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martedì 30 marzo 2021

TOMMASI OMAGGIA IL LAGO DI GARDA: IL PROGETTO LE FORNACI LUGANA NON SI FERMA In arrivo due novità assolute che Tommasi presenta insieme al Lugana doc 2020: Le Fornaci Rosé e, nei prossimi mesi, il Lugana doc Riserva 2018

 



I filari di Tenuta Le Fornaci, una cornice unica, il Lago di Garda che diventa il perfetto connubio tra vitigni e territorio: la famiglia Tommasi è pronta ad arricchire il progetto Le Fornaci con la nuova annata di un grande classico della scuola vitivinicola veronese, il Lugana DOC 2020, e due novità assolute: Le Fornaci Rosé 2020 e Le Fornaci Lugana DOC Riserva 2018, che verrà presentato entro la fine dell’estate.

«Il Lugana è un vino elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda – commenta Giancarlo Tommasi, enologo di Tommasi Family Estates –. È anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un territorio unico che la nostra famiglia, da generazioni, è impegnata a valorizzare. Il progetto Le Fornaci è nato proprio per questo, per rendere omaggio a paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia attraverso i vini che produciamo, l’enoturismo e soprattutto quella cultura dell’ospitalità che da sempre ci contraddistingue. Il 2021, sulla scia dell’anno passato, non sarà probabilmente un anno facile, ma abbiamo deciso di puntare in alto e di dare un segnale: la famiglia Tommasi c’è e grazie al lavoro appassionato delle donne e degli uomini nelle nostre tenute ed è pronta a presentare novità entusiasmanti. Oltre al nuovo Lugana 2020, sono in arrivo infatti Le Fornaci Rosé, un vino esclusivo, intrigante, dal bouquet floreale e dal sorso vibrante e, nei prossimi mesi,Le Fornaci Lugana Riserva 2018: un vino che esprime l’esaltazione della massima espressione del lago di Garda, la nostra idea di perfetta unione tra vitigno e territorio».

Le Fornaci Rosé è un blend che nasce dall’incontro fra i vitigni autoctoni Turbiana (90 %) e Rondinella (10%) e rappresenta una particolare interpretazione del terroir, l’incontro ideale tra le due sponde del lago: la Turbiana proveniente da Tenuta Le Fornaci, alle porte di Sirmione, e la Rondinella da un vigneto di proprietà, sito a Peschiera del Garda. La particolare colorazione del vino è il risultato di un meticoloso lavoro, dall’attenta selezione delle uve alla maniacale cura durante le fasi di pressatura e vinificazione. Il colore tenue, i cui riflessi ricordano petali di rosa, introduce il ricco bouquet: fragrante e fine, con aromi di pompelmo rosa, fiori di pesco, cenni minerali e buccia di mandarino. Maturato in acciaio, Le Fornaci Rosé regala un sorso fresco, fragrante e sottile, con una vibrante acidità che riporta note di scorze di agrumi, e finale persistente ed armonico. Il rosato racchiude nella sua complessità la filosofia della famiglia Tommasi, che promuove la produzione di qualità, attraverso l’innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente e della grande tradizione vitivinicola del territorio.
Servito fresco, Le Fornaci Rosé è perfetto per l’aperitivo e in abbinamento a delicati antipasti. Si esalta con i secondi piatti di pesce o i piatti della cucina orientale. Ideale per accompagnare la pizza e con una versatilità che lo rende un vino per ogni occasione.

Le Fornaci Lugana DOC Riserva 2018 sarà pronto entro la fine dell’estate, prodotto da una selezione manuale delle uve più importanti che daranno un grande vino, intenso e complesso. Dopo la fermentazione in acciaio, il 25%della produzione riposa in botti di legno francese da 500 litri e il 75% in acciaio, entrambe per 18 mesi. Seguono l’assemblaggio e il riposo in bottiglia per almeno 6 mesi.

Il progetto Le Fornaci Lugana non si ferma ed è pronto ad emozionare ancora con i nuovi vini firmati Tommasi.


