La rete internazionale Borghi d'Europa ha realizzato alla fine del mese di luglio il secondo viaggio
del gusto in Valtellina,per continuare il percorso di informazione in occasione dell'Anno Europeo
del Patrimonio Culturale.
Ancora una volta il viaggio ha preso il via dalle Cantine Nera e dall'azienda agricola Caven di Chiuro, che ha proposto ai giornalisti e ai comunicatori le 'scelte' dei prodotti locali che popolano
il loro ampio punto vendita,autentica 'finestra' sulle tipicità della Valtellina.
In particolare l'attenzione si è rivolta a due vini bianchi di Casa Nera (Terrazze Retiche di Sondrio
Bianco I.G.T Rezio° e Terrazze Retiche di Sondrio Bianco IGT Le Novelle),ottenuti dalla vinificazione in bianco delle uve rosse di nebbiolo e di altri vitigni storici autoctoni.
L'Azienda di Chiuro è stata invitata ufficialmente a partecipare alle Giornate Europee del Patrimonio
Culturale che si terranno nei Colli di Conegliano, a Santa Maria di Feletto, nei primi giorni di settembre.
" Sarà per davvero una bella sorpresa- commenta Renzo Luoatin,presidente di Borghi d'Europa-,
presentarei bianchi della Valtellina (oltre ai mitici rossi), nella Terra del Prosecco."
E' stata poi annunciata la realizzazione di uno stage di informazione per l'11 settembre, presso
Cantine Nera, nel corso delle giornate de Il Grappolo d'Oro.Lo stage si svolgerà come una
conferenza stampa no stop e sarà aperto ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni
locali e ai protagonisti della filiera agroailentare e turistica.
Borghi d'Europa ha invitato anche il Consorzio Turistico Media Valtellina-Terziere Superiore di Tirano alla iniziativa, contattando anche il Direttore di Valposchiavo Turismo (Canton Grigioni-Svizzera)per lo stesso motivo.
blogazzurro
lunedì 13 agosto 2018
L'Hotel Ristorante La Svolta a Chiuro,in Valtellina
Giungere in Valtellina e 'salire' in quel di Castionetto di Chiuro, all'hotel ristorante pizzeria la Svolta,lo diciamo subito,
è stata una avventura del tutto piacevole.
Da anni andiamo dicendo che il talento degli esercenti si esprime al meglio, quando si offre una ospitalità autentica,
libera da tutti quegli orpelli che talvolta la rendono fastidiosa e 'pesante'.
Omar ha già una esperienza in questo settore : è giunto qui con la madre, si sono tirati su le maniche, hanno trasformato
il luogo in un'oasi di pace, tranquillità e buon gusto.
Così la rete internazionale Borghi d'Europa ha voluto premiare gli sforzi e l'impegno, inserendo il ristorante
nelle 'tappe' del buon gusto in Valtellina.
"L’albergo dispone di 11 camere, luminose e confortevoli, tutte dotate di bagno privato, doccia e collegamento internet wi-fi-ci fracconta Omar-.
E’ presente un ampio parcheggio privato a disposizione gratuita degli ospiti.Durante il soggiorno presso di noi avrete la possibilità di scoprire le eccellenze della tradizione enogastronomia valtellinese e di assaporare la genuinità dei piatti tipici locale nel nostro Ristorante, curato direttamente dalla famiglia
L’ambiente semplice e accogliente e l’attenzione al cliente della nostra conduzione familiare vi faranno sentire a casa vostra."
Ai fornelli c’è Omar, il proprietario, che prestando attenzione alla scelta delle materie prime, ha puntato fin da subito sulla qualità al giusto prezzo, proponendo alla sua clientela numerose alternative di menu.Accanto ad una grande e sfiziosa varietà di pizze cotte in forno a legna, escono dalla cucina i piatti della tradizione locale, preparati con cura ed originalità.La carta dei vini affianca ai D.O.C.G valtellinesi altre interessanti etichette regionali.
Naturalmente tra le scelte enoiche non potevano mancare i vini della Cantina Nera e dell'azienda agricola Caven, che ci ha fatto conoscere il locale.
Il buon giornalista raccoglie le indicazioni, visita per conto proprio il ristorante, paga il conto e poi scrive o trasmette.
Detto,fatto!
è stata una avventura del tutto piacevole.
