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giovedì 25 agosto 2022

Prodigy Kid Francesco Cavaliere - Leonardo Pivi MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna A cura di Daniele Torcellini

 

8 ottobre 2022 - 8 gennaio 2023

Inaugurazione 7 ottobre 2022, ore 18.00

 

Francesco Cavaliere è artista visivo, scrittore e musicista nato a Piombino nel 1980 e cresciuto a Volterra, vive e lavora tra Berlino e Torino. Il suo lavoro si sviluppa in un’attività poliedrica in cui scrittura, suono, voce, disegno e scultura si combinano con l’obiettivo di stimolare l’immaginazione ad intraprendere suggestivi viaggi mentali, attraversati da presenze effimere. Cavaliere scrive favole, racconti sonori e composizioni musicali spesso integrati con elementi installativi e scenografici. Nel suo lavoro, frequente è il riferimento al mosaico in termini metaforici, come aggregazione cellulare di elementi, fonte di ispirazione o paesaggio mentale; l’EP Tessera Alata, pubblicato da Gang of Ducks, o il recente libro Gancio Cielo – DNA Clepsydra, pubblicato da Nero, seguono questa traiettoria.

 

Leonardo Pivi è artista visivo nato a Cesena nel 1965, vive e lavora tra Riccione, Ravenna e Milano. Con opere realizzate utilizzando un’ampia varietà di linguaggi - come scultura, mosaico, pittura e disegno - e di materiali - come marmo, pietre dure, vetro, ceramica, legno, cemento e oggetti trovati - e un’attitudine post-moderna, Pivi da corpo ad un immaginario tanto personale, intimo e fantastico, fatto di sogni e visioni interiori, quanto collettivo e filtrato dalla comunicazione mediatica e di massa. Nel suo lavoro, il mosaico è una tecnica e un linguaggio con cui enfatizzare o reinterpretare le stratificazioni simboliche e di significato delle immagini, in rapporto a temi sensibili della società contemporanea.

 

 

INFO

 

Mostra: Prodigy Kid. Francesco Cavaliere - Leonardo Pivi


Sede: MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna


Enti organizzatori: Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna

 

A cura di: Daniele Torcellini 


Periodo: 8 ottobre 2022 - 8 gennaio 2023


Inaugurazione: 7 ottobre 2022, ore 18.00

 

AVVICENDAMENTO AL VERTICE DI CANTINA TOLLO: LUCIANO GAGLIARDI NUOVO PRESIDENTE

 

Assume la guida del gruppo abruzzese dopo sei anni alla vicepresidenza. Succede al dimissionario Tonino Verna, in carica dal 2005

Luciano Gagliardi è il nuovo presidente di Cantina Tollo. 66 anni, Gagliardi è un imprenditore agricolo a titolo principale e gestisce un’azienda di 5 ettari, situata proprio nel comune di Tollo, con vigneti di alcune delle varietà più tipiche e rappresentative del territorio, come Cococciola, Passerina e Montepulciano d’Abruzzo. Nipote di uno dei soci fondatori, è in consiglio di amministrazione della Cooperativa dal 1994 e dal 2016 ricopriva il ruolo di vicepresidente.
Gagliardi è stato eletto all’unanimità dal CdA della Cantina riunito il 24 agosto per dare seguito alle dimissioni presentate da Tonino Verna, alla guida dell’azienda dal 2005.
“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione desidero ringraziare con sincera gratitudine il dottor Verna – dichiara il nuovo eletto – per il servizio svolto in questo lungo tempo alla guida della nostra Cooperativa. In questi anni Cantina Tollo si è consolidata dal punto di vista manageriale assumendo la fisionomia di un gruppo, diversificando la propria produzione ed sviluppando la capacità di produrre vini di eccellenza. Grande attenzione è stata posta nell’internazionalizzazione dei mercati che solo lo scorso anno sono cresciuti di oltre il 26%”.
Oggi Cantina Tollo è infatti una delle più importanti e affermate realtà nel settore vitivinicolo italiano e protagonista assoluta in Abruzzo. Conta circa 700 soci per 2700 ettari coltivati che garantiscono una produzione annua di circa 13 milioni di bottiglie e un fatturato, nell’ultimo bilancio consolidato, di 41,9 milioni di euro.

