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giovedì 28 maggio 2020

L'Altratavola : 31 anni di storia – L'adesione ad ACSI


Dal 1989, quando nacque sotto il Patrocinio della rivista l'Etichetta diretta da Luigi Veronelli,
l'Altratavola rappresenta un punto di riferimento per le battaglie sulla qualità agroalimentare.
Luigi Veronelli aveva creato nel 1983 L’Etichetta, il periodico più lussuoso e graficamente impegnato d’Italia, e che si è proposto come “vera e propria guida alla vita materiale”, attraverso l’incontro estetico con le “cose” – non solo gastronomiche – della vita di ogni giorno. L’ha diretto sino al 1994. 



L'Associazione l'Altratavola era nata per iniziativa di Renzo Lupatin e di Bruno Sganga (giornalista enogastronomo, coordinatore delle iniziative editoriali di Luigi Veronelli), e di un gruppo di imprenditori e giornalisti del settore agro-alimentare, provenienti dal Piemonte, dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto.
L'Associazione ha sempre voluto collegare i diversi protagonisti della filiera ,in una sorta di
'triangolarità' originaria : produttori, operatori del mondo dell'informazione e della comunicazione,operatori commerciali (siano essi ristoratori, osti, enotecai,esercenti, macellai,gastronomi, ecc.).
Lo scopo : sviluppare iniziative di orientamento alimentare dei consumatori mediante campagne di informazione 'mirate' nelle comunità locali e creare una alleanza dei produttori e degli operatori commerciali onesti,capace di valorizzare il Made in Italy a Tavola.
Il Movimento aveva sempre esplicitato nel suo percorso storico,una sorta di riferimento 'ideale' alle battaglie che il giornalista enogastronomo Luigi Veronelli aveva condotto in difesa della qualità.
L'Altratavola nasce infatti nel 1989 , a Padova , tenuta a battesimo dalla rivista l'Etichetta diretta da Luigi Veronelli.

Luigi Veronelli

Dopo 31 anni di storia l'Associazione Culturale L'Altratavola ha chiesto l'adesione all'ACSI,
Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero

Questa scelta- commenta Renzo Lupatin. Socio Fondatore -, è stata discussa a lungo :
ci serviva una spinta in più,un progetto di ampio respiro, per continuare le nostre battaglie.
Abbiamo incontrato degli interlocutori fortemente radicati nei territori,non ideologizzati.
Tutto questo, per noi, è ACSI. Svilupperemo tutta l'area della filiera agroalimentare ed
enogastronomica, in armonia con i progetti e le iniziative di promozione dell'Associazione.”

“Ripensare il turismo, come le start-up”: gli albergatori si organizzano per la ripartenza




In una situazione senza precedenti si riparte da zero: gli albergatori, in prima linea nello sforzo collettivo di rilancio del settore turismo, si sono incontrati virtualmente per condividere idee e ripartire. Sono loro i protagonisti della quarta conferenza digitale organizzata da DOC-COM.

Un confronto-dialogo tra la consulente ed esperta di marketing Roberta Milano, la giornalista Sara Magro, il CEO di Digital Mosaik Manuel Bazzanella, e i rappresentanti di molte importanti realtà turistiche della penisola:

Giancarlo Carniani - Direttore Generale ToFlorenceHotels, Alberto Maschio - Presidente Associazione Albergatori di Jesolo e Coordinatore Federalberghi Spiagge Veneto, Hugo Pizzinini - Proprietario Rosa Alpina Hotel & SPA e Ristorante St. Hubertus,San Cassiano in Badia, Claudio Scarpa - Direttore Ava Associazione Veneziana Albergatori, Vito Spalluto - Direttore L’Andana, Castiglione della Pescaia, Umberto Guaitani - Proprietario Camina Suite & Spa e Consigliere Associazione Albergatori Cortina.