Vendemmia 2020
In evidenza:
 Le uve si sono presentate con una buona quantità di grappoli in pianta. La produzione si è attestata su quantitativi medi, mentre la qualità potenziale è alta grazie al buon mantenimento del livello acidico.
Vendemmia: da metà settembre, fatta a mano ed anche a macchina di notte, per velocizzare l’intervento e preservare il più possibile profumi e aromi.
Considerazioni climatologiche: La stagione 2020 è stata caratterizzata da un inverno secco e dal bimestre aprile-maggio molto poco piovoso. Il primo trimestre dell’anno è risultato più caldo della media. Questo andamento climatico ha determinato un discreto anticipo delle fasi iniziali di sviluppo della vite, fino alla fioritura, e dell’andamento delle fasi di inizio maturazione. Le abbondanti piogge di giugno e luglio hanno determinato un importante rigoglio vegetativo. L’estate è stata caratterizzata da poche giornate caldissime, ripetute piogge e, purtroppo, anche qualche fastidiosa grandinata.
Considerazioni agronomiche: gli eventi climatici e metereologici non hanno influenzato la qualità, ma solo la quantità dato che le situazioni più problematiche si sono verificate prima dell’invaiatura.

Le Fornaci in numeri:
45 ettari di cui 40 oggi in produzione - Resa media 80 /ql per ettaro

Annata 2016: Le Fornaci Lugana doc 100.000 bottiglie – 15 ettari in produzione, resa media 60 q/ha
Annata 2017: Le Fornaci Lugana doc 120.000 bottiglie - 15 ettari in produzione, resa media 80 q/ha
Annata 2018: Le Fornaci Lugana doc 220.000 bottiglie – 30 ettari in produzione, resa media 80q/ha
Annata 2019:Le Fornaci Lugana doc 350.000 bottiglie - 40 ettari in produzione, resa media 80q/ha
Annata 2020: Le Fornaci Lugana doc 350.000 bottiglie - 40 ettari in produzione, resa media 80q/ha

Bottiglie vendute nel 2019:
Italia 35% Estero 65%
Principali Paesi Esteri: Germania, Svizzera, UK, USA, Canada

Novità 2021:
Le Fornaci Rosè 2020: 17.300 bottiglie – lancio aprile 2021
Le Fornaci Lugana Riserva doc 2018: 3.327 bottiglie – lancio settembre 2021

UFFICIO STAMPA – AB Comunicazione
Luigi Borghi – l.borghi@ab-comunicazione.it - 3476942525

TOMMASI FAMILY ESTATES
Una famiglia e un gruppo che lavorano per il presente e il futuro del vino italiano. Tommasi rappresenta la storia della Valpolicella e non solo. Con sei tenute vitivinicole in cinque regioni – Tommasi in Veneto, Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Surani in Puglia e Paternoster in Basilicata – e una partenership nel Chianti Classico con La Massa- il gruppo ha l’obiettivo di creare grandi vini, valorizzando il terroir. Completa il quadro il progetto culturale e vitivinicolo De Buris, legato al territorio della Valpollicella Classica, al recupero di Villa De Buris e all’Amarone Classico doc Riserva.
Quattro generazioni di pionieri, esploratori, precursori e soprattutto visionari, attenti al valore della qualità in ogni fase produttiva, rispettosi dei procedimenti tradizionali ma aperti alla sperimentazione.
Con l’esperienza e il sapere unici coltivati e custoditi nel tempo, la Famiglia Tommasi intende valorizzare ogni territorio, legandosi a un percorso di sostenibilità e di ospitalità.
La cura per l'accoglienza si esprime attraverso le strutture di Villa Quaranta in Valpolicella, Albergo Mazzanti e Caffè Dante Bistrot a Verona e Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, Maremma Toscana.
 
 

Ricossa Sei Anime Acqui DOCG e “Scampi barbabietola e bagna cauda” a cura di Elide Mollo del Ristorante Il Centro di Priocca. Un abbinamento gourmet dedicato ai sapori del pescato che incontra l’enogastronomia piemontese.