Paul Klee La collezione Sylvie e Jorge Helft 4 settembre 2022 – 8 gennaio 2023 Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano MASI | LAC

 

A cura di Francesca Bernasconi e Arianna Quaglio


 

masilugano.ch

Il percorso espositivo

 

La prima sezione della mostra è dedicata al rapporto con la natura, importante fonte di ispirazione per l’artista nel processo creativo: come la natura infatti, anche l’artista dà vita alle proprie opere grazie ad un impulso vitale che guida il susseguirsi delle fasi di genesi, crescita e proliferazione degli aspetti formali che caratterizzano l’opera stessa. Klee disegna e dipinge senza avere in mente a priori il soggetto o la scena che vorrebbe rappresentare che, al contrario, scaturiscono spontaneamente per mezzo di segni, fino ad assumere forme che trovavano somiglianze con elementi presenti nella realtà, siano essi organici o inorganici.

 

Nella sezione successiva dedicata al periodo fra le due guerre e agli anni del Bauhaus spicca l’opera L'altra stanza dei fantasmi (nuova versione) del 1925. In questa composizione Klee combina abilmente l'uso della prospettiva centrale e un'atmosfera di ispirazione dechirichiana, dando vita a una visione che oscilla tra suggestioni cubiste e metafisiche. Prima opera di Klee acquistata da Jorge Helft nel 1970, occupa un posto speciale nella collezione. Viene esposta nel 1925 alla Galerie Vavin-Raspail a Parigi, occasione in cui gli acquerelli di Klee sono presentati per la prima volta al pubblico francese.

 

Il percorso prosegue con due sezioni dedicate all’esplorazione della figura umana e del mondo animale e alle suggestioni narrative che contraddistinguono molte delle opere in mostra. Le figure di Klee sono spesso delineate in maniera sintetica, pochi tratti bastano a suggerire un’espressione o un atteggiamento. Al tempo stesso quando nelle sue composizioni essenziali compaiono più personaggi, l’artista riesce a sempre stabilire una relazione dinamica e intrigante fra loro. Attento osservatore dell’agire umano, particolarmente interessato ad esplorare nella sua opera le interazioni sociali, Klee si diverte a creare scene dalle connotazioni drammatiche e caricaturali dove spesso sono proprio gli animali ad adottare comportamenti che fungono da specchio a contraddizioni e virtù dell’uomo.

 

La solida formazione musicale di Klee – figlio del professore di musica Hans Klee e della cantante Ida Frick e a sua volta eccellente violinista – emerge sia nella struttura delle sue opere sia nella scelta dei soggetti. Klee si ispira a tipologie caratteristiche della scrittura musicale quali la variazione, la fuga e la polifonia per elaborare opere contraddistinte da un’estrema armonia formale. Nella sezione dedicata al rapporto tra Klee e le arti performative, diversi lavori riflettono il grande interesse dell'artista per il teatro e per i personaggi comici e del circo, in cui egli identificava metafore dei comportamenti umani, talvolta riconducibili a esperienze personali.

 

L’ultima sezione della mostra è dedicata ai lavori dell'ultimo periodo che si caratterizzano per la rapidità del tratto, la riduzione delle forme e l’impiego di una matericità quasi tattile, resa attraverso l’uso di colori a colla d’amido molto spessa, che fa sembrare le sue opere dipinte direttamente con le dita, come accade nel verso di Stahl den viertel Mond. Nonostante siano segnati dalla malattia, gli ultimi anni di Klee costituiscono un momento estremamente produttivo. Sono qui presentate opere su cui “la morte getta la sua ombra”, come ricordato da Juan Manuel Bonet nel suo saggio pubblicato in catalogo: il progredire di una malattia incurabile stava infatti trasformando progressivamente il corpo dell'artista, che si rappresenta letteralmente “a pezzi” nel disegno Unterbrochene Metamorphose del 1939.