 
28 maggio 2020_ Dal turismo, settore in grave crisi, provengono segnali di resistenza, vitalità, voglia di ripartire. Idee e proposte che sono state al centro del quarto appuntamento di Tempo di Rinascita, il palinsesto di conferenze digitali ideato dall’agenzia di comunicazione DOC-COM. È nato così un confronto serrato tra direttori e proprietari di hotel, esperti di management e visionari. Il “menù del giorno”: i mantra della cosiddetta nuova normalità, le strategie delle principali località italiane, gli strumenti tecnologici e le loro applicazioni più futuristiche.

“Il mondo del turismo è il più vulnerabile in questa fase” ha esordito Roberta Milano, consulente e docente universitaria, esperta di marketing e comunicazione turistica. “Non ci sono ricette infallibili, ma tra le risorse da mettere in campo troviamo sicuramente le competenze digitali, con la crescita dello smart working, della scuola a distanza, delle app per la ristorazione e via dicendo. In uno scenario inedito, di crisi generalizzata sia della domanda che dell’offerta, è necessario collaborare tra operatori di diversi settori, e fare rete territoriale: solo insieme si resiste. Per sopravvivere e cambiare serve il coraggio di fare scelte strategiche, ovvero ripensare strutturalmente il proprio modello di business, soprattutto in chiave sostenibile”.

“È la fine di un’era” ha sintetizzato Sara Magro, giornalista per Condé Nast Italia e Il Sole 24 Ore, specializzata in viaggi, cibo e lifestyle e fondatrice di www.thetravelnews.it. “L’isteria del viaggio a tutti i costi che permeava la nostra cultura del turismo ha ceduto il posto a una nuova necessità. Ci muoveremo meno, ma scegliendo con più cura la destinazione. E con forti motivazioni: la sostenibilità, la prossimità, la sicurezza diventano i nuovi mantra del viaggio. Una situazione da affrontare con realismo, promuovendo il territorio e non solo la struttura alberghiera”.

“Il Coronavirus ha rimescolato le carte, dobbiamo ripartire da zero” è il commento di Giancarlo Carniani, Direttore Generale di ToFlorence Hotels. “Credo che città come Firenze e Venezia si troveranno in difficoltà maggiore di altre, in quanto strettamente dipendenti dal turismo estero. È un problema soprattutto il mercato americano, che per noi è fondamentale: ecco perché metà degli hotel fiorentini non aprirà fino a settembre. Il nostro gruppo possiede tre hotel, uno dei quali in centro. Le richieste che ci sono pervenute riguardano però la struttura più decentrata, immersa nel verde. Questo fatto ci racconta come lo stesso ideale di viaggio sia cambiato”.

Da Firenze alle spiagge del Veneto. Secondo Alberto Maschio, Presidente Associazione Albergatori di Jesolo, Coordinatore Federalberghi Spiagge Veneto, “è nei momenti di difficoltà che si colgono eventuali opportunità. Sulle spiagge, il distanziamento comporta una rimodulazione degli spazi interessante, per i clienti, in termini di vivibilità e possibilità di godersi il relax al mare” ha spiegato. Ma attenzione all’eccesso di ottimismo. “Il 90% delle strutture sulle spiagge venete prevede di aprire. Forse saremo in troppi rispetto all’effettivo afflusso di turisti. Ma è impossibile fare previsioni, dobbiamo ragionare in modo nuovo, come delle startup”.

Un cauto ottimismo trapela dalle parole di Hugo Pizzinini, Proprietario Rosa Alpina Hotel & SPA e Ristorante St. Hubertus,San Cassiano in Badia, 3 stelle Michelin. Quest’estate punteremo come tutti sulla clientela italiana, che storicamente per noi è sempre stata importante. Le famiglie italiane ci chiedono appartamenti indipendenti. Da struttura alberghiera stiamo tornando ad essere, più che mai, una casa. Proponiamo esperienze nuove, come quella di spostare il pranzo della domenica in alta quota. Ma anche così, se ragionassimo solo in termini di perdite, dovremmo restare chiusi. Apriremo per poter salvaguardare lo staff, che è una nostra eccellenza”.

