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martedì 9 gennaio 2018

AL VIA LA COPPA DEL MONDO DELLA GELATERIA 2018 IL PANETTONE MUZZI TRA GLI INGREDIENTI DELLA GARA PIÙ ATTESA

Il panettone dell’Antica Pasticceria Muzzi sarà tra gli ingredienti della Mystery Box, la prova più difficile della Coppa del Mondo della Gelateria 2018, uno degli eventi più rilevanti del SIGEP, in programma dal 20 al 23 gennaio a Rimini.

Sarà un appuntamento atteso quello della prova Mystery Box, il 22 gennaio, alla Coppa del Mondo della Gelateria 2018, una sfida all’ultimo gusto. Le 12 migliori scuole mondiali di gelateria artigianale si confronteranno a colpi di fantasia con la specialità dolciaria di Muzzi, per elaborare il gelato vincente e conquistare la giuria e gli operatori presenti.
Tale prova è la più complessa delle otto che compongono l’appuntamento biennale della Coppa del Mondo della Gelateria e consiste nel preparare in breve tempo un gelato artigianale di alto livello, utilizzando l’ingrediente segreto offerto dagli sponsor, tra cui Muzzi che sarà presente allo stand 020 - Hall Sud.
Una giuria di 14 giudici premierà la bravura, la preparazione e la creatività dei concorrenti che sapranno combinare l’arte e la complessità della lievitazione, con la freschezza del gelato: un vero connubio di genialità fra i maestri gelatieri e l’èlite dolciaria firmata Muzzi, vincitore delle Tre Stelle al Superior Taste Award 2017.
“Siamo l’azienda leader nei dolci da forno nel segmento Premium e cerchiamo di assecondare le esigenze dei nostri clienti con offerte sempre nuove e con ingredienti particolari come la farina integrale o la combinazione dei lieviti con distillati, spiriti o il meglio della produzione vitivinicola internazionale – sostiene Andrea Muzzi, CEO del Gruppo IDB – Qualità artigianale, esperienza, autenticità e passione sono i nostri principi ispiratori e lavoriamo ogni giorno per innovarci e dare sempre il meglio”.
Il percorso di Andrea Muzzi, A.D. e Direttore Commerciale del Gruppo, comincia a Foligno nella pasticceria di famiglia dove sin da ragazzino ha avuto modo di “vivere” il mondo del dolce tanto da farne una ragione di vita. Ed è proprio in questo percorso che consolida la sua passione acquisendo, 17 anni fa, i laboratori di IDB Group e progressivamente trasferendo tutta la produzione dolciaria dei lievitati e di pasticceria. Oggi il gruppo con oltre 42 milioni di euro è il leader di mercato nel segmento premium di tutti i canali distributivi. Grande attenzione viene posta alla gestione diretta dei quattro negozi (Milano, Badia Polesine, Falconara e la storica pasticceria di Foligno in prossimo rinnovamento). Le ricette dell’intera produzione Muzzi sono la sintesi di oltre due secoli di tradizione pasticciera, le cui fondamenta si basano sulla selezione di ingredienti di alta qualità, sapientemente lavorati tramite processi rigorosamente manuali.

domenica 7 gennaio 2018

G I G I P I A N A moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari) Mostra a cura di Sarah Lanzoni




GALLERIA APRÈS-COUP ARTE
Via Privata della Braida 5, Milano
12 gennaio – 17 febbraio 2018
Ingresso libero

Inaugurazione, venerdì 12 gennaio dalle 18 alle 22

Intreccio e Trasparenza. Sono queste le due parole chiave per potersi immergere e comprendere l’arte di Gigi Piana, artista visivo e performer, unico nel suo genere, che venerdì 12 gennaio con la live-performance “spazio tempo” inaugura la personale “moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari)” presso la galleria Après-coup Arte di Milano in via Privata della Braida 5 in zona Porta Romana.

Curata da Sarah Lanzoni e aperta al pubblico sino a sabato 17 febbraio, “moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari)” è una riflessione sulla ricerca del movimento di Gigi Piana attraverso un linguaggio che è cifra stilistica dell’artista: stampe fotografiche su acetato trasparente di uomini e donne tagliate in strisce orizzontali e verticali, quindi tra loro intrecciate e fissate sul telaio della cornice come fossero trama e ordito.
Il risultato è uno straordinario movimento di corpi nudi che si deframmentano e ricompongono in un gioco di sguardi tra l’osservatore e i soggetti ritratti dalla fotografa polacca Ewa Gleisner, intrecciati successivamente da Gigi Piana, che vanta una collaborazione pluriennale sia con Stalker Teatro di Torino sia con Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte a Biella.

