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giovedì 2 dicembre 2021

Si accendono i motori in casa Gin Engine per il debutto ufficiale di Leonardo Todisco come nuovo brand ambassador Engine.

 



Dopo un’esuberante fase di rodaggio a casa Engine all’EICMA, l’ultima Esposizione internazionale del ciclo e motociclo di Milano, Leonardo Todisco, conosciuto nell’ambiente dei mixologist come “Leopardo”, accende i motori ed entra a far parte del team di Gin Engine. Al grido di battaglia di “Fuel the Team”, degna parafrasi del nostro motto “Fuel the Dream”, il “Leopardo” dei cocktail, veste da ieri sera la casacca di Brand Ambassador di Gin Engine. Chi è Leonardo Todisco? Proviamo a riassumere: classe 1986, milanese d'adozione, dopo le prime esperienze dietro ad affollati banconi londinesi, è rientrato in città per dedicarsi definitivamente alla carriera di bartender. La sua vena creativa è una delle più brillanti del panorama contemporaneo e la sua shakerata “molleggiata” è ispirata ai maestri dello shaker. Dopo cinque anni al quisibeve de Lacerba di Via Orti, Leonardo arriva al Rita&Cocktails, dove lavora al fianco di Edoardo Nono per altrettanti anni. Ieri sera il suo debutto ufficiale per Engine Gin al Bamboo, bistrot cocktail bar di Bologna in perfetto equilibrio tra minimalismo e atmosfere ispirate alla giungla.

Paolo Dalla Mora, ceo e founder di Gin Engine, sottolinea: «Il debutto di Leonardo al Bamboo di Bologna non è casuale.
Volevamo due “B” importanti per celebrare la sua prima guest shift. Due ”B” che rimandassero a The Engine “B” Manifesto. Il nostro ideale aziendale che mette al centro il fattore B. B come BE Human, B come Human Being, B come Well-Being, B come benessere del pianeta, B come biologico. B come realtà che ha avviato il processo per diventare la prima B Corp certificata del mondo spirits. Non da ultimo B come Bartender, categoria di professionisti che, mai come in questi ultimi anni, si è dimostrata in grado di influenzare e far crescere il settore beverage».
Nel corso della serata “Call to the Wild” allestita nel locale bolognese il neo Gin Engine Brand Ambassador ha presentato quattro cocktail inediti Fuel Colada è una rivisitazione dello Champagne Piña Colada, modern classic ideato da Chris Moore al Coupette di Londra. Nella nostra interpretazione viene creato con Gin Engine, cordiale all’ananas “zero waste”, idrococco (liquore di cocco) e bollicine. Chicane è un sour che cambia forma repentinamente al palato preparato con Gin Engine, Fernet, Pimento, honey mix, salvia, succo di limone e spray tornato.
Baklava, ispirato al White Negroni, unisce Gin Engine con un amaro infuso con luppolo, bitter bianco e bitters al pompelmo, servito con una scorza di pompelmo rosa.
Paddock Soda è un simil Gin Tonic, a basso numero di ottani, leggero e rinfrescante, che tra gli ingredienti ha Gin Engine, cordiale al litchi, pino mugo, fake lime e soda.

Se volete contattare Leonardo Todisco, nuovo brand ambassador di Gin Engine, inviateci una mail.
Potrà parlarvi degli elementi più innovativi del nuovo Gin Engine cocktail menu; delle tecniche che guidano i suoi cocktail (sì, compresa la shakerata "molleggiata"); delle principali tendenze nel mondo della miscelazione, ma anche delle mille domande curiose ricevute sulla latta di Engine e sul suo contenuto.