 



Un rosé fiorito, fruttato e minerale, prodotto dalla cantina Ricossa Antica Casa di Mondodelvino e proveniente dall’antica area di produzione del Brachetto, in Monferrato, accompagnato da una specialità di pesce proposta dal ristorante stellato Il Centro di Priocca, che presenta i sapori della cucina piemontese in un’innovata tradizione. Un incontro di profumi e gusti equilibrato e fresco che omaggia la primavera.
 
Castel Boglione (AT), 30 marzo 2021 – Un gioco di contrasti e profumi racconta i sapori del pescato attraverso l’identità enogastronomica piemontese: tipicamente ricca e contraddistinta da gusti decisi, qui interpretata da un abbinamento che esprime il giusto equilibrio tra delicatezza e intensità. Il Sei Anime Acqui DOCG di Ricossa Antica Casa, cantina di Mondodelvino, presenta infatti il carattere energico del vitigno da cui proviene ma propone anche piacevoli note fiorite e fruttate, mentre “Scampi barbabietola e bagna cauda” della Chef Elide Mollo del ristorante stellato Il Centro di Priocca, combina la dolcezza dello scampo con la sapidità della tipica salsa piemontese.
 
Di colore rosa tenue tendente al rosa cipria, che evolve al “pelle di cipolla” con l’affinamento, il Sei Anime Acqui DOCG della cantina Ricossa Antica Casa è un vino rosé croccante, energico e pieno, con durezze tipiche del Brachetto vinificato in rosato. Le sue uve provengono da un’antica area di produzione del Brachetto, nel comune di Sessame in Monferrato, da cui deriva il nome del vino, dove vengono coltivati una selezione di vigneti di oltre trent’anni ad un'altitudine compresa tra i 250 e 450 metri sul livello del mare. Al naso presenta inizialmente note di erbe balsamiche e una mineralità che ricorda la pietra, per sviluppare poi un bouquet di fiori tra cui il glicine e una nota fruttata di ribes, uva spina, fragolina di bosco. Ideale in abbinamento a pescato e carni crude nonché formaggi morbidi, è perfetto anche degustato da solo, specialmente durante le miti giornate primaverili ed estive. Un vino prodotto nel cuore del territorio di Langhe Roero e Monferrato, dal 2014 proclamato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, espressione di una tradizione enologica che oggi racconta classicità, stile e identità dei grandi vini piemontesi. Deciso ma equilibrato, il Sei Anime Acqui DOCG trova un ottimo abbinamento con il piatto “Scampi barbabietola e bagna cauda” curato dalla chef Elide Mollo del ristorante stellato Il Centro di Priocca: ricetta che mette in scena la dolcezza del crostaceo con un elemento tipico della tradizione gastronomica piemontese, la bagna cauda - una salsa a base di aglio, acciughe dissalate e diliscate cotta a fuoco lento con olio extra vergine d’oliva. Un piatto dedicato al pregiato crostaceo dalla polpa morbida e dal gusto raffinato, che con pochi ingredienti regala grande gusto, emblema di una cucina radicata nella tradizione e ispirata a un’identità ben definitama aperta all’innovazione, che predilige essenzialità e prodotti autentici rielaborati in chiave contemporanea.
 
Un abbinamento gourmet che omaggia l’arrivo della bella stagione, interpretando i sapori del mare attraverso la personalità tipica dell’enogastronomia piemontese. Un vino e un piatto delicati e raffinati, che conservano però il carattere deciso che ne identifica la provenienza: quello del rosé Sei Anime Acqui DOCG caratterizzato dal retrogusto intenso e aromatico del Brachetto, vitigno tipico del Monferrato, e quello del Ristorante Il Centro di Priocca, che ad ogni piatto conferisce concretezzaautenticità e qualità, valorizzando la ricchezza dei prodotti e del territorio, per una massima esaltazione del gusto.
  
Ricetta: bit.ly/3ua3BxN

Azienda Agricola Winkler Alessandro Dialogo con la boschera, un vitigno autoctono che resiste alla globalizzazione.

 





L’Azienda Agricola biologica di Winkler Alessandro è situata nella fascia collinare orientale della Marca Trevigiana, tra Cappella Maggiore e Fregona, una zona molto panoramica e particolarmente vocata per la coltivazione della vite alle pendici meridionali del Bosco del Cansiglio.

