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giovedì 26 novembre 2020

DANIELA COMANI THE BEGINNING THE END / L’INIZIO LA FINE con testi di Veronica Santi e Matteo Bergamini

 Apertura mostra

venerdì 11 dicembre

ore 15.00 – 20.00

 

12.12.2020 – 20.02.2021

 



“Ero una vecchia che pescava da sola su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendevo un pesce.”


“Una mattina, destandomi da sogni inquieti, mi trovai mutata in un insetto mostruoso.”


Questi i nuovi incipit di Il vecchio e il mare di Hemingway e La metamorfosi di Kafka tratti dalla versione italiana inedita del lavoro The Beginning The End di Daniela Comani.

 

Realizzato nel 2020 con materiale catalogato dal 2014, The Beginning The End è un progetto che raccoglie una collezione di 424 citazioni tratte dalla narrativa classica, contemporanea e di genere. 
Il lavoro si sviluppa attraverso la stesura di un libro diviso in due parti simmetriche, L'inizio e La fine, che si incontrano nell'esatta metà del volume stesso. Comani ha raccolto la prima e l'ultima frase di 212 romanzi: L'inizio segue la struttura di un collage e dà vita a una nuova storia data dagli incipit dei testi ordinati seguendo un senso logico di narrazione; La fine, invece, diventa una storia di coincidenze nata dalla sequenza di tutte le corrispettive ultime frasi. In alcuni casi, l'artista ha scelto di ricorrere a un artifizio, adattando cioè la citazione e portando la frase in prima persona, come atto di appropriazione.

 

Il progetto The Beginning The End si inserisce nell'indagine sul genere attraverso i meccanismi di appropriazione e citazione che Daniela Comani porta avanti dagli inizi della sua ricerca, a cui appartengono opere quali, tra le altre, Novità Editoriali, My Film History, Coverversionen, Sono stata io. Diario 1900-1999.

 

La mostra segna l’uscita del nuovo artist book The Beginning The End / L'inizio La fine, edizione Monroe Books, Berlino, disponibile nella versione italiana.

 

The Beginning The End / L'inizio La fine si potrà visitare dal 12 dicembre 2020 al 20 febbraio 2021, da martedì a sabato, dalle 15.30 alle 19.30, mattina, lunedì e festivi su appuntamento. La mostra aprirà al pubblico venerdì 11 dicembre dalle 15.00 alle 20.00 con ingresso libero e nel rispetto delle normative anti Covid-19. È obbligatorio l'uso della mascherina e la sanificazione delle mani all'ingresso.

 

Daniela Comani (Bologna, 1965) vive e lavora a Berlino. Storia, identità, genere e linguaggio sono i temi del suo lavoro multimediale. Vincitrice di premi e borse di studio, ha all’attivo numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia per il Padiglione di San Marino. Le sue opere sono presenti, tra l’altro, nelle collezioni permanenti di MAMbo, Bologna; Farnesina, Roma; Kupferstichkabinett Musei Statali, Berlino; Museo on the Seam, Gerusalemme; Musée Les Abattoirs, Toulouse; Academy of Motion Picture Arts and Sciences, Los Angeles. Tra i libri pubblicati si ricordano le pubblicazioni con Corraini, Revolver, Edition Patrick Frey, Archive Books, Humboldt Books.

DANIELA COMANI
THE BEGINNING THE END / L’INIZIO LA FINE

 

con testi di Veronica Santi e Matteo Bergamini

 

Apertura mostra

venerdì 11 dicembre, ore 15.00 – 20.00

 

Date mostra

12.12.2020 – 20.02.2021

 

Galleria Studio G7

via Val D'Aposa 4A, 40123  Bologna

 

Orari

da martedì a sabato, 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento

SOPEXA ENTRA IN UNA E PREPARA LA RIPARTENZA DEL 2021

 


L’agenzia specializzata nel Food & Drink a livello internazionale annuncia la sua entrata in UNA, l’Associazione delle Aziende della Comunicazione Unite

 

 

Milano, 26 novembre 2020

 

 

Sopexa, Agenzia Internazionale di Comunicazione 100% Food, Drink e Lifestyle entra ufficialmente in UNA - Aziende della Comunicazione Unite.