GIN ENGINE
Nato da un’idea di Paolo Dalla Mora, imprenditore nel settore della moda, degli spirits e del food (tra cui l’osteria Campamac a Barbaresco, luogo di culto per tartufi e vini), Gin ENGINE celebra un immaginario fatto di lattine di olii e carburanti, gare di motocross e veicoli da corsa - da sempre passione del suo ideatore -, nel ricordo dei grandi miti degli anni ‘80 come l'intramontabile Dodge Charger, l’auto ribattezzata Generale Lee nella fortunata serie tv Hazzard.
Con la volontà di far rivivere questi anni, ENGINE ha deciso di coinvolgere particolari testimonial d'eccezione, legati ad un immaginario che ha segnato un'intera generazione.
Celebre su tutti è il pupazzo rosa UAN con in mano una lattina di gin Engine mentre indossa una felpa della collezione ready to wear, in lancio questa primavera dal brand, a rappresentare un mondo di contaminazioni stilistiche ancora oggi attuali.
Ogni dettaglio del progetto – a partire dal nome, che significa infatti “motore” – è un omaggio proprio a quel mondo di auto e officine caro agli appassionati, ma anche parte di una memoria collettiva più ampia: ENGINE infatti non ha una classica bottiglia ed è contenuto in una vera e propria tanica di latta da mezzo litro - con tappo a vite - che evoca l’iconico contenitore per l’olio delle macchine o per la miscela della Vespa, il Ciao, il Sì, mezzi a due ruote diventati simboli per le generazioni di quegli anni.
Il packaging è originale anche nella grafica che nei suoi vari dettagli è un tributo a segni caratteristici del mondo delle macchine, come la spia dei vecchi Land Rover racchiusa dentro uno scudo d’oro, e il numero 01 che richiama le auto da corsa e la
mitica Lancia Delta S4.

Note degustative:
ENGINE si contraddistingue per un carattere deciso in cui i profumi balsamici del ginepro sono completati dalle fresche note delle scorze di limone e dall’intenso profumo di salvia, su elegante sottofondo floreale; all’assaggio mantiene un’ottima corrispondenza gusto olfattiva con finale leggermente amaricante delle foglie di salvia, mentre le note dolci della radice di liquirizia danno al prodotto un ideale il bilanciamento finale. La distillazione avviene sottovuoto a bassissime temperature grazie all’uso di un evaporatore rotante di ultima generazione - il brillante motore di questo gin - permettendo una concentrazione elevata di aromi e profumi totalmente naturali.

ENGINE è disponibile nei migliori cocktail bar e sul sito
www.engine.land

ENGINE #fuelthedream

Grande successo per la Milano Music Week 2021:

 

NICOLAS FEUILLATTE PRESENTA TERROIR PREMIER CRU, “UNA RIVOLUZIONE FRANCESE”

 



Uno Champagne Sans-Année, poco dosato, creato da una selezione di uve provenienti da 5 dei territori Premiers Crus, per sorprendere gli appassionati degli abbinamenti gourmet.

QUALE AMANTE DELLO CHAMPAGNE NON HA SOGNATO UNA CUVÉE ADATTA AI PIÙ SVARIATI ABBINAMENTI DI STAGIONE, PERFETTA PER ACCOMPAGNARE L’INTERO PASTO?

QUESTA È LA SFIDA RACCOLTA DALLA MAISON DI CHAMPAGNE PIÙ AMATA DAI FRANCESI*, CHE RINNOVA I CODICI DELLA DEGUSTAZIONE.

UNA “RIVOLUZIONE FRANCESE” CHIAMATA “TERROIR PREMIER CRU”!

*n* n°1 in Francia. Fonte: Nielsen CAD P8 2020 HMSM (fonte 2020)

 

 

LO CHAMPAGNE PER I SAPORI DI TUTTE LE TAVOLE

Elegantemente decorato con i colori emblematici del blu, bianco e rosso, a richiamare l’eccellenza del savoir faire francese, Terroir Premier Cru è uno champagne dal potenziale sorprendente, un vino da condividere, vibrante di cultura gastronomica francese e cosmopolita.

Nei menu delle brasserie parigine, dei bistrot alla moda e dei templi della buona tavola, Terroir Premier Cru conquista anche agli amanti della cucina internazionale, delle trattorie italiane, dei sushi bar e di altri luoghi del gusto.

 

UNO CHAMPAGNE COSMOPOLITA

Terroir Premier Cru è stato creato da Guillaume Roffiaen, Chef de Caves di Nicolas Feuillatte, e riflette la sua personalità di gourmet curioso e generoso.

Assolutamente contemporaneo, questo champagne è ideale per accompagnare la cucina di stagione, creativa, elaborata o più raffinata.

Perfetto all’aperitivo, esalta i piatti sapidi oltre ai dessert fruttati. Come tutti gli champagne brut non millesimati, Terroir Premier Cru mantiene il suo stile organolettico invariato.

 

 

 

ABBINAMENTO PERFETTO

Terroir Premier Cru sorprende gli appassionati gourmet. La sua grande versatilità offre una vasta possibilità di abbinamento, ben oltre i classici. Brunch, piatti a base di uova, funghi in padella, ricette di verdure ma anche carni, stufate in salsa, saltate o grigliate alla piastra. Perfetto con un bel piatto di formaggi; il Comté stagionato, il Gouda invecchiato, i formaggi di capra o il Brillat-Savarin trovano l’ideale accompagnamento.