 

Una speciale sezione della mostra è dedicata a pubblicazioni d’epoca che gli Helft, appassionati bibliofili, hanno raccolto negli anni. Si tratta di edizioni rare e preziose, che documentano gli sviluppi artistici e letterari promossi dalle avanguardie del primo Novecento. Tra queste è esposto anche un esemplare eccezionalmente completo del portfolio Meistermappe des Staatlichen Bauhauses, che contiene, tra le altre, una litografia di Vasilij Kandinskij e una composizione costruttivista di László Moholy-Nagy.

 

Il catalogo

 

In occasione della mostra viene pubblicato il catalogo “Paul Klee. La collezione Sylvie e Jorge Helft” disponibile in italiano, inglese e tedesco. Oltre alle riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, il catalogo include un’intervista ai collezionisti realizzata da Tobia Bezzola, direttore del MASI Lugano e testi di Juan Manuel Bonet, Francisco Jarauta e Achim Moeller.

mercoledì 24 agosto 2022

S.PELLEGRINO SAPORI TICINO 2022 “ESPAÑA AHORA” Una costellazione spagnola illuminerà le notti del Canton Ticino 26 settembre - 13 novembre 2022

 



 

 

Torna S.Pellegrino Sapori Ticino con i suoi viaggi nel mondo alla scoperta dell’alta cucina internazionale.

La Spagna sarà la grande protagonista della 16esima edizione con alcuni tra i suoi più noti Chef stellati.

10 Chef tra 2** e 3***Michelin porteranno il loro “sapere” culinario e saranno testimonial del loro territorio con 12 Official Nights che si svolgeranno, come sempre, nelle più belle e significative location del Ticino, da Lugano, ad Ascona a Locarno, dove verranno ospitati dai colleghi ticinesi che, ogni anno mettono a disposizione professionalità e savoir-faire nella preparazione di cene uniche e irripetibili. Una edizione che permetterà di conoscere molti chef tra i più innovativi e famosi al mondo, scoprire il loro background culinario, le loro passioni e i loro fantastici piatti.

 

Oggi la cucina spagnola spazia tra i suoi grandi cuochi che hanno avuto un riconoscimento internazionale (attualmente la Spagna vanta 226 stelle Michelin) e l'attenzione alle cucine regionali, incoraggiando la tradizione gastronomica locale e dando molta importanza alla sostenibilità.

Questa varietà incredibile di sapori e colori incontreranno i colori e sapori ticinesi: un dialogo tra due territori che possono apparire molto diversi e lontani, ma che in realtà sono legati da relazioni di lunga data. Già nel tardo Medioevo, la Spagna aveva una legazione in Svizzera e, durante la Prima guerra mondiale la Spagna era il più importante fornitore di prodotti alimentari della Confederazione elvetica.

Senza dimenticare i paesaggi ticinesi che, tra splendidi laghi e una ricca vegetazione, avvolti dai raggi del sole per oltre 300 giorni all’anno, sono l’anima mediterranea della Svizzera.

 

La chiave di successo, sin dalla prima edizione di S.Pellegrino Sapori Ticino, ideata ed organizzata da Dany Stauffacher, instancabile scopritore di talenti ed esploratore del gusto, è stata quella di unire turismo ed enogastronomia da tutto il mondo con migliaia di ristoranti “testati” e  ben 350 stelle ospitate.

L’aspetto turistico è importantissimo perché combina la curiosità di esplorare nuovi territori con la voglia di mangiar bene: un turista passa a tavola ogni giorno svariate ore quando è in vacanza.

“Per noiafferma Stauffacher “aver potuto contare sulla collaborazione di Don Rafael Anson, Presidente dell'Accademia Iberoamericana di Gastronomia e Presidente onorario dell'Accademia Internazionale di Gastronomia, e avere partner anche la Comunidad de Madrid, ci inorgoglisce molto e ci permette di proseguire nello scambio culturale e turistico che è alla base del nostro Festival.