Opere d’arte che trasmettono un messaggio emotivo intenso e spiazzante, frutto di una ricerca in continua evoluzione che trova nella luce un elemento eccezionale di amplificazione e completamento. Sia che si tratti della luce naturale che scaturisce dalle stampe fotografiche trasparenti intrecciate dall’artista, sia che si tratti della luce artificiale che in alcuni casi viene utilizzata per retroilluminare le opere.

Sarah Lanzoni, curatrice della mostra: “Il risultato artistico ottenuto mi fa pensare a una sorta di ossimoro, ovvero, a quella che definirei una forma di scultura bidimensionale, in cui è possibile cogliere la profondità dell’opera, avvicinandosi ad essa, entrandoci dentro ed esplorandola con lo sguardo - come in un video - e girandoci intorno, ma ricordandosi, ad un tratto, che non è una scultura a tutto tondo, che è altro. I suoi lavori sono evanescenti e, al contempo, assolutamente reali. La materialità dei corpi viene percepita infatti come tale, ma assume una connotazione eterea, leggera e vaporosa”.

A Milano Gigi Piana espone nove opere di varie dimensioni, cinque delle quali realizzate ex novo per la galleria di arte contemporanea Après-coup Arte. Fra tutte le “trame” che saranno esposte va segnalato in particolare il trittico “free_still#olga_2” con il quale l’osservatore potrà interagire facendolo scorrere su binari predisposti, sovrapponendo o separando i diversi livelli che lo compongono.

Ancora Sarah Lanzoni: “La ricerca di Gigi Piana per la galleria Après-coup Arte, legata in particolare allo studio del corpo in movimento nel periodo futurista, sviluppa ulteriormente il tentativo audace di andare al di là di ogni cliché nella sua rappresentazione [...]. Gli stop, in cui i danzatori sono stati fotografati, nella produzione di Piana sono resi a livello iconografico in maniera dinamica e rappresentano i momenti della vita in cui l’essere umano tira le somme, in cui si ferma e osserva i punti da cui è partito e dove è arrivato”.

Ogni performer è stato ritratto in scatti che registrano il movimento libero del soggetto durante l’azione, a partire dalla posizione fissa della prima foto in ordito. Le immagini singole sono state in seguito sovrapposte a formarne una sola.

La direzione conferita da Piana alla sua ricerca sul movimento nasce dall’esperienza iniziata nel 2016 con il progetto “STILL-Body Experience With Digital Brain”, vincitore del bando “ORA! LINGUAGGI CONTEMPORANEI, PRODUZIONI INNOVATIVE” promosso dalla Compagnia di San Paolo. Questo percorso artistico sperimentale è stato sviluppato a partire da un’idea del danzatore Daniele Ninarello, in collaborazione con l’interaction designer Emanuele Lomello, l’artista visivi Gigi Piana e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano -, con il coordinamento di Silvia Limone, per riflettere sul “fare arte” come atto rivoluzionario per l’uomo contemporaneo. STILL trova un seguito nelle opere realizzate per questa personale, che va intesa come uno scatto in avanti, un’evoluzione nel processo di maturazione artistica di Piana negli ultimi anni.

La mostra è aperta al pubblico da martedì a sabato dalle 8.30 alle 22.00

Après-coup Arte
Via Privata Della Braida 5, Milano
Sarah Lanzoni | t. 02 38243105 | galleria@apres-coup.it
Orari di apertura: da martedì a sabato 8.30 – 22.00

