In occasione delle ultime settimane di apertura della mostra Dalla partecipazione all’ambiente come sociale attraverso i documenti dell’Archivio Enrico Crispolti, in corso a Roma presso lo stesso archivio fino al 25 settembre, l’Archivio Crispolti lancia il podcast omonimo: un progetto in 10 episodi in cui si ricostruiscono le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila, hanno costituito le principali tappe teoriche del percorso critico di Crispolti sull’arte nella città.
L’Archivio Crispolti continua la sua ricerca sulle prassi operative di intervento artistico nell’ambiente urbano, considerato come ambiente “sociale” e, dopo la mostra in corso dal 5 giugno fino al 25 settembre, lancia un podcast in 10 episodi con lo stesso tema Enrico Crispolti l’Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale.
La mostra a cura di Anna Mazzanti in collaborazione con l’Archivio Enrico Crispolti, realizzata con il sostegno della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico finalizzato all'assegnazione di contributi per i Servizi Culturali 2025 e con il patrocinio del Politecnico di Milano, ha preso il via in occasione della Notte degli Archivi – Archivissima 2026 e prosegue con il podcast per concludersi nel 2027 con una pubblicazione dedicata.
Il podcast Enrico Crispolti l’Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale a cura dell’Archivio Enrico Crispolti in collaborazione con Anna Mazzanti, è strutturato in 10 episodi pubblicati con cadenza settimanale dal 28 settembre al 30 novembre 2026 sul canale Archivio Enrico Crispolti della piattaforma Spotify e approfondisce i contenuti delle singole manifestazioni con fonti dirette e contributi attuali di studiosi della materia.
Il progetto vuole evidenziare, per l’attualità dei temi trattati e il nesso funzionale che li unisce, due modi di fare arte nello spazio urbano, già segnalati da Crispolti nei primi anni Settanta. Il primo di questi riguarda la rilevanza strategica offerta dalla modalità partecipativa e d’animazione dell’intervento estetico sul territorio, inteso come momento di coinvolgimento empatico e di avvicinamento dell’arte a un pubblico variegato. Il secondo, invece, riguarda il metodo con il quale intervenire proficuamente nella qualificazione dell’ambiente urbano attraverso la presenza di opere d’arte permanenti, condivise con i cittadini e, pertanto, da loro stessi tutelate e valorizzate. Crispolti inizia a elaborare questi contenuti attraverso pubblicazioni ed esposizioni a livello nazionale che, tuttora, a distanza di oltre cinquant’anni generano interesse e dibattito. Quindi una volta nominato Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 1976, ne propone, per la prima volta anche a livello internazionale, una sintesi teorica, trasformando il tema Ambiente, indicato dalla direzione della Biennale, in Ambiente come sociale, ovvero come «contesto umano», come «luogo d’intervento non gerarchico», dove l’opera d’arte costituisce una «presenza attiva nel processo di sviluppo identitario del territorio» e ne conserva la memoria.
Mediante lo spoglio e la selezione di fonti archivistiche (appunti, corrispondenze, fotografie, libri, contributi audio e video), molte delle quali inedite, è stato possibile ricostruire per la prima volta con attenzione storica e filologica le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila, costituiscono le principali tappe teoriche del percorso critico di Crispolti sull’arte nello spazio urbano: da Volterra ‘73 alla Biennale di Venezia del ‘76; da Campo del Sole (1985-1986-1989) al Concorso di idee per Piazza Augusto Imperatore (2001), passando per Operazione Arcevia comunità esistenziale (1972, 1975), la Casa del Popolo di Ponticelli (1974-1975) e il Processo partecipato della Cooperativa Alzaia (1976-1980).
In ciascuna di queste manifestazioni artistiche, si conferma come il centro dell’attenzione critica abbia sempre, per Crispolti, riguardato la crisi della città, la perdita di dimensione umana e le contraddizioni della metropoli. In questo senso l’Archivio intende presentarsi come soggetto agente, intenzionato a dialogare a più livelli con la società, il territorio e le amministrazioni.
A coronamento di tutto il progetto verrà edito il volume Enrico Crispolti Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale, a cura di Anna Mazzanti e dell’Archivio Enrico Crispolti, pubblicato da Silvana Editoriale nel 2027
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