venerdì 23 febbraio 2018

Al Castello di Spessa Golf & Wine Resort di Capriva del Friuli Pasqua nel maniero fra le vigne



A disposizione degli ospiti le Vespe e le biciclette giallo-Ribolla
per andare alla scoperta del Collio

Pasqua nel Collio goriziano per conoscere questa terra straordinariamente vocata alla viticoltura, che in primavera è punteggiata dal bianco dei fiori di migliaia di ciliegi e scoprire i segreti dei suoi grandi vini, ospiti al Castello di Spessa Golf & Wine Resort.  Gli ospiti troveranno in camera come benvenuto un dolce omaggio pasquale. E poi, per scoprire questo estremo lembo d’Italia incuneato nella Slovenia, avranno a loro disposizione le Vespe e le biciclette gialle del Collio, con cui vagabondare fra colline e caratteristici paesi, o seguire l’andamento sinuoso del fiume Isonzo, fino alle sue sorgenti, in Slovenia.

Un week end di tutto relax, durante il quale si gusteranno i sapori inconsueti di queste terre di confine che hanno il loro simbolo nella pregiata Rosa di Gorizia, dolce e croccante radicchio bello come un bocciolo di rosa, grazie al Gran Menù Pasquale imbandito dallo chef Tonino Venica al ristorante gourmet del Resort La Tavernetta. In programma anche una visita guidata con brindisi nelle cantine medievali scavate sotto il castello, le più antiche e scenografiche del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Agli ospiti appassionati di golf verrà applicato uno sconto sul green fee nel campo da golf a 18 buche.

Il pacchetto con 1 pernottamento (31 marzo) a persona in camera matrimoniale: € 145,00 se si pernotta al Castello e € 120,00 € se si pernotta a La Tavernetta al Castello.
Il pacchetto con 2 pernottamento (31 marzo e 1 aprile) a persona in camera matrimoniale: € 284,00 se si pernotta al Castello e € 234,00 € se si pernotta a La Tavernetta al Castello.

Castello di Spessa Golf & Wine Resort
Via Spessa, 1 - Capriva del Friuli (GO)
Tel/Fax: + 39 0481.808124 – www.castellodispessa.itinfo@castellodispessa.it

Castello di Spessa Golf & Wine Resort - Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva del Friuli, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta a cui dà il nome, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Le sue origini risalgono al 1200. Oggi elegante Wine Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nella saletta del Gusto, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia.  Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country chic. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati appartamenti, dedicati soprattutto ai golfisti e arredati con caldo stile rustico.  Dai vigneti del Resort nella Doc Collio e nella Doc Isonzo provengono i pregiati vini Castello di Spessa.

DAL 1° MARZO 2018 IL PERCORSO ESPOSITIVO DELLA PINACOTECA AMBROSIANA DI MILANO SI ARRICCHISCE DI 72 PLACCHE RITUALI HINDŪ RAFFIGURANTI IL DIVINO GUERRIERO VIRABHADRA


Le opere, recentemente acquisite dall’istituzione milanese grazie alla donazione dei collezionisti milanesi Giuseppe e Paola Berger, costituiscono un patrimonio particolare e unico che non ha eguali presso nessun altro museo del mondo.



