Comune di Milano, Museo e Aviva Assicurazioni lanciano il dibattito su street art e artisti milanesi.
Intanto l’arte, nata come protesta alla mostra, contribuirà a generare nuova arte per la città
Performance 4 aprile ore 16.30
Conferenza di finissage 11 aprile ore 19.00
La mostra più visitata e discussa a Milano in questo inverno “A Visual Protest. The Art of Banksy”, aperta al MUDEC fino al 14 aprile 2019 e curata da Gianni Mercurio, sta volgendo al termine.
Con oltre 200mila visitatori, che molto probabilmente supereranno quota 230mila nelle prossime settimane, l’esposizione ha avuto anche il grande merito di spostare in questi mesi su Milano – città attenta alle tendenze artistiche e ai fenomeni culturali globali – l’attenzione verso la street art e le sue implicazioni culturali e sociali da parte di pubblico, media e soprattutto degli stessi artisti di strada, noti anche sulla scena internazionale, che hanno manifestato il loro parere sull’artista Banksy e sulla mostra attraverso la loro “arte di protesta”.
È il caso particolare di Tvboy, artista di strada celebre per la sua critica alla cultura di massa, che dopo le prime settimane di apertura della mostra ha creato alcuni nuovi murales a Milano, uno dei quali sul muro di cinta esterno all’entrata del Museo delle Culture, ancora oggi ben visibile grazie alla decisione dell’amministrazione comunale di conservarlo per un tempo determinato. Non solo, grazie all’intervento del Comune di Milano, del Municipio 6, del Mudec e di Aviva Assicurazioni, sponsor della mostra, la sua arte, nata come strumento di protesta, diventa essa stessa lo strumento inclusivo per generare nuova arte. L’obiettivo progettuale infatti si realizza nell’incontro simbolico dell’arte per l’arte a sostegno di un progetto di riqualificazione urbana voluto dal Municipio 6, Archivio Crepax e l’Associazione no profit Around Richard, intitolato: “Un muro che unisce”.
Una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto dedicata all’artista Milanese Guido Crepax che, attraverso la “sua” Valentina e sulla base di uno storyboard messo a punto e coordinato dall’Archivio Crepax, valorizzerà i muri che circondano la via San Cristoforo, dalla ricicleria al ponte della Chiesa sul Naviglio Grande.
Un invito a scoprire e percorrere questo passaggio “sconosciuto” che si fa ponte tra due Milano: quella culturale che deve essere sempre più inclusiva e quella periferica già oggetto di importante riqualifica, un passaggio che accompagna cittadine e cittadini alla cultura attraverso il linguaggio della street art.
Aviva Assicurazioni, sponsor della mostra, organizza in occasione del Miart il 4 aprile alle ore 16,30 presso il cortile esterno del MUDEC in via Tortona 56, una performance artistica aperta al pubblico in cui l’artista Tvboy verrà invitato a rielaborare per l’occasione sul momento l’opera apparsa sul muro di cinta esterno al Museo delle Culture. La performance durerà circa mezz’ora.
L’opera – uno stencil su tela di 2m x 1m – e 10 multipli della stessa verranno poi trasportati presso il Nhow Hotel di Milano in via Tortona, dove alle ore 18.30 verranno battuti all’asta in collaborazione con Sotheby’s.
Il ricavato della vendita all’asta andrà a finanziare il progetto: “Un muro che unisce”.
L’apice del finissage della mostra “A Visual Protest. The Art of Banksy” sarà la conferenza che si terrà presso l’Auditorium del MUDEC giovedì 11 aprile alle ore 19.00, aperta a tutti.
Protagonisti del dibattito saranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, il curatore della mostra Gianni Mercurio, il Presidente del Municipio 6 Santo Minniti, Caterina Crepax, e l’esperto di street art Nicolas Ballario che modererà l’incontro: obiettivo della serata sarà quello di fare un censimento della street art in Italia e non solo, dove emerge sempre più l’attenzione di artisti singoli e collettivi per un’arte che ricopre anche il ruolo di riqualificazione artistica territoriale, sempre più spesso quindi in dialogo proficuo con le amministrazioni e con il territorio.
Durante la conferenza Aviva Assicurazioni consegnerà ufficialmente il ricavato dell’asta al Presidente dell’Associazione no profit Around Richard che in concerto con il Municipio 6 finanzierà la realizzazione del progetto artistico “Un muro che unisce”.
La mostra “A Visual Protest. The Art of Banksy” sarà visitabile fino al 14 aprile 2019.
blogazzurro
venerdì 29 marzo 2019
ALESSANDRIA SCOLPITA ON AIR SU RADIO TRE SUITE
Lunedì
primo aprile 2019 il curatore Fulvio Cervini interviene in diretta nel
programma radiofonico di Radiorai dove è protagonista la cultura, la
musica e lo spettacolo.