Da anni andiamo dicendo che il talento degli esercenti si esprime al meglio, quando si offre una ospitalità autentica,
libera da tutti quegli orpelli che talvolta la rendono fastidiosa e 'pesante'.
Omar ha già una esperienza in questo settore : è giunto qui con la madre, si sono tirati su le maniche, hanno trasformato
il luogo in un'oasi di pace, tranquillità e buon gusto.
Così la rete internazionale Borghi d'Europa ha voluto premiare gli sforzi e l'impegno, inserendo il ristorante
nelle 'tappe' del buon gusto in Valtellina.
"L’albergo dispone di 11 camere, luminose e confortevoli, tutte dotate di bagno privato, doccia e collegamento internet wi-fi-ci fracconta Omar-.
E’ presente un ampio parcheggio privato a disposizione gratuita degli ospiti.Durante il soggiorno presso di noi avrete la possibilità di scoprire le eccellenze della tradizione enogastronomia valtellinese e di assaporare la genuinità dei piatti tipici locale nel nostro Ristorante, curato direttamente dalla famiglia
L’ambiente semplice e accogliente e l’attenzione al cliente della nostra conduzione familiare vi faranno sentire a casa vostra."
Ai fornelli c’è Omar, il proprietario, che prestando attenzione alla scelta delle materie prime, ha puntato fin da subito sulla qualità al giusto prezzo, proponendo alla sua clientela numerose alternative di menu.Accanto ad una grande e sfiziosa varietà di pizze cotte in forno a legna, escono dalla cucina i piatti della tradizione locale, preparati con cura ed originalità.La carta dei vini affianca ai D.O.C.G valtellinesi altre interessanti etichette regionali.
Naturalmente tra le scelte enoiche non potevano mancare i vini della Cantina Nera e dell'azienda agricola Caven, che ci ha fatto conoscere il locale.
Il buon giornalista raccoglie le indicazioni, visita per conto proprio il ristorante, paga il conto e poi scrive o trasmette.
Detto,fatto!
sabato 11 agosto 2018
Le terre di confine alle iniziative di Borghi d'Europa
L'Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone, concedendo il proprio Patrocinio
alle iniziative di informazione della associazione internazionale Borghi d'Europa, può partecipare ai progetti che la rete realizza in occasione dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
Nei primi giorni di settembre i territori delle Valli del Natisone verranno presentati alle
Giornate Europee del Patrimonio Culturale, che si svolgono nei Colli di Conegliano e che costituiscono gli 'Stati Generali' di tutti i progetti che Borghi d'Europa ha in essere.
Le Valli del Natisone incontreranno così anche altre terre di confine, la Valtellina e la
Valposchiavo (Canton Grigioni,Svizzera).
alle iniziative di informazione della associazione internazionale Borghi d'Europa, può partecipare ai progetti che la rete realizza in occasione dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
Nei primi giorni di settembre i territori delle Valli del Natisone verranno presentati alle
Giornate Europee del Patrimonio Culturale, che si svolgono nei Colli di Conegliano e che costituiscono gli 'Stati Generali' di tutti i progetti che Borghi d'Europa ha in essere.
Le Valli del Natisone incontreranno così anche altre terre di confine, la Valtellina e la
Valposchiavo (Canton Grigioni,Svizzera).
Le Valli del Natisone
www.vallidelnatisone.it
Collegate a Cividale, antica Forum lulii ed alla valle dell'lsonzo, le valli del Natisone si trovano nella parte più orientale della regione Friuli-Venezia Giulia.
Sono formate dalla valle del Natisone propriamente detta e da quelle percorse dai suoi affluenti, l'Alberone, il Cosizza e l'Erbezzo, secondo un originale sistema vallivo a ventaglio, convergente verso sud. Sono simboleggiate dal monte Matajur (1641 m) che le domina e dalla cui cima erbosa è possibile vedere l'Adriatico.
Tra le bellezze da visitare ricordiamo le numerosissime chiesette votive risalenti ai secoli xv e XVI e disseminate su tutto il territorio.
Sono raggiungibili percorrendo sentieri tra prati e boschi che offrono un'autentica esplosione di colori, soprattutto in autunno. Interessanti sono le diverse cavità naturali, alcune ancora inesplorate, tra le quali spicca la grotta di San Giovanni d'Antro, interessante sotto il profilo naturalistico, storico, religioso e culturale.