Nei vigneti sono presenti due varietà internazionali, pinot nero e chardonnay, e le varietà autoctone a bacca bianca glera, verdiso e boschera, una varietà “antica” che Alessandro Winkler ha voluto recuperare e valorizzare vinificando in purezza.

Si tratta di un progetto che ha condiviso con alcuni amici con l’obiettivo di far risaltare le particolarità di questo vitigno poco conosciuto, dal quale si ricava un prodotto molto interessante, capace di esprimere vini con profumi schietti e leggermente aromatici, di spiccata freschezza e piacevole sapidità minerale, con una buona armonia strutturale.

Una produzione limitata, di appena 4.000 bottiglie, che è raro poter trovare vinificata come monovitigno. Storicamente le usanze viticole della zona ne prevedevano l’utilizzo in assemblaggio con verdiso e glera, per la produzione del Torchiato di Fregona[1], un vino passito dal forte carattere identitario, prodotto come da disciplinare con le uve coltivate nei comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore.

La boschera è presente da secoli nella zona settentrionale della provincia di Treviso, come risulta anche dall’Ampelografia Generale della provincia di Treviso del 1870, ed in particolare nelle colline del comprensorio di Vittorio Veneto. Un’ipotesi sull’attribuzione del nome sembra legata alla zona di coltivazione; storicamente il vitigno si coltivava nelle vigne poste più in alto, a ridosso dei boschi, per questo motivo avrebbe preso il nome “Boschera”.

Alessandro afferma che in realtà non si conosce quando sia giunta nel nostro territorio; pare che un biotipo simile si trovi in Sicilia.

Il vitigno, che predilige i terreni collinari ed ha germogliazione e maturazione tardiva, produce un’uva con una buccia molto spessa e consistente, particolarmente adatta all’appassimento, di colore verde giallastro con macchioline marroni.

Con l’avvio dell’industrializzazione dell’agricoltura queste varietà minori conosciute localmente, sono state abbandonate a favore di cultivar internazionali o di cloni ritenuti più produttivi. Fortunatamente nell’ultimo periodo è emersa la volontà di difesa e recupero di queste varietà, una riconquista della ricchezza ampelografica e della diversità dei territori viticoli.

La filosofia produttiva dell’azienda agricola di Alessandro è rivolta ad un’agricoltura “viva”, che metta in risalto la ricchezza del territorio e la tipicità delle tradizioni viticole dell’Alta Marca.

In campagna la coltivazione segue le regole dell’agricoltura biologica certificata, con la consapevolezza che è necessario mantenere e conservare la vitalità del suolo, pertanto sono escluse le sostanze chimiche di sintesi che depauperano la materia organica presente nella terra ed allo stesso tempo indeboliscono le piante.

In cantina la vinificazione delle uve, che provengono da vendemmia manuale, è svolta con metodologie non invasive senza l’impiego di procedure chimiche o fisiche, chiarificazioni e filtrazioni. La fermentazione è spontanea con i soli lieviti indigeni e l’impiego di solfiti è estremamente ridotto. L’analisi multiresiduale ha infatti dimostrato l’assenza di tracce di prodotti fitosanitari nel vino prodotto.

I vini Boschera Colli Trevigiani IGT Frizzante e Rosato Colli Trevigiani IGT Frizzante – quest’ultimo prodotto da uve pinot nero - vengono vinificati in purezza con la tecnica tradizionale della rifermentazione in bottiglia sui propri lieviti, chiamati vini colfondo o sur lie (sui lieviti), sono espressivi, genuini, digeribili, autentici e di buona bevibilità; vini che sanno interpretare il loro territorio di origine e le caratteristiche di ogni singola annata.

A breve andranno ad arricchire la produzione due nuove etichette, un Pinot Nero con affinamento in barrique di terzo passaggio ed un Torchiato di Fregona.