Un ampio spazio dedicato alla mostra “Alessandria scolpita. Sentimenti e passioni tra Gotico e Rinascimento. 1450-1535”.
Un ampio spazio dedicato alla mostra “Alessandria scolpita. Sentimenti e passioni tra Gotico e Rinascimento. 1450-1535”.
Alessandria 7 marzo 2019 - La mostra “Alessandria scolpita”,
ospitata a Palazzo del Monferrato, registra una serie di goal anche in
comunicazione e “si racconta“ anche attraverso un programma radiofonico
di Radiorai, con un appuntamento fissato lunedì 1 aprile 2019 in prima
serata per la diretta di Radio Tre Suite. Il programma Radio3 Suite, in
onda dal lunedì al venerdì alle 20.05 (il sabato alle 19.30; la domenica
alle 20.15) è un programma a cura di Monica D'Onofrio, Paola Damiani,
Stefano Roffi.
Qui il link per podcast e per ascoltare la diretta https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3suite
IL PROGRAMMA |
Protagonisti la musica, la cultura e lo spettacolo. Dal lunedì al
venerdì il programma inizia con un panorama dei più interessanti
appuntamenti della serata italiana con incursioni nei camerini di attori
e musicisti che stanno per esibirsi. Il palinsesto prosegue con il
tradizionale appuntamento con il Cartellone, dedicato ai grandi eventi
musicali in Italia e all'estero: opera, musica sinfonica e da camera e
jazz, in collegamento con le più grandi Istituzioni nazionali ed
internazionali. Inoltre recensioni di mostre, libri di saggistica
specializzata, servizi e corrispondenze con i protagonisti del mondo
culturale, dell'arte, della danza e del palcoscenico. A cura di Monica
D'Onofrio, Paola Damiani, Stefano Roffi e con Il Cartellone a cura di
Giorgio Marino con la collaborazione di Alessandra D'Angelo e Matelda
Viola | In redazione Giovanna |
In redazione Giovanna Natalini, Giorgia Niso, Azzurra Di Meco | Con la
collaborazione di Antonio Audino, Laura Palmieri, Nicola Pedone, Giorgio
Spolverini.
ALESSANDRIA SCOLPITA IN TOUR | Giovedì 28 marzo, intanto, a Pavia, presso il Collegio Ghislieri,
un altro successo per il “tour” di conferenze legate alla Mostra
Alessandria Scolpita, con l’evento culturale dal titolo “Arte e scultura
tra Alessandria e Pavia nell’età di Pio V”, appuntamento che ha visto
gli interventi del sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di
Revigliasco, di Fulvio Cervini, curatore della mostra, di Massimiliano
Caldera, componente del Comitato scientifico, e di Roberto Livraghi,
direttore di Palazzo Monferrato. Le attività non si esauriscono
con le tavole rotonde. Proseguono infatti anche le visite guidate al
percorso artistico urbano esterno alla mostra, con appuntamenti fissati
nella prima settimana del mese.
Venerdì 5 e sabato 6 aprile
ALESSANDRIA SFORZESCA (1450-1535) NEI VOLUMI RARI DELLA BIBLIOTECA DEL SEMINARIO.
Una mostra preziosa e raffinata nella sacrestia restaurata di Santa Maria di Castello.
Ala mostra “Alessandria scolpita. Passioni e sentimenti tra Gotico e Rinascimento”, si aggiunge una piccola e preziosa rassegna che vede protagonisti alcuni tra i volumi più antichi e rari della Biblioteca del Seminario, opere di alto valore culturale, stampate nel periodo che va dalla fine del Quattrocento all’epoca del Concilio di Trento, quando la diocesi alessandrina ebbe l’opportunità di esprimere il primo e unico pontefice piemontese della storia del papato.
Gli
anni segnati dalla dominazione territoriale degli Sforza (1450-1535)
sono infatti poco conosciuti per quanto riguarda la storia locale e ogni
scoperta costituisce una sorpresa. Attraverso i volumi che provengono
dalle collezioni del Collegio dei Gesuiti, dal Collegio dei Canonici di
Santa Maria di Castello e da altri illustri donatori (tutti confluiti a
fine Settecento nella Biblioteca del Seminario creata dal vescovo De
Rossi) emergono storie, personaggi, protagonisti della cultura di quel
tempo, che sovente sono stati dimenticati e che invece hanno avuto un
ruolo di primo piano e hanno contribuito a fare di Alessandria un luogo
vivace di scambio ed elaborazione nella letteratura come nelle arti
della pittura e della scultura.