 

Come sono fondamentali le partnership con Ticino Turismo, le Organizzazioni Turistiche Regionali di Locarno Ascona e Lugano Region”.

Valorizzando le qualità specifiche degli alimenti che fanno parte del patrimonio culinario della Spagna, nel rispetto delle loro caratteristiche tradizionali, a S.Pellegrino Sapori Ticino verrà sottolineato, da un lato, il ruolo storico del Paese che si distingue per aver introdotto per prima, all’inizio del Cinquecento, alcuni ingredienti come il pomodoro, la patata, il mais o il cacao, che oggi si utilizzano comunemente in tutta Europa, e dall’altro la grande evoluzione avvenuta negli ultimi decenni fino a creare un vera e propria “nuova cucina” creativa, innovativa e distintiva.

 

Le storie, i personaggi, i sapori e i saperi dei Paesi ospiti sono sempre i protagonisti unitamente alle eccellenze del nostro territorio, cercando di attraversare il presente e guardare al futuro dell'enogastronomia attraverso una cucina d'eccellenza che sarà accompagnata da vini locali e internazionali molto ricercati.  Da 16 anni raccontiamo diverse culture gastronomiche attraverso straordinari chef”- ribadisce Dany Stauffacher-  e per il 2022 vogliamo presentare una delle  nazioni più interessanti a livello internazionale”

 

La selezione degli chef ha tenuto conto non solo della loro capacità creativa e professionalità gastronomica, ma anche della loro capacità di raccontare storie, trasmettere emozioni, di essere modelli ed esempi di tendenze ed esperienze uniche. Per una gastronomia originale, sana, solidale, sostenibile e, naturalmente, sempre appagante. La cucina spagnola ha una tradizione di centinaia di anni e oggi è una delle destinazioni più ricercate dai buongustai di tutto il mondo con una qualità incredibilmente alta e un'infinita diversità tra cui scegliere.

Durante il Festival scopriremo, inoltre, come le diverse regioni, con forti identità locali, hanno sviluppato una cucina molto diversificata. L'attuale cucina spagnola è il risultato di secoli di evoluzione, segnati dalle caratteristiche geografiche e dai viavai storici del paese.

 

Questo si traduce, da un lato in materie prime gastronomiche di massima qualità e grande varietà, dall'altro nel fatto che, con il passaggio dei diversi popoli e civiltà nella Penisola iberica, la tradizione culinaria spagnola ha subito varie influenze. Come altre cucine mediterranee, presenta tracce dell’epoca romana, ma è stata per secoli anche parte del mondo islamico, introducendo ingredienti come il riso. Senza dimenticare che è stata una delle prime potenze europee a stabilire colonie nelle Americhe e in altre parti del mondo, quindi molti prodotti esotici hanno raggiunto la Spagna prima del resto dell’Europa. Oggi, si presenta con proposte ricche di sfumature e combinazioni intelligenti.

“La cucina spagnola è cresciuta notevolmente in popolarità negli ultimi anni, diventando una delle più importanti del mondo – sostiene Dany Stauffacher - nei viaggi che ho fatto in Spagna in quest’ultimo periodo e grazie agli incontri che ho avuto, ho capito che in questa sedicesima edizione potremo confrontarci con un mondo dalle mille sfaccettature, un mondo all’avanguardia che ha una attenzione enorme e un grande rispetto verso la cultura gastronomica che sfocia in sapori e proposte culinarie sorprendenti”.

Come ogni anno il Festival inizierà ufficialmente lunedì 26 settembre con il Grand Opening, presso l’Hotel Splendide Royal di Lugano, dedicato agli Chef di Swiss Deluxe Hotels, per poi continuare con le serate ufficiali e si chiuderà domenica 13 novembre sempre all’Hotel Splendide Royal di Lugano dove il sigillo alla manifestazione verrà messo da alcuni degli chef ticinesi delle Grandes Tables Suisses.