Oltre ad avere ottime qualità organolettiche sono realizzati con un comportamento etico nell’intero processo di produzione, dalla terra al bicchiere “frutto dell’intreccio attivo tra cielo, terra, piedi, mani ed azioni, un processo che nasce da lontano, anzi, si sviluppa da sempre”[2].

Questi sono i vini che ci piace bere!!!

Come scrive Sandro Sangiorgi nel libro Gli Ignoranti di Étienne Davodeau, ”La persona che vuole un vino piacevole e sano deve cercare persone nelle bottiglie, altrimenti si ritrova solo aziende d’imbottigliamento”[3].

Alessandro oltre ad essere vignaiolo è un medico dentista. Sostiene che questo progetto nasce dal desiderio di una vita all’aria aperta praticando un’agricoltura sostenibile che mantenga la biodiversità del luogo. Una passione che si fonda anche sull’interesse che ha avuto sin da piccolo per la Biologia “la scienza che studia la vita”.

Tra i filari della tenuta si erge maestosa una quercia, albero caro a Giove e simbolo dell’albero della vita, che ricorda il nostro legame con il mondo vegetale; vivere in armonia con la natura è un impegno globale da rispettare se vogliamo mantenere sana questa relazione.

La storia di Alessandro è un invito a scoprire le piccole realtà del panorama viticolo italiano e le produzioni di qualità che rappresentano un modo nuovo di pensare il vino. Non unicamente un piacere edonistico ma un prodotto originale, in grado di farci apprezzare il fascino della sua diversità e una vinificazione vicina alla natura.

 

Antonella Pianca

 

Ecco le note di degustazione dei vini di Alessandro Winkler:

Boschera Winkler 2018 - Colli Trevigiani IGT - Vino Bianco Frizzante – Boschera 100% - alc. 10,5% vol.

Giallo paglierino con fini bollicine. All’olfatto si esprime con profumi floreali di fiori bianchi, in successione: sentori fruttati di mela, pesca e ribes bianco, note vegetali di camomilla ed erbette di campo e la fragranza del lievito. Fresco con una decisa sapidità ed un finale leggermente ammandorlato.

Rosato Winkler 2018 - Colli Trevigiani IGT - Vino Rosato Frizzante - Pinot Nero 100% - alc. 12% vol.

Luminoso rosa tenute con profumi floreali di viola, di rosa e di piccola frutta rossa. Al palato è fresco, contrassegnato da una sapidità finale e ricordi di more, ribes e fragoline di bosco.

 

Fotografie di Antonella Pianca e Giovanni Damian ©2017-2018-2019

 

Per approfondire:

·           AA.VV., Vecchi vitigni del Veneto – Bacca bianca e bacca nera, Azienda Regionale Veneto Agricoltura, Legnaro (PD), 2003

·           Étienne Davodeau, Gli Ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, Porthos Edizioni srl, Roma (RM), 2014

·           Fabio Giavedoni, Maurizio Gily (cur.), Guida ai vitigni d’Italia, Slow Food Editore srl, Bra (CN), 2011

·           Nicola Perullo, Epistenologia – Il vino e la creatività del tatto, MIM Edizioni srl, Sesto san Giovanni (MI), 2016

·           Mauro Zardetto (cur.), Torchiato di Fregona DOC – A tavola con i riflessi ambrati della memoria, Consorzio Torchiato di Fregona – Fregona (TV), Terra ferma – Crocetta del Montello (TV), 2010

 

 



[1] Il torchiato di Fregona è un vino inserito nel disciplinare di produzione “Colli di Conegliano Docg” D.M.14.09.2011 - pubblicato nella G.U. 04.10.2011.

[2] Nicola Perullo, Epistenologia – Il vino e la creatività del tatto

[3] Étienne Davodeau, Gli Ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione


Festa della Mamma 2021 SOLFERINI MILANO SOSTIENE LE MAMME DEL CENTRO DI AIUTO ALLA VITA MANGIAGALLI CON LA POCHETTE “AMORE MIO” La pochette solidale potrà essere acquistata sul sito www.solferini.it a partire dal 6 aprile 2021

 

In occasione della Festa della Mamma, Solferini Milano, start up innovativa tutta al femminile che unisce design, utilità e organizzazione per genitori alle prese con i propri bambini, presenta la pochette solidale “Amore Mio”.