Una cuvée straordinaria, incomparabile, che incontra tutti i desideri del gusto, le novità culinarie del momento e le tendenze delle cucine internazionali.

 

I PREMIERS CRUS SOTTO I RIFLETTORI

Terroir Premier Cru esprime il suo territorio, la terra dello Champagne, e trasferisce pienamente la sensorialità dei Premiers Crus delle denominazioni da cui provengono le uve.

In esso si rivelano l’arte dell’assemblage e la maestria dello Chef de Caves, l’ampia gamma di crus a disposizione della Maison, e il lavoro e la cura dei 5.000 viticoltori membri del Centre Vinicole - Champagne Nicolas Feuillatte.

 

UN APPROVVIGIONAMENTO PRECISO E CONTROLLATO

Nato dall’ assemblage equilibrato di Pinot Nero, Meunier e Chardonnay, Terroir Premier Cru rivela una grande ricchezza di sapori. La mineralità e la tensione riflettono le sue origini, con una chiara espressione del terroir attraverso cinque vigneti Premiers Crus: Sud della Côte des Blancs (craie, ovvero il sedimento gessoso), Coteaux d’Epernay (transizione tra il gesso e l’argilla-calcare), Sud della Montagne de Reims (craie), Nord della Montagne de Reims (craie) e Montagne Ouest (argilla-calcare/sabbia).

 

LA REALIZZAZIONE

In cantina, la scelta di Guillaume Roffiaen, Chef de Caves dello Champagne Nicolas Feuillatte, è stata quella di adattare il dosaggio del liqueur ad ogni singola cuvée al fine di esaltarne gli aromi. La scelta del vin de réserve è quindi essenziale e viene effettuata in base ai crus, alle annate di vendemmia, ai vitigni, al metodo di vinificazione e di lavorazione per garantire uno stile unico a ogni champagne.

Terroir Premier Cru è vinificato in tini di acciaio inox a temperatura controllata. Il suo dosaggio originale prevede un’elevata percentuale di Meunier, senza fermentazione malolattica, invecchiato in botte. L’affinamento in cantinaè previsto per almeno 3 anni.

 

LA DEGUSTAZIONE

Terroir Premier Cru offre complessità e armonia nel tempo, un gusto sottile e una grande ricchezza aromatica. Presenta un colore oro chiaro e brillante.

All’olfatto si percepiscono note dolci di miele d’acacia, pera, frutta bianca e agrumi freschi.

Al gusto il terroir diventa il vero protagonista. Si esprimono appieno la mineralità del terreno gessoso dei pendii della Côte des Blancs dopo una pioggia leggera e la rocciosità delle pietre calcaree simbolo della regione dello Champagne.

Poi, i Pinot Neri speziati dell’area del Sud della Montagne de Reims apportano potenza e una struttura morbida a questo champagne ben cesellato, accarezzato dalla delicatezza vellutata del Meunier.

Nel finale, si può percepire un nuovo slancio, più salino, e una tensione che aprono le papille gustative.

L’IDEA REGALO

Champagne Nicolas Feuillatte ha creato un’elegante confezione per la cuvée Terroir Premier Cru.

 

IL PIÙ RAFFINATO E COMPLETO ASSEMBLAGE DI TERROIRS

Il Centre Vinicole Champagne Nicolas Feuillatte vanta la più grande varietà di uve provenienti dai suoi 42 Premiers Crus della Champagne.

 

TERROIR PREMIER CRU: LA SUBLIMAZIONE DEL GUSTO

Champagne poco dosato, è l’abbinamento ideale per tutto il pasto e per ogni proposta gastronomica. Regala nuove esperienze di degustazione a ogni abbinamento. La struttura, creata dal particolare assemblage, permette la sublimazione delle creazioni degli chef più audaci.

 

 

LA CONFEZIONE UNICA E LA GRAFICA RENDONO OMAGGIO ALL’ARTE DEL SAPER VIVERE FRANCESE.

 

UNA RIVOLUZIONE FRANCESE

Espressione unica dei Premiers Crus, questo champagne si sposa con ogni abbinamento gastronomico e soddisfa ogni palato.

