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martedì 4 settembre 2018

Sabato 6 ottobre Concerto del gusto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori a Vistorta - Villa Brandolini d’Adda



In scena 25 chef, 22 fra vignaioli e distillatori e 15 artigiani del gusto
Cinque gli chef ospiti: tre del Veneto, uno del Pordenonese ed uno emiliano.
E ancora: tortelli, spiedo, polenta, mozzarella preparati in diretta

Il parco secolare dell’ottocentesca Villa Brandolini d’Adda a Vistorta di Sacile (Pn) il 6 ottobre farà da romantica cornice al Lunch Show d’autunno messo in scena da Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. Per l’occasione si potrà visitare lo storico parco progettato da Russel Page, con il roseto e la splendida collezione di orchidee.

In questa atmosfera di raffinata e coinvolgente bellezza, dopo il benvenuto con golosità di una quindicina di produttori, inizierà per i presenti uno straordinario percorso del gusto con gli chef dei ristoranti del gruppo di FVG Via dei Sapori, che cucineranno in diretta davanti al pubblico inediti piatti di alta creatività.  Accanto ad ogni chef, altrettanti vignaioli proporranno raffinati abbinamenti fra cibi e vini. In chiusura, ciascun chef presenterà la sua personalissima interpretazione del dolce autunnale e si degusteranno prelibati dolci e gelati degli artigiani del gusto. Con loro, cucineranno anche gli chef di 5 ristoranti ospiti, selezionati in collaborazione con la Guida Magnar Ben Best Gourmet, fondata 22 anni fa dell’editore enogastronomo Maurizio Potocnik, l’unica guida di riferimento nella macroregione europea dell’ Alpe Adria, pensata per chi ama viaggiare verso est, scoprirne i ristoranti, i piatti, i vini, i prodotti e le soste di raffinato relax: Equoreum di San Biagio di Callalta (Tv), Antico Venturo di Trebaseleghe (Pd), Il Credenziere di Annone Veneto (Ve), Podere dell'Angelo di Pasiano (Pn). Rina Poletti, maestra di sfoglia emiliana, collaboratrice di Slow Food e docente alla scuola internazionale di cucina ALMA di Colorno, preparerà in diretta i suoi mitici tortelli e li cucinerà, offrendoli poi in degustazione.
Ad arricchire la giornata, una serie di altre preparazioni, a cui gli ospiti potranno assistere. Gli chef del Ristorante Da Toni di Gradiscutta di Varmo cucineranno sullo spiedo l’anatra muta, il casaro delle Latterie di Cividale farà le mozzarelle, che poi saranno fritte, come pure lis strissulis (ritagli delle forme di formaggio freschissimo), il Molino Zoratto di Codroipo preparerà la polenta con farine bio friulane.
Da 18 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche di questa regione del Nord Est, straordinario melting pot di genti, culture, cibi, il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 62 aziende top-quality: una ventina di  ristoratori che - dal mare Adriatico alle Alpi - sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 22 tra vignaioli e distillatori, 19 fra artigiani del gusto e realtà ad essi collegate. Insieme rappresentano quanto di meglio offre questa terra in fatto di enogastronomia.  Il gruppo è pioniere del format, oggi in gran voga, che vede i grandi chef cucinare in contemporanea davanti al pubblico, per raccontare la propria terra attraverso cibi e vini.

Il menù e gli abbinamenti con i vini saranno pubblicati su www.friuliviadeisapori.it

Il Lunch Show inizierà alle 12.30. L’entrata sarà consentita fino alle 13.30.
Il costo è di 60 €. In caso di maltempo, l’evento si svolgerà all’interno delle ampie barchesse della villa.

Informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori  


FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI

I Ristoranti: Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Lido di Muggia, Al Paradiso di Paradiso, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di S. Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano,  La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna, Vitello d’Oro di Udine.

Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori eccellenti: Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Petrussa, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Villa Parens, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori in Friuli dal 1897.

Gli artigiani del gusto: l’Aceto di Sirk; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; il prosciutto al cartoccio di Dentesano; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi;  i pani del Forno di Rizzo di Tarcento; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; la Gelateria Scian di Cordenons;  la Gubana Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; il caffè di Oro Caffè di Udine. Le realtà ad essi collegate: le affettatrici artigianali Mirco Snaidero di Mels; Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; GP Eventi di Gerry Paredes; Agenzia viaggi turismo enogastronomico Cividin di Trieste.