Nell'ambiente naturale di quest'area si possono praticare attività quali trekking, escursioni, percorsi in mountain bike e pesca sportiva.
Le valli del Natisone sono un' area interessante non soltanto dal punto di vista storico -geografico ma anche sotto il profilo più culturale. In questo territorio, caratterizzato dalla sua particolare collocazione geografica, si è costituito un ambiente nel quale il rapporto uomo -ambiente ha creato un patrimonio storico -culturale di notevole interesse che si estrinseca in tradizioni assolutamente originali che vanno dall'architettura popolare fino alla tradizionale gastronomia.
LA SLAVIA FRIULANA, LA BENECIJA (fonte Wikipedia)
La Slavia friulana, detta anche Slavia italiana o Slavia veneta (Sclavanie in friulano, Benecija o Beneška Slovenija in sloveno) è la denominazione della regione collinare e montuosa (Prealpi Giulie) del Friuli orientale, che si estende tra Cividale del Friuli e i monti che sovrastano Caporetto (ora in Slovenia).
Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo). La presenza slava si rafforzò probabilmente dopo le invasioni ungare nel IX secolo, allorché il Patriarcato di Aquileia si servì di gruppi di contadini slavi di varia provenienza (perlopiù sloveni dalla Carinzia e Carniola) anche per ripopolare alcune zone della pianura friulana devastate e quasi desertificate dalle incursioni magiare, e non è escluso che altrettanto possa essere accaduto per le aree montuose. I gruppi etnici slavi della pianura tuttavia vennero presto assimilati culturalmente dalla popolazione friulanofona.
Sotto il regno longobardo l'area beneciana (valli del Natisone e del Torre con relativi affluenti) acquistò gradualmente una notevole importanza strategica, in quanto si trovava ai confini con i domini del Sacro Romano Impero (c.d. Limes Langobardorum). Le popolazioni del luogo costituirono perciò una specie di "corpo di guardia": in cambio della loro sorveglianza gratuita furono esentate dalla servitú della gleba e dal pagamento dei vari balzelli medievali, di contro però veniva loro negata ogni possibilità di migrazione verso la pianura, salvo che non fosse esplicitamente concesso il contrario. Questi loro privilegi continuarono sotto i Patriarchi di Aquileia che ressero lo stato friulano dal 1077 al 1420 (e che ebbero per un certo tempo la loro capitale nella vicinissima Cividale), come pure sotto la Serenissima Repubblica di Venezia.
Le Valli del Natisone assunsero i tratti di un vero e proprio staterello autonomo, situato entro il mosaico di popoli della Repubblica di Venezia, che godeva del privilegio di un proprio potere giudiziario, espletato, osserva Pasquale Guion, "da 12 giudici, annualmente eletti, per ciascuna Valle, presso le rispettive Banche (Mize) di Antro e di Merso. Gli appelli si facevano da Banca a Banca (banchi di marmo). Le pene consistevano in prigionia, dada (berlina) e multe". Era di loro competenza comminare anche la pena di morte.
L'autonomia della Slavia venne drasticamente ridimensionata con la soppressione della Serenissima nel 1797 e l'acquisizione del territorio all'Impero Asburgico; nel 1866 tramite un plebiscito la Slavia passa sotto il Regno d'Italia.
Tale processo di italianizzazione ebbe una radicale accelerazione dopo il 1933, quando il fascismo proibì l’uso delle lingue slave in chiesa, dov'era rimasto radicato. Nel 1938 lo scrittore sloveno di origini goriziane France Bevk pubblicò nell'allora Regno di Jugoslavia un libro dal titolo "Il Cappellano Martin Čedermac", nel quale espose, basandosi sulla biografia di un sacerdote del luogo, la lotta contro la soppressione della lingua e cultura slovena voluta dal regime fascista. Il nome Čedermac divenne presto un sinonimo diffuso per tutti i sacerdoti sloveni della Venezia Giulia che si opposero alla politica snazionalizzatrice del fascismo e viene tuttora usato in questo senso.