 

Il ricavato della pochette, acquistabile a partire dal 6 aprile 2021 sul sito www.solferini.it, sarà devoluto in favore delle attività del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli, che da oltre 36 anni offre sostegno alla maternità e alla genitorialità difficile con aiuti personalizzati, immediati e concreti.


“Solferini Milano è nato unendo passioni, esperienze e competenze di tre mamme allo scopo di aiutare i genitori nella gestione delle attività dei propri figli - raccontano Ilaria, Pilar e Jasmine, fondatrici di Solferini Milano - Da un incontro con il CAV Mangiagalli abbiamo deciso di realizzare una pochette solidale per sostenere mamme meno fortunate di noi”.

 

“Ho incontrato Ilaria, Pilar e Jasmine, tre mamme giovani e intraprendenti - dichiara Soemia Sibillo, Direttrice del CAV Mangiagalli - e raccontando loro le nostre attività quotidiane a sostegno della maternità difficile si sono subito entusiasmate all’idea di una iniziativa solidale in occasione della Festa della Mamma. Acquistando la pochette tante mamme sapranno di aver aiutato altre mamme. Mamme per le mamme. Lo trovo meraviglioso".

 

Per la creazione e rifinitura della pochette “Amore Mio”, come per tutte le sue collezioni, Solferini Milano si è affidata a una rete di piccole aziende sparse nel territorio lombardo, laboratori con una lunga tradizione, specializzati nella produzione di pelletteria e abbigliamento di alta gamma. I materiali di partenza, su cui sono modellati tutti i prodotti, sono inoltre frutto di un’attenta e minuziosa ricerca, attenta alla sostenibilità sia per quanto riguarda il design sia per la lavorazione tecnica.

Nuovo vino per Terre dell’Etruria: debutta Tramaglio Maremma Toscana DOC, ansonica 100%

 

Arriva un nuovo vino di territorio prodotto dalla cantina cooperativa Il Poderone, a Magliano in Toscana.

Tramaglio – dal nome delle reti da posta usate dai pescatori – è un’ansonica 100% cresciuta sulle coste maremmane.
Emiliano Falsini, enologo di Terre dell’Etruria: “Un vino da bere tutto l’anno, perfetto come abbinamento a piatti della tradizione toscana come zuppe e carni bianche”.

Continua il progetto della cooperativa per la valorizzazione dei vitigni autoctoni in purezza.


IL VITIGNO

Castagneto Carducci (Li), 30 marzo 2021_Da brutto anatroccolo a meraviglioso cigno: arriva Tramaglio, la nuova ansonica Doc Maremma di Terre dell’Etruria, un’etichetta che valorizza un vitigno autoctono troppo a lungo considerato il “fratello minore” dei bianchi toscani.

Nato sulle coste maremmane, con il mare di fronte, il suo nome riprende le antiche reti da posta utilizzate dai pescatori della zona: «Tramaglio – afferma Emiliano Falsini, enologo di Terre dell’Etruria – è un un bianco sapido, secco e strutturato, e rappresenta il naturale proseguimento di un percorso che portiamo avanti da quando abbiamo iniziato la collaborazione con Terre dell’Etruria, che vede la valorizzazione dei vitigni autoctoni maremmani»

Prodotto nella cantina cooperativa di Terre dell’Etruria “Il Poderone”, a Magliano in Toscana, Tramaglio è realizzato con una breve criomacerazione di qualche ora a contatto con bucce; la fermentazione avviene in acciaio, con sosta sui lieviti fino al mese di marzo.

«La nostra nuova ansonica è un vino fresco con una leggera aromaticità e una struttura marcata in bocca data da un livello di tannino insolitamente alto per un bianco, che permette di abbinarlo a classici piatti di pesce e anche a carni bianche come coniglio e pollo e piatti della tradizione toscana a base di verdure» prosegue Falsini.

Perfetto d’estate ma non solo: proprio grazie alle sue caratteristiche l’ansonica è un “bianco mascherato da rosso”, che si può bere tutto l’anno.