sabato 6 gennaio 2018

Eurovinum /2 : fra Ponte di Piave e Feltre

I vini di Terre dei Gaia di Feltre nel progetto Eurovinum

I viaggi del gusto di Borghi d'Europa nelle Terre del Vino

Questo lungo mestiere di cronisti del gusto ci riserva,ultimamente, delle liete sorprese.
Stufi delle solite 'tirate'pubblicitarie, quando abbiamo conosciuto Claudio e Debora
dell'azienda agricola Terre dei Gaia di Feltre all'incontro sui Vini da Terre Estreme, ci
siamo riconciliati con l'informazione.
L'azienda agricola nasce dalla passione per la terra di Claudio e Debora e si caratterizza
con decisione per la scelta verso colture biologiche consapevoli e rispettose dell'ambiente
cirtcostante.
Un tempo il feltrino era terra di grandi vini, che venivano destinati anche alla corte di
Vienna. La riscoperta di alcuni vitigni autoctoni e la sapente lavorazione delle uve, ha portato l'azienda ad esprimere quattro etichette di grande pregio : il Nani (extra dry ottenuto da uve
Bianchetta Gentile di Fonzaso), Crode Rosse (vino rosso IGT ottenuto da uva pavana) e
Cilet (vino bianco fermo ottenuto da uve Bianchetta Gentile di Fonzaso) Ert ( brut ottenuto
da uve Bianchetta Gentile di Fonzaso).
Non siano abituati a distribuire elogi a pagamento : li abbiamo assaggiati, da antichi
degustatori quali noi siamo : la strada è per davvero quella giusta!
L'azienda ,dalle coltivazioni nel Massiccio del Grappa, raccoglie erbe officinali che
lavorate con i derivati della lavorazione delle proprie viti,diventano prodotti cosmetici di
alto valore energetico.
Ma Claudio e Debora hanno scelto anche di essere allevatori di pecore,aderendo al progetto
di salvaguardia della Pecora di razza Lamon e feltrina.
Libertà di pascolo e di cura,nutrizione con fieni prodotti sui pascoli salubri del territorio,
sono i 'pilastri' del progetto.
E,per ben concludere, il succo d'uva torbido ottenuto dalla spremitura naturale di uve
Clinton e Bianchetta e le confetture d'uva, con l'utilizzo di acini di uva Bianchetta Gentile di
Fonzaso,raccolti a giusta maturazione e lavorati senza alcuna aggiunta di additivi.
Per tutti questi buoni motivi i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno
inserito Terre dei Gaia nel progetto La Montagna dell'Informazione, che punta a far
conoscere e valorizzare gli inediti del buon e bello vivere di questi territori benedetti.

venerdì 5 gennaio 2018

I Percorsi della Fede : il Santuario dei Santi Vittore e Corona ad Anzù di Feltre

Il 2018 si apre con una finestra importante sulla città di Feltre.
Borghi d'Europa inserisce nei Percorsi della Fede il Santuario dei SS Vittore e
Corona e la Chiesa di San Marcello ad Umin.

Il Santuario dei Santi Vittore e Corona venne eretto a partire dal 1096 in posizione dominante e strategica lungo le pendici del monte Miesna all’ingresso della stretta valle di accesso alla città di Feltre sopra il borgo di Anzù, la cosiddetta “Chiusa di San Vittore”.
La fondazione del Santuario fu promossa da Giovanni da Vidor, famoso condottiero che secondo la tradizione condusse i Feltrini alla prima Crociata, e dal figlio Arpone che dal 1095 era diventato vescovo-conte e che nel 1101 consacrò l’edificio come testimonia la lapide di fondazione presente ancora oggi nel presbiterio. A questi due personaggi si deve anche l’acquisizione delle reliquie dei martiri Vittore e Corona.
Il Santuario subì diversi rifacimenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli successivi, ma è certo che la struttura era protetta da imponenti opere di fortificazione costruite a presidio dell’accesso alla valle. L’intera struttura costituita dalla basilica e dal convento con il bel chiostro, si raggiunge percorrendo una ripida salita che da Anzù conduce fino allo spiazzo da cui parte una grande scalinata monumentale costruita nell’Ottocento da Giuseppe Segusini; in alternativa si può percorrere a piedi il panoramico sentiero.
Internamente la chiesa presenta una serie di affreschi realizzati a partire dal Duecento con figure di santi, scene dei testi sacri e le vicende della vita dei santi Vittore e Corona, così come nel chiostro si può ripercorrere la storia del Santuario attraverso gli affreschi seicenteschi che lo decorano.
(da infodolomiti) .