 

 

CHAMPAGNE NICOLAS FEUILLATTE

In origine, due visionari, l’audace uomo d’affari Nicolas Feuillatte e il pioniere dell’enologia Henri Macquart, crearono questo marchio d’eccellenza nei primi anni ‘70.

Oggi ben radicato nel cuore degli appassionati di tutto il mondo, Nicolas Feuillatte è lo champagne n. 1 in Francia e n. 3 nel mondo. Riunisce 5.000 uomini e donne, di esperienza incomparabile, in un modello cooperativo unico. Frutto di un lavoro comune e create dallo Chef de Caves Guillaume Roffiaen, le cuvée Nicolas Feuillatte testimoniano lo stile della casa: finezza, savoir faire, eleganza.

 

L’abuso di alcol è pericoloso per la salute, bere con moderazione.

 

 


Nelle Dolomiti e sul Lago di Garda, Natale speciale ai Quellenhof Luxury Resorts

 



Nastri colorati, addobbi in vetro soffiato, coloratissime luci, decorazioni in legno, piccole renne. Anche l’allestimento del mercatino di Natale al Quellenhof Luxury Resort Passeier, mentre a Lazise l’albero di Natale personalizzato in camera.
 
San Martino, Alto Adige, 2 dicembre 2021 - Il Natale è alle porte e i Quellenhof Luxury Resorts in Alto Adige e sul Lago di Garda sono pronti a ospitare i clienti in un’atmosfera magica. Le sale e gli spazi condivisi si sono trasformati in un magnifico mondo dove scovare elfi e gnomi, tra decorazioni, alberi di Natale, grandi stelle illuminate, profumi di cannella e di cirmolo. Delle vere installazioni realizzate con cura per far sognare grandi e piccini. Al Quellenhof Luxury Resort Passeier in Alto Adige è stato allestito anche il tradizionale mercatino di Natale con tante idee regalo.
Le decorazioni in vetro si alternano alle renne e strizzano l’occhio ai pupazzetti di neve e a Babbo Natale, le ghirlande e i bouquet “ton sur ton” sono i dettagli per un viaggio nel paese delle favole. Il decor natalizio, ideato con grande maestria, eleganza e stile è un percorso emozionale per offrire agli ospiti un'esperienza indimenticabile.
 
Per godersi appieno questa atmosfera, nuove proposte di Natale; un dolce pensiero per vivere una vacanza nelle Dolomiti imbiancate o rilassati ad ammirare le atmosfere romantiche che sa creare solo il Lago di Garda.
 
Coccole in Val Passiria sulle Dolomiti - Quellenhof Luxury Resort Passeier:
  • Quattro notti al prezzo di tre;
  • Trattamento di mezza pensione gourmet;
  • Area wellness di 10.500 mq. con spazi separati dedicati alle famiglie e agli amanti della spa;
  • Sport con una palestra attrezzata e un ricco programma di attività, noleggio bici, otto campi da tennis;
  • Per le famiglie il mini-Club con pranzo gratuito, grandi sale giochi, parete per l’arrampicata, Acqua Family Parc.
 
Vacanze di Natale sul Lago di Garda - Quellenhof Luxury Resort Lazise:
  • Quattro notti;
  • Trattamento in mezza pensione gourmet;
  • Area wellness con spazi separati dedicati alle famiglie e agli amanti della spa;
  • Infinity Sky Pool per soli adulti con vista lago, zone relax e sport-pool;
  • Per famiglie: 2 saune per famiglie con zona relax, piscina esterna;
  • Programma sportivo con una sala fitness attrezzata, personal training.
Supplemento per un albero di Natale personalizzato in camera con un supplemento di 200 euro.
 
E, per una fuga romantica, le strutture propongono uno special gift: due notti con servizi esclusivi da scegliere nelle giornate di domenica, lunedì, martedì e mercoledì.
 
Un viaggio in un mondo magico per vivere le prossime festività e accogliere un nuovo anno in modo sfavillante con un bacio sotto il vischio, agrifogli portafortuna sulle tavole e campanelline di buon auspicio.