 

“Durante questi mesi – spiega Matteo Lefebvre, Managing Director di Sopexa Italia - le necessità dei brand sono mutate velocemente e in modo imprevedibile, e si è reso indispensabile rispondere velocemente alle tendenze di un mercato in forte evoluzione. In questo contesto, Sopexa Italia ha ritenuto fondamentale entrare, in qualità di associato, in UNA - Aziende della Comunicazione Unite, per portare il nostro contributo e la nostra expertise sul mondo food anche a livello internazionale. Inoltre, far parte della principale associazione di categoria nazionale è per Sopexa Italia un passo naturale vista la centralità della comunicazione del Made in Italy per la nostra agenzia. Ringrazio quindi Emanuele Nenna e Davide Arduini per l’opportunità di collaborare con un’Associazione di cui condividiamo l'impegno, la responsabilità e la trasparenza in ambito comunicativo per lo sviluppo e la crescita economica e civile del Paese. Solo attraverso nuove sinergie e forti collaborazioni con settori fortemente innovativi e all'avanguardia potremo affrontare nel modo giusto le importanti sfide che ci attendono in questo ormai prossimo 2021, in un percorso di evoluzione e crescita continua."

 

Fin dalla sua istituzione, infatti, l’obiettivo di UNA è quello di rappresentare una nuova, innovativa e unica realtà in grado di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più ricco, in fermento e fortemente diversificato. Attualmente UNA conta 200 aziende associate operanti in tutta Italia provenienti dal mondo delle agenzie creative e del digital, delle agenzie di relazioni pubbliche, dei centri media, degli eventi, del mondo retail. All’interno dell’Associazione vivono HUB specifici per assicurare tavoli di lavoro verticali e condivisioni di best practice.

 

“Siamo molto contenti di accogliere Sopexa all’interno della nostra Associazione, e puntiamo molto sul coinvolgimento attivo di Matteo e del suo team sui tanti progetti aperti di UNA. Poter contare su expertise verticali è importante per noi, per mantenere la promessa di rappresentare tutto il mondo della comunicazione di oggi, con le sue variegate sfumature.” – dichiara Emanuele Nenna, Presidente UNA.

FESTE NATALIZIE CON GORGONZOLA DOP Dall’antipasto al dolce le ricette del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop

 



Le festività natalizie sono l’occasione per far esplodere la creatività in cucina. Le tradizioni sono diverse in tutta Italia e comprendono piatti da gustare alla cena della vigilia, o al pranzo di Natale.

Negli ultimi anni accanto ai piatti tradizionali dei nostri cari, vengono proposte ricette gourmet con abbinamenti insoliti e curiosi: quali scegliere per mettere tutti d’accordo? Piatti tradizionali o innovativi? Il Gorgonzola DOP si presta ad ogni preparazione e può essere declinato dall’antipasto al dolce.

Come conservare e cucinare al meglio Gorgonzola Dop

Una volta acquistato il formaggio, si consiglia di eliminare la crosta ed avvolgerlo in un foglio di alluminio o di riporlo in una vaschetta per evitare che il suo “aroma” si disperda nel frigo.

Prima di cucinarlo e per esaltare al massimo le caratteristiche uniche del Gorgonzola Dop, è meglio lasciarlo riposare fuori dal frigorifero 30 min per riportarlo a temperatura ambiente prima di gustarlo.

 

Quale vino abbinare

 

Il Gorgonzola Dop predilige vini con una certa morbidezza e sapidità.  Fra i bianchi, Riesling, Pinot Bianco, Orvieto Classico, Frascati Sup., Malvasia secca, Gavi. Fra i rosati Chiaretto del Garda, il Lagrein Kretzer. I vini rossi più indicati sono il Valtellina superiore, Sassella, Dolcetto di ogni provenienza, Chianti Classico, Teroldego, Merlot del Triveneto, Sangiovese di Romagna.

Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop propone alcune ricette per rendere protagonista delle feste natalizie questa eccellenza Made in Italy.