I
volumi in mostra - alcuni sono incunaboli, cioè i primi libri stampati
in Europa - mostrano ad esempio la figura di Giorgio Merula, umanista
alessandrino, intellettuale di grande fama alla corte di Milano e in
altre dell’Italia del tempo, autore tra l’altro di una famosa Storia dei
Visconti.
Le
xilografie (incisioni su legno) che impreziosiscono i frontespizi dei
volumi rimandano direttamente agli esiti della pittura e della scultura
di tanti artisti originari o attivi sul territorio, come Giovanni
Mazone, Agostino Bombelli, Baldino da Surso, Giovanni Angelo Del Maino,
le cui opere si possono ammirare a Palazzo Monferrato.
Una
di queste immagini, scolpite su legno e poi trasferite su carta per
essere inserite in un volume, è considerata una tra le più antiche
rappresentazioni dal vero della città tra Tanaro e Bormida, risalente al
1430 circa.
Le
note di possesso manoscritte su alcune pagine ricordano importanti
comunità che hanno caratterizzato la vita ecclesiale e religiosa di
quegli anni, come la chiesa e il convento domenicani di San Marco
(sull’area ove oggi
sorge il duomo), la chiesa e convento dei Canonici Lateranensi (Santa
Maria di Castello), l’antica cattedrale di San Pietro distrutta dai
francesi nel 1803.
Frammenti
di una storia lontana cinque secoli, che rimangono conservati sotto le
copertine e tra le pagine di libri preziosi, esposti per la prima volta
in un ambiente segreto, la sacrestia della chiesa di Santa Maria di
Castello, appena restituito all’utilizzo liturgico dopo il restauro dei
grandi armadi lignei settecenteschi.
La
mostra è organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria di Castello, dalla
Cooperativa Arca, cui è affidata la gestione della Biblioteca Storica
del Seminario, e dalla Consulta per i beni culturali dell’Alessandrino.
L’evento è inserito nel progetto “Effetti collaterali” legato alla
mostra “Alessandria scolpita” e gode del sostegno della Compagnia di San
Paolo di Torino.
La
mostra sarà inaugurata venerdì 5 aprile alle ore 15.30 e resterà aperta
anche il giorno successivo, sabato 6 aprile, nello stesso orario, dalle
ore 15.30 alle 17.30.
ALTRI APPUNTAMENTI DEL 5-7 APRILE
La visita guidata al percorso cittadino e un concerto a Palazzo Monferrato
Le iniziative collaterali alla mostra di palazzo Monferrato vedranno nel prossimo week end anche altri due appuntamenti.
La
ormai consueta visita guidata del primo sabato del mese (Sabato 6
aprile) con partenza dalla chiesa di Santa Maria di Castello alle ore
15. Il percorso, che si esaurisce in circa tre ore, richiede la
prenotazione presso il numero 0131-234266 o la mail prenotazioni@palazzomonferrato.it
Domenica
7 aprile alle ore 18.30 il salone di palazzo Monferrato ospiterà invece
un Concerto della pianista alessandrina Caterina Arzani, organizzato
dall’Associazione di Musica e Cultura “F. Chopin”, con la collaborazione
di Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria,
nonché col patrocinio del Comune di Alessandria. Il programma, che
prevede la celebre suite per pianoforte “Quadri di un’esposizione” del
compositore russo Modest Petroviç Musorgskij (1839-1881), intende
proporre un filo diretto tra arti diverse, la musica e altre forme
espressive, e in particolare tra i vari brani che compongono la suite e
le straordinarie opere di scultura, oreficeria e pittura esposte
nell’ambito della mostra “Alessandria scolpita”.
La colomba di Pasticceria Tabiano è ai dieci zuccheri naturali biologici: benessere e attenzione alla salute per la Pasqua 2019
Una
colomba molto salutare per la Pasqua 2019 : solo zuccheri naturali e
biologici. Si è completamente tolto anche l’uso del sale nell’impasto,
in un’ ottica di benessere e attenzione alla salute, come l’ultima
tendenza di pasticceria del Maestro Pasticcere Claudio Gatti. Il dolce a
pasta lievitata con 36 ore di lievitazione, che già è povero di grassi
(solo l'11,3% contro il disciplinare del 16% minimo di contenuto
lipidico per l'uso del termine “panettone” per la formula natalizia) oggi
è anche senza zucchero raffinato. Solo dieci zuccheri biologici
selezionati nella ricetta: zucchero di canna biologico, zucchero
moscovado, sciroppo di agave, miele, sciroppo di acero, melassa,
zucchero di cocco, malto di riso, zucchero cristallino di uva e malto
d'orzo.