«Con questo vino – conclude Falsini – vogliamo sfatare il mito dei bianchi giovani da bere in annata: grazie alla tecnica e alla cura in cantina Tramaglio è ottimo anche dopo 2-3 anni di invecchiamento

«Il rinnovato interesse verso i vitigni autoctoni, soprattutto tra i giovani, permette di valorizzare il grande patrimonio che abbiamo in Italia, un paese straordinario per varietà e diversità di condizioni pedoclimatiche – afferma Giulio Fontana, responsabile del settore vinicolo di Terre dell’Etruria –.

Oggi, a differenza di venti anni fa, è diventato naturale parlare di vitigni autoctoni e credo che questo rappresenti anche una grande opportunità a livello commerciale»

La filiera del vino di Terre dell’Etruria ha un'identità e un carattere legati indissolubilmente alla Toscana. Dai vigneti specializzati in uve autoctone, coltivati da circa 70 viticoltori soci, nascono infatti vini sempre perfettamente tracciabili, in un’ottica di trasparenza. Digitando il numero di lotto sul sito www.terretruria.it si può conoscere meglio la vigna da cui ha avuto origine ciò che stiamo acquistando o bevendo.


L’ansonica è il vero vitigno costiero italiano: seguendo la storia della viticoltura si possono leggere le tracce che ha lasciato lungo tutta la costa della penisola, prendendo diversi nomi a seconda del luogo e del terreno in cui nasce. Solo all’Isola del Giglio, a pochi chilometri in linea d’aria dalla Maremma, si chiama “ansonaco”, in Cicilia diventa “inzoglia” e “nzoglia” in Calabria. Addirittura se ne trovano cenni fin dall’epoca dei Romani: Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia riporta un’uva chiamata “irsolia”.
Un vitigno duttile, ma difficile da far esprimere al massimo, soprattutto in cantina dove servono cura e attenzioni: le uve devono essere lavorate evitando ossidazioni e perdite di profumi. Poiché l’ansonica non è varietà aromatica, i precursori devono essere mantenuti in toto, e grazie alla tecnologia e alle tecniche utilizzati in cantina Il Poderone è in grado di donare nuova dignità a un vino che può decisamente competere in un panorama che fino a pochi anni fa era esclusivo appannaggio del vermentino.
L’ansonica è proposta come vino bianco secco e fresco, sia in uvaggi che come vini varietali. I vini da Ansonica sono moderatamente aromatici e tendono a presentare caratteri fruttati e agrumati con note erbacee.

 

VENTURINI BALDINI PROPONE IL T.E.R.S. MALBO GENTILE, UN ROSSO SORPRENDENTE PER BRINDARE ALLA PASQUA Un Malbo Gentile dall’eleganza innata che ben si sposa al menù pasquale E per il brindisi? Il Blanc de Blancs!

 




Un vino speciale per festeggiare una giornata speciale. Ecco il T.E.R.S. Malbo Gentile 2017un Malbo Gentile DOP,  dei Colli di Scandiano e di Canossa, un vino fermo da un antico vitigno autoctono dell’Emilia Romagna.  Morbido e fresco, è l’accompagnamento enoico perfetto per l’agnello, capace di esaltarlo, creando un abbinamento armonioso, che regala a questa carne particolare un quid speziato e fruttato in più. Il Malbo Gentile è un vitigno dalle origini sconosciute, a bacca nera. Rivalutato in tempi recenti viene ora in purezza. All’esame visivo si manifesta con un colore rosso rubino. Il naso si muove intorno a sensazioni eleganti, dove insieme alla frutta rossa emergono interessanti note di spezie dolci. Molto equilibrato, chiude con un finale dotato di un’ottima persistenza. Per chi non rispetta la tradizione culinaria pasquale, il T.E.R.S. Malbo Gentile si rivela ottimo anche con piatti di carne rossa, preparazioni in umido, bolliti, ma anche carni bianche, selezioni di formaggi e primi piatti con sughi elaborati.

