Agata Ferrari Bravo, Thomas Michael Saccuman
a cura di Leonardo Regano
Residenza artistica
Presentazione pubblica | sabato 14 marzo 2026, dalle 18.30 Le opere rimarranno visibili fino a domenica 19 aprile 2026
Via Francesco Crispi, 6 73020 Casamassella (LE) |
Milano, 2 marzo 2026. Per la terza edizione del programma di residenze artistiche promosso da Red Lab Gallery nella sede di Casamassella (LE), in collaborazione con l’Associazione CON Red Lab e la struttura ricettiva The apARTment, Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman sviluppano un progetto performativo e scultoreo accompagnato da un intervento di Flavio Favelli. La residenza, a cura di Leonardo Regano, si svolgerà dal 6 al 14 marzo 2026 e si concluderà con una presentazione pubblica aperta alla cittadinanza.
Il progetto ideato da Ferrari Bravo e Saccuman prende la forma di un carro nomade con marionette, un grande uccello migratore, simbolicamente generato in Puglia, che incorpora la struttura di un carretto tradizionale. Sul dorso dell’animale è incastonato un piccolo teatrino: carro e uccello si fondono in un unico organismo ibrido, a metà tra creatura vivente e dispositivo meccanico. L’opera si presenta come un’entità enigmatica, appartenente a un universo non codificato, che richiama le visioni del Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, come se fosse una pagina mancante proveniente da un mondo sconosciuto. Il carro non è un dispositivo autonomo: per muoversi necessita di essere guidato o trainato da due figure umane, anch’esse travestite, che instaurano con l’oggetto un rapporto simbiotico. Il nomadismo costituisce un elemento centrale del progetto: l’essere-carro è destinato allo spostamento continuo, a una migrazione potenzialmente stagionale, la cui origine resta volutamente ambigua. La sua condizione errante potrebbe essere il risultato di una catastrofe ambientale, ma la narrazione rimane aperta e sospesa.
Radicato nel contesto salentino, il progetto integra materiali, tecniche e riferimenti locali. È centrale l’uso della cartapesta, così come la forma del carretto, che rimanda ai tradizionali calessi, storicamente fondamentali per gli spostamenti nel territorio. Questa relazione viene simbolicamente ribaltata: nella visione degli artisti è l’animale a essere trasportato, mentre l’essere umano assume il ruolo di forza motrice. Al corpo dell’uccello e al teatrino soprastante sono applicati piccoli oggetti raccolti sul territorio — conchiglie, sassi, semi, materiali di scarto — reintegrati come elementi decorativi e narrativi.
Fondamentale è anche il processo di costruzione, inteso come gesto performativo: raccogliere, assemblare, dare forma, dare vita e infine mettere in movimento. Il carro è pensato per essere smontabile e ricostruibile in due parti — carretto e teatrino — così da consentirne il trasporto e la riattivazione in contesti differenti. L’opera si configura quindi come un organismo mobile e trasformabile, capace di adattarsi ai luoghi attraversati e di instaurare relazioni temporanee con i territori che incontra.
Fase preliminare della residenza | 12 – 15 febbraio 2026 La fase preliminare della residenza, svoltasi tra il 12 e il 15 febbraio, ha privilegiato l’incontro diretto con il territorio. Gli artisti hanno visitato officine di luminarie, depositi artigiani, negozi di antiquariato e tratti di costa in cui il mare accumula residui plastici e materiali di scarto. La scultura errante nascerà dall’assemblaggio di elementi recuperati in loco: frammenti di luminarie dismesse, plastiche corrose dall’acqua salmastra, oggetti abbandonati, strutture metalliche preesistenti, insieme a integrazioni lignee necessarie alla stabilità. Non si tratta di un gesto ecologico in senso programmatico, ma di una scelta estetica e materiale: lavorare con oggetti già carichi di tempo, segnati dall’uso e dall’esposizione, portatori di stratificazioni invisibili. Sul dorso dell’uccello sarà integrato un piccolo teatrino-altare costruito anch’esso con frammenti di luminarie. Inizialmente pensato come spazio per marionette in cartapesta, questo elemento rimane strutturalmente presente ma non necessariamente attivato come spettacolo. Lo spazio interno potrà accogliere configurazioni variabili, mantenendo una dimensione aperta e trasformabile.