Con la collaborazione di: Camera di Commercio di Udine e Promo Turismo FVG

Il MUDEC racconta le frontiere dell’esplorazione novecentesca e i nuovi territori e culture della disciplina geografia con il progetto GEOGRAFIE DEL FUTURO

3 mostre, un palinsesto di eventi, un unico obiettivo:
raccontare le nuove frontiere della Geografia
 Esploratori 2.0. CAPITANI CORAGGIOSI. L’avventura umana della scoperta (1906 - 1990)
 SE A PARLARE NON RESTA CHE IL FIUME
 THE ART OF BANKSY. A VISUAL PROTEST
MUDEC - Museo delle Culture di Milano
28 Settembre 2018 – 14 Aprile 2019
“Da quassù la Terra è bellissima, senza spazi né confini”.
[Yuri Gagarin]
Il MUDEC-Museo delle Culture di Milano presenta per l’autunno 2018 il progetto Geografie del Futuro, un racconto sulla “sapere geografico” inteso come rilevamento di territori e di culture nei loro rapporti, letti attraverso la lente di diverse discipline di studio.
Attraverso tre mostre e un ricco palinsesto di appuntamenti milanesi (e non solo) che partiranno dal 28 settembre per terminare il 14 aprile 2019, il Museo delle Culture rifletterà insieme ai visitatori sul tema della disciplina geografia, cercando di capire quali tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro.
Il progetto verrà presentato alla stampa nella conferenza di apertura prevista per giovedì 27 settembre, ore 12:00, giorno di inaugurazione.
Con Geografie del futuro il MUDEC si prefigge di raccontare una nuova idea di geografia, forse la più attuale e labile delle discipline, in un mondo che riduce sempre più gli spazi grazie alla tecnologia, e dove i luoghi e i non-luoghi da esplorare diventano sempre più complessi e elusivi, secondo l’immagine che all’inizio dell’Ottocento ne dava Alexander von Humboldt: quella di una serie si labirinti, per cui l’uscita dall’uno coincide con l’inizio del successivo.
Non poteva che essere il MUDEC - infatti – la realtà museale più adatta a ospitare un progetto sui confini della “disciplina geografia”.
La collezione permanente del Museo delle Culture è infatti strettamente legata alla storia
dell’esplorazione, un concetto alla base della costituzione delle sue collezioni civiche.
Il nucleo più antico del patrimonio artistico conservato oggi al Museo delle Culture - costituito
da circa ottomila reperti tra opere d’arte, oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti
da Americhe, Asia, Africa e Oceania - è stato in gran parte raccolto nell’ambito di esplorazioni
avvenute nel corso del XIX secolo, un’epoca in cui si moltiplicavano le ricerche effettuate sul
campo da parte di scienziati, missionari ma anche viaggiatori occasionali in partenza da Milano
e dalla Lombardia. Gli oggetti frutto delle esplorazioni affluirono in maniera regolare dagli
angoli più remoti della Terra al Museo di Storia Naturale di Milano, per poi passare nel 2015, al
Museo delle Culture.
A partire dagli anni ‘60 i cosiddetti cultural studies definirono nuovi campi di interesse
dell’esplorazione, da un lato fornendo ai geografi elementi di riflessione di natura sociale, etica
e antropologica dell’uso del territorio, e dall’altro dando avvio al cosiddetto spatial turn, una
lettura della realtà dove risulta imprescindibile e irrinunciabile la “dimensione spaziale” in cui
avvengono i processi sociali, politici ed economici.
Dopo questa rivoluzione, che tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra
conoscenza del mondo nel futuro? Se la geografia intesa in senso largo è l’ingrediente
fondamentale per comprendere i fenomeni e le contraddizioni del nostro “stare su questa
terra”, chi saranno i geografi del futuro?
Queste sono le domande a cui il progetto cerca di dare risposta, con alcuni spunti, attraverso
tre diversi progetti espositivi, che presentiamo in breve qui di seguito e a cui rimandiamo – per
maggiori informazioni - nelle specifiche schede di presentazione.
Esploratori 2.0.
CAPITANI CORAGGIOSI. L’avventura umana della scoperta (1906 - 1990)
MUDEC, 28 Settembre 2018 - 10 Febbraio 2019
La mostra “Esploratori 2.0 CAPITANI CORAGGIOSI”, in partenza al MUDEC di Milano dal 28
settembre, è la mostra scelta dal Museo delle Culture per celebrare il Novecento Italiano
aderendo così al palinsesto artistico-culturale che il Comune di Milano dedica quest’anno a
questo importante momento storico-artistico. L’esposizione indaga le frontiere
dell’esplorazione novecentesca fino a oggi, e lo fa toccando le vette, lo spazio, gli abissi e
la terra più profonda, ovvero gli ultimi confini geografici indagati dagli esploratori
professionisti in un periodo - quello dai primi decenni del ‘900 a oggi - in cui la mappatura delle
terre emerse era ormai stata completata dal lavoro dei pionieri ottocenteschi.
Attraverso opere della collezione permanente del Museo delle Culture di Milano, fotografie,
filmati e cimeli di famose spedizioni, il pubblico parteciperà alla trasformazione del concetto
di ‘esplorazione’ nell’ultimo secolo, con un particolare focus sulle conquiste maturate in
