Verona, 10 ottobre 2026 – Giorgio Griffa, Pax Paloscia, Alessandro Sambini e Andrea Mirabelli sono gli autori delle opere vincitrici del Premio A Disposizione, il fondo di acquisizione di Veronafiere per l’arte nato nel 2018, scelte dai membri della Giuria, Romano Artoni, Vicepresidente di Veronafiere, Lorenzo Balbi, Direttore dei Musei Civici di Verona, Loa Haagen Pictet, Storica dell’arte e Curatrice responsabile dello sviluppo della Collezione Pictet.
Attraverso A Disposizione, fondo acquisizione istituito nel 2018 e che oggi conta 30 opere in collezione, Veronafiere ribadisce l’importanza di ArtVerona come manifestazione centrale nel progetto di avvicinamento tra arte, cultura e impresa, il valore del collezionismo attivo, del sostegno alle pratiche artistiche portatrici di valori legati all’innovazione. Il premio crea collaborazioni virtuose con realtà museali individuate di anno in anno dalla direzione artistica, che accoglieranno all’interno della propria collezione l’opera selezionata in fiera.
La Giuria di quest’anno ha riconosciuto nel lavoro di Giorgio Griffa, Senza titolo, 1975 (acrilico su cotone, 50 x 50 cm), esposto dalla galleria FerrarinArte (Legnago, VR), una testimonianza fondamentale della ricerca pittorica che ha saputo ridefinire il linguaggio della pittura contemporanea, restituendo al gesto, al segno e al ritmo una dimensione essenziale e radicale. Un’opera, quella di Griffa, di straordinaria attualità, capace di coniugare rigore concettuale e sensibilità poetica.
Nella ricerca di Pax Paloscia la Giuria ha invece sottolineato la capacità dell’autore di attraversare l’immaginario visivo contemporaneo, mettendo in tensione cultura pop, identità e linguaggi della strada. L’opera premiata, Quino, 2026 (collage e pittura acrilica su parete e tela, 170 x 105 cm) presentata da Raw Messina (Roma), coniuga immediatezza visiva e stratificazione simbolica, restituendo la complessità e le contraddizioni della cultura giovanile.
Nel caso di Alessandro Sambini, con l’opera Cigno, 2026 (riproduzione fotografica su dibond e intervento a pennarello, 60 x 80 cm) presentata da MLZ Art Dep (Trieste), è stata apprezzata la riflessione incisiva sui dispositivi di riconoscimento visivo automatizzato e sui confini tra percezione umana e artificiale. Attraverso la sovrapposizione di codici algoritmici all’immagine fotografica, l’artista rende visibili le ambiguità e le frizioni che attraversano il nostro rapporto contemporaneo con le immagini.
Infine, la Giuria ha riconosciuto nella scultura di Andrea Mirabelli, It's not so much fun to pick up the pieces, 2026 (stampa 3D, 80 x 75 x 65 cm) esposta da A+B Gallery (Brescia), la capacità di trasformare un’icona del potere politico in una presenza scultorea perturbante, che interroga la memoria collettiva e la persistenza dei simboli ideologici. Il ribaltamento fisico del busto sovverte il monumento tradizionale, aprendo una riflessione sul rapporto tra storia, rappresentazione e perdita di senso.
ARTVERONA
Veronafiere, 9 – 11 ottobre 2026
Informazioni
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