Il punto di vista dei veneziani è ben rappresentato da Claudio Scarpa, Direttore Ava Associazione Veneziana Albergatori. “I voli dagli Stati Uniti sono stati interrotti, chiudendo la porta a un mercato che rappresentava il 30% del fatturato. Confidiamo nella ripresa del mercato europeo una volta aperte le frontiere. L’Italia, che portava il 10% delle presenze turistiche, è cambiata: avremo di fronte un paese più povero, e gli stessi viaggiatori si concentreranno nel weekend. A Venezia dovremo inoltre scrivere un piano turistico a medio termine, introducendo migliorie. Ad esempio – ed è la nostra proposta all’amministrazione cittadina – creando ingressi separati per i turisti pernottanti e i turisti giornalieri, evitando l’overtourism”.

Le parole chiave della ripresa, secondo Vito Spalluto, Direttore de L’Andana, Castiglione della Pescaia, sono personalità e personalizzazione. “Da assoluto sostenitore del turismo esperienziale, ritengo che oggi più che mai si debbano proporre attività legate al territorio, esperienze da poter raccontare”. Per quanto riguarda la durata del pernottamento, il resort nel cuore della Maremma si pone, in un certo senso, in controtendenza. “Gli ospiti ci chiedono soggiorni lunghi: vengono da noi per godersi una vera e propria villeggiatura, come un tempo. Per loro abbiamo ridisegnato il nostro percorso esperienziale: le proposte sono rivolte ora alle singole famiglie, non ai gruppi, con un sistema di prenotazione personalizzato”.

Infine, Cortina: Umberto Guaitani, proprietario del Camina Suite & Spa, aperto recentemente, e Consigliere Associazione Albergatori Cortina, è un altro esempio di resilienza in un territorio duramente provato, ma comunque in pieno fermento, come dimostra il dinamismo del mercato immobiliare alberghiero. “Siamo positivi, nonostante tutto. Cortina è sempre Cortina, una località con prospettive di crescita interessanti. Nell’attesa di conoscere il futuro del Mondiale di Sci, e preparandoci per le Olimpiadi del 2026, puntiamo a trovare nuove soluzioni. In questo momento i turisti cercano appartamenti dove stare con gli amici, senza dover applicare il distanziamento. Ecco che diventa importante proporre esperienze sul territorio, in montagna, che possano essere vissute con il proprio nucleo non solo familiare”.

Il futuro del turismo è nell’innovazione: l’emergenza in corso ha favorito lo sviluppo e l’impiego di nuove tecnologie come la realtà virtuale. Un pioniere come Manuel Bazzanella, CEO di Digital Mosaik, ha raccontato come questi strumenti potrebbero rivoluzionare il settore dell’ospitalità e del marketing territoriale. “La realtà virtuale “teletrasporta” il potenziale cliente sul territorio, rendendolo protagonista di un'esperienza memorabile, e crea un reale coinvolgimento emotivo. Un evento traumatico come il lockdown ha creato diffidenza, e perciò dovremo stimolare le persone ad uscire di casa. La realtà virtuale può amplificare la voglia di viaggiare, offrendo un’anteprima delle esperienze reali”.
 

LA START-UP ITALIANA SOONEAT LANCIA L’INIZIATIVA #SOONEATSOLIDALE

L’app Salta la fila di Sooneat diventa gratuita per sempre per tutti al grido di #iovoglioripartire
Milano, 28 maggio 2020 – Sooneat, la start-up dedicata al “make eat easy”, lancia l’iniziativa Salta la fila, un’app che permette in modo facile e veloce di risolvere i problemi di attesa e di aggregazione fuori dal ristorante, creando una coda virtuale gestita totalmente all’interno dell’applicativo.