Lombardia. Cinque le sezioni:
SEZIONE 1 – I “NOSTRI” ESPLORATORI
Questa breve sezione introduttiva spiega il perché di una mostra sull’esplorazione e la geografia
al Museo delle Culture.
SEZIONE 2 – MISURARE E RAPPRESENTARE
Focus sulla cartografia novecentesca di precisione di provenienza “militare” e le
rappresentazioni cartografiche oggi, appannaggio ormai di tutti grazie alle potenzialità di
Google Earth.
SEZIONE 3. L’ESPLORAZIONE DELL’ARIA: VETTE, CIELI E SPAZIO
In questa sezione della mostra si prenderà in considerazione l’esplorazione di altitudini elevate,
attraverso tre affondi sull’alpinismo, sull’aviazione e sull’astronomia.
SEZIONE 4. L’ESPLORAZIONE DEL SOTTOSUOLO: LE GROTTE
L’alpinismo sotterraneo del ‘900. Il gruppo Grotte Milano.
SEZIONE 5. GEOGRAFIE DEL FUTURO: ANTROPOLOGIA, ARTE E VISIONI
Quale futuro per la Geografia? Ipotesi sui futuri scenari della geografia. Interviste ad esperti, di
differenti settori e di fama internazionale per evidenziare l’importanza che gli apporti
interdisciplinari, la dimensione mediatica e sociale e la creatività dei singoli rivestono per
l’esplorazione. Sono i nuovi “capitani coraggiosi” che esplorano una nuova idea di spazio,
ciascuno all’interno del proprio ambito disciplinare.
La mostra, a cura del comitato scientifico composto da Franco Farinelli, Anna Maria Montaldo,
Carolina Orsini e Anna Antonini, è promossa dal Comune di Milano-Cultura e sarà visitabile
fino al 10 febbraio 2019.
SE A PARLARE NON RESTA CHE IL FIUME
MUDEC, spazio Khaled Al-Asaad, 28 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
L’installazione artistica multimediale “Se a parlare non resta che il fiume”, al MUDEC di Milano
dal 28 settembre, intreccia il lavoro sul campo della fotografa ed educatrice Jane Baldwin
con l’impegno di Survival International, che da cinquant’anni lotta per la sopravvivenza dei
popoli indigeni in tutto il mondo, e la celebre creatività artistica di Studio Azzurro.
Oggetto dell’esplorazione sono due luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO – la basse valle
dell’Omo in Etiopia e il Lago Turkana in Kenya - la cui geografia fisica e umana rischia di
cambiare per sempre. Il progetto è infatti un’esperienza artistica immersiva capace di
suscitare empatia per le vite, le terre e le culture dei popoli indigeni che, nella bassa valle
dell’Omo in Etiopia e attorno al Lago Turkana in Kenya, sono minacciati da una drammatica
crisi umanitaria e ambientale provocata dall’uomo.
Attraverso i volti e le testimonianze dirette in particolare delle donne indigene – straordinarie
custodi delle tradizioni orali attraverso miti, proverbi e canti – questo viaggio poetico e
multimediale nella regione che fu la culla della civiltà ci conduce lungo le sponde di un grande
fiume africano. E dal suo greto riarso, rosso come la creta, rivela ai visitatori gli effetti di un
mastodontico progetto idroelettrico – e dei piani agroindustriali a esso associati – sulla vita e
sulla cultura di intere comunità.
Un caso di scottante attualità in grado di richiamare l’attenzione sui legami profondi,
materiali e immateriali, tra ogni uomo e il suo habitat, tra noi e gli altri popoli, tra la
salvaguardia della diversità biologica e culturale e il futuro stesso dell’Umanità. Un progetto che
vuole favorire un cambiamento di prospettiva e promuovere nuovi modelli di sviluppo
rispettosi dei diritti umani. Per i popoli indigeni, per la natura, per tutta l’umanità.
Save the Date:
THE ART OF BANKSY. A VISUAL PROTEST
MUDEC, 21 novembre – 14 aprile 2019
Contemporaneamente a queste due esposizioni, 24 ORE Cultura promuove a novembre una
mostra dedicata allo street artist Banksy. Con questo artista la relazione con la geografia e il
paesaggio si connotano di tratti assolutamente “sociali”.
Di Banksy verrà analizzata in mostra l’attitudine sperimentale, l’attenzione sulle realtà urbane,
la teoria della “psicogeografia” secondo cui lo spazio di azione dell’artista è il territorio, il voler
creare delle situazioni, il forte senso di appartenenza comunitari, l’impulso controculturale.
Il suo lavoro, straordinariamente creativo e irriverente, ha come componente fondamentale la
relazione con il paesaggio umano nel quale si esprime, spesso in zone di conflitto, dove anche
la politica e le istituzioni faticano ad arrivare. In mostra, attraverso circa 70 lavori tra dipinti,
sculture, prints, oggetti, verranno presentati attraverso fotografie e video anche i murales di
Banksy nella loro collocazione originaria in luoghi dei cinque continenti. Nei suoi lavori infatti
il Genius loci è un aspetto fondamentale, il luogo stesso e la vita che vi accade sono messaggi di
per sé, molti lavori nascono anche semplicemente in funzione dei e per i luoghi in cui sono
realizzati.
Ecco perché “The Art of Banksy. A Visual Protest”, rientra come terza mostra – e nuova frontiera
della geografia - nel progetto di Geografie del Futuro.

