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lunedì 29 luglio 2019

Bradt Guide Friuli Venezia Giulia: il grande editore Bradt pubblica la prima guida in lingua inglese interamente dedicata alla regione




“Friuli Venezia Giulia truly is Italy’s last undiscovered gem, a small package filled with all the things we love about the country, including generous lashings of Mitteleuropa charm –after years of writing about Italy, having the chance to explore FVG in depth and write about it has been a delight”
Dana Facaros - author
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“Il Friuli Venezia Giulia è una delle ultime gemme da scoprire in Italia, un piccolo regalo pieno di tutto ciò che amiamo di questo Paese, comprese numerose testimonianze dal fascino mitteleuropeo - dopo anni di racconti sull'Italia, è stato un piacere avere la possibilità di esplorare il FVG in profondità e scriverne”
Dana Facaros - autore
Villa Chiozza di Cervignano, 29 luglio 2019 – Da pochi giorni è acquistabile on line e in circa 100 paesi del mondo la prima guida turistica in lingua inglese interamente dedicata al Friuli Venezia Giulia ed edita da Bradt, uno degli editori di guide di viaggio leader a livello internazionale. Un traguardo importante per la destinazione Friuli Venezia Giulia che va a colmare così una lacuna prima esistente: avere una guida turistica di una casa editrice autorevole con una capacità di diffusione senza limiti linguistici.
Grazie all’organizzazione dei viaggi stampa e le attività di relazioni pubbliche, è stato possibile intercettare l’interesse e la curiosità dell’editore internazionale ed infine convincerlo che la destinazione regionale avesse un contenuto editoriale inedito, in sintonia quindi con la loro linea editoriale e il loro target. La guida quindi è il risultato di diversi viaggi che gli autori Dana Facaros e Michael Pauls hanno fatto in quella che loro stessi definiscono come un piccolo regalo pieno di tutto ciò che amiamo dell’Italia”.
Fondata nel 1974, oggi Bradt è la più grande casa editrice indipendente di guide turistiche del Regno Unito e una delle realtà editoriali di riferimento per viaggiatori di tutto il mondo: si rivolge a un pubblico di lettori di target medio-alto con cultura elevata e buona disponibilità economica.
La guida presenta le bellezze di tutto Friuli Venezia Giulia in 280 pagine, dalle città d’arte ai borghi, dalla costa fino alle cime delle montagne regionali. Gli autori hanno descritto le località mettendo in evidenza il carattere di ogni luogo, aggiungendo suggerimenti al turista per rendere unica la sua esperienza in regione, tra cui, solo per citarne alcuni, percorrere l’Alpe Adria Trail a cavallo del confine, fare canyoning in Carnia, meravigliarsi davanti agli affreschi dei palazzi di Spilimbergo, esplorare la costa e la laguna di Grado e Lignano Sabbiadoro, percorrere in bici i rilievi collinari, ordinare il caffè a Trieste in 67 modi diversi.
Il volume inizia dando informazioni di base a cui segue una mappa generale della destinazione con alcuni highlights, alcuni dei quali messi in ulteriore evidenza nelle due pagine successive alla voce “Don’t Miss – Da non perdere”. I primi capitoli sono poi dedicati alle informazioni generali (geografia, clima, natura, storia, politica, economia, popolazione, lingua, religione, cultura) e alle informazioni pratiche (quando andare, da non perdere, itinerari consigliati, come arrivare, dormire, mangiare, shopping, divertimento); le successive sono dedicate alle diverse aree territoriali della regione. La guida si arricchisce poi di box tematici di approfondimento, ad esempio su storia, eventi, curiosità.
Nonostante il supporto continuo dato agli autori da parte di PromoTurismoFVG, il progetto editoriale è stato in ogni caso curato da Bradt, che da sempre garantisce integrità e indipendenza nei contenuti.
La guida Friuli Venezia Giulia è venduta anche all’interno del sito dell’editore www.bradtguides.com, scegliendo tra la versione cartacea al prezzo di £15,99 e l’e-book a £13.32.
Tra le attività di comunicazione di PromoTurismoFVG uno dei progetti che l’ente sta portando avanti da anni riguarda il lavoro di posizionamento del Friuli Venezia Giulia sulle guide turistiche internazionali con l’aggiornamento o l’aumento della foliazione o, come in questo caso, la creazione ex novo di nuove guide: pensiamo ad esempio alle due edizioni italiane della Lonely Planet Friuli Venezia Giulia, alla guida sui percorsi cicloturistici regionali di La Repubblica, all’aggiornamento, tra le tante, della Lonely Planet Italy versione inglese, della guida Rough Guide, della Guida Michelin Italie du Nord, della francese Petit Futé o della russa Polyglot Bell’Italia.




ULTIMA SETTIMANA DI EVENTI DEL LONGLAKE FESTIVAL A LUGANO 29.07 – 04.08

Giovedì 1 agosto LongLake Festival chiude in bellezza la sua programmazione con i festeggiamenti per la Festa Nazionale:
una giornata dedicata alla celebrazione della Svizzera con momenti ufficiali, performance musicali e il tradizionale spettacolo pirotecnico per tutta la popolazione e i numerosi turisti presenti.