ANTIPASTI e COCKTAIL

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/antipasti/tagliere-misto-con-due-cocktail-gorgonzola-dop-e-marmellate/

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/antipasti/pan-brioche-bruscato-gorgonzola-olive-taggiasche-melanzane-pomodori-semisecchi-basilico/

 

 PRIMI PIATTI

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/primi-piatti/cestino-di-focaccia-di-verdure-avocado-e-gorgonzola-piccante/ (Ricetta dello chef Gianpiero Cravero)

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/primi-piatti/risotto-gorgonzola-cipolle-rosse-caramellate/

SECONDI PIATTI

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/secondi-piatti/tournedos-manzo-crema-cannellini-rosone-radicchio-tardivo-stufato-lardo-valdostano/

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/secondi-piatti/salmone-scottato-con-gorgonzola/

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/secondi-piatti/cotechino-caldo-alla-fonduta-gorgonzola/  

·         (Ricetta dello chef Gianpiero Cravero)

DOLCI

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/dessert/panettone-farcito-fonduta-gorgonzola/

(Ricetta dello chef Piero Bertinotti del Ristorante Pinocchio di Borgomanero)

·         https://www.gorgonzola.com/ricette/dessert/cassata-ricotta-cedro-gorgonzola/

(Ricetta dello chef Gianpiero Cravero)

 


FOLLADOR PROSECCO COLLEZIONA ALTRI SUCCESSI AI CONCORSI INTERNAZIONALI

 


Primeggia Follador Prosecco nel conquistare le medaglie internazionali del Champagne Sparkling Wine World Championships 2020: D.O.C.G. Millesimato Extra Dry 2019 e D.O.C.G. Millesimato Extra Brut 2019 rappresentano l’orgoglio della famiglia Follador, ai vertici della piramide qualitativa del Made in Italy.
 
 
Dopo le recenti medaglie al Vinoway Wine Selection di ottobre, Follador Prosecco brinda a nuovi e importanti successi, nelle classifiche dei maggiori concorsi internazionali.

A condurre il trionfo al Champagne Sparkling Wine World Championships 2020, la più importante competizione dedicata ai migliori champagne e spumanti del mondo, è stato Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Extra Dry 2019, che ha ottenuto il riconoscimento GOLD. Si tratta di un vino piacevolmente fruttato, capace di esprimere un delicato equilibrio di mela golden, pesca, pera e sentori floreali di glicine, già ampiamente ricoperto d’oro al precedente evento del mondo del vino italiano.

Annata da ricordare anche per Valdobbiadene Prosecco Sup. D.O.C.G. Millesimato Extra Brut 2019 che ha incantato la stessa accreditata giuria, aggiudicandosi il premio d’argento. Un vino dal sapore delicato, al palato dinamico e piacevolmente secco, che rappresenta l’eccellenza del territorio collinare, Patrimonio dell’Umanità, grazie alle note minerali offerte dall’elevata componente argillosa e calcarea del suo terroir.

Con grande orgoglio, la famiglia Follador è riconosciuta fra i protagonisti assoluti della viticoltura veneta e italiana, grazie al suo prezioso patrimonio di conoscenze e valori, consolidati in oltre 250 anni di storia. Con l’applicazione del Metodo Gianfranco Follador®, una specifica procedura a tutela dell’esclusività dei vini, l’azienda garantisce infatti un prodotto all’altezza degli estimatori più esigenti e mantiene alti gli standard di eccellenza Made in Italy. Sotto la guida dei fratelli Follador, il marchio dedica la sua attenzione costante al rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio di Valdobbiadene ed estrema attenzione nella selezione delle uve.

SIPO, al via la raccolta del Cicorino Grumolo verde e rosso

 



Sipo ha dato il via alla raccolta del cicorino verde e rosso nella zona di produzione Campania; sarà disponibile da ordini di lunedì 18 novembre.

  Il Cicorino grumolo appartiene alla grande famiglia delle cicorie con una forma a rosetta sia rossa o verde di colore intenso. Il cicorino-radicchio da comune cicoria spontanea delle nostre campagne si è trasformata in un pregiato ortaggio dell’inverno, tra i più rinomati ed apprezzati per le ottime caratteristiche organolettiche.

Il Cicorino grumolo è indicato per le preparazioni a crudo, soprattutto in insalata, ma anche cotta, alla griglia o lessata e condita con olio e limone o ripassata in padella con aglio e peperoncino. È ottimo come accompagnamento per carni rosse, di maiale e selvaggina, è resistente, infatti si mantiene per diversi giorni nel frigorifero di casa.

Non solo è buono, ma fa anche bene, come tutte le insalate a foglia amara, ha ottime proprietà depurative.