lunedì 3 settembre 2018

Anche Carlo Delle Piane a Mangiacinema per i 50 anni di cinema dei fratelli Avati







L'attore romano festeggia 70 anni di carriera e riceverà il Premio Mangiacinema – Creatore di Sogni

SALSOMAGGIORE TERME – Settant’anni di carriera. Traguardo impressionante quello che taglia, oggi, Carlo Delle Piane, attore romano che ha iniziato a recitare giovanissimo, a 12 anni. Quattordici volte diretto da Pupi Avati, è l’artista che ha lavorato di più con il regista bolognese dopo Gianni Cavina. Proprio con Avati ha ottenuto la vera consacrazione, dopo tanti ruoli da comprimario nelle commedie italiane dal 1948 in avanti.
Carlo Delle Piane è uno degli ospiti d'onore della quinta edizione di Mangiacinema – Festa del Cibo d'autore e del Cinema goloso che si svolgerà a Salsomaggiore Terme dal 26 settembre al 3 ottobre. Lunedì 1° ottobre ritirerà il Premio Mangiacinema – Creatore di Sogni (stesso riconoscimento che verrà consegnato ai fratelli Pupi e Antonio Avati per le loro "nozze d'oro" con il cinema sabato 29 settembre) e racconterà la sua carriera al pubblico del cinema Odeon, intervistato dal direttore della Gazzetta di Parma Michele Brambilla, durante la serata "Signore e Signori, Carlo Delle Piane" (che è anche il titolo della sua biografia). Seguirà la proiezione del capolavoro di Avati Regalo di Natale, preceduta da degustazioni del nuovo dolce natalizio della Pasticceria Lady Anna di Sorbolo, tra le migliori della provincia di Parma e special partner di Mangiacinema.