Le caratteristiche principali su cui ha voluto puntare Sooneat nello sviluppo di Salta la fila sono la facilità di fruizione, la velocità, la chiarezza, per rendere semplice il momento della prenotazione sia lato ristoratore sia lato cliente. Infatti, con un solo click Salta la fila permette di posizionarsi in una coda virtuale anche senza aver prenotato in anticipo. In Italia Salta la fila è la prima applicazione dedicata alla coda virtuale nell’ambito della ristorazione.

Tutto questo in modo totalmente gratuito per il ristoratore: Salta la fila sarà gratis per sempre per tutte le attività, dai ristoranti alle strutture ricettive.
Sooneat con estrema chiarezza vuole dare un impulso e un sostegno ai ristoratori e alle attività italiane del food, del vino e alle strutture turistiche. Infatti, la start-up ha esteso il suo raggio di azione anche agli stabilimenti balneari, con un insieme di funzioni dedicate alla gestione dell’impianto e dei servizi collegati, come il pranzo o l’aperitivo. Non bisogna dimenticare l’aspetto del menu consultabile direttamente dal proprio smartphone, evitando di dover sostenere i costi di realizzazione e di sanificazione di un menu in plastica o la ristampa continua di un menu cartaceo. Il menu sull’app è aggiornabile in tempo reale ed è una soluzione igienica e sicura.

Salta la fila rientra nel progetto più ampio di Sooneat Solidale, volto ad agevolare la fase di riapertura e di ripartenza dei ristoranti: l’app Sooneat diventa gratuita per tutta l’estate per i ristoratori in Italia e all’estero. Il motto è #iovoglioripartire!
Sooneat Solidale è un progetto di solidarietà in cui la giovane start-up italiana, in sinergia con i suoi fornitori e i partner commerciali, ha trovato un modo concreto di fare la sua parte in questa difficile situazione, permettendo a ristoranti, pub, pizzerie, stabilimenti balneari e alberghi di tutta Italia, ma anche in Europa, di accedere al servizio gratuitamente.
Per il sistema di self-ordering con il menu digitale il servizio di Sooneat è gratuito fino al 30 settembre.

FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI VIAGGI DA CAMERA


Si conclude lunedì 1 giugno 2020 il progetto online
per il sito e i social network della Fondazione

Dal 27 marzo, ogni giorno
un diverso contributo
realizzato da 67 artisti italiani

 

  Si conclude il prossimo lunedì 1 giugno Viaggi da camera, il progetto online della Fondazione Nicola Trussardi che per 67 giorni ha raccolto e distribuito quotidianamente immagini, video e testi, scelti da artisti invitati a raccontare il proprio spazio domestico e i loro viaggi immaginari durante il lockdown. Ogni giorno, dal 27 marzo 2020, è stato pubblicato un diverso contributo sul sito web e i canali social della Fondazione.

Ispirato al celebre romanzo settecentesco di Xavier De Maistre Viaggio intorno alla mia camera – scritto durante un soggiorno obbligato di 42 giorni in una stanza di Torino – Viaggi da camera ha invitato gli artisti ad aprire le porte delle loro stanze reali e immaginarie.

Negli anni molti artisti ci hanno insegnato a guardare gli spazi che ci circondano da nuovi punti di vista: da Giorgio Morandi, chiuso nel suo studio nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, a Marisa Merz, che nella sua casa di Torino ci spronava a guardare il mondo con gli occhi chiusi, che per lei erano "straordinariamente aperti", gli artisti hanno immaginato lo spazio domestico come un territorio aperto a infinite scoperte.

Nei due mesi di chiusura forzata in casa, Viaggi da camera ha stimolato a intraprendere nuovi viaggi all’interno del perimetro della propria stanza, per provare a scoprire nuove mappe della fantasia e nuovi punti di fuga.