La Pinacoteca Ambrosiana di Milano si arricchisce di un importante e unico patrimonio che non ha eguali presso nessun altro museo del mondo.
Dal 1° marzo 2018, l’istituzione milanese espone 72 placche rituali hindū raffiguranti il divino guerriero Virabhadra, recentemente acquisite grazie alla donazione di Giuseppe Berger, Ambrogino d’oro nel 1969, la cui collezione è da considerarsi come la più grande al mondo di opere su questa divinità indiana.
Questa nuova sezione, curata da Marilia Albanese, su una cultura tanto lontana quanto affascinante, risulta pienamente in linea con gli orizzonti culturali aperti dal Cardinale Federico Borromeo, che fin dalla fondazione della Pinacoteca Ambrosiana aveva da subito guardato ben oltre i confini dell’Europa.
“Quella indiana di Virabhadra, l’incarnazione terrifica di Śiva - afferma Giuseppe Berger - è, fra le mie collezioni, quella più ampiamente rappresentata per numero di pezzi e la più diversificata sia per materiali usati che per le diverse epoche di lavorazione, dal XII al XXI secolo”.
“Questa mia collezione - continua Giuseppe Berger - è nata per caso, una cinquantina di anni fa, quando entrai nella bottega dell’amico antiquario Saitz, allora in Porta Romana; qui acquistai a caro prezzo (120.000 lire!) la mia prima placca, ma soprattutto mi innamorai di questo grande guerriero e delle sue affascinanti storie”.
I manufatti esposti, realizzati tra il XVII e il XIX secolo, testimoniano la fede popolare e colta nei confronti di un personaggio del pantheon hindu che si affermò soprattutto durante il regno di Vijayanagara, ultima splendida roccaforte prima della quasi completa conquista musulmana del Paese.
Esteso su buona parte dell’India meridionale e del Deccan, il regno di Vijayanagara visse fra il 1336 e i 1565 due secoli di fasto e potenza celebrati con meraviglia anche da viaggiatori occidentali, fino al suo annientamento a opera della coalizione dei Sultanati limitrofi nella battaglia di Talikota.
Gli oggetti esposti – statuette e soprattutto placche in diversa lega – testimoniano la diffusione del culto nei diversi strati della popolazione, dall’ambito tribale a quello raffinato della cultura classica, con espressioni iconografiche quanto mai differenti, benché l’aderenza alla tradizione e il rifiuto di qualsiasi innovazione impongano canoni ben precisi.
Esposte negli altarini domestici e usate nel cerimoniale dei templi, le placche raccontano una storia antica e trasversale a molte culture: l’incarnarsi della collera divina nel cavaliere vendicatore che sconfigge l’ingiustizia.
L’iniziativa è parte del programma di MuseoCity il progetto promosso dal Comune di Milano che offre ai milanesi e ai visitatori la bellezza e la ricchezza delle collezioni artistiche e storiche di Milano, coinvolgendo oltre 70 sedi tra musei d'arte, case museo, atelier d'artista e musei d'impresa e trasformando la città in un grande museo diffuso con aperture straordinarie, mostre, laboratori per bambini e iniziative speciali.
Per l’occasione, nei giorni 2-3-4 marzo, la Pinacoteca Ambrosiana sarà aperta al pubblico al prezzo speciale di € 10,00 intero e € 7,00 ridotto.
Nelle stesse date si potrà partecipare a visite guidate gratuite con un particolare focus sulla collezione Giuseppe e Paola Berger.
Le visite inizieranno alle ore 15.30 previo accredito alla mail contatti@ambrosiana.it e fino a esaurimento posti. I partecipanti dovranno acquistare il biglietto di ingresso almeno 10 minuti prima dell’inizio della visita.