IL SODALIZIO CON AVATI
“L’incontro con Pupi – ricorda Delle Piane nel libro Tutto Avati – è stato decisivo e determinante per la mia carriera”. I due lavorarono insieme per la prima volta nel 1977 in Tutti defunti… tranne i morti: “Dopo alcune esperienze televisive molto interessanti, arrivò nel 1983, grazie a Una gita scolastica, la consacrazione per entrambi. Per me fu il primo ruolo da protagonista assoluto”. Per quella interpretazione, Delle Piane vinse a Venezia il Premio Pasinetti e, ancor più importante, tre anni dopo, sempre al Lido, il Premio come migliore attore (l’attuale Coppa Volpi) per il ruolo dell’avvocato Santelia in Regalo di Natale (1986).

SORDI E TOTÒ
Delle Piane ricorderà anche i suoi ruoli, da giovane, accanto a mostri sacri come Totò (l’omaggio principale di Mangiacinema 2015) e Alberto Sordi. In Un americano a Roma (film di apertura di Mangiacinema 2016, presentato a Salsomaggiore da Enrico Vanzina, figlio del regista Steno) interpretava un personaggio il cui nome è tutto un programma: Romolo Pellacchioni detto “Cicalone”.

I PARTNER DI MANGIACINEMA 2018

Il main partner della quinta edizione di Mangiacinema, durante la quale si celebrerà l'Evento speciale "I 50 anni di cinema dei fratelli Avati", è Gas Sales Energia. Special partner, la Pasticceria Lady Anna di Sorbolo. Tra i media partner, Radio 24 (con il programma "La rosa purpurea" di Franco Dassisti sempre al fianco di Mangiacinema fin dalla prima edizione del 2014), Film Tv, Sentieri Selvaggi, Gazzetta di Parma, InformaCibo, Italia a Tavola, Stadiotardini.it. e Tv Salso. Il Festival si svolge con il sostegno di Provincia di Parma, Comune di Salsomaggiore Terme, Istituto Alberghiero "Magnaghi", Consorzio Terme Berzieri, Terme Baistrocchi, Ascom, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Rotary Salsomaggiore.
La grafica di Mangiacinema è firmata dall'illustratore Victor Cavazzoni.


Alla scoperta di due antichi castelli friulani, tra natura, storia e fantasia “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” (XX edizione) Castelli di Strassoldo (Cervignano del Friuli, Udine) 20 e 21 ottobre 2018



Incastonato nel cuore della pianura friulana, tra corsi d’acqua di risorgiva, il suggestivo borgo medievale di Strassoldo è uno scrigno di storia che racchiude due castelli ben distinti: il castello di Sopra ed il castello di Sotto, tra i più antichi e significativi del Nord est d’Italia.  È qui che, dal 1998, le proprietarie aprono i battenti dei due manieri due volte l’anno ad un pubblico (ormai affezionato) alla ricerca di atmosfere ed oggetti raffinati ed insoliti, permettendo di scoprire, attraverso la presentazione delle nuove opere di artigiani, artisti ed antiquari selezionati e rari, anche la bellezza e i décor degli interni e il fascino dei parchi antichi dagli alberi secolari in cui sono immersi.

L'appuntamento autunnale con Castelli aperti a Strassoldo, dal titolo “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” va in scena il 20 e il 21 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00, e suggerisce un incantevole viaggio fra saloni arredati con quadri d’antenati, alberi genealogici e mobili antichi, nei quali fanno bella mostra di sé maestri antiquari, maestri artigiani con preziosi manufatti in oro, argento, vetro, pietre e stoffe preziosi, lana, carta, cashmere, fildiferro, pelle, legno e terracotta. Non mancano prelibatezze artigianali come cremini, torte alla glassa, aceti balsamici, cioccolate, liquerizie, salse, conserve e vin brulé con mela e cannella.

All'esterno, nel verde brolo delimitato dalla scorrere di lente acque di risorgiva, prestigiosi vivaisti espongono bellissime collezioni di piante insolite, rare, antiche ed abili artigiani oggetti ed arredi per la casa ed il giardino in uno stile country di alta gamma. Nella corte del Castello di Sopra, un raffinato catering presenta piatti di stagione, per una pausa di gusto e relax. Visite guidate conducono alla scoperta del borgo castrense e di Santa Maria in Vineis, con la sua bella chiesetta affrescata del Trecento.
Saranno due giornate colorate e animate, arricchite dal fascino della musica antica ispirata all’autunno, che farà da sottofondo nella cappella di San Marco e in altri punti dei castelli. Un'occasione imperdibile per assaporare dolci e raffinate atmosfere autunnali, in un’aura magica d'altri tempi.