La Fondazione Nicola Trussardi dedica il progetto Viaggi da camera alla memoria di Germano Celant e Nanda Vigo, due instancabili viaggiatori che ci hanno lasciato durante il periodo della quarantena.

Artisti (in ordine alfabetico): Valerio Ambiveri, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Salvatore Arancio, Micol Assael, Atelier dell'Errore, Rosa Barba, Marco Basta, Marco Belfiore, Elisabetta Benassi, Carlo Benvenuto, Simone Berti, Irma Blank, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Paolo Bottarelli, Letizia Cariello, Valerio Carrubba, Maurizio Cattelan, Matilde Cerruti Quara, Andrea Contin,  Mario Cresci, Ra di Martino, Patrizio Di Massimo, Linda Fregni Nagler, Giuseppe Gabellone, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Genuardi/Ruta, Massimo Grimaldi, Paolo Icaro, Emilio Isgrò, Luisa Lambri, Armin Linke, Marcello Maloberti, Domenico Antonio Mancini, Domenico Mangano & Marieke van Rooy, Diego Marcon, Eva Marisaldi, MASBEDO, Marzia Migliora, Valerio Nicolai, Adrian Paci, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Diego Perrone, Gabriele Picco, Paola Pivi, Farid Rahimi, Pietro Roccasalva, Antonio Rovaldi, Sven Sachsalber, Andrea Sala, Carolina Sandretto, Marinella Senatore, Elisa Sighicelli, Priscilla Tea, Grazia Toderi, Federico Tosi, Patrick Tuttofuoco, Franco Vaccari, Grazia Varisco, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Nanda Vigo, Luca Vitone, Lorenzo Vitturi.
 

ASOLO PROSECCO, AL VIA IL NUOVO PIANO DEL “CRU” DI COLLINA


Il rebranding sottolinea il forte legame della tradizione del Prosecco con il territorio di Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia, e i consumatori italiani ritengono inscindibile il connubio fra il nome Asolo e il nome Prosecco
L’Asolo Prosecco cresce e vara la sua nuova strategia, totalmente indirizzata a mettere in luce, sia nei vini che nella comunicazione, il fortissimo legame fra la tradizione locale del Prosecco, le colline del territorio di Asolo e dei paesi vicini.
Dopo aver superato i 17 milioni di bottiglie nel 2019 e aver messo a segno un’ulteriore crescita a doppia cifra nel primo quadrimestre 2020 (+22% rispetto ad aprile dell’anno scorso), l’Asolo Prosecco, la più piccola delle tre denominazioni del panorama del Prosecco, mira a proporsi come una sorta di “cru” delle bollicine venete.
Alla base della strategia di riposizionamento ci sono i dati dell’indagine Bva Doxa commissionata dal Consorzio dell’Asolo Prosecco lo scorso anno su una platea di consumatori italiani di vini frizzanti e spumanti, che dimostra come il nome di Asolo sia conosciuto da tre quarti degli intervistati (il 74%) e che un quarto ha già visitato la cittadina (il 26%), mentre solo il 43% del campione sa che sulle colline asolane si produce Prosecco.
Che il connubio tra il nome di Asolo e quello del Prosecco sia inscindibile lo attesta un ulteriore dato dell’indagine, quello che dimostra che il 32% dei consumatori non sarebbe più disposto a considerare la denominazione tra le scelte d’acquisto se il nome Asolo apparisse privo della specificazione Prosecco, mentre solo il 22% lo berrebbe ugualmente. Per converso, ben l’84% del campione è disponibile a bere un vino che si chiami Asolo Prosecco.
“I dati della ricerca – spiega Ugo Zamperoni, Presidente del Consorzio Asolo Prosecco – confermano che accostare la parola Prosecco al nome di Asolo rafforza l’identità territoriale della denominazione, già fortemente radicata. L’Asolo Prosecco infatti è piena espressione del territorio, è cultura, è storia. In quest’ottica abbiamo creato anche un nuovo payoff, È tutta un’altra Storia, che mira a sottolineare il legame delle bollicine con la città che dona loro il nome e con il suo inestimabile valore culturale”.
Per rafforzare il senso di appartenenza al territorio di Asolo, il Consorzio si è dotato di una nuova immagine coordinata, ideata dallo studio veronese Paffi. Nel marchio della denominazione sono rappresentate la Rocca, da sempre simbolo del borgo di Asolo, e i profili delle colline su cui nasce l’Asolo Prosecco, mentre i colori riprendono quelli dorati del vino e delle facciate delle antiche dimore del centro storico di Asolo.