IL MITO DI VIRABHADRA, IL DIVINO GUERRIERO.
Note a cura di Marilia Albanese
Vīrabhadra, cui fu dedicato lo splendido tempio di Lepakshi nel 1530, è proiezione di Śiva, antichissima e complessa divinità che include in sé aspetti feroci e trasgressivi. Il dio Śiva è uno dei tre aspetti dell’Assoluto ineffabile che si proietta nella Trimurti, la “Triplice Forma” che presiede all’emanazione, conservazione e dissoluzione dell’universo: il dio Brahma che origina il mondo, il dio Visnu che lo protegge e il dio Śiva che lo dissolve alla fine di un ciclo cosmico per preparare l’avvento di un nuovo mondo.
I primi riferimenti mitici a Vīrabhadra si trovano nel Mahābhārata, la “Grande contesa dei Bharata”, oceanico testo epico elaborato tra il IV sec. a.C. e il IV sec. d.C., e vengono ampliati e diversificati nei Purāṇa, le “Antiche Storie”, composti tra il III e il VII d.C., preziosissima fonte per i personaggi e le saghe mitiche.
Dakṣa, sommo sacerdote degli dei, aveva bandito per la figlia Satī un torneo nel quale i pretendenti contendevano per la mano della giovane, che avrebbe scelto il migliore inghirlandandolo, e aveva invitato tutti gli dei tranne Śiva, che disprezzava perché non rispettava le regole di cui Dakṣa, appartenente ai brāhmaṇa, la prima casta depositaria della scienza sacra, era garante. Satī, innamorata di Śiva, aveva lanciato in aria la ghirlanda rivolgendogli un pensiero ardente e il dio era apparso con il segno del prescelto al collo: Dakṣa aveva dovuto suo malgrado acconsentire al matrimonio.
Un giorno Dakṣa aveva indetto una grande cerimonia rituale e di nuovo aveva invitato tutti gli dei, a eccezione di Śiva. Satī si era recata da sola alla celebrazione, ma il padre l’aveva accolta malamente, insultandone lo sposo, e la dea, non potendo rivolgere la propria collera contro il padre, aveva lasciato che questa la consumasse fino a bruciarla. In effetti Satī era un aspetto della Grande Dea e quindi dotata di eccelsi poteri che le consentivano di decidere quando morire o, meglio, ritornare nell’immanifesto.
Percepita la morte di Satī, Śiva, in preda ad una collera mortifera, aveva gettato a terra una ciocca di capelli e da essa era scaturito Vīrabhadra, un essere terribile che toccava il cielo, nero come le nubi monsoniche, con tre occhi fiammeggianti, la chioma che guizzava selvaggia e una ghirlanda di teschi. Śiva gli aveva ordinato di distruggere il sacrificio di Dakṣa e Vīrabhadra l’aveva fatto con estrema ferocia, decapitando Dakṣa, fracassando gli oggetti sacrificali, contaminando le offerte, insultando i sacerdoti e terrorizzando gli dei. Accompagnava Vīrabhadra la terribile Bhadrākālī, una forma di Kālī, altro aspetto della Grande Dea e sempre consorte di Śiva, rappresentata con tre occhi, zanne, una corona di fiamme e quattro, dodici o diciotto braccia e altrettante armi, così feroce da divertirsi a giocare con la testa mozza di Dakṣa.
Gli dei atterriti avevano chiesto aiuto a Brahmā, che aveva loro consigliato di cercare la pace con Śiva invitandolo al sacrificio e che aveva implorato il terribile dio di perdonare Dakṣa e di ripristinargli la testa, cosa che Śiva aveva fatto ponendo sul collo del suocero quella del capro sacrificale.
L’inimicizia fra Dakṣa e Śiva adombra probabilmente un conflitto tra esponenti di diverse concezioni religiose che comunque si risolve con l’accettazione da parte dell’ambito brahmanico di Śiva e dei suoi seguaci. Vīrabhadra rappresenta il potere di discriminazione che tronca l’attaccamento a convenzioni supine e si oppone al dogmatismo e al cieco ritualismo. Fiammeggiante e luminoso come la conoscenza che dissipa l’illusione e la falsità, il divino guerriero invincibile e selvaggio simboleggia l’azione forte che distrugge per trasformare.

Allerta meteo: rischio alluvionale in pianura attualmente sotto controllo



BOLOGNA - Da poco è giunto il comunicato di allerta n. 24 da parte di ARPAE Emilia-Romagna: segnale arancione per le piene dei fiumi anche nell'area della Città Metropolitana di Bologna.
Una pronta verifica dei punti critici nella pianura bolognese, ci permette di evidenziare che attualmente circa il 35% della potenzialità di azione delle pompe idrovore della Bonifica Renana è attiva e che, quindi, ora come ora, la situazione è sotto controllo.
Le squadre del Consorzio sono già operative giorno e notte, 24 ore su 24, mentre i tecnici tengono sotto costantemente monitorato l'intero sistema di prevenzione del rischio alluvionale, tramite il telerivamente digitale della rete di Bonifica. 
La rete scolante della pianura bolognese gestita dalla Renana comprende 26 impianti idrovori di sollevamento, dotati di una capacità massima pari a 240 metri cubi al secondo. Agli impianti idrovori meccanici, si affiancano 1.700 chilometri di canali artificiali e 26 casse di espansione della Renana. In totale, il sistema di scolo idraulico del Consorzio - attivo tra Samoggia, Reno e Sillaro - è in grado di stoccare fino a 58 milioni di metri cubi di acqua di pioggia, in caso di emergenza alluvionale per la pianura di Bologna.
Ricordiamo che solo il funzionamento delle pompe idrovore degli impianti del Consorzio fornisce, per oltre un terzo della pianura, la possibilità di scolo delle acqua di pioggia nel fiume Reno e, quindi, il recapito in mare: si tratta di 56 chilometri quadrati di superficie, il cui livello altrimetrico è inferiore ai 18 metri dell'argine del Reno.
CONSORZIO DELLA BONIFICA RENANA