Orario: dalle 9 alle 19 orario continuato.
L’entrata alla manifestazione è a pagamento (si tratta, infatti, di un’iniziativa di fundraising):
Biglietto unico per adulti: € 12 (da acquistare alle casse) per entrare negli interni del Foladôr, del castello di Sotto, della Pileria del riso, della Cancelleria, del castello di Sopra, nel suo brolo e nel suo parco (il parco del castello di Sotto non è compreso).
Biglietto unico per gruppi di almeno 20 persone: € 10.
Biglietto unico per bimbi dai 6 ai 12 anni: € 6.
Entrata gratuita: bimbi fino ai 6 anni compiuti. Gli invalidi muniti di apposita tessera INPS, con 1 accompagnatore

SUGGERIMENTI:
* L’evento si terrà anche in caso di pioggia in quanto ambientato prevalentemente negli interni
* Si segnala che c’è meno pubblico di sabato o la mattina della domenica.
* Altre attrattive della zona da inserire nella gita a Strassoldo: Aquileia (antica colonia romana), Grado (antica cittadina costiera), Palmanova (fortezza rinascimentale), Villa Manin (dimora ultimo doge di Venezia) e molte altre.

INIZIATIVE COLLATERALI
SABATO E DOMENICA:
• Ore 11 – 15 – 16 Visite guidate gratuite al borgo dei castelli. Partenza: Porta Cisis (vicino Pro Loco)
• Ore 11 – 15 – 16 Visite parco castello di Sotto, guidate dalla proprietaria. Prezzo € 5 (da acquistare vicino al cancello del parco)
• Musica d’arpa a cura della maestra Emanuela Battigelli nella chiesetta di San Marco
• Apertura della chiesetta trecentesca di S.Maria in Vineis, che ha il ciclo di affreschi più importante della Bassa Friulana
• Mostra di galline ornamentali a cura dell’Ass.Friulana Avicoltori (brolo)
• Punto ristoro con specialità di stagione a cura del catering Festa Più nel cortile del castello di Sopra (info@festapiu.it)
• Angoli gastronomici in vari punti del paese a cura di associazioni locali

Kasa dei Libri in occasione di Movie Week presenta la mostra Claudia Cardinale. Quel viso di umile, di gatta, e così selvaggiamente perduta…

A cura di Andrea Kerbaker

14 settembre - 12 ottobre 2018

INAUGURAZIONE 13 SETTEMBRE ORE 18

KASA DEI LIBRI
L.go De Benedetti, 4 Milano
Alla Kasa dei Libri sbarca un mito. Uno vero, di quelli che ancora oggi rappresentano un immaginario collettivo femminile conosciuto e condiviso da tutti. A partire dal 14 settembre, infatti, in Largo De Benedetti inizia una mostra dedicata a Claudia Cardinale, una delle poche vere dive rimaste nel cinema italiano. Se ne è occupato in persona il padrone di Kasa, Andrea Kerbaker, felice di tornare a una delle sue passioni d’origine, il cinema, sul quale si era anche laureato in tempi non sospetti. 

Ma perché proprio la Cardinale? E che c’entra l’indomabile Angelica del Gattopardo con il mondo dei libri? C’entra, c’entra, perché la carriera cinematografica della attrice di origine nordafricana (è nata a Tunisi nel 1938) si è incrociata in moltissime occasioni con la nostra narrativa maggiore, attraverso l’interpretazione di alcune delle più celebri figure femminili di quei libri. Oltre ad Angelica, infatti, la Cardinale è stata la ragazza di Bube, da Carlo Cassola, la Carla degli Indifferenti, da Moravia, Rosa Nicolosi, pericolosamente coinvolta nella sparizione del marito nel Giorno della civetta da Leonardo Sciascia, la Iduzza Ramundo della Storia di Elsa Morante o la Assuntina del Maledetto imbroglio, riduzione cinematografica del Pasticciaccio di Gadda. E ancora, ha interpretato Senilità, dal romanzo di Svevo, La pelle, da Malaparte, o l’Enrico IV dal dramma di Pirandello. Il tutto con la direzione di registi come Visconti o Fellini, (in 8½), Liliana Cavani, Marco Bellocchio, Luigi Comencini, Mauro Bolognini o Pietro Germi, e incrociando variamente i principali scrittori dell’epoca, da Pasolini - che le dedica le parole del titolo della mostra - a Moravia, autore di un celebre libro-intervista su di lei.
È nata così la mostra Claudia Cardinale. Quel viso di umile, di gatta, e così selvaggiamente perduta… che inaugura giovedì 13 settembre alle 18 e prosegue fino al 12 ottobre, con apertura tutti i pomeriggi, sabato e domenica inclusi. Un percorso che presenta materiale multimediale - musiche e spezzoni di film - e ovviamente cartaceo come manifesti, locandine, fotobuste, libri in edizioni originali, riviste italiane e internazionali, fotografie, sceneggiature straniere. Materiale che è stato reperito in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, e spesso in Italia non è mai stato esposto.