Visita il nostro blog.sipo.it Per imparare delle nuove ricette

Certi di fare cosa gradita, riportiamo foto del prodotto commercializzato lavorato con le seguenti caratteristiche:

  • Fresco sfuso
  • Confezionato in vassoio da 200 g

CANTINA PIZZOLATO CHIUDE IL 2020 CON IL SEGNO PIU’ E APRE A NUOVI MERCATI ESTERI La cantina trevigiana leader nella produzione ed esportazione di vino biologico conquista sette nuovi mercati esteri portando la quota di export al 90%

 



Importante investimento nella digitalizzazione, modernizzazione della vetrina on line, potenziamento dei canali social e un pizzico di informalità per accorciare le distanze e dare più umanità alle relazioni: questi gli ingredienti vincenti che hanno portato la Cantina Pizzolato, azienda vitivinicola veneta che produce vini certificati biologici dal 1991, a chiudere questo 2020 non solo con il segno più ma anche con la penetrazione in 7 nuovi mercati. “Con la cancellazione delle fiere di settore a causa dell’emergenza sanitaria – spiega Sabrina Rodelli, export manager della cantina - ci siamo resi conto che non saremmo arrivati ai nostri clienti e abbiamo accorciato le distanze grazie ad una telecamera di ultima generazione, dando vita al nostro ProWein e Vinitaly digitale. Siamo entrati molte volte nelle loro case, abbiamo visto i loro bimbi correre davanti al video, un modo di relazionarsi che ha consentito di stringere relazioni umane profonde con i nostri partner. L’investimento nella nostra vetrina on line e un’importante azione sui nostri canali social hanno fatto il resto: chiudiamo il 2020 con la penetrazione in 7 nuovi mercati tra cui Israele, Ungheria, Islanda, Australia, Sud Corea, Romania, Repubblica di Mauritius. Oggi la nostra quota export ha raggiunto il 90 per cento, e questo ci ha aiutati ad affrontare un 2020 molto particolare.” Non è solo grazie ad una vincente politica di diversificazione dei mercati di esportazione, che ad oggi conta ben 33 paesi nel mondo, che la cantina trevigiana sta diventando una realtà in continua ascesa. “I numeri e i dati che registriamo in chiusura d’anno – continua Rodelli - confermano che le strategie e le scelte adottate negli anni precedenti sono state lungimiranti e per certi aspetti ci hanno permesso di affrontare l’emergenza con un grande spirito di adattamento alla situazione. Mi riferisco in primis alle scelte di sostenibilità che caratterizza l’intera nostra filiera: il biologico si è rivelato anche quest’anno un segmento di mercato in ascesa e ci abbiamo creduto fortemente lavorando con impegno sul progetto dei vitigni resistenti Piwi ma anche su un packaging sostenibile e sull’utilizzo di energia pulita in cantina. Siamo inoltre presenti nella grande distribuzione specializzata di vini biologici, settore che rientra nelle categorie di negozi alimentari con crescita a doppia cifra dei consumi, dato che conferma che il consumatore è sempre più consapevole dell’acquisto. Diversificare l’offerta al consumatore è stato strategico: solo vini bio di qualità, certificati, da fasce di prezzo medie a quelle più alte, con differenziazioni di packaging. L’aumento più importante delle vendite ha riguardato le nostre bollicine specialmente grazie alla nostra linea M-Use che a solo un anno dall’inserimento sul mercato ha registrato risultati importanti. Da giugno siamo tornati infine ad accogliere con i dovuti dispositivi di protezione i nostri clienti abituali nel nostro Wine Shop, abbiamo potenziato le vendite tramite il nostro e-commerce che ha visto un incremento delle vendite del +120% tutte sul territorio nazionale.” Un risultato quello della Cantina Pizzolato che trova le sue fondamenta soprattutto nell’investimento sul fattore umano: “Questi importanti traguardi – spiega Settimo Pizzolato, titolare dell’azienda - li dobbiamo senza dubbio alla grande squadra su cui abbiamo potuto contare, fatta da dipendenti ma anche fornitori che in questo anno così complesso hanno saputo fidarsi di noi, lavorando con impegno permettendoci così, alle soglie del 2021 di continuare a guardare lontano per affrontare il nuovo anno con tanta energia e nuovi progetti nel cassetto.”
 

mercoledì 25 novembre 2020

Muletta, Grignolino e Grissia: eccellenze monferrine

 

 




 

Si chiama “Muletta” ed un pregiato salume tipico del Monferrato. Del suo nome non abbiamo certezze, sembrerebbe che sia stato coniato dai soldati piemontesi di ritorno dalla grande guerra in ricordo del termine “Mula” che a Trieste viene usato per indicare la ragazza.