giovedì 22 febbraio 2018

FIRENZE, 1° MARZO: TAVOLA ROTONDA “LA LOGISTICA DEL FOOD&WINE” AL “LOGIDAY”, WORKSHOP ORGANIZZATO DA LOGISLAB, CON CSCMP



Dalle 9 alle 17, Istituto degli Innocenti (piazza della Santissima Annunziata 12).
Saranno approfonditi anche i settori Pharma-Elettromedicale e Fashion.
 
Milano, 21 febbraio 2018 -- Appuntamento di grande interesse per il settore del Food&Wine quello del prossimo primo marzo a Firenze. Nel corso del workshop LogiDay, organizzato da LogisLab (Università di Firenze), in collaborazione con CSCMP (Council of Supply Chain Management Professionals), saranno approfondite le sfide della logistica distributiva relative al settore agroalimentare-vitivinicolo, analizzando ambiti di attività, criticità, soluzioni e tecnologie, esaminando casi e confrontando esperienze.

Alla Tavola Rotonda, moderata da Marco Bonomi (Direttivo CSCMP Italy Roundtable), parteciperanno Dario Faccin (Tenuta Carobbio), Horst Müller (Kuehne+Nagel), Roger Rossini (Ruffino) e Leonardo Vallone (Allegrini).

“Nel corso del LogiDay, commenta Rinaldo Rinaldi, docente di Operations Management alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze, saranno analizzati, oltre al Food&Wine, anche i settori farmaceutico-elettromedicale e moda-abbigliamento; il programma della giornata prevede anche due Key Note Speeches: Igino Colella approfondirà vantaggi e criticità nella creazione del processo di Sales & Operations Planning, mentre Enrico Camerinelli (vicepresidente CSCMP Italy Roundtable) illustrerà le potenzialità di ottimizzazione nel Supply Chain Finance”.

 “LogiDay, aggiunge Igino Colella, presidente CSCMP Italy RoundTable, costituisce un importante momento di contatto e di confronto tra mondo dei fornitori e aziende che usufruiscono dei servizi alla ricerca di soluzioni più economiche e/o più performanti: per CSCMP è un modo efficace di applicare il motto Connect, Develop, Educate insieme ai professionisti dell’Italia Centrale.”

Abbiamo deciso di prendere parte a questo evento, spiega Paolo Guidi, Sales & Marketing Director Kuehne + Nagel, proprio per i temi che saranno affrontati e gli spunti di analisi su cui si focalizzerà. Una presenza che riteniamo necessaria per mettere a disposizione il nostro know how ed expertise nel settore e per aumentare il business in un mercato che impone la personalizzazione di prodotti e servizi, per il singolo cliente ed in qualsiasi parte del mondo. Il settore del Wine & Food è per noi parte integrante fondamentale della nuova strategia di espansione del nostro Gruppo. Inoltre intendiamo sempre più affermare la nostra presenza territoriale nella regione Toscana, ove siamo già da anni operativi con le nostre sedi di Firenze e Livorno.

Realizzato con il patrocinio della Regione Toscana, LogiDay avrà luogo dalle 9 alle 17, al Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti, in piazza della Santissima Trinità.
La partecipazione al convegno è riservata alle aziende committenti ed è gratuita, previa iscrizione. Per informazioni e registrazioni: www.logiday.it
 

mercoledì 21 febbraio 2018

Primavera, voglia di aria aperta. Relax o movimento? In Franciacorta Wine Trekking con selfie e Sparkling Picnic con prodotti locali fra vigneti e boschi della tenuta Al Rocol di






Aria di primavera, voglia di aria aperta, di movimento, di cibi semplici e genuini. L’Azienda Al Rocol di Ome (Bs), fra le primissime cantine della Franciacorta ad aver creato un agriturismo oltre 20 anni fa, apre le porte della sua tenuta di 34 ettari a chi vuole trascorrere una rilassante e ritemprante giornata, o anche solamente qualche ora, fra il verde dei vigenti e di fitti boschi, godendo il silenzio, la natura, gli incantevoli scorci paesaggistici sulle colline da cui proviene il più prezioso dei vini italiani a Metodo Classico, il Franciacorta appunto. E organizza due piacevoli ed inconsuete attività, pensate sia per coloro che hanno desiderio di sport e movimento, sia per chi invece preferisce il relax assoluto: il Wine Trekking con selfie e lo Sparkling Picnic con prodotti locali.