Dopo la seconda guerra mondiale le popolazioni della Slavia dovettero subire un clima di sospetto che avvolgeva tutto ciò che riguardava la lingua e la cultura slovena. Frequentemente, chi all’epoca della guerra fredda usava pubblicamente lo sloveno veniva accusato di propaganda comunista o filo-jugoslava, nonostante la popolazione locale fosse in massima parte devota alla causa occidentale, assolutamente aliena all'ideologia comunista. Nonostante la loro dichiarata e dimostrata lealtà alla patria ed allo stato italiano venne loro negata l'autonomia culturale e la protezione linguistica della quale godettero invece gli sloveni delle province di Gorizia e Trieste, storicamente molto più legati alla Slovenia.
EQUILIBRIO FRA STORIA E NATURA
Le valli del Natisone sono caratterizzate dal percorso del fiume e dai rilievi prealpini: il Monte Nero, il Parco Nazionale del Tricorno, il Monte Canin e il Monte Matajur ne sono un esempio.
Oltre alle numerose strade panoramiche , diverse sono le possibilità per percorsi a piedi ed in mountain-bike.
In questa vallate si trovano tracce di storia moderna, come i resti di strade militari e linee difensive della Prima Guerra Mondiale e di storia antica: resti di castellieri, di strutture fortificate tardo-antiche e medievali e di insediamenti romani.
Tra le grotte delle valli del Natisone visitabili sono la grotta di San Giovanni d'Antro.
SULLE VIE DELLA FEDE
Lo stretto legame tra religiosità e quotidianità è testimoniato dall'esistenza di piccoli e grandi luoghi di culto sparsi su tutta l'area.
Diversi sono i monumenti di queste vallate, tra i quali:
» il Santuario di Castelmonte, risalente al V secolo;
» la chiesa quattrocentesca interna alla grotta fortificata di San Giovanni d' Antro;
» le chiesette votive risalenti ai secoli XV e XVI e sparse ovunque, dalla valle del fiume Judrio alle valli del Natisone.
ITINERARI DEL GUSTO
I piatti delle Valli del Natisone si diversificano a seconda dei prodotti stagionali:
» la bizna: minestra di brovada e patate;
» lo stakanje: purè di patate e verdure di stagione;
» gli zlicnjaki: gnocchetti di farina;
» le minestre di mais, di zucca e di castagne
Inoltre, la selvaggina, i funghi, le trote del Natisone, gli strukijj (dolcetti tipici) e la tradizionale gubana.
Alle peculiarità gastronomiche del territorio va aggiunta la prestigiosa produzione enologica dei vini D.O.C. dei Colli Orientali del Friuli su un'area che si estende lungo la fascia collinare orientale della provincia di Udine, a ridosso del confine con la Slovenia.
Si tratta di una produzione specializzata di vini autoctoni quali lo Schioppettino, il Picolit ed il Verduzzo.
Suggeriamo anche la visita a fattorie, antiche latterie, laboratori di produzione di dolci tipici locali; l'acquisto di mele, anche di qualità autoctona, la Seuka, di castagne e di miele.
venerdì 10 agosto 2018
L'anteprima di informazione a San Pietro di Feletto di International Asparagus Days
Luciano Trentini (uno dei massimi esperti internazionali della coltivazione degli asparagi) e
Marco Mingozzi (Mingozzi Group,Argenta), interverranno all'anteprima di informazione
di International Asparagus Days (16-18 ottobre,Fiere di Cesena), che si terrà alle Giornate
Europee del Patrimonio Culturale nei Colli di Conegliano.
L'iniziativa è promossa dal network d'informazione Terre Europee dell'Asparago,sostenuto
dalla rete internazionale Borghi d'Europa, che gà nel 2018 ha organizzato diversi stages
di informazione in Italia e in Europa.
Fra le altre 'chicche' dell'iniziativa, la visita-segnalazione al Museo Europeo degli Asparagi (Europäisches Spargelmuseum), di Schrobenhausen in Baviera che si trova nella via Am Hofgraben 1. Inaugurato nel 1985, è dedicato alla cultura, all’arte e alle svariate curiosità offerte da questo “regale ortaggio”. Qui sono esposti gli attrezzi per la sua coltivazione, gli oggetti e gli utensili per la cucina e la tavola, realizzati in porcellana e in argento, quadri, libri e molte altre cose inerenti a questo tema.
L’intera filiera mondiale a Cesena Fiera 16-18 ottobre 2018
Cesena – Dalla collaborazione tra Christian Befve e Cesena Fiera nasce International Asparagus Days. Un nuovo evento di respiro internazionale dedicato alla filiera dell’asparago in programma dal 16 al 18 ottobre 2018 nei rinnovati spazi fieristici di Cesena Fiera.