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta Ren Hang Nudi a cura di Cristiana Perrella 4 giugno – 23 agosto 2020


> giovedì 4 giugno 2020 dalle 10.00 alle 10.30
DIGITAL PREVIEW RISERVATA ALLA STAMPA


> giovedì 4 giugno 2020 dalle 10.30
PRESS PREVIEW RISERVATA ALLE TV


> giovedì 4 giugno 2020 dalle 12.00
APERTURA AL PUBBLICO

Per maggiori informazioni sulle modalità d'accesso scrivere a press@larafacco.com



Tra i primi nuovi progetti a inaugurare in un museo italiano dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, dal 4 giugno al 23 agosto 2020 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta per la prima volta in Italia un corpus di opere dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987- 2017), tragicamente scomparso a neppure trent’anni.

Curata da Cristiana Perrella, la mostra Nudi raccoglie una selezione di 90 fotografie di Ren Hang provenienti da collezioni internazionali, accompagnate dalla documentazione del backstage di un suo shooting nel Wienerwald nel 2015 e da un’ampia selezione dei libri fotografici da lui realizzati.

Ren Hang, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.

Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche.

I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Come ha ammesso l’autore: “Il genere […] per me è importante solo quando faccio sesso”. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina, infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).

Nato nel 1987 a Chang Chun, nella provincia di Jilin, soprannominato la "Detroit della Cina", Ren Hang ha studiato Comunicazione all’Università di Pechino, interrompendo i suoi studi per iniziare, da autodidatta, la carriera di fotografo, primo soggetto il suo coinquilino. Con fotocamere digitali a basso costo e un uso crudo del flash, ha messo a punto uno stile che lo ha reso riconoscibile e gli ha permesso di affermarsi fuori dal suo paese, diventando un autore di culto. Tra le sue mostre principali la collettiva FUCK OFF 2 al Groninger Museum nel 2013, curata da Ai Weiwei, la personale al FOAM, Amsterdam, nel 2017, quella alla Maison de la Photographie a Parigi e a C/O a Berlino, entrambe nel 2019. Ha pubblicato il suo lavoro in numerosi libri autoprodotti a bassa tiratura, oggi introvabili. Accanto alle sue fotografie ha sviluppato una produzione poetica che ne condivide temi e toni. Spesso teneri, sensuali e completamente privi di censura, i suoi versi sono stati un altro strumento per infrangere i tabù sociali, per esplorare i temi della vita, della morte, del desiderio. Affetto da grave depressione, Ren Hang si è tolto la vita a Pechino, nel 2017.

Si ringraziano Francesco Terzago per la traduzione dei versi di Ren Hang e Zhong Art International per la preziosa collaborazione.