Ma se del nome abbiamo solo supposizioni della bontà e della qualità dell’insaccato ci sono delle certezze. Per la sua produzione vengono infatti utilizzate carni suine di prima scelta e lavorati tagli pregiati come la coscia, la spalla, il culatello. Un’altra particolarità della “Muletta” si evidenzia nel fatto che viene insaccata, come budello naturale, esclusivamente nell’intestino cieco, e questo significa che possiamo avere una sola “Muletta” per ogni capo animale.

La tipologia di budello rende il nostro salume presentabile al pubblico con una forma ovoidale mentre il suo peso può variare dai 600 grammi ad oltre il chilo. Come accade sempre con i prodotti artigianali è chiaro che ogni produttore ha la sua ricetta personalizzata, motivo per cui le Mulette possono differenziarsi al taglio della fetta nelle sfumature di sapore, nella grandezza della grana macinata e nella concia.

Si produce con un buon 80% di carne e il restante 20% di grasso di pancetta, la si stagiona per un minimo di sei mesi ma possiamo tranquillamente lasciare trascorrere un anno e anche più prima di godercela a tavola. Oltre alle carni vengono usate per l’impasto le spezie, le erbe, il sale, l’aglio e il buon vino del territorio, in genere Barbera.

Il suo sapore è decisamente interessante, delicato ma al contempo le note di speziato lo rendono presente, direi decisamente appagante per il palato. È un piacevole salume, oggi una De. Co. denominazione comunale, che deve essere gustato in compagnia di altri due ingredienti monferrini.

Ecco allora che vi consiglio di abbinare alle fette di “Muletta”, tagliate a coltello e non troppo spesse, un pane tipico del luogo: la “Monferrina” detta “Grissia”. Parliamo di un pane a pasta dura dal doppio impasto. Verrebbe voglia di dire che è un pane di altri tempi, visto la lunga lavorazione che richiede e la sua consistenza; di sicuro un pane molto buono che si sposa perfettamente con il salume. La “Monferrina” ha una forma particolare, questo grazie alla bravura dei panettieri artigiani, una figura che ricorda due chiocciole unite insieme alle estremità posteriori.

Grazie alla pasta dura può essere conservata per alcuni giorni e le due punte finali della forma, per via della gradevole croccantezza, vengono storicamente usate per strofinarci sopra lo spicchio d’aglio. In poche parole per fare quella che in dialetto piemontese viene chiamata sòma d’aj un’antica usanza gastronomica popolare.

Un buon salume abbinato ad un buon pane fa sì che occorra il terzo personaggio in scena e in bocca, dunque un buon vino! Siamo nel Monferrato e allora Grignolino. Il Grignolino è uno dei vini tipici di quest’area, una terra di dolci colline che si estende nelle province di Asti e di Alessandria. Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato Casalese. Vitigno autoctono che prende il nome dal termine dialettale dei vinaccioli: “Gragnola”, difficile da lavorare, sia in vigna che in cantina. Un piccola quantità di questo vino viene anche prodotta in provincia di Cuneo: è doveroso menzionarlo.

In questo caso con la “Muletta” e la “Girissia” è lampante che ci si orienti sul Grignolino del Monferrato Casalese pertanto dobbiamo ricordare che proprio Casale Monferrato, provincia di Alessandria, all’inizio del 1900 contava un centinaio di cantine e, siccome allora la provincia di Asti non esisteva, era questa la più vitata d’Italia. Il Grignolino è un rosso che sposa benissimo anche il pesce, meglio ancora se cucinato in umido.

Muletta, Grissia e Grignolino, tre eccellenze di questa terra del sud del Piemonte, tre piacevolezze che vi segnalo con grande affetto, da gustare sul territorio, ma anche da acquistare per portarsele a casa e da condividere con persone care. Perché si sa: pane, salame e vino vogliono sempre un amico vicino.

 

Fabrizio Salce