Non mancheranno le serate promozionali oltre Gottardo dedicate al Ticino, nelle strutture di alcuni membri del gruppo Swiss Deluxe Hotels, l’associazione che riunisce 39 fra i migliori e più esclusivi Hotel 5 stelle della Svizzera, dove affiatati gruppi di top Chef ticinesi porteranno il loro estro culinario al servizio della promozione del Cantone, e due appuntamenti molto amati dal pubblico di S.Pellegrino Sapori Ticino: la Ladies night, che quest’anno si svolgerà con doppia data il 12 e 13 ottobre, presso il Ristorante Moncucchetto (tra le migliori location culinarie in Svizzera e azienda vitivinicola), con una grande amica della manifestazione, Anna Matscher del Ristorante Zum Löwen di Tesimo * M  in Alto Adige alle porte di Merano, e  il  Dejeuner au Chateau” presso la Tenuta Castello di Morcote tra lago, vigneti e antica pietra, con il Castello tra la collina che domina Vico e il fitto bosco che sale fino all’alpe Vicania. Infatti, domenica 4 settembre, sarà il primo assaggio di una edizione che si prospetta indimenticabile.  Una edizione che celebrerà anche Maestro Martino, il primo cuoco moderno della storia originario della valle di Blenio, a dimostrazione che il territorio, che da 16 anni celebre grandi chef grazie a S.Pellegrino Sapori Ticino, già dal XV secolo era la culla della cultura gastronomica.

Procida 2022, arpe giganti dal legno dei vecchi gozzi con Yuri Landman

 

 


 

Torna “Echi delle distanze” con lo straordinario workshop - dal 24 al 31 agosto - del liutaio e musicista olandese (in concerto il 1 settembre).
In cartellone anche Paolo Angeli (2 settembre), Teho Teardo (4), Alfio Antico (15). Gran finale nel segno della Grecia il 16 e 17 settembre con Xylouris White e Psarantonis

 