La si trova in due versioni: con uvetta, arancio e cedro, canditi con zucchero di canna biologico e
nella golosa varietà al cioccolato- “ne ho selezionato un cru che viene
dolcificato solo con zucchero moscovado” a 33 euro al kilo.
“Il consumatore cerca un prodotto buono, ma allo stesso tempo leggero,
con pochi zuccheri e un contenuto minimo di grassi, senza conservanti,
senza coloranti o aromi. Le persone sono sempre più attente e coscienti.
Ecco perché al light, "leggero", si è aggiunto l'aggettivo bright,
"chiaro", naturale, biologico” racconta il pasticcere Claudio Gatti,
che è sempre molto attento al benessere e alla leggerezza dei prodotti
dolciari, mantenendo intatto il gusto. “E' fondamentale la ricerca
dell'artigianalità del prodotto, ma le discriminanti nella scelta devono
essere la tracciabilità e la qualità degli ingredienti che lo
compongono, per questo ho scelto un blend di zuccheri non raffinati,
grezzi, che sviluppano un picco glicemico inferiore rispetto al consumo
di dolci con saccarosio commerciale, mantenendo quindi anche un senso di
sazietà più duraturo”.
La colomba può essere acquistata in loco alla pasticceria Tabiano di
Tabiano Terme o spedita previa prenotazione allo +39 0524 565233 o info@pasticceriatabiano.it
l Master Progettare Cultura. Arte, design, imprese culturali è lieto di invitarvi all'Open lecture Matera, dalla vergogna degli anni'50 a Capitale Europea della Cultura
Martedì 2 Aprile 2019 | h 17,00 – 19,00 | Aula C114 Via Carducci, 30 Milano
Incontro con
Emmanuele Curti, Fondazione Matera-Basilicata 2019
Introduce
Elena Donaggio, Senior Consultant Avanzi
Modera
Elena Di Raddo, Direttore del Master Progettare Cultura
La
città di Matera è stata al centro del mondo culturale internazionale
dal dopoguerra in poi divenendo laboratorio di urbanistica e riflessione
culturale sui cambiamenti sociali nel tempo, fino alla rigenerazione in
atto grazie al ruolo di Capitale europea della Cultura 2019.
Adriano Olivetti coordinò dal 1950 la Commissione per lo studio della città e dell'agro di Matera,
a cui aveva dato vita. Come responsabile dell’Unrra-Casas (la divisione
dell’ONU dedicata alla ricostruzione post bellica) e presidente
dell’Istituto nazionale di urbanistica costituì un gruppo
interdisciplinare che elaborò analisi complete sulla città in previsione
di interventi urbanistici per la popolazione dei Sassi, tutt’oggi un modello di studio di un territorio.
Elemento importante di tale progettazione fu la dimensione
partecipativa, che coinvolse gli abitanti nella ricerca di possibili
soluzioni.
Il
progetto che emerse alla fine dell’analisi vedeva solamente la metà
della popolazione spostarsi dai Sassi, su base volontaria, in nuovi
borghi costruiti vicino a terre coltivabili assegnate dalla riforma
agraria. Il resto della popolazione avrebbe dovuto rimanere nelle
vecchie case riqualificate per preservare il tessuto urbanistico e
sociale. A tale lettura, che interpretava Matera come capitale simbolica
del mondo contadino, se ne affiancò nel frattempo un’altra, che
prevalse, e che etichettò i Sassi esclusivamente come simbolo
dell’Italia più povera del dopoguerra: Matera vide quindi sfollare tutti
gli abitanti dai Sassi che vennero completamente abbandonati.
Solo dal 1986 si è proceduto al recupero dei Sassi, operazione che ha condizionato fortemente non solo la designazione a sito Unesco nel 1993 ma, in qualche modo, anche l'essere divenuta Capitale Europea della Cultura 2019.
Matera
è uscita dalla marginalità: da essere vergogna nazionale nel
dopoguerra, ora è il luogo nuovo da visitare: cosa è cambiato in questi
70 anni?
Confrontando
la dimensione socio-culturale, quella territoriale e quella economica
dei diversi progetti di rigenerazione di Matera e dei Sassi dal
dopoguerra in poi, rifletteremo sullo slancio che Matera 2019 vuole dare
a questo paesaggio culturale con il programma Open Future.
B2B E FORMAZIONE GLI INGREDIENTI DI SOL&AGRIFOOD PER GLI AFFARI
Prodotti di alta qualità con una storia da raccontare sono l’offerta che il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Veronafiere propone ai buyer in arrivo da 130 Paesi, con un’attenzione crescente al canale horeca. Molte le novità dell’edizione 2019: dalla fotografia dei consumatori di food di qualità, olio evo e birra artigianale proposta da Osservatorio Veronafiere-Nomisma alla finale degli Absolute Beginners di Sol d’Oro, al nuovo Beerstrò. La formula di Sol&Agrifood è l’unica che valorizza in chiave business le peculiarità dell’agroalimentare.