Wine Trekking con selfie - Il selfie è ormai una vera moda. Sia per fissare un momento della propria vita, che per condividerlo con altri. E allora, perché – durante una bella camminata in compagnia- non farsi un selfie di gruppo per immortalare la giornata? La fotografia andrà a personalizzare la bottiglia di Franciacorta che tutti i partecipanti al Wine Trekking con selfie si porteranno a casa. Il trekking, guidato dal proprietario de Al Rocol Gianluigi Vimercati Castellini o dai suoi collaboratori, si snoda lungo i percorsi più belli dal punto di vista paesaggistico e più interessanti dal punto di vista atletico-sportivo della tenuta, nel settore più remoto e selvatico della Franciacorta, dove i fianchi delle colline si fanno più pendenti e i vigneti da cui proviene il più prezioso dei vini italiani a Metodo Classico vengono coltivati su terrazzamenti ben soleggiati. Si fa tappa in 3 vigneti, dove si assaggiano i 3 Franciacorta che vengono prodotti dalle loro uve. Il percorso si conclude con la visita guidata in cantina, per scoprire i segreti della meticolosa e lenta lavorazione del Franciacorta. In ricordo della piacevole esperienza en plein air, i partecipanti ricevono una bottiglia di Franciacorta contenente una Cuvée (ossia un assemblaggio) delle uve dei 3 vigneti dove si sono fermati per le degustazioni, con la loro foto datata e firmata accanto all’etichetta. Il Wine Trekking con selfie dura 3/ 4 ore ed è alla portata di tutti. Viene organizzato durante il week end secondo un calendario pubblicato sul sito www.alrocol.com e, su richiesta, in ogni giorno della settimana per piccoli gruppi.
 
Sparkling Picnic - Un cestino ricolmo di genuini prodotti locali da gustare con una spumeggiante bottiglia di Franciacorta è poi, via, lentamente, alla ricerca di un angolo appartato dove fermarsi a fare il picnic. Magari vicino al vecchio roccolo di caccia oggi dismesso da cui deriva il nome dell’azienda, straordinaria architettura vegetale, con querce secolari i cui rami si intrecciano gli uni negli altri, da cui si gode una splendida vista sui vigneti della tenuta e le colline della Franciacorta. Oppure sui soleggiati terrazzamenti con geometrici filari di viti, o ancora nei prati fiancheggiati da ulivi. Tre le proposte fra cui poter scegliere, differenziate fra loro per la tipologia di vino inserita: i Cestini Franciacorta e Millesimato e, per chi preferisce i vini rossi, il Cestino Curtefranca. Oltre a torte salate, torte dolci, pane fatto in casa, tutti i cestini contengono una golosa selezione di formaggi, salami ed altri prodotti locali, che si potranno acquistare, volendo, nel Wine Shop annesso alla cantina, oppure direttamente dai produttori, che si trovano tutti nel raggio di una decina di km (e si possono raggiungere anche in bicicletta).

Stanze fra le vigne e sapori dimenticati - Chi lo desidera, può fermarsi a pernottare nelle stanze affacciate sulla piscina immersa nel verde di un grande prato oppure negli accoglienti appartamenti ricavati nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico fra i vigneti. Tutti da gustare i genuini cibi dai sapori dimenticati preparati nel ristorante dell’Agriturismo con i prodotti dell’orto e della fattoria, seguendo il ricettario della famiglia Vimercati Castellini.