La tre giorni fieristica si compone di quattro parti. Una componente fieristica, prima di tutto, con espositori da tutto il mondo ospitati nei padiglioni cesenati. A cui si aggiunge un ricco programma convegnistico nelle tre sale convegni climatizzate e dotate di traduzione simultanea, dedicato agli aspetti agronomici, commerciali, strategici e tecnici, con particolari focus sugli aspetti che riguardano le tecniche a basso impatto ambientale come microrganismi antagonisti per le coltivazioni tradizionali e biologiche, e le varietà. E ancora, arricchiscono l’evento le prove in campodimostrative in presa diretta, ospitate in un’area adiacente Cesena Fiera. Infine, ma non meno importanti, visite tecniche alle principali aziende produttive di asparago presenti in Emilia - Romagna.
L’iniziativa nasce dalla partnership tra Cesena Fiera, organizzatrice di Macfrut, e Christian Befve, tra i massimi esperti mondiali sull’asparago. Consulente agronomico e commerciale di numerose azienda sparse in 30 Paesi, Befve da tre decenni dedica l’attività a questo ortaggio, tanto da esserne un’autorità riconosciuta a livello internazionale. A favorire l’incontro Cesena Fiera-Befve è stato Luciano Trentini, anch’esso profondo conoscitore dell’asparago e del settore ortofrutticolo.
Tratto dominante di International Asparagus Days è l’essere una fiera mondiale iper-specializzata che raccoglie il testimone di un evento promosso da Befve cinque anni fa a Bordeaux. Un evento di cui si sente la mancanza, dal momento che oggi manca un appuntamento di confronto su questa coltura che sta trovando un nuovo grande interesse a livello mondiale.
Al momento nel mondo si coltivano 210mila ettari di asparago, di cui 7.500 ettari in Italia in produzione. A livello mondiale i maggiori produttori sono Perù e Cina. La domanda mondiale è in crescita, lo stesso si può dire dei prezzi. C’è interesse di tutta la filiera ad elevare la qualità, così come al incrementare la vicinanza della produzione al mercato visto il basso indice di penetrazione che questa specie ha fra le famiglie italiane di poco superiore al 40%.
International Asparagus Days si rivolge a tutta la filiera. L’evento interessa in particolare tutti i portatori di interessi. Nel dettaglio: sementieri, vivaisti, produttori di macchine per le lavorazioni in campo, (trapiantatrici, baulatrici ecc), comprese le agevolatrici per la raccolta, ma anche produttori di tecnologie per la calibratura e le lavorazioni in magazzino, gli imballaggi, le serre per le coltivazioni protette ed i servizi, ed ancora i distributori e gli acquirenti.
Per informazioni:
EURO EXHIBITION SERVICES c/o CESENA FIERA
Piazzale E. Vanoni, 100
47522 Cesena (FC) - Italy
Tel. +39 0547 317435
Fax +39 0547 318431
info@asparagusdays.com
www.asparagusdays.com
Marco Mingozzi (Mingozzi Group,Argenta), interverranno all'anteprima di informazione
di International Asparagus Days (16-18 ottobre,Fiere di Cesena), che si terrà alle Giornate
Europee del Patrimonio Culturale nei Colli di Conegliano.
L'iniziativa è promossa dal network d'informazione Terre Europee dell'Asparago,sostenuto
dalla rete internazionale Borghi d'Europa, che gà nel 2018 ha organizzato diversi stages
di informazione in Italia e in Europa.
Fra le altre 'chicche' dell'iniziativa, la visita-segnalazione al Museo Europeo degli Asparagi (Europäisches Spargelmuseum), di Schrobenhausen in Baviera che si trova nella via Am Hofgraben 1. Inaugurato nel 1985, è dedicato alla cultura, all’arte e alle svariate curiosità offerte da questo “regale ortaggio”. Qui sono esposti gli attrezzi per la sua coltivazione, gli oggetti e gli utensili per la cucina e la tavola, realizzati in porcellana e in argento, quadri, libri e molte altre cose inerenti a questo tema.