Architettura

Come molte chiese meta di pellegrinaggio, anche il Santuario presenta un’abside con l’arca dei santi posta al centro, e un deambulatorio porticato su tre livelli che permetteva ai fedeli di poter vedere e percorrere lo spazio intorno alle reliquie dei due martiri.
Il borgo di Anzù aveva anche sviluppato una serie di attività commerciali e sociali legate al Santuario; dal 1142 è documentata la presenza di un dazio e di un mercato, e nel 1286 è registrata la fondazione di un Ospedale, gestito dalla Confraternita di San Vittore, di cui rimane ancora l’arco d’ingresso ai piedi della salita.
Solo nel 1495 la chiesa divenne anche un convento con l’arrivo della congregazione degli Eremiti di San Girolamo di Fiesole, che fece numerosi interventi per adibire la struttura a questa nuova funzione. Verso la fine del Seicento giunsero i Padri Somaschi che intervennero sull’edificio trasformando l’aspetto interno della chiesa fino al 1772, pochi anni prima che il convento venisse soppresso dalla Repubblica di Venezia.
Seguì un periodo in cui il santuario fu guidato da rettori eletti dalla città di Feltre, fino al 1852 quando arrivarono i Frati Minori Francescani che lasciarono nel 1878 l’edificio trasformato con gli interventi di Giuseppe Segusini a cui si deve ad esempio la monumentale scalinata d’accesso.
Durante la Grande Guerra il convento venne utilizzato come alloggio militare; fortunatamente l’intera struttura e le opere d’arte rimasero sostanzialmente integri.
Oggi il Santuario, grazie anche ai recenti restauri, è un luogo magnifico sia dal punto di vista religiose che storico-artistico e ospita una Casa Diocesana per gli esercizi spirituali e numerose iniziative culturali.

Opere d'arte

Il punto focale del Santuario è sicuramente l’area del martyrium, raccolto attorno all’arca contenente le reliquie dei santi Vittore e Corona realizzata alla fine dell’XI secolo con lo stesso marmo greco delle colonne che la circondano. Probabilmente in origine il sarcofago conteneva il corpo di Giovanni da Vidor, promotore della costruzione del Santuario, e venne successivamente riutilizzato per conservare le reliquie dei due martiri nel 1354. Nel 1440 l’arca fu elevata su quattro colonne con capitelli decorati e sistemata su di una lastra decorata con la statua di San Vittore.
Dal Duecento in poi le pareti interne della chiesa vennero decorate con numerosi affreschi realizzati da differenti artisti che rappresentano alcuni santi, i Padri della Chiesa e con scene quali il Giudizio Universale e l’Ultima Cena con dei particolari gamberi rossi presenti sulla tavola. Il ciclo che occupa si può ammirare a sinistra del presbiterio propone le Storie dei Santi Vittore e Corona con le vicende più importanti della vita dei due martiri realizzato nel terzo decennio del Trecento.
Nella loggia dietro l’arca si può ammirare una scultura in legno di San Vittore in armatura realizzata tra le fine del Quattrocento e i primi anni del secolo successivo.
E’ da ricordare anche la cattedra vescovile duecentesca, che, secondo la tradizione, avrebbe il potere di guarire il mal di schiena e la bellissima piccola scultura in alabastro del primo Quattrocento con una Madonna con il Bambino oggi conservata presso il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Feltre.
La visita al Santuario non può che concludersi nel chiostro nel cui cortile, al centro, è posizionata una vera da pozzo del 1569, mentre lungo le pareti del loggia si può ripercorrere la storia del luogo attraverso alcuni affreschi seicenteschi.
Risultati immagini per immagini santuario santi vittore e corona



giovedì 4 gennaio 2018

I Solisti del Gusto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori al Ristorante Margò dell’Hotel La Perla di Ravascletto

Il Matajur e lo Zoncolan si incontrano nel piatto
Il 9 gennaio il primo appuntamento,
firmato da Teresa Covaceuszach del Sale e Pepe di Stregna

Sarà Teresa Covaceuszach, la conosciuta ed apprezzatissima Lady Chef della Trattoria Sale e Pepe di Stregna, a tenere a battesimo il 9 gennaio la golosa rassegna invernale che vedrà sfilare a Ravascletto gli chef di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. A fare da cornice a queste raffinati appuntamenti gourmet, firmati dai noti chef del gruppo portabandiera da anni dell’eccellenza della gastronomia regionale, sarà il Ristorante Margò dell’Hotel La Perla, che nel 2017 è entrato a far parte del consorzio presieduto da Walter Filiputti. Otto fra pranzi e cene, che scandiranno nel segno dell’alta cucina l’inverno carnico e vedranno via via avvicendarsi ai fornelli, dopo Teresa Covaceuszach, gli chef dei ristoranti Là di Moret di Udine (13 gennaio), Costantini di Tarcento (21 gennaio), La Subida di Cormòns (26 gennaio), Ilija di Tarvisio (5 febbraio), Vitello d’oro di Udine ( 20 febbraio), La Torre di Spilimbergo (26 febbraio), Lokanda Devetak di San Michele del Carso ( 6  marzo).