L’incontro con Flavio Favelli e il suo intervento Accompagna il progetto del duo Ferrari Bravo-Saccuman l’intervento di Flavio Favelli, che realizzerà un ambiente all’interno della galleria capace di accogliere e al tempo stesso mettere in tensione l’arrivo dell’uccello-carro. Il suo intervento si sviluppa a partire dagli stessi materiali raccolti nel territorio: frammenti di luminarie, plastiche consumate dal mare, oggetti segnati dal tempo. L’artista – che già nel 2012 aveva lavorato con materiali analoghi in Salento – costruirà uno spazio che non replica l’immaginario festivo delle luminarie, ma ne utilizza i resti, gli scarti, le parti dismesse, evidenziandone la densità storica, sociale e simbolica. L’ambiente fungerà da punto di approdo del percorso pubblico, creando una relazione dialettica tra interno ed esterno, tra attraversamento e stasi.
La residenza si configura così come uno spazio di attraversamento tra pratiche, generazioni e immaginari, in cui costruzione, performance e racconto si intrecciano in una forma mobile, fragile e aperta, profondamente legata al contesto che la ospita. |
Agata Ferrari Bravo (Padova, 2001) e Thomas Michael Saccuman (Londra, 2000) Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman sono un duo artistico attivo dal 2020. La loro pratica si sviluppa attraverso cortometraggi, animazioni e performance, in cui immagine, suono e scrittura si intrecciano in un processo condiviso. Entrambi si sono formati al Liceo Artistico Pietro Selvatico di Padova, proseguendo poi i propri percorsi al di fuori dei contesti accademici tradizionali. Thomas studia Musica Elettronica presso il Conservatorio Pollini di Padova, mentre Agata porta avanti una ricerca che spazia tra disegno, pittura, scultura e scenografia ed è rappresentata da Red Lab Gallery. La loro ricerca si nutre di viaggi in Europa — in particolare nei Balcani, nella Germania dell’Est e in Borgogna — che alimentano un immaginario nomade condiviso. Dal 2024 lavorano in modo paritario alla scrittura e ideazione di performance, consolidando una pratica che integra linguaggi visivi, sonori e performativi.
Flavio Favelli (Firenze, 1967) Vive e lavora a Montepastore (Bologna). Dopo la laurea in Storia Orientale prende parte al Link Project di Bologna (1995–2001). Nel 2008 realizza Sala d’attesa, ambiente permanente presso la Certosa di Bologna. Ha partecipato alla 50. e alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Red Lab Gallery Fondata da Lucia Pezzulla nel 2018 a Milano, Red Lab Gallery si dedica alla promozione di pratiche artistiche contemporanee, accogliendo artisti di differenti provenienze, generazioni e discipline. Nel 2019 la galleria ha ampliato le proprie attività con Red Lab Edizioni, piccola casa editrice indipendente che produce libri a tiratura limitata, e con il magazine online TQC – Cultura visiva contemporanea (www.tuttequellecose.com). La crescente attenzione della gallerista alle proprie origini ha portato, nel 2021, all’apertura di una seconda sede a Casamassella, in Salento, con un programma espositivo e di residenze artistiche orientato al dialogo con il territorio e la comunità locale. Red Lab Gallery partecipa regolarmente a fiere d’arte italiane e internazionali.
CON Red Lab Costituita nel 2022, CON Red Lab è un’associazione culturale e artistica con sede operativa presso The apARTment, struttura ricettiva situata a Casamassella. Il suo obiettivo è promuovere l’arte contemporanea e l’artigianato salentino, favorendo l’incontro tra pubblico, artisti e territorio e invitando a riconoscere nell’arte un’occasione di rinnovamento attraverso lo scambio di conoscenze ed esperienze. L’associazione persegue i propri scopi attraverso la realizzazione di mostre, residenze artistiche, attività educative e progetti in cui l’arte contemporanea dialoga attivamente con il contesto locale. CON Red Lab intende inoltre a consolidare una rete sempre più ampia di partner, sperimentando modelli di partecipazione e fruizione culturale condivisi. |

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