Attraverso questa varietà di oggetti, si testimonia ampiamente un periodo ricco della nostra cultura, quando cinema e letteratura convivevano e collaboravano strettamente: quasi trent’anni unici, che hanno visto registi e scrittori stretti da legami d’amicizia, in un’epoca che congiungeva Visconti e Testori per Rocco e i suoi fratelli del 1960, tratto dal Ponte della Ghisolfa, mentre Pasolini sceneggiava Il Bell’Antonio, da un romanzo di Vitaliano Brancati, o La ragazza con la valigia (1961) per Zurlini. E la Cardinale sempre tra loro.

Una delle testimonianze più curiose del legame tra letteratura e cinema è un libro intervista del 1963 firmato da Moravia, che inizia in questo modo: “Cara Claudia, io adesso le farò una intervista un po’ particolare. Lei deve accettare di essere ridotta a oggetto. (…) Non voglio sapere le sue opinioni sulla politica, sull’amore, sull’arte, sulle donne, sugli uomini, sull’Italia…” Claudia Cardinale quindi domanda, “E che cosa mi distingue, allora?”, lo scrittore risponde: “Ciò che lei è come oggetto diverso da tutti gli altri, in termini di ciò che lei è come apparizione”.

In verità, la Claudia Cardinale che emerge da questa mostra è tutto, tranne che un oggetto. Come dice Pasolini nella primissima recensione a Un maledetto imbroglio nel dicembre del 1959, il mondo è “un posto dove sono tutti uomini, maschi. Però si parla sempre di donne”. E la donna al centro è Claudia Cardinale.

Dopo un ingresso gremito di libri sull’attrice dai suoi esordi a oggi e manifesti di alcuni film culto come la Pantera Rosa, la mostra si organizza in tre sale espositive: Sala Visconti, Sala Romanzi, e Sala Morante-Moravia, allestite da Matteo Ferrario e Salvatore Virgillito.

Cantine Aperte: sabato 8 settembre vendemmiatori per un giorno a Vigna Cunial




A Traversetolo mattinata dedicata alla raccolta dell’uva e alla pigiatura di gruppo con visite in vigna e in cantina, aperitivo e merenda per i più piccoli


Cassette rosse ai piedi della vigna, filari carichi di grappoli maturi e un tino pronto per la pigiatura dell’uva: sabato 8 settembre alla cantina Vigna Cunial di Traversetolo (Parma) l’antico rito della vendemmia diventerà una festa collettiva per bambini e adulti. L’azienda agricola biologica di via Valtermina 52/a aprirà le porte a wine lover, famiglie e turisti per condividere uno dei momenti più magici dell’anno.

Indossando scarpe comode e con un paio di forbici in mano, dalle ore 9.30 alle 12.30 i visitatori potranno imparare da Gianmaria Cunial, titolare dell’azienda, le tecniche e i segreti della vendemmia. L’uva raccolta sarà poi trasportata in cantina, dove i più piccoli si cimenteranno nella tradizionale pigiatura con i piedi, dando vita al mosto per la produzione del primo vino. Durante la mattinata sarà possibile passeggiare lungo i vigneti di Malvasia e Barbera e visitare la cantina per scoprire le varie fasi che portano alla produzione del vino e le differenze tra vini convenzionali e vini biologici.

“Fin da sempre la vendemmia segna un momento di festa e condivisione nella vita in campagna – sottolinea Gianmaria Cunial – e ogni anno è bello accogliere tante persone alla ricerca di un contatto con la natura. La natura e il clima sono ingredienti essenziali per chi, come noi, ha scelto di seguire un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e delle persone”.