È Ruenza Santandrea la nuova Presidente del Consorzio Vini di Romagna Eletta all’unanimità dal rinnovato CdA, succede a Giordano Zinzani che lascia dopo 12 anni




Mercoledì 27 maggio si è svolta l’assemblea annuale dei soci del Consorzio Vini di Romagna. Un’assemblea particolarmente importante in quanto prevedeva anche il rinnovo delle cariche per il triennio 2020-2022. Come da prassi è stato il Consiglio d’Amministrazione appena eletto a nominare il nuovo presidente. All’unanimità le preferenze sono state espresse per Ruenza Santandrea, nome noto e molto apprezzato nel panorama vinicolo regionale, nazionale ed europeo per gli importanti incarichi ricoperti in questi ultimi quindici anni nel settore. La Santandrea, prima presidente donna nella storia del Consorzio Vini di Romagna in 58 anni dell’ente (è stato fondato nel 1962), succede a Giordano Zinzani, che lascia dopo quattro mandati triennali consecutivi.
«Consapevole di andare a ricoprire questo importante ruolo in un momento storico decisamente complicato per il vino romagnolo, e non solo, spero nell’impegno di tutti per dare nuovo slancio al nostro settore – dichiara la neo Presidente Santandrea – Tutti possono fornire il proprio contributo e assieme dobbiamo iniziare a ragionare, da subito, su quali azioni e quali strategie mettere in campo per promuovere i nostri vini, figli di un territorio ricco di cultura, tradizioni, gastronomia. Ringrazio quindi per la fiducia espressa dal CdA nei miei confronti e adesso al lavoro, uniti e compatti. Solo così riusciremo a valorizzare i nostri prodotti, ben oltre il Covid-19».
Ad affiancare la Santandrea nei lavori del Consorzio Vini di Romagna saranno i riconfermati Vice Presidenti Scipione Giuliani (Poderi dal Nespoli, Civitella di Romagna) e Mauro Sirri (Celli, Bertinoro) e il nuovo Consiglio d’Amministrazione formato da: Francesco Bordini (Villa Papiano, Modigliana), Silvia Casali (Tenuta Casali, Mercato Saraceno), Fabio Castellari (Cantina di Faenza, Faenza), Andrea Achille Emiliani (Agrintesa, Faenza),  Riccardo Maraldi (Caviro, Faenza), Roberto Monti (Cantina Forlì-Predappio, Forlì), Alessandro Morini (Poderi Morini, Faenza), Marco Nannetti (Terre Cevico, Lugo), David Navacchia (Tre Monti, Imola), Alberto Perdisa (Insia – Palazzona di Maggio, Ozzano dell’Emilia), Enrico Prugnoli (Cantina Sociale di Cesena, Cesena), Daniele Rossi (Cantina dei Colli Romagnoli, Faenza), Sandro Santini (Tenuta Santini, Coriano), Roberto Sarti (Caviro, Faenza), Matteo Vingione (Cavim, Sasso Morelli).
Faentina, classe 1954, sposata, con due figli e due nipoti, Ruenza Santandrea prima di ricoprire il ruolo di Presidente del Gruppo Cevico e delle società controllate dal 2005 al 2017, svolgeva attività professionale soprattutto come consulente di direzione e di sindaco revisore, collaborando alla costituzione di importanti consorzi del mondo produttivo.
Durante la presidenza di Cevico, è anche responsabile del settore vino nazionale dell’Alleanza delle Cooperative, lanciando Vivite, il festival del vino cooperativo, e promuovendo il coordinamento europeo cooperativo del vino con francesi e spagnoli.
Ha partecipato al gruppo dei cinque esperti che hanno lavorato per il Ministero dell’Agricoltura alla realizzazione del padiglione vino di Expo Milano 2015. Inoltre, ha ricoperto diversi ruoli in associazioni di sindacati d’impresa, sia a livello territoriale sia nazionale. Ha ricevuto il premio Romagna Wine Festival di “Profeta in patria” e il premio “Voice of Wine 2019” alla WBWE di Amsterdam per il lavoro svolto a sostegno del mondo vinicolo europeo. Dopo aver lasciato la presidenza di Cevico al termine del quarto mandato, e con essa anche gli incarichi collegati sia a livello societario sia sindacale, ha ricoperto il ruolo di Presidente di “Bolè srl”, società nata per produrre e lanciare lo spumante ottenuto da Romagna Trebbiano DOC; incarico tutt’ora in corso.