Verona, 29 marzo 2019 - Regno dell’olio extravergine di oliva, del food di qualità e delle birre artigianali, Sol&Agrifood potenzia la formula interattiva che la contraddistingue e propone per l’edizione 2019 (7-10 aprile 2019 – www.solagrifood.com) una riorganizzazione delle sue aree dimostrative: l’Agorà per il food-telling, la Sala Mantegna per le degustazioni guidate di olio extravergine di oliva, l’Evoo Bar per la degustazione assistita degli oli vincitori di Sol d’Oro, l’Area Birre e la Cooking Show Area.
Qui il cibo non è un semplice prodotto, ma una storia da raccontare – attraverso degustazioni, educational, dimostrazioni in cucina – fatta di materie prime, sapiente innovazione della tradizione, ricette e abbinamenti, allo scopo di valorizzare l’unicità di ogni prodotto, per renderlo comprensibile in chiave commerciale e per aumentare le occasioni di incontro tra domanda e offerta.
Nel 2018 gli espositori di Sol&Agrifood sono stati 317 da sette Paesi; i visitatori sono stati 59.300, dei quali il 27% esteri provenienti da 130 nazioni.
A queste attività si affiancano gli appuntamenti b2b dell’International Meeting Point, organizzati con trader del food di qualità selezionati da Veronafiere nei più importanti e interessanti Paesi di consumo.
Per approfondire le tendenze di un mercato con numeri in crescita, il convegno inaugurale di Sol&Agrifood 2019 presenta una ricerca realizzata da Nomisma per Veronafiere sui principali criteri di scelta e gli attributi “valoriali” assegnati dai consumatori al momento dell’acquisto, iI trend (Italia vs export) e il profilo del consumatore italiano di prodotti di qualità, con focus sull’agroalimentare Dop/Igp, l’olio extravergine di oliva e la birra artigianale.
Olio extravergine di oliva. Quest’anno l’olio prodotto nel bacino del Mediterraneo è stato scarso per ragioni climatiche ma, come hanno verificato i giudici durante il concorso Sol d’Oro Emisfero Nord, è di alta qualità. È con questa consapevolezza che i produttori presenti a Sol&Agrifood aspettano gli operatori. La fiera conferma di essere il più importante luogo di incontro internazionale dell’offerta e della domanda di olio extravergine di gamma alta. Un primato ottenuto grazie alle molte attività legate alla valorizzazione del prodotto, a iniziare dal grand tasting dedicato agli oli vincitori di Sol d’Oro nel primo giorno di fiera, rivolto agli operatori esteri.
A seguire, la fase finale di Sol d’Oro Emisfero Nord dedicata alla nuova categoria degli “Absolute Beginners”, valutata da una giuria guidata da Tano Simonato, lo chef del ristorante Tano Passami l’Olio e composta da ristoratori, giornalisti specializzati e degustatori professionisti.
Nei quattro giorni di Sol&Agrifood, in sala Mantegna, si succedono le degustazioni guidate di oli extravergine proposti dagli espositori. Nell’International Meeting Point, invece, si svolgono i b2b del Gdo Buyers’ Club, organizzati da Veronafiere con i responsabili acquisti olio delle principali insegne della grande distribuzione italiana.
Agorà e biodiversità. Le centinaia di specialità agroalimentari, dalla pasta ai formaggi, dai salumi ai prodotti da forno, dagli aceti alle marmellate, proposte dagli espositori trovano nell’Agorà lo spazio della narrazione, fatta dall’espositore, con il supporto di un giornalista di settore e di uno chef. Il calendario degli appuntamenti vede quest’anno tra i protagonisti la Sicilia con una spaghettata ai grani antichi e sapori dei Monti Iblei e il Parmigiano Reggiano, con due “cheese experience”: una degustazione verticale del formaggio DOP a diverse stagionature e una di Parmigiano Reggiano realizzato con latte di Vacche Rosse, proposte dal Consorzio di tutela che ritorna a Sol&Agrifood per presentare le produzioni di eccellenza dei suoi associati e incontrare gli operatori dell’alta ristorazione.
Non solo gustoso ma anche originale e con risvolti storici, infine, l’appuntamento “A tavola con Leonardo da Vinci”, con ricette rinascimentali di fine ‘400 realizzate con i prodotti degli espositori, a cura di Accademia delle 5T.
