le collaborazioni con le eccellenze culturali cittadine. Sarà anche l’anno della seconda fase del Big Bang: l’inaugurazione dell’Officina Sud dedicata alla ricerca e all’accelerazione di impresa; un laboratorio futuristico non solo di idee, ma anche di innovazione, nel cuore di Torino, aperto al mondo”.
 
Innovazione, inclusione, formazione sono le parole chiave attorno alle quali è stata elaborata la mission delle rinate OGR con l’obiettivo di renderle non solo un contenitore di eventi, ma un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico del territorio — aggiunge il Direttore Artistico Nicola Ricciardi –. Parole chiave che sono servite da guida per costruire il programma di attività dei primi tre mesi di apertura nel 2017, pensato per parlare a un bacino di persone il più vasto ed eterogeneo possibile, rendendo da subito le OGR uno spazio aggregativo per tutte le tipologie di pubblico, diverse per formazione e interessi: un luogo aperto alla città e al mondo, dove contenuti unici e di qualità e discipline differenti trovano sede di produzione e contaminazione culturale in continua trasformazione.”

“L’ampiezza e la qualità dell’offerta, seppur fondamentali, non sono infatti di per sé sufficienti a determinare il successo di un polo culturale complesso come le OGR - afferma infine il Presidente delle OGR Fulvio Gianaria –. Per questo assumono particolare rilevanza alcuni progetti paralleli come il Public Program e OGR You della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT, ma anche  il “decalogo” italiano per eventi for all – vademecum redatto dalle OGR con Fondazione CRT, grazie alla collaborazione della Consulta per le Persone in Difficoltà  - che intende diventare un utile punto di riferimento per i musei, le arene, i palazzetti per i concerti e qualsiasi altro luogo dedicato a mostre, spettacoli, festival, fiere, rassegne, tornei sportivi, manifestazioni, convegni, dibattiti. Nello specifico, OGR ha già intrapreso un percorso di accessibilità alle proprie iniziative elaborando, caso per caso, strumenti e azioni adeguate alla loro massima diffusione e fruibilità."

Per quanto riguarda il 2018, tre sono le direttrici principali: OGR is Art, OGR is Music e OGR is More. Attraverso un mix di attività che spaziano dalle arti visive e performative alla formazione, dai concerti ai workshop di teatro, dal giornalismo partecipativo fino alla realtà aumentata e la virtual reality, senza dimenticare la tecnologia e l’accelerazione d’impresa, che nel 2018 saranno protagoniste alla riapertura delle Officine Sud: ogni giorno sarà possibile vivere alle OGR un’esperienza diversa, come semplici spettatori o come protagonisti attivi e attivatori di contenuti. Il tutto con una particolare attenzione alla sostenibilità dei progetti e al tema dell’accessibilità a 360°.

Le OGR si completano infine con l’apertura di Transnatural shop, un nuovo spazio dedicato ai libri, agli oggetti e alle edizioni, progettato dal designer catalano Martí Guixé, che verrà inaugurato il prossimo febbraio nella Corte Est. Non un semplice bookshop ma – come già avvenuto con SNODO per l’area ristorazione – un concept space dove completare l’esperienza delle Officine Grandi Riparazioni: “un luogo per lo spirito, anche se popolato da materia fisica, dove libri e oggetti sono celebrati come mezzo di trasmissione di valori immateriali, conoscenza e cultura — spiega Guixé —. Uno spazio chiuso dove l'individuo è libero; una stanza calma e solida i cui volumi ricordano le pietre e la cui luce è studiata per mettere in relazione l'interno e l'esterno dell'edificio”

mercoledì 17 gennaio 2018

Sorgentedelvino LIVE, 10 anni di vini naturali, territori e tradizioni




Dal 10 al 12 Febbraio 2018 torna a Piacenza Expo il salone dei vini più vivace d’Italia. La 10a edizione Sorgentedelvino LIVE fa scoprire vini unici e irripetibili di oltre 150 vignaioli.