Info: Azienda agricola Al Rocol - Via Provinciale, 79 - Ome (Bs)
Tel/Fax 030.6852542 - www.alrocol.com - info@alrocol.com

Azienda agricola con agriturismo Al Rocol in Franciacorta
L’azienda agricola Al Rocol si trova a Ome (Bs), nel cuore di una delle regioni vitivinicole più famose d’Italia, la Franciacorta. E’ di proprietà della famiglia Vimercati Castellini, che ha tradizioni agricole risalenti al XVII secolo. Nella tenuta di 34 ettari, le vigne coltivate su terrazzamenti (da cui provengono pregiati Franciacorta) si alternano all’uliveto e al bosco dove sono tracciati itinerari per passeggiate a piedi e in sella alla mountain- bike.
Nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico ristrutturato in mezzo ai vigneti è stato ricavato un agriturismo con 15 camere e vari appartamenti e, fra vigne e bosco, è stata realizzata una grande piscina.
In tavola, varie le opzioni, dalla degustazione di piccole sfiziosità al pranzo, o alla cena, completi. Seguendo le antiche ricette della nonna Castellini, la padrona di casa, Daniela Vimercati Castellini e lo chef Fabio Orizio, cucinano piatti stagionali della tradizione bresciana e franciacortina, valorizzando i prodotti dell’orto e della fattoria.
Nell’Enoteca sono in vendita i vini e i prodotti dell’azienda (olio extravergine di oliva, mieli, marmellate, grappa, aceto), che si possono acquistare solo qui, dato non sono in vendita al di fuori dell’azienda. Visite guidate in cantina con degustazioni, corsi di cucina, attività per bambini sono programmate nell’arco di tutto l’anno. Per i bikers, noleggio mountain-bike.

IL SANNIO GRANDE PROTAGONISTA NELLA CORNICE DI "CASA ITALIA" ALLA XXIII EDIZIONE DELLE OLIMPIADI INVERNALI DI PYEONGCHANG


Il Consorzio impegnato in un'attività di promozione per incrementare la conoscenza e la notorietà dei vini sanniti contraddistinti da una forte autenticità e identità



Il Sannio e i suoi vini alle Olimpiadi invernali in Corea del Sud. Alla XXIII edizione delle Olimpiadi invernali a PyeongChang (Corea del Sud), il Sannio è di scena a "Casa Italia", punto di incontro per atleti, tecnici, media e partner commerciali.
A "Casa Italia", spazio ospitalità del CONI, sono presenti il Sannio Consorzio Tutela Vini di Benevento e le cantine sannite La Guardiense, Vigne Sannite e Il Poggio, in qualità di fornitori ufficiali, allo scopo di promuovere la cultura dei vini del Sannio.
Casa Italia si trova al Yongpyong Golf Club, nel cuore dell'Alpensia Resort centro nevralgico delle competizioni e delle cerimonie olimpiche, è uno spazio innovativo di comunicazione di tutto il buono e il bello dell’Italia, dove i vini a DOP Sannio, Falanghina del Sannio e Aglianico del Taburno DOCG accompagnano le varie iniziative conviviali che si svolgono durante tutti i Giochi Olimpici.
Ancora una volta il Sannio Consorzio è impegnato in una attività di valorizzazione e promozione del patrimonio territoriale, allo scopo di incrementare la conoscenza e la notorietà di vini contraddistinti da una forte autenticità e identità.
A coordinare e supportare il team, forte del suo approccio operativo e di una esperienza pluriennale al fianco delle cantine del Sannio, è la I.S. Projects, guidata da Ida Savoia.


martedì 20 febbraio 2018

Salon du Chocolat Milano chiama, il pubblico risponde!




La terza edizione milanese di Salon du Chocolat, la più grande manifestazione al mondo sul cioccolato, si chiude con un’affluenza record tra visitatori, esperti del settore, buyers, pasticceri, Maitres Chocolatiers e chocolovers.

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20 febbraio 2018 - La terza edizione di Salon du Chocolat Milano si è chiusa domenica 18 febbraio con il sold out delle presenze all’interno del padiglione Mico Lab che ha ospitato la manifestazione. Sono stati quattro giorni ricchi e intensi che confermano la fame di cioccolato di qualità dell’Italia. Tantissimi appassionati, addetti del settore, buyers e chocolovers hanno invaso Salon du Chocolat recandosi dagli oltre 100 brand e espositori presenti per scoprire le numerose nuove proposte di quest’anno, la grande varietà e la qualità dei prodotti presenti in fiera. Quest’anno più che mai Salon du Chocolat si conferma come il punto d’incontro tra produttori di cioccolato, trasformatori, pasticceri, buyers, rivenditori e grande pubblico. Tutti legati dalla profonda passione per il cioccolato d’eccellenza.