Area Birre. Giunta alla settima edizione si rinnova l’Area Birra, che ospita le produzioni brassicole artigianali nazionali e internazionali e offre al visitatore l’opportunità di addentrarsi nel vasto mondo delle birre artigianali. Ad animare l’area c’è lo spazio dedicato alle degustazioni e ai minicorsi gestito dall’Unione Degustatori di Birre. Quest’anno sono previsti approfondimenti sullo stile italiano di produrre birra, sul legame con il territorio, sui segreti del servizio e sul corretto bicchiere da utilizzare per ogni stile.
L’attività dell’Area Birre è supportata dalla collaborazione con Ice Agenzia per l’incoming di operatori esteri, oltre che del Consorzio Distributori Alimentari - CDA WEB, per la selezione di operatori nazionali, ai quali oltre ai momenti di approfondimento sul prodotto ne vengono proposti altri di formazione. Tra questi il convegno rivolto ai grossisti del beverage dal titolo “La birra del vicino è sempre più speciale - marketing e strategia della distribuzione della birra artigianale in Italia” con degustazione finale, finalizzata a fornire a questi professionisti competenze e strumenti utili per la fase di vendita.
Grazie a un ampliamento dello spazio, l’Area Birre si arricchisce quest’anno di un di punto ristorazione, il Beerstrò – A Beer Experience, con protagonista la birra nelle ricette e negli abbinamenti proposti. Qui, dall’antipasto al dessert, la tradizione di alcuni piatti viene rivista in nuove originali varianti.
Cooking show Area. Nell’area dei Cooking show si svolgono gli Evoo Academy, veri e propri educational, gestiti da Aipo – Verona (Associazione Interregionale Produttori Olivicoli), che quest’anno propongono “Crudo, cotto, fermentato: le piacevoli esperienze del gusto”. L’Area dei Cooking show è anche il regno del cuoco Giorgione, storico testimonial di Sol&Agrifood, che quest’anno per la prima volta si cimenta nella realizzazione di cinque ricette originali pensate per valorizzare in cucina i cinque oli vincitori di medaglia d’oro di Sol d’Oro Emisfero Nord.
Immersione libera un progetto di Marina Nissim a cura di Giovanni Paolin
in collaborazione con Galleria Continua, Associazione Pierlombardo e Teatro Franco Parenti
martedì 2 aprile 2019 – sabato 18 maggio 2019
da martedì a venerdì dalle 16.00 alle 21.00
da sabato a domenica dalle 14.00 alle 21.00
chiuso il lunedì
Aperture speciali in occasione di miart – dalle 10 alle 22 – e Fuorisalone – dalle 14 alle 22
Palazzina dei Bagni Misteriosi
Via Carlo Botta 18 – Milano
Via Carlo Botta 18 – Milano
Artisti: Alfredo Aceto, Agreements to Zinedine, Antonello Ghezzi, Calori & Maillard, Campostabile, Giovanni Chiamenti, Alessandro Fogo, Francesco Fonassi, Valentina Furian, Raluca Andreea Hartea, Ornaghi & Prestinari, Marta Spagnoli
Curatori ospiti: Giulia Colletti, Caterina Molteni, Treti Galaxie
Con interventi di: Benni Bosetto, Lucia Cristiani, Lisa Dalfino & Sacha Kanah,
Beatrice Marchi
Interazione, libertà e ricerca sono le parole chiave di Immersione libera, la mostra collettiva, a cura di Giovanni Paolin, in programma dal 2 aprile al 18 maggio negli spazi della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Realizzata in collaborazione con Associazione Pier Lombardo, Galleria Continua e Teatro Franco Parenti, Immersione libera è un momento espositivo voluto e sostenuto dall’imprenditrice e collezionista Marina Nissim per promuovere una nuova generazione di artisti.
Selezionati tra le voci emergenti più interessanti e innovative del panorama internazionale contemporaneo, Alfredo Aceto, Agreements to Zinedine, Antonello Ghezzi, Calori & Maillard, Campostabile, Giovanni Chiamenti, Alessandro Fogo, Francesco Fonassi, Valentina Furian, Raluca Andreea Hartea, Ornaghi & Prestinari e Marta Spagnoli sono gli artisti chiamati a ideare nuove opere site-specific per la Palazzina dei Bagni Misteriosi.
La
mostra non segue un unico filo conduttore, ma abbraccia un ampio
ventaglio di proposte che spaziano tra linguaggi, materiali e tecniche
differenti. Tutte le opere sono pensate per fondersi con gli ambienti
circostanti favorendo il coinvolgimento dei visitatori. Per tutta la
durata della mostra, inoltre, gli interventi site-specific dialogheranno
anche con una serie di eventi temporanei, organizzati con la
collaborazione dei curatori ospiti: Giulia Colletti, Caterina Molteni, Treti Galaxie.