Da sabato 10 a lunedì 12 febbraio 2018 a Piacenza Expo 150 vignaioli italiani ed europei presentano i propri vini da agricoltura biologica, biodinamica e sostenibile. Assaggi, degustazioni, incontri e la possibilità di acquistare direttamente dal produttore, il modo migliore per scoprire il vino che si affida alla natura per arrivare dall’uva alla bottiglia.
“In queste 10 edizioni di Sorgentedelvino LIVE – dicono gli organizzatori – abbiamo fatto conoscere tanti vignaioli, ma sono sempre più numerosi i produttori che scelgono la strada delle vinificazioni all’antica. Abbiamo osservato anche un netto miglioramento della qualità, segno di una maggiore padronanza delle tecniche di vinificazione sia da parte dei vignaioli più affermati che da parte dei tanti giovani che si sono avvicinati a questo lavoro.”
Provare per credere! Gli oltre 800 vini proposti in assaggio a Sorgentedelvino LIVE rappresentano un vero e proprio viaggio del gusto capace di sorprendere anche i winelover con più esperienza. Ma perché portare in tavola vini naturali? “Sono più buoni sia in bocca che con l’ambiente, tutto qui!” rispondono con semplicità gli organizzatori. Accanto ai vini, sono stati selezionati prodotti tipici di artigiani del cibo: formaggi, salumi, conserve, dolci e tante altre golosità.
Il programma di Sorgentedelvino LIVE prevede inoltre degustazioni tematiche, incontri, conferenze e uno straordinario approfondimento su un territorio vitivinicolo: quest’anno si va alla scoperta della Calabria con l’esplorazione delle diverse zone di produzione vitivinicola, i prodotti tipici e la cultura tradizionale.
Gli orari di apertura degli stand sono: sabato 10 febbraio ore 12-18, domenica 11 febbraio ore 10-18 e lunedì 12 febbraio ore 12-18. Ingresso: 15 euro.
Per gli operatori Horeca (ristoratori, enotecari, addetti ai lavori) sono previste modalità di accesso agevolate previa registrazione entro lunedì 5 febbraio 2018 sul sito www.sorgentedelvinolive.org

Maggiori informazioni su www.sorgentedelvinolive.org
Tel: 348 -7186660
Email: live@sorgentedelvino.it

18 GENNAIO INAUGURAZIONE APERTA AL PUBBLICO PER KISEN in via Moscova: seconda apertura a Milano, terza nella provincia





Domani 18 gennaio alle ore 20 vi sarà una grande inaugurazione per il terzo ristorante Kisen di Milano, libera e aperta al pubblico, completamente gratuita, bevande comprese: per accreditarsi basterà mandare una mail a fb@kisensushi.it e stampare l'invito che sarà inviato in risposta da presentare al locale,fino a esaurimento posti. Sarà l'occasione per tutta Milano di gustare tutte le specialità del menu Feeling Excellence.

A pochi mesi dall'apertura di Busto Arsizio, la famiglia Kisen si allarga e questa volta in pieno centro, accanto alla fermata Turati a Milano, in via della Moscova 10. Il ristorante è aperto dal 14 dicembre per un 300 mq su due eleganti livelli che ricordano la natura giapponese con pietra, legno e canne di bambu.
La Storia:
Il primo Kisen è stato tra i primi giapponesi di qualità a Milano, aperto 13 anni fa. La sede storica è in Via Gian Giacomo Mora al 9, zona Colonne di San Lorenzo. Gli ingredienti per tutti i Kisen sono la cucina creativa, l' ambiente raffinato ed elegante della nuova sede è studiato ad hoc da un architetto giapponese e la selezione degli ingredienti di qualità con cui creare il menu “Feeling Excellence” è vigorosissima, creata da uno chef giapponese di Osaka che ogni sei mesi torna per formare i cuochi dei tre Kisen. Ogni piatto è creato al momento partendo da una materia prima freschissima e curato con attenzione seguendo i dettami dell'estetica giapponese, ricca di intagli e tagli precisi quanto armoniosi.
La Cucina:
Feeling Excellence” è un menu giapponese creativo realizzato con il miglior pesce che si trova sulla piazza di Milano, comprato giornalmente al mercato ittico più importante in Italia. Si può scegliere tra i dim sum con pasta alla barbabietola, al the verde, al nero di seppia, allo zafferano e ala gambero; le dieci tartare (iconico il White, di capasante, seppie, chips di barbabietole su letto di riso al nero di seppia o ancora il Kisen, identificativo del locale, con gamberi crudi, capasante, branzino, polvere di miso e riso venere); i dodici gunkan, le cruditee, i carpacci, quattordici tipi di California maki, dodici tipologie di temaki (iconici quelli al foie gras, al sakè e al riso allo zafferano in onore di Milano), special rolls, dragon balls, sushi, sashimi e chirashi, nigiri, ramen, udon, ampia selezione di teriyaki cucinati sull'apposita piastra, ma anche tempura, riso, insalate e zuppe.
Il Design:
Un design che ricorda la natura orientale con maestose canne di bambu in entrata, pietra, legno, ferro e luci che ammiccano a Madre Natura per i con giochi ottici eleganti e moderni, tra vetrate- cascate e pavimenti che disegnano giardini giapponesi, giochi di onde alle pareti e un arredamento che si tinge di grigio, marrone e nero. Un gioco suggestivo di specchi e luci, le perfette simmetrie della scala centrale sono gli elementi che accompagnano i clienti dal piano superiore all'inferiore, dove è possibile cenare seduti ai due ampi tavoli tatami, secondo i dettami della più autentica tradizione giapponese.
Drink e aperitivo:
Per esaltare il gusto dei piatti, il Kisen propone, oltre ad una vasta selezione di vini, spumanti e champagne, anche un menù di cocktail studiati ad hoc da Franco Tucci Ponti, esperto mixologist che ha combinato elementi e ingredienti nipponici ai classici italiani, che potranno accompagnare la cena o essere sorseggiati tout court o per aperitivo dagli 8 ai 15 euro, accompagnati da creazione create ad hoc dai maestri giapponesi del Kisen.
La Proprietà:
Kisen nasce dallo spirito imprenditoriale di un gruppo di giovani ristoratori milanesi e bustocchi, tra i primi a portare la vera cucina giapponese a Milano. Christian Zaccaro ha iniziato 13 anni fa con il suo primo ristorante all'età di 25 anni, ma nella sua visione di sono altri Kisen.
Materiale Fotografico e menu:

Orari:
Da lunedì al sabato dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 a mezzanotte
Domenica dalle 12 alle 14.30
Contatti:
Kisen
Via Moscova 10
Tel 3333911343
Mail info@kisensushi.it
www.kisensushi.it

MASTER DELLA CUCINA ITALIANA: GRANDI CHEF ED ESPERTI DI ENOGASTRONOMIA INSEGNANO AD ANDARE “OLTRE L’IMMAGINE”




Oggi ha preso il via l’edizione 2018, che conferma un team stellare per la formazione dei cuochi di domani, pronti a lavorare ad alti livelli

Il Master della Cucina Italiana giunge alla sua sesta edizione e indica, ai futuri cuochi che aspirano a lavorare ad altissimi livelli, una provocatoria, nuova, direzione: andare “Oltre l’immagine”. È proprio questo il tema con cui si sono inaugurati, oggi, i 5 mesi di lezione nelle aule, nelle cucine e nei laboratori del Centro Formazione Esac di Creazzo (VI), dove una nuova “brigata di allievi” si appresta ad incontrare un corpo docente d’eccezione: grandi esperti di enogastronomia e management della ristorazione, pasticceri di fama internazionale e una squadra di 24 chef che con i loro ristoranti totalizzano 35 Stelle Michelin.
Anche quest’anno, dunque, il Master sarà un lungo percorso di 800 ore nel meglio della cucina italiana per prepararsi al “grande salto”: il tirocinio di almeno 4 mesi nei ristoranti stellati, che per molti degli allievi delle passate edizioni è stato il trampolino di lancio della loro carriera.
Un percorso impegnativo, quello del Master della Cucina Italiana, per entrare in un settore che facile non è, nonostante le “sirene mediatiche”. Da qui il tema che caratterizza il corso quest’anno, “Oltre l’Immagine”: un invito ad affrontare la cucina con lo sguardo libero da preconcetti, costruzioni mentali, sovrastrutture televisive e social, tipiche della nostra società digitale.
Si giustifica così la scelta di chiamare un noto professionista dell’immagine per guidare questi giovani allievi a cambiare il proprio sguardo sul mondo: è stato, infatti, il fotografo, illustratore e pittore Gianni Renna a tenere la lezione inaugurale di oggi, aperta dal saluto del Comitato Scientifico composto da Sergio Rebecca, presidente Esac Spa, società di Confcommercio Vicenza che organizza il Master; Massimiliano Alajmo, chef tre Stelle Michelin; Raffaele Alajmo, Ceo di Alajmo Spa e Mauro Defendente Febbrari, medico endocrinologo.
Un’occasione per “dare subito il la”, agli allievi del Master 2018, del leitmotiv che caratterizzerà il corso di quest’anno, ma anche per salutare con un ultimo prezioso contributo formativo i “diplomati” del 2017 a cui oggi sono stati ufficialmente consegnati gli attestati di partecipazione alla scuola, dopo aver superato i tirocini in importanti ristoranti italiani.