International Asparagus Days 2018
L’intera filiera mondiale a Cesena Fiera 16-18 ottobre 2018
Cesena – Dalla collaborazione tra Christian Befve e Cesena Fiera nasce International Asparagus Days. Un nuovo evento di respiro internazionale dedicato alla filiera dell’asparago in programma dal 16 al 18 ottobre 2018 nei rinnovati spazi fieristici di Cesena Fiera.
La tre giorni fieristica si compone di quattro parti. Una componente fieristica, prima di tutto, con espositori da tutto il mondo ospitati nei padiglioni cesenati. A cui si aggiunge un ricco programma convegnistico nelle tre sale convegni climatizzate e dotate di traduzione simultanea, dedicato agli aspetti agronomici, commerciali, strategici e tecnici, con particolari focus sugli aspetti che riguardano le tecniche a basso impatto ambientale come microrganismi antagonisti per le coltivazioni tradizionali e biologiche, e le varietà. E ancora, arricchiscono l’evento le prove in campodimostrative in presa diretta, ospitate in un’area adiacente Cesena Fiera. Infine, ma non meno importanti, visite tecniche alle principali aziende produttive di asparago presenti in Emilia - Romagna.
L’iniziativa nasce dalla partnership tra Cesena Fiera, organizzatrice di Macfrut, e Christian Befve, tra i massimi esperti mondiali sull’asparago. Consulente agronomico e commerciale di numerose azienda sparse in 30 Paesi, Befve da tre decenni dedica l’attività a questo ortaggio, tanto da esserne un’autorità riconosciuta a livello internazionale. A favorire l’incontro Cesena Fiera-Befve è stato Luciano Trentini, anch’esso profondo conoscitore dell’asparago e del settore ortofrutticolo.
Tratto dominante di International Asparagus Days è l’essere una fiera mondiale iper-specializzata che raccoglie il testimone di un evento promosso da Befve cinque anni fa a Bordeaux. Un evento di cui si sente la mancanza, dal momento che oggi manca un appuntamento di confronto su questa coltura che sta trovando un nuovo grande interesse a livello mondiale.
Al momento nel mondo si coltivano 210mila ettari di asparago, di cui 7.500 ettari in Italia in produzione. A livello mondiale i maggiori produttori sono Perù e Cina. La domanda mondiale è in crescita, lo stesso si può dire dei prezzi. C’è interesse di tutta la filiera ad elevare la qualità, così come al incrementare la vicinanza della produzione al mercato visto il basso indice di penetrazione che questa specie ha fra le famiglie italiane di poco superiore al 40%.
International Asparagus Days si rivolge a tutta la filiera. L’evento interessa in particolare tutti i portatori di interessi. Nel dettaglio: sementieri, vivaisti, produttori di macchine per le lavorazioni in campo, (trapiantatrici, baulatrici ecc), comprese le agevolatrici per la raccolta, ma anche produttori di tecnologie per la calibratura e le lavorazioni in magazzino, gli imballaggi, le serre per le coltivazioni protette ed i servizi, ed ancora i distributori e gli acquirenti.
Per informazioni:
EURO EXHIBITION SERVICES c/o CESENA FIERA
Piazzale E. Vanoni, 100
47522 Cesena (FC) - Italy
Tel. +39 0547 317435
Fax +39 0547 318431
info@asparagusdays.com
www.asparagusdays.com
Il Patrocinio del Comune di San Pietro di Feletto alle Giornate Europee del Patrimonio Culturale
Dopo l'incontro con l'Ufficio di Presidenza della rete internazionale Borghi d'Europa,
il Sindaco di San Pietro di Feletto Loris Dalto ha comunicato la concessione del Patrocinio
della Civica Amministrazione alle Giornate Europee del Patrimonio culturale, che si terranno
a San Pietro di Feletto nei primi giorni di settembre.
il Sindaco di San Pietro di Feletto Loris Dalto ha comunicato la concessione del Patrocinio
della Civica Amministrazione alle Giornate Europee del Patrimonio culturale, che si terranno
a San Pietro di Feletto nei primi giorni di settembre.
mercoledì 1 agosto 2018
Dal 2 al 5 agosto in concomitanza con la 6°edizione di Lonato in Festival Stratificazioni Una mostra per raccontare storia, curiosità, trasformazioni della Rocca di Lonato, Monumento Nazionale
Lonato in Festival (in programma quest’anno dal 2 al 5 agosto),
fin dalla sua prima edizione, ha avuto tra le sue prerogative quella di
valorizzare non solo la Rocca -Monumento Nazionale- della cittadina
gardesana, ma l’intero complesso di storici edifici di proprietà della
Fondazione Ugo Da Como che ne ha in capo la gestione.