Il percorso di Immersione libera inizia nell’Atrio della Palazzina dei Bagni Misteriosi con χρόα di Giovanni Chiamenti:
un organismo con un’anima di ferro ricoperta da una pellicola dicroica,
che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della natura. L’intervento
di Chiamenti prosegue nella sala successiva con le due sculture Bone e Cortex,
scansioni 3D che cercano di leggere e memorizzare l’oggetto in modo
fedele, mettendone in luce tutte le imperfezioni e le tracce lasciate
dal tempo. Il mondo della natura torna in Iperbole (δU = δQ - δW), digigrafia che fotografa il ribollire della superficie di un geyser, mentre con Scratch
– una stampa incisa su carta – l’artista rivendica il diritto alla
lentezza in un mondo, come quello attuale, votato al primato
dell’istante.
Alfredo Aceto definisce lo spazio espositivo della Sala Mosaico con tre sculture che spuntano dal pavimento come se emergessero dal mare: le Gutter-Gargoyle.
Sono il risultato dell’ibridazione tra un idrante, una grondaia e un
animale marino che, in questo contesto, si fanno vettori di nuovi
significati. La manipolazione scultorea, intesa come assemblaggio di
elementi con inedite possibilità narrative, è anche alla base di Claire:
un timido personaggio fiabesco frutto dell’evoluzione di un
portacravatte che ha acquisito dimensioni umane e una pinna sul dorso.
Alessandro Fogo
elabora il pattern della moquette posata nella stessa sala ispirandosi
al motivo del parquet liquido di Giorgio De Chirico; le sue tele appese
alle pareti sono invece sospese nel tempo e nello spazio, estremamente
connotate da un punto di vista simbolico. Si rifà al mondo dei simboli e
del mito anche l’Animale Cerimoniale, installazione ambientale curata dal collettivo milanese Agreements to Zinedine – ATZ che,
attraverso cinque interventi, ricrea all’interno della Sala Testori un
esempio di tempio contemporaneo animato da antiche leggende.
Nella stessa sala Scena di caccia è un’installazione sonora, in quattro movimenti, realizzata da Francesco Fonassi:
l’opera audio, mixata su tre sorgenti differenti, mescola elettronica,
strumenti a corda, manipolazioni analogiche e voce, che si svelano
all’ascoltatore come iterazioni di gesti che rievocano antiche strategie
di caccia. Il contributo di Fonassi prevede anche un intervento di
natura scultorea – Arco – che si ispira a un vecchio modello d’arco giapponese, lo Yumi.
Nella Sala Centrale della Palazzina, Raluca Andreea Hartea
installa tra i volumi della libreria una serie di scatti fotografici
che, riproducendo le copertine dei libri, creano un gioco di percezione
tra realtà e finzione. Nei quadri di Marta Spagnoli lo
sguardo si perde in un labirinto di linee e colori, mappe che tracciano
paesaggi fatti di relazioni, i cui segni s’intrecciano, interrompono e
moltiplicano. Mc2, il lavoro di Calori & Maillard,
si articola in due progetti complementari, uno scultoreo e uno
fotografico, con cui il duo italo-francese interpreta in chiave
simbolica l’equazione più famosa della fisica che stabilisce
l’equivalenza tra l’Energia e la massa di un sistema fisico.
Il percorso prosegue con Pool, struttura in legno e tessuto, del duo Campostabile.
Il titolo fa riferimento al termine inglese che, tra le tante
accezioni, indica un gruppo, un’entità collettiva, un organismo in
condivisione proprio come l’installazione nella Sala Zenitale: un
organismo composito in cui il valore dell’unico è sempre maggiore della
somma delle singole parti che lo compongono. Sempre nella Sala Zenitale è
esposta l’opera di Ornaghi & Prestinari: Cionco,
una scultura in legno che raffigura un burattino astratto e
claudicante: sorretto da un meccanismo a pressione, quando perde
l’equilibrio, cade, si scompone per poi rialzarsi e ricomporsi in modo
sempre nuovo.
Al piano inferiore la mostra continua con 55: la video installazione a due canali di Valentina Furian
presenta uno scenario onirico, volutamente ambiguo, in cui il processo
narrativo gioca sullo scarto tra finzione e realtà. Infine, sulla
terrazza, il percorso espositivo si conclude con Alla luna del duo Antonello Ghezzi, un’installazione
partecipativa, poetica ed evocativa: camminando su un tapis roulant che
evidenzia sul display la reale distanza della Terra dalla Luna, 384.400
km, i visitatori contribuiranno a un countdown che avvicina il nostro
pianeta al suo satellite.