Salon du Chocolat ha organizzato quest’anno un calendario ricco e fitto di incontri e il pubblico ha risposto presente: tutti gli oltre 90 eventi, di cui 47 showcooking, 36 presentazioni e 14 laboratori per bambini sono stati colmi di 11.200 appassionati che hanno partecipato entusiasti. Spettacolari dimostrazioni di pasticceria e dell’uso del cioccolato e del cacao in cucina sono stati tenuti da grandi chef del calibro di Iginio Massari, Alessandro Borghese, Chicco Cerea, Davide Comaschi, Gino Fabbri, Luigi Biasetto e tanti altri con l’aiuto e l’appoggio di Cast Alimenti, la scuola di cucina. Un grande riscontro anche per l’area Chocofocus, il Salotto delle Eccellenze della Compagnia del Cioccolato, i sommelier del cacao guidati tutto l’anno da Gilberto Mora, che ha registrato numerose presenze durante tutti i suoi incontri dove si sono susseguite degustazioni e lezioni sul cioccolato. Stesso impronta per l’area Fermento Cacao,  a cura dell’omonimo movimento, con i suoi 17 produttori conferma il desiderio degli italiani di approfondire la tematica del cioccolato e di riscoprire una cultura che in Italia c’è da sempre, ma che per troppo tempo è rimasta trascurata.
Un appuntamento diventato ormai cult è la Chocolate Fashion Show, la sfilata con abiti in cioccolato che quest’anno ha sbalordito il pubblico con opere di grande fascino ispirate alla belle époque grazie agli stilisti del Teatro della Moda, che hanno disegnato i modelli, ad AMPI, Accademia Maestri Pasticceri Italiani che fa riferimento ai suoi presidenti Gino Fabbri e Iginio Massari, che hanno realizzato le opere in cioccolato e ai vestiti degli abiti ospiti della sfilata a cura del World Chocolate Master Davide Comaschi, direttore della Chocolate Academy Milano, al giovane e talentuoso Paolo Griffa, Maison Boissier e Jeffrey Cagnes.
Spazio anche ai più piccoli al Salon du Chocolat: nell'area Chocoland, spazio curato da Parco della Fantasia di Gianni Rodari con uno sguardo sempre più attento ad una sana e corretta alimentazione, i bambini hanno potuto esplorare il mondo del cioccolato con laboratori creativi, giochi e attività diventando veri e propri piccoli grandi pasticceri e partecipando a cooking lab fatti su misura per loro dove mettere le mani nel cioccolato e realizzare sfiziose ricette da mangiare.

“Siamo veramente soddisfatti del risultato di questa edizione di Salon du Chocolat Milano.” commenta Roberto Silva Coronel organizzatore della manifestazione “Abbiamo avuto un grandissimo riscontro da parte del pubblico che ha apprezzato non solo il lato spettacolare e gustoso del cioccolato, ma anche la nostra offerta culturale: il racconto delle piantagioni, dalla cabossa al cioccolato, la sua trasformazione, l’uso in pasticceria e in cucina. La nostra scelta di voler celebrare e promuovere il consumo del cioccolato di qualità ci obbliga ad uno sforzo insieme ai migliori produttori per portare cultura e conoscenza ai consumatori. Per fare questo crediamo sia importante un cammino di crescita insieme con partner e produttori che possano far sistema ed essere più competitivi in Italia e all’estero. Anche la grandissima copertura mediatica che abbiamo ricevuto testimonia la qualità del percorso intrapreso tre anni fa che potrà portare ad un maggiore consumo di cioccolato.”

Qualche dato di Salon du Chocolat Milano 2018
-         105 espositori e partner
-         123 protagonisti
-          83 eventi di cui
-          47 Showcooking
-          36 Presentazioni
-          9.400 degustazioni offerte
-          11.200 partecipanti agli eventi
-          8.000 mq di area espositiva