 HIGHLIGHTS 

 NATIONAL DAY 
01.08 | Lugano
In occasione della Festa Nazionale, la Città di Lugano ha previsto anche quest’anno un ricco programma di eventi. Alle ore 06:00 i Tamburini Luganesi suoneranno la diana nel centro cittadino. Alle ore 10:15 le Autorità si ritroveranno davanti a Palazzo Civico in Piazza della Riforma e, scortati dal Corpo dei Volontari Luganesi, raggiungeranno a piedi Piazza Indipendenza, dove alle ore 10:30 verrà posata la corona di alloro all’obelisco dell’Indipendenza quale omaggio alla storia luganese. Si tornerà quindi nel Patio di Palazzo Civico dove, alle ore 11:00, la Filarmonica di Castagnola terrà un concerto. Il ritrovo serale delle Autorità e delle associazioni cittadine è fissato alle ore 20:30 in Via Nassa da dove partirà il tradizionale corteo per le vie della città. In Piazza della Riforma, è previsto alle ore 21:15 il discorso ufficiale di Roberto Badaracco, Capo Dicastero cultura, sport ed eventi della Città di Lugano e, a seguire, alle ore 21:45 il concerto della Civica Filarmonica di Lugano. In conclusione alle ore 22:30 avrà luogo lo spettacolo pirotecnico che quest’anno avrà come tema Le danze di luci. L’animazione musicale della serata è affidata alla Lüganiga band, la quale, oltre a chiudere il corteo serale, terrà anche due concerti in Piazza Manzoni: uno pomeridiano alle ore 18:00 e uno subito dopo lo spettacolo pirotecnico. Diversi grottini e associazioni cittadine saranno presenti nelle varie piazze del centro città con le loro proposte gastronomiche da mercoledì 31 luglio a venerdì 2 agosto. Ricordiamo che anche i diversi quartieri della città organizzano eventi speciali per festeggiare la Festa Nazionale.
Programma completo su longlake.ch/nationalday
 LONGLAKE EXPERIENCE 

Continua la programmazione di LongLake Experience che con il suo mix di diversi generi di eventi e di location attrattive è in grado di trasformare il modo di vivere il lungolago di Lugano.
 LOOK&LISTEN EXPERIENCE 
Presentazioni di libri, performance teatrali
e incontri pubblici

29.07 | 18:30, Park&Read del Parco Ciani
Presentazione del nuovo libro di Mattia Bertoldi “Come tanti piccoli ricordi”

30.07 | 20:30, Darsena del Parco Ciani
Emanuele Santoro presenta un recital
da Luigi Pirandello intitolato “La Giara

02.08 | 18:30, Park&Read del Parco Ciani 
Manuel Rossello presenta “Non ero iperattivo, ero svizzero”, uno zibaldone di infanzie eroicomiche, ovvero piccoli pensieri autobiografici dei suoi allievi, poiché non si è mai troppo giovani per ricordare e apprezzare il proprio passato

03.08 | 18:30, Darsena del Parco Ciani
 Conferenza semiseria di Anna Martano Grigorov intitolata “Evviva noi!”, per riflettere sull’età e sul tempo che passa
 CLASSICAL EXPERIENCE 
 Ticino Musica e Ceresio Estate questa settimana presentano diversi eventi musicali di alta qualità

04.08 | 11:00, Boschetto - Parco Ciani
Il primo dei concerti matinée musicali della rassegna Aulos, in programma al Boschetto del Parco Ciani anche le due domeniche mattina seguenti (l’11 e il 18 agosto)
 SPORT EXPERIENCE 
Dal 01.08 al 04.08

10a edizione del Torneo di Calcio International Helvetia U16 Cup, che quest’anno propone per la prima volta un torneo dai contenuti sociali e umani, un evento riservato a team composti da ragazzi speciali. Domenica 4 agosto si svolgerà anche il Torneo amatoriale di Beach Volley#Megabello ai Campi di Pregassona organizzato dai Dragons di Lugano.
 WORLD MUSIC EXPERIENCE
Concerti all’aperto che regalano al pubblico
la magia delle musiche dal mondo

29.07 | 21:00, Rivetta Tell
Concerto di musica bahiana e brasiliana del Grupo Mandaia

30.07 | 21:00, Rivetta Tell
Open Mic, il palco aperto a tutti, dove chiunque è libero di esprimere la propria arte canora. Iscrizione obbligatoria e informazioni: facebook.com/openmicticino, openmicticino@gmail.com

31.07-03.08 | Agno Open Air Festival
Appuntamenti musicali, esibizioni sportive, bancarelle e fuochi d’artificio

02.08 | 20:30, Park&Read del Parco Ciani
La Banda della Ricetta presenta uno spettacolo originale in cui si canta del buon cibo, da un repertorio folk della tradizione popolare italiana

02.08 | 21:00, LAC - Piazza Luini
“Voci Primordiali” - Arsene Duevi (Togo/Italia) feat Gennaro Scarpato

02.08-03.08 | Morcote Summer Festival
Prosegue, nella suggestiva cornice del borgo di Morcote, la quarta edizione del Summer Festival, l’evento caratterizzato da 25 concerti che spaziano dal funk, rock, blues, anni 50, scelti dal direttore artistico Max Dega

03.08 | 21