In apertura il presidente Rebecca ha voluto sottolineare i due ingredienti essenziali del Master. Prima di tutto la grande squadra di docenti, quest’anno rafforzata ulteriormente da alcune novità come il ritorno dello chef tristellato Norbert Niederkofler; l’esordio del sous chef dell’Osteria Francescana Davide Di Fabio, del sommelier dell’Enoteca Pinchiorri Alessandro Tomberli e della giornalista Rai Anna Scafuri. Anche nello chef tutor di cucina, c’è la grande novità della presenza di Alfredo Chiocchetti (apprezzato e stimato mentore di un giovane Massimiliano Alajmo), cuoco che fino a qualche anno fa reggeva le sorti del ristorante Scrigno del Duomo a Trento.
E poi, altro apporto essenziale del Master,  l’esperienza degli incontri con i produttori delle materie prime, durante i 5 mesi di lezione e quella nelle migliori “brigate” di cucina italiane nei 4 mesi di tirocinio.
“Noi vi garantiamo questi ingredienti – ha sottolineato Rebecca –, ma poi il futuro è anche nelle vostre mani, nella capacità di cogliere ed interiorizzare questo potenziale, aiutati certamente in ciò, da una scuola che rimane per pochi, centrata sull’individuo, guidata dalla passione di chi ci insegna e dall’amore per questo lavoro”. E dopo un omaggio al grande chef Gualtiero Marchesi con una citazione dal suo famoso “decalogo” per i futuri cuochi (accolta da un lungo applauso in omaggio al grande maestro), un breve giro di tavolo con gli altri componenti del Comitato scientifico: Mauro Defendente Febbrari, che ha anch’esso citato l’esempio di Gualtiero Marchesi per invitare gli allievi ad “avere la voglia, la forza, la curiosità di spingersi fino al limite e  anche oltre nella loro ricerca”; Massimiliano Alajmo, secondo il quale la forza del Master è quella “di instillare il dubbio perché emerga la personalità del cuoco, guadagnando quell’autenticità che permette in futuro di dire qualcosa di significativo nel mondo della cucina”; infine Raffaele Alajmo, che ha sottolineato l’apporto culturale di questa scuola. “più l’anima è ricca – ha detto – più le conoscenze sono ampie, più c’è la possibilità di esprimersi, in un piatto come nella vita”.
La parola è passata quindi a Gianni Renna, in un appassionato intervento corredato da alcune delle sue straordinarie foto di piatti, scattate recentemente. “Oltre l’immagine – ha affermato, entrando nel vivo del tema – c’è la meta da raggiungere. Per quanto riguarda il cibo, un’immagine raffinata di un piatto mette in moto l’incognita, la curiosità, il desiderio, la percezione del gusto. Pertanto l’estetica del piatto – ha aggiunto – è l’anticamera del gusto. Come in arte, quando l’emozione diventa immagine e l’immagine riversa emozione”.
E a proposito di emozioni, coinvolgente, come ogni anno, la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi che hanno frequentato il Master 2017, per i quali ci si augura lo stesso successo ottenuto dalla precedenti edizioni, con ragazzi che ora lavorano in ristoranti come l’Osteria Francescana a Modena, Le Calandre di Rubano (PD), Casa Perbellini a Verona, La Peca di Lonigo (VI), ecc. Per non parlare di chi ha aperto il proprio ristorante conquistando già i favori dei gourmet, come l’allievo che dal pluripremiato El Celler de Can Roca di Girona (Spagna) ha avviato un suo locale a Savelletri di Fasano, in Puglia; o chi ne ha aperto uno nella sua città, Bergamo, già con ottimi riscontri di critica.
Tornando all’edizione 2018, per il sesto Master della Cucina Italiana  arrivano anche quest’anno a Creazzo, un po’ da tutta Italia: da Veneto, Puglia, Toscana, Sicilia... compreso un ragazzo di nazionalità Ucraina. Hanno già un’esperienza più o meno consolidata di cucina alle spalle e alcuni frequentano la scuola grazie alle Borse di Studio finanziate da Rader Spa di Altavilla Vicentina (VI), realtà leader nella distribuzione di materie prime alimentari; Banca Mediolanum, primario istituto di credito; Le Soste di Ulisse, associazione siciliana presieduta dallo chef Ciccio Sultano che unisce ristoranti gourmet, charming hotel e maestri pasticceri.
Ad attenderli, come si diceva, una squadra consolidata di docenti (ben 43) che accompagnerà gli allievi fino al 15 giugno 2018, ultimo giorno del Master della Cucina Italiana, la cui conclusione, come da tradizione, sarà caratterizzata dalla lectio magistralis di un grande nome dell’enogastronomia Italiana.

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