 


L’Oltrepò che Siamo Storie di Oltrepò in cinque video-racconti

 





Nasce il primo sito web di storytelling dedicato all’Oltrepò Pavese   

 

Ecco la narrazione inedita di un territorio ancora da scoprire

Che dà voce ai suoi grandi protagonisti: i vignaioli

www.oltrepochesiamo.it

 

Da un progetto di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di Commercio di Pavia in collaborazione con Consorzio di Tutela Vino dell’Oltrepò Pavese, Consorzio Club del Buttafuoco Storico e Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese

 

02 dicembre 2021 – Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di Commercio di Pavia in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vino dell’Oltrepò Pavese, il Consorzio Club del Buttafuoco Storico e il Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese di nuovo uniti per la promozione del territorio. Ecco il progetto “Oltrepò che Siamo” che si inserisce all’interno dell’ampio progetto di Valorizzazione del Distretto EnoAgroalimentare dell’Oltrepò Pavese. Un articolato progetto multi-canale che ha per obiettivo comunicare il territorio a livello nazionale e internazionale e iniziato nel 2020 con A Pavia si beve Oltrepò, l’Applicazione Oltrepò Pavese, Autunno Pavese Tour e Oltrepò Food&Wine. Poi nel 2021: promozione del Giro d’Italia, l’Autunno Pavese Tour, Oltrepò Pavese Wine&Food a Roma, l’evento Storie di Vino: l’Oltrepò incontra Pavia e Oltrepò che Siamo.

 

“L’Oltrepò che Siamo” è il risultato di un importante lavoro preparatorio di ricerca, di mappatura e di analisi approfondita del panorama enoagroalimentare odierno in provincia di Pavia. Sono state svolte interviste e riflessioni insieme ai produttori e i vignaioli del territorio, dialoghi e confronti con i consorzi e gli enti per unificare la comunicazione dell’Oltrepò Pavese in un’unica voce. Fondamentali anche i momenti di confronto e riprese video in vista dei cinque video-racconti all’interno del sito web.


“L’Oltrepò che siamo” è dedicato ad appassionati, turisti, wine lovers e amanti dell’Oltrepò. Un sito web in italiano e in inglese inedito dove gli utenti troveranno non solo informazioni e indicazioni utili su dove bere, mangiare, dormire sul territorio ma anche racconti, accenni storici, ricette, descrizioni e approfondimenti sulle eccellenze enogastronomiche del celebre “grappolo d’uva” a sud del fiume Po. Clou del sito web lo spazio dato alle voci di chi vive e lavora le terre oltrepadane ogni giorno: un’intera pagina è dedicata ai vignaioli attraverso 5 video che raccontano le fasi di raccolta, di vendemmia e di vinificazione delle denominazioni.

La struttura del sito web - Dall’Homepage che raffigura una mappa illustrata dell’Oltrepò Pavese e collocandola geograficamente insieme ad alcune delle maggiori produzioni del territorio, si accede alle 5 pagine del sito web: Progetto, Oltrepò, Ricette, Guida, Vignaioli.

Ogni pagina è finalizzata a fornire informazioni e dettagli utili a chiunque non conosca il territorio o voglia approfondirlo. Dalla pagina “Oltrepò” che riassume tutte le denominazioni vinicole: dalla Bonarda dell’OP Frizzante all’Oltrepò Pavese Docg Metodo Classico, dal Sangue di Giuda al Pinot Grigio entrambi sia fermi che frizzanti. Parte della pagina invece è riservata alle eccellenze agroalimentari con denominazione quindi via a formaggi di capra o vaccini, ortaggi come il Peperone di Voghera o la Zucca di Dorno, miele, poi i salumi dai più celebri a nicchie come il Salame d’oca di Mortara e infine le ricette della tradizione.

La pagina “Ricette” custodisce 5 ricette tra le più tipiche del territorio, insieme ai consigli sui vini in abbinamento. Gli utenti potranno cimentarsi nella preparazione del celebre Agnolotto Pavese, perfetto insieme all’Oltrepò Pavese Doc Barbera: una tradizione del vicino Piemonte che si racconta in Oltrepò ogni famiglia prepari diversamente. O anche della tipica focaccia Schita per un aperitivo con salame di Varzi e le bollicine dell’ Op DOCG Pinot Nero Metodo Classico. Non manca la ricetta della Zuppa Pavese, di cui leggenda vuole sia stata preparata per la prima volta nel 1525 per confortare il re di Francia dopo la sconfitta con le truppe spagnoli.