Si tratta di un Bene offerto alla collettività dal Senatore Ugo Da Como (1869-1941)
che, rapito dal fascino di questi luoghi, ha finito per dedicargli la
vita, acquistando e poi restaurando, con grandissima passione, un
immenso patrimonio architettonico, trasformandolo nella la sede delle
proprie collezioni storico-artistico-librarie di inestimabile valore.
In
tutto ciò è chiaramente leggibile una forte impronta personale, nel
restauro come nell’acquisizione e collocazione di reperti e opere: i
visitatori sono rapiti dalla bellezza dell’antico borgo di Lonato,
indotti a guardare, senza accorgersene, con gli occhi del Senatore
quello che era il suo feudo personale, oggi accessibile dai migliaia di visitatori che si recano a Lonato del Garda.
Il Senatore ha affidato questo inestimabile patrimonio alla Fondazione Ugo Da Como,
che dopo alterne vicende, nell’ultimo decennio ha profuso altrettanta
passione e impegno nella conservazione e nella promozione, facendo
conoscere la Rocca e la Casa Museo ben oltre i confini lombardi.
Ultimo
intervento di valorizzazione della Rocca è la realizzazione recente di
un nuovo edificio in vetro, legno e metallo per ospitare eventi e
manifestazioni temporanee, in sostituzione di una vecchia tensostruttura
con analoghe dimensioni e funzioni: un progetto coraggioso che porterà
indubbio beneficio non solo a garanzia della sopravvivenza di una delle
maggiori istituzione culturali attive nell’aree del lago di Garda, ma
all’intera cittadina di Lonato del Garda.
Lonato in Festival intende valorizzare le bellezze di Lonato, invitando il visitatore a guardare il paese e i suoi edifici monumentali con gli occhi appassionati del Senatore Ugo Da Como. Da qui l’idea di allestire nei 4 giorni della manifestazione la mostra STRATIFICAZIONI, curata dall’Associazione Amici della Fondazione Ugo Da Como, che racconta i dettagli una storia qualche volta sconosciuta, o semplicemente ignorata.
Una
serie di pannelli con fotografie, stampe d’epoca e didascalie, farà
scoprire ai visitatori aspetti inediti della Rocca. Testimonianze del
depositarsi delle stratificazioni del tempo e della storia, dove l’uomo
gioca un ruolo importante nel modellare il suo habitat in base al gusto e
alle esigenze del suo tempo. Si scoprirà ad esempio che le merlature
della Rocca sono una reinvenzione di fine Ottocento – primi Novecento, e
che alcune sono poi state demolite perché costruite su mura interne,
senza alcuna logica storica. Oppure che il leone posto sopra il ponte
levatoio è stato collocato lì da Ugo Da Como, che lo aveva acquistato e
incluso tra le sue collezioni; che nei cortili della Rocca si è
praticata l’agricoltura, in particolare la coltivazione delle viti e che
in alcuni periodi vi crescevano alberi e sterpaglie; che la Rocca e la
Casa del Podestà sono state dimore, caserme, abitazioni rurali, stalle e
stabili in abbandono; che nel cortile della Rocchetta è esistita una
pista da ballo in cemento, che nella torre d’ingresso alla Rocchetta,
vennero murati vivi dei cospiratori e così via.
In
pratica, nei secoli l’uomo ha vissuto la Rocca adattandola alle sue
esigenze, stratificando interventi che ne mutavano l’aspetto e la
destinazione d’uso, ma così facendo l’hanno mantenuta viva ed in qualche
modo conservata fino ai nostri giorni. Cosa che sta facendo la
Fondazione Ugo Da Como, per tutelarla e farla vivere in armonia con le
esigenze dei nostri tempi.
Il percorso è allestito tutti i giorni del Festival
Varie postazioni nel parco e nei cortili della Rocca, dalle ore 18.30 fino alle ore 24.00.
Visite guidate gratuite alle ore 19.00, 19.30, 20.00 dal 2 al 5 agosto.
A cura dell’Associazione Amici della Fondazione Ugo Da Como
Informazioni - Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2 - Lonato del Garda (Brescia)
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