Il 9 gennaio l’appuntamento sarà per il pranzo, alle 12.30. Ad accogliere gli ospiti nella sala del ristorante addobbato a festa sarà Sara Polo, proprietaria con la famiglia dell’Hotel la Perla. A creare il menù, sarà Teresa Covaceuszach, che porterà in Carnia i sapori delle sue Valli del Natisone: un incontro simbolico, quindi, fra Matajur e Zoncolan, che troveranno nei piatti proposti una felice sintesi. Si inizierà con Aringa sciocca Friultrota marinata e radicchio col “poc”, per proseguire con Polentina di grano saraceno, ricotta salata, mela e kren, Koscjcova (tradizionale zuppa invernale di mele, pere e susine essiccate). Sarà poi la volta di Fiori di patate e finocchio spontaneo e dello Spezzato di cinghiale con polenta e rape in agrodolce.
Per concludere, La neve nel bicchiere, delicato dolce in omaggio alle belle nevicate che imbiancano in  questo periodo i monti del Friuli.

Per informazioni:
Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori Tel 0432 538752 - info@friuliviadeisapori.it
Hotel La Perla - tel. 0433 66039 - info@laperlahotel.eu  


ASSAPORITO E GUGLIELMO VUOLO APRONO INSIEME A VERONA


ASSAPORITO E GUGLIELMO VUOLO APRONO INSIEME A VERONA
Al via dal 5 gennaio Bottega del Gusto e Pizzeria. La tradizione napoletana arriva nella città di Giulietta e Romeo
Apre ufficialmente a Verona il 5 gennaio la nuova struttura che vede la partership fra Assaporito di Marco Dolci e il maestro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo. Una Bottega del Gusto e una Pizzeria che si sviluppano in un’unica struttura di 350 metri quadrati su due livelli rinnovata dall’architetto Luisa Masciantonio. In Viale del Lavoro, a due passi dalla Fiera, Dolci e Vuolo porteranno tutto il gusto del Sud, l’uno con una selezione di ingredienti gourmet e l’altro con la sua pizza che lo vede, da formatore e consulente, in giro in tutto il mondo.
Assaporito, la Bottega del Gusto, sarà aperto dal mattino con le colazioni e proseguirà la sua attività come punto vendita di eccellenze del territorio campano: dal Pomodoro alla Mozzarella di bufala – con arrivi freschi due volte la settimana. Non mancheranno i fritti (crocchè, arancini e frittatine), il pane, la pasta di Gragnano e il caffè. A mezzogiorno e alla sera sarà attiva la pizzeria di Guglielmo Vuolo.
“In questi anni abbiamo sempre cercato di soddisfare le richieste della nostra clientela, con una attenzione ai tanti meridionali in cerca dei sapori autentici di casa – dichiara Dolci, forte della sua esperienza più che decennale con Assaporito a Brescia – da oggi completiamo la nostra offerta grazie alla partnership con un artigiano di indiscusso valore: il Maestro Guglielmo Vuolo”
Con la sua Pizzeria di Verona, che si affianca al locale storico di Casalnuovo dove lavorano i suoi tre figli pizzaioli, Vuolo inizia le celebrazioni dei suoi 50 anni di attività. Pizzaiolo verace strettamente legato alla più squisita tradizione, ma anche curioso ricercatore, a Verona porta le novità che ha maturato in questi anni. Ci saranno dunque la Carta dei pomodori, una selezione di varietà rare e note da cui scegliere il proprio pomodoro preferito per condire la pizza, l'impasto all'acqua di mare, oltre alle pizze per la salute studiate con bioterapisti nutrizionali.
La Pizzeria sarà improntata all’interattività con il cliente, con alcuni posti a sedere direttamente a ridosso del bancone, per non perdersi nessun passaggio della preparazione delle pizze. Ma anche dal piano superiore, che ospita la sala, si potrà seguire il Maestro al lavoro, grazie a uno schermo che proietterà in tempo reale le immagini. Un modo nuovo di raccontare la pizza.
Assaporito
Guglielmo Vuolo Verona
Viale del Lavoro, 32A
Negozio Tel 045583578 cell 348 797 2979
Pizzeria Tel 045 502 438 cell 333 714 9015
Dal 5 gennaio aperti a pranzo e a cena tutti i giorni eccetto il lunedì