Liutaio, musicologo, musicista e fumettista: l’olandese Yuri Landman sbarca a Procida dal 24 al 31 agosto per un workshop negli spazi delle Officine dei Misteri: già inventore di strumenti e collaboratore di band come Einsturzende Neubauten, Deus e Sonic Youth, Landman condurrà i partecipanti al workshop (iscrizione gratuita al sito www.procida2022.com) nella costruzione di avveniristici strumenti a corda e di arpe giganti (boat harps) con l'utilizzo del legno di gozzi procidani dismessi. Sarà un laboratorio che concilia, così, cultura del riciclo e creatività artistica e che verrà restituito al pubblico con un concerto finale collettivo giovedì 1 settembre alle 19.
Il progetto rientra nel programma “
Echi delle distanze", la rassegna musicale curata da Wakeupandream per Procida Capitale Italiana della Cultura 2022 e dedicata ai suoni dell'insularità.
L’isola ha ospitato e continuerà a ospitare progetti musicali da altre isole del mondo o di artisti continentali in dialogo con la dimensione insulare: ha preso forma un cartellone capace di coniugare pluralità delle voci e affinità emotiva, distanze e intimità, ricchezza delle differenze ed un sentire comune che ruota su valori unificanti quali il rispetto dell'ambiente, la consapevolezza del passato e la cura del futuro.
“Ancora una volta la musica diventa una straordinaria occasione di co-creazione, insieme alla cittadinanza, e con il workshop di Landman favorisce la riflessione sul riuso e sulla stessa identità marinara dell’isola”, sottolinea Agostino Riitano, direttore di Procida 2022.
"Anche nei prossimi appuntamenti continuiamo a generare pratiche di ascolto immersivo, favorendo relazioni, occasioni di socialità e un confronto partecipato con la comunità locale, con l’isola stessa che si fa suono”, spiega Marco Stangherlin di Wakeupandream.
“Echi delle distanze” prosegue venerdì
2 settembre con Paolo Angeli, che getterà un ponte di suoni tra passato e futuro: nominato ai Grammy per l'album "Jar'a" e noto per la sua chitarra sarda preparata (strumento orchestra a 18 corde, ibrido tra chitarra baritona, violoncello e batteria), l'artista di Palau presenterà al pubblico il suo nuovo lavoro, "Rade", splendido esempio di "avanguardia mediterranea" come lui stesso ama definirlo.
Muove da un artista continentale e dalla sua esplorazione di suggestioni e immaginari insulari, invece, il progetto in programma domenica 4 settembre: si intitola “Arturo è una stella” il lavoro realizzato ad hoc per Procida 2022 dal compositore e sound designer Teho Teardo. L’artista friulano (titolare di unampia produzione solista, di prestigiose collaborazioni con Blixa Bargeld e Elio Germano e autore di colonne sonore per registi quali Salvatores e Sorrentino) ha trovato nei dialoghi del film "L'isola di Arturo" (regia di Damiano Damiani, co-sceneggiatura di Zavattini) una materia viva con cui misurarsi: abituata a interagire con le immagini, la sua musica, fatta di incontri e scontri tra timbri acustici e suoni elettronici, si concentra qui sulla parola e sulle immagini interiori che essa evoca. Dal vivo con Teardo ci saranno le violoncelliste Laura Bisceglia e Flavia Massimo e il contrabbassista Igor Legari.
Il blocco finale di “Echi delle Distanze”, nel weekend 15-17 settembre, è un ritorno alle origini ma anche una finestra sul futuro. Giovedì 15 tocca ad Alfio Antico, da Lentini, Sicilia: ex pastore, poeta, maestro del tamburo a cornice nel mondo e collaboratore di Peppe Barra, Eugenio Bennato, Lucio Dalla e Vinicio Capossela, Alfio Antico si disimpegna tra dieci tamburi autocostruiti in una narrazione che attraversa le radici siciliane, le tradizioni mediterranee, i miti del mondo contadino e le sfide della contemporaneità.
Gli farà eco il 16 il primo dei due concerti dedicati alla musica cretese della famiglia Xylouris: di scena il pirotecnico duo Xylouris White, composto da George Xylouris (laouto e voce) e dal batterista australiano Jim White (un terzo dei Dirty Three e dietro le pelli per pezzi da novanta come P.J. Harvey, Bonnie Prince Billy e Cat Power), autori di un folk fiero e avventuroso, frustato dal vento e intriso della forza degli elementi. Il 17 il gran finale di "Echi delle Distanze": la rassegna chiude ospitando il leggendario Psarantonis, uno Zeus contemporaneo noto per lo stile inconfondibile con cui suona la lira e per una voce ruvida e visionaria che incarna il Mito e lo tramanda all'oggi. Con lo sciamano Psarantonis ci saranno la figlia Niki (voce, percussioni) e i figli Labis (oud, voce) e il citato George, esponenti di una stirpe musicale venerata in patria e capace di rigenerarsi nel confronto con il mondo circostante.
La partecipazione a tutti gli eventi è completamente gratuita: ingresso consentito fino ad esaurimento posti. Alcuni eventi richiedono prenotazione.
Info e prenotazioni:
www.procida2022.com/echi-delle-distanze

Procida 2022 è un progetto del Comune di Procida, sostenuto dal MiC e dalla Regione Campania con i fondi a valere sul POC Campania 2014-2020.  Main sponsor è Voiello; gold partner Anm, Asl Napoli 2 Nord, Caremar, Eav, Snav e Trenitalia; bronze partner Coldiretti Campania e Marina di Procida. Media partner è Rai

“Cocco… Wine 2022” Un invito alla manifestazione news e aggiornamenti sulla ventunesima edizione dell’evento

 

VENERDI' 2 SETTEMBRE 2022 Anteprima

SABATO 3 E DOMENICA 4 SETTEMBRE 2022

 

 

La Barbera d’Asti 2021 en primeur

in due degustazioni guidate di approfondimento

Proseguono le prenotazioni per il Salotto di venerdì 2 settembre

e per il Banco d’assaggio di sabato e domenica