Dalle ore 11.45 tutti insieme sarà possibile concludere la vendemmia con un aperitivo o una merenda in cantina al costo di 5 euro.

Per ulteriori informazioni: info@vignacunial.it o tel. 0521 342297.


Vietri sul Mare, grande successo delle iniziative di valorizzazione delle tradizioni popolari

Agosto a Vietri sul Mare chiude il periodo festivo all'insegna del successo di tutte le iniziative di valorizzazione delle tradizioni popolari e delle tipicità enogastronomica locali e campane, colonne portanti della identità vietrese che, grazie ad esse, si consolida e si apre al confronto con i numerosi turisti che hanno partecipato alle manifestazioni siglate Vietri Cultura che hanno animato la vita dei borgi cittadini, da Albori a Raito, da Benincasa a Dragonea, Marina, Iaconti, Molina. Gli eventi rientrano nell'ambito della programmazione che gode del finanziamento Poc 2014-2020 linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura” ed hanno registrato anche il pieno coinvolgimento delle numerose associazioni che animano tutto l'anno la vita dei piccoli borghi di Vietri sul Mare. A partire dalla Festa di San Giovanni dal 20 al 24 giugno, con processioni, concerti bandistici e fuochi d'artificio. Il 30 giugno è stata Marcina lo scenario della tradizionale 'alzata del panno' con la visita alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Il 28 luglio Marina di Vietri sul Mare ha potuto celebrare una festa enogastronomica con degustazione di prodotti locali, mentre il 3 agosto Vietri sul Mare ha ospitato nella Villa comunale il Festival delle Torri, dove è stato esaltato il ruolo delle costruzioni difensive della Costiera amalfitana con un visita storico-critica, spettacoli e musica. Il 4 agosto ancora tradizione ed enogastronomia al Borgo di Marina e il 5 agosto protagonista della serata è stato il Borgo di Molina, dove gli antichi riti agrari pagani legati alla propiziazione della fertilità dei campi si sono uniti al culto della Madonna della neve. Il 6 agosto tradizione ed enogastronomia al Borgo Marina, che dall'8 all'11 agosto ha festeggiato "Il monacone" protagonista della tradizione popolare campana, con rappresentazioni di interesse etno-antropologico e degustazioni enogastronomiche con l'esibizione degli sbandieratori cavensi e del gruppo folk "Le Ninfe della Tammorra”. Ancora tradizione, musica popolare ed enogastronomia al Borgo Albori il 13 agosto e il 16 agosto Tradizione ed al Borgo Dragonea con serata musicale. Sempre Dragonea ma stavolta in località San Vincenzo il 17 agosto si è tenuto il concerto "Pullecenella e 'o maestro" e il 18 agosto il concerto "Iso Band. Il 21 e 22 agosto tradizione ed enogastronomia al Borgo Benincasa e concerto con il gruppo "I soliti". Il 24 agosto tradizione ed enogastronomia al Borgo Raito con “la Volìa schiacciata” che ha dato vita ad un nuovo comitato festa denominato “Ragitus”. Qui ad essere esaltati sono le olive e l'olio evo che si producono in piccole quantità a Raito. Il 25 agosto al Borgo Benincasa) storica residenza dei marittimi vietresi, serata con tradizioni marinare, nel ricordo degli antichi cantieri di costruzione delle imbarcazioni di legno e della pesca della “saraca”. Degustazione enogastronomica e concerto di musica etnica campana; spettacoli di Mariano Bruno "Pullecenella e 'o maestro". Da non dimenticare anche la “Sagra della Cicala" giunta alla sua 38esima edizione ufficiale, tra le prime e storiche manifestazioni del territorio comunale; la “Sagra delle Palle di Ciuccio” sul sagrato della chiesa di Albori, alla sua 47esima edizione nata da un piatto tradizionale tipico di questo borgo, ad oggi, la “Sagra delle palle di Ciuccio” è alla sua 47esima edizione; la “Sagra della Salsiccia”, di più recente ideazione. Per agevolare gli spostamenti e gli ospiti l'amministrazione ha messo a disposizione del pubblico un servizio navetta – completamente gratuito – che ha condotto i partecipanti ai diversi borghi nelle serate di festa.