“Guida”, la sezione che si collega ai più recenti progetti di promozione territoriale promossi da Regione Lombardia tra il 2020 e il 2021: “Oltrepò Pavese” l’applicazione digitale per iOS e Android lanciata lo scorso Dicembre 2020 con oltre 400 punti di interesse tra strutture ricettive, ristoranti e agriturismi, cantine e negozi tipici e 15 percorsi tematici organizzati, per orientare turisti e visitatori nel territorio. Non manca il rimando al recente sito web “A Pavia si beve Oltrepò” con la mappa che segnala tutti i locali della provincia di Pavia dove poter degustare le migliori denominazioni dell’Oltrepò Pavese.

Ed ecco “Vignaioli”, la pagina che dà voce a cinque produttori vitivinicoli dell’Oltrepò Pavese. Ognuno di loro racconta una fase diversa di produzione del vino: il terroir e tutte le caratteristiche anche organolettiche che rendono l’Oltrepò il territorio perfetto per la viticoltura, poi la cura della vite e il legame profondo che unisce la pianta a chi la coltiva, la vendemmia e tutte le emozioni che porta con sé uno dei periodi più duri dell’anno, la vinificazione che comincia quando l’uva arriva in cantina e infine l’affinamento, il momento conclusivo della produzione.


A Vallepicciola, realtà vitivinicola nel cuore del Chianti Classico, l’enologo Alessandro Cellai punta sul futuro: «Tra il 2022 e il 2023 usciremo con quattro nuove, importanti, referenze. Un Sangiovese, un Cabernet Sauvignon, uno Chardonnay e un taglio bordolese».

 



Dalla vendemmia 2020 l’enologo Alessandro Cellai è direttore generale ed enologo dell’azienda Vallepicciola, realtà vitivinicola d’eccellenza nel cuore della Toscana. Allievo di Giacomo Tachis, Alessandro ha le idee chiare sulle etichette prodotte: «In ogni vino devono essere sempre riconoscibili territorio, vitigno e stile di chi lo ha prodotto».
 
 
Castelnuovo Berardenga (SI), 01 dicembre 2021 – Vallepicciola è una delle realtà vitivinicole più rappresentative del territorio con i suoi 105 ettari di vigneto che racchiudono tutta l’essenza della Toscana. Enologo dell’azienda è Alessandro Cellai, professionista toscano dal notevole curriculum, tra i più noti sul territorio nazionale, che vanta 25 anni di profonda amicizia con Giacomo Tachis.
 
«Ogni enologo concretizza con il proprio lavoro i suoi punti fermi e le sue caratterizzazioni ma è inevitabile che la mia formazione sia stata condizionata molto dalla frequentazione con Giacomo Tachis». Venticinque anni lasciano il segno e Alessandro Cellai, con onore e gratitudine, lavora portando avanti la filosofia e le idee che il suo amico e maestro gli ha trasmesso: «L’enologo deve saper dare marcatori definiti che permettano di ricondurre la degustazione al territorio, al vitigno, allo stile di chi l’ha prodotto». Parole chiave da cui prendono vita tutti i suoi progetti.
 
In evidenza il lavoro svolto sul Pievasciata Pinot Nero, introdotto con la vendemmia 2020, dove territorio e azienda sono estremamente caratterizzati per offrire un vino fresco, bevibile, ben leggibile sia da esperti che da winelovers. Un vino che, nonostante la nascita durante l’anno della pandemia, è stato recepito benissimo dal mercato e già esaurito.
 
Importanti saranno i progetti per il prossimo biennio; primo tra tutti un Sangiovese in purezza, destinato a chiamarsi, non a caso, Vallepicciola come l’azienda: «L’annata sarà 2020, con uscita prevista per il 2022/2023. Un vino che mi rappresenta totalmente, tanto da poterlo presentare come vino simbolo dell’azienda». Nel 2022 sarà pronto il vino fiore all’occhiello di Vallepicciola, il Miglioré, taglio bordolesetiratura molto limitata, vendemmia 2018. Novità del 2023 saranno invece il Vallepicciola Bianco, uno Chardonnay in purezza di grande struttura, ed il Cabernet Sauvignon in purezza, che andrà a completare la gamma dei vini prodotti con vitigni internazionali.
 
Il panorama ampelografico di Vallepicciola è composto da Sangiovese per circa un terzo, oltre a 6 vitigni internazionali; per l’enologo Alessandro Cellai è importante che ogni vitigno sia gestito con la massima sensibilità, a partire dal vigneto fino al momento dell’imbottigliamento. Solo così è possibile portare all’interno della bottiglia la caratterizzazione del vitigno, del territorio e l’anima di chi lo ha prodotto.