 

E per il brindisi? Il Blanc de Blancs, spumante biologico, 100% chardonnay, Metodo Charmat Lungo, millesimato. Un termine francese “Blanc des Blancs” - il bianco dei bianchi – ne racconta l’essenza: elegante, raffinato e seducente. Il nuovo Cadelvento Blanc de Blancs é uno spumante secco, dal gusto verticale, un perlage fine e persistente. Al naso regala aromi fruttati, al palato si presenta fine e armonioso, ancora una volta conferma e rafforza la volontà dell’azienda di proporsi come produttore di spumanti Emiliani di alta qualità.

 

Non resta che alzare i calici: cin cin!


https://venturinibaldini.it 
http://acetaiadicanossa.it

lunedì 29 marzo 2021

SILENZIO STUDIO il nuovo progetto di P2A Design

 



Lo studio di registrazione dalle caratteristiche insolite, che dialoga 

con lo spazio urbano e la luce naturale.

 

A cavallo tra i quartieri di Bovisa e Scalo Farini, in un’area urbana in rigenerazione caratterizzata dalla presenza di edifici industriali in fase di riconversione nasce Silenzio Studio, il nuovo progetto di P2A Design. L’edificio, che una volta ospitava un’industria meccanica, diventa la location per questo studio di registrazione dalle caratteristiche insolite, che dialoga con lo spazio urbano e la luce naturale.

Il design dello studio è stato rivoluzionato dal lavoro e dalla visione di P2A DESIGN, studio di architettura con sede a Milano fondato nel 2017 da Alessandro Pasini e Paola Renda, specializzato nella progettazione architettonica e d'interni di spazi non convenzionali quali studi di registrazione e produzione musicale. Il progetto inizialmente ipogeo che doveva essere realizzato negli interrati del fabbricato è stato rivoluzionato quando si è deciso di cambiare la location, portando lo studio dall’interrato al terzo piano dell’edificio ex industriale. 

Con tale scelta, gli assi visivi sulla città e la luce sono diventati elementi centrali del progetto, indirizzando l’asse di sviluppo della struttura e la particolare disposizione delle porte a vetro, che permettono la visuale sulla città e l’ingresso della luce naturale. La suddivisione degli spazi è stata progettata in maniera da poter ricavare oltre alla production room principale anche una seconda sala utilizzabile alternativamente come booth e writing room in affaccio diretto sulla regia, una re-amp room utile anche a svolgere la funzione di booth secondario e una lounge room ampia e luminosa per l’accoglienza dei clienti.

A livello acustico la struttura della production room è stata isolata dal resto dell’edificio con la realizzazione di un sistema d’isolamento “box in the box”. La diffusione sonora è stata affidata a speaker Rasch Audio R03 installati “In Wall” all’interno di una stanza caratterizzata da un tempo di riverbero ridotto ma con una risposta acustica che rimane vivida grazie all’utilizzo di elementi diffondenti integrati nel trattamento. La peculiare esperienza nel settore dell’acustica architettonica ed elettromusicale, unite alla propensione per la progettazione di dettaglio e lo studio dei linguaggi compositivi dell’architettura fanno infatti di P2A DESIGN il partner ideale per la realizzazione di studi di registrazione e postproduzione.

A livello cromatico è stato sviluppato un disegno che contribuisce a generare uno “spazio silente” in cui suono e estetica si fondono per un’esperienza di ascolto nuova e stimolante. In particolare nella production room l’utilizzo di stoffe grigio chiaro e scuro è intervallata dall’utilizzo di elementi in Valchromat nero disegnati per accogliere il sistema illuminotecnico LED a temperatura variabile (2700-6500 Kelvin) che permette di accordare l’atmosfera interna dello spazio alle condizioni luminose esterne. La pavimentazione è in linoleum nero nei locali accessori (lounge, booth) e in legno di rovere per la production room, materiali scelti per differenziare gli ambienti mantenendo però una simile resa tattile e di riflessione della luce, morbida e naturale.

L’insieme di queste scelte contribuisce a realizzare uno spazio semplice che accompagna il processo creativo mantenendo al contempo una spiccata riconoscibilità dell’ambiente grazie al disegno di luci, segni e volumi.