Immersione Libera inaugura in occasione di miart per poi inserirsi tra gli eventi che animeranno il Parenti District – ART & DESIGN, un nuovo distretto di sinergie tra arte, arti performative e design, voluto dal Teatro Franco Parenti e dai Bagni Misteriosi in occasione della Milano Design Week.
Immersione libera prende il via lunedì 1 aprile con un vernissage
aperto al pubblico. La mostra sarà visitabile da martedì a venerdì
dalle 16.00 alle 21.00. Sabato e domenica l’apertura è anticipata alle
14.00. Aperture speciali in occasione di miart – dalle 10 alle 22 – e del Fuorisalone – dalle 14 alle 22.
Si ringrazia Technogym,
l’azienda italiana leader mondiale nella fornitura di tecnologie,
servizi e prodotti di design per il Wellness, che per l’installazione Alla luna di Antonello Ghezzi ha messo a disposizione “Run Personal”,
il tapis roulant della linea PERSONAL, che rappresenta la sintesi
perfetta di tecnologia all’avanguardia e funzionalità, frutto della
collaborazione tra Technogym e il design d’autore di Antonio Citterio.
giovedì 28 marzo 2019
La colomba di d&g patisserie: tradizionale o in vasocottura con invero
Per Pasqua il Maestro Pasticcere Denis Dianin punta ai colori pastello, tra il dripping della colomba tradizionale e il coniglietto pasquale stilizzato per quella in vasocottura.
Colomba tradizionale o in vasocottura? Da d&g patisserie di Selvazzano Dentro c’è l’imbarazzo della scelta. Tra le colombe tradizionali, realizzate con un triplo impasto e 36 ore di lievitazione si può scegliere tra i 6 gusti racchiusi dalla moderna confezione arricchita dalla tecnica dripping che richiama il guscio dell’uovo di quaglia.
Un regalo esclusivo per la colomba in vasocottura invero, che si conserva fino a 3 anni e che, con la patinata confezione dai colori pastello e il coniglietto pasquale stilizzato, diventa un vero e proprio oggetto di design da esporre. Disponibile nei gusti: classica; arancia e pesca; albicocca, cioccolato bianco e caffè; albicocca, mandorla e zenzero; cioccolato bianco, amarena e limone; cioccolato bianco, arancia, limone e fava di Tonka; questa linea nasce da un’intuizione del Maestro AMPI Denis Dianin una decina di anni fa, quando la tecnica della vasocottura era usata in cucina e non comunicava con il mondo della pasticceria: oggi, l’evoluzione di un lungo percorso di studio, ricerca ed esperimenti che è durato 10 anni prende vita con la nascita di “invero”. Il nome “invero” scaturisce dal gioco di parole tra la lingua italiana e il dialetto veneto, terra d’origine del Maestro Dianin. “El vero”, come materiale, ovvero il vetro, si lega al territorio in cui il Maestro produce i suoi lievitati; ma anche qualcosa di vero, genuino, autentico, che non ha bisogno di essere addizionato con conservanti o correttori del gusto. “Vero” anche nel rispetto della tradizione, perché all’interno dei vasi sono stati pensati solo prodotti di pasticceria canonica, rivisitati e “invasati”, in modo che i sapori si intensifichino e si armonizzino in un’unica sinfonia. Tutti i prodotti si possono acquistare tramite l’e-commerce invero.it e su marketplace come Dolceitaliano.it e Buy-me.it a 19 Euro per 250 g di prodotto.
I prodotti invero sono anche sostenibili per l’ambiente: i vasi in vetro sono riciclabili al 100% in modo da ridurre l’impronta ambientale del prodotto e possono essere riutilizzati per conservare spezie e aromi, per arredare la casa, continuando ad avere un’utilità anche dopo il consumo del prodotto.
d&g patisserie
Il laboratorio d&g patisserie nasce nel 2006 su disegno del Maestro AMPI Denis Dianin che a Selvazzano Dentro ha sviluppato una moderna ed elegante pasticceria con ristorante e laboratorio dedicato alla produzione.
d&g patisserie si avvale della collaborazione con l’Università di Padova e il Politecnico di Milano, in un intreccio di tradizione e innovazione, sia per le colombe tradizionali che per quelle in vasocottura, riuscendo a mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche degli ingredienti, allungando la shelf life del prodotto della linea invero.
Dietro ogni creazione d&g patisserie c'è il lavoro di un team di circa 15 professionisti. Si lavora in modo rigoroso seguendo la linea del freddo, in modo da poter garantire un prodotto dal gusto impeccabile, senza deterioramenti qualitativi, facilitati da un’importante strumentazione tecnologica all’avanguardia, un valido aiuto che necessita però di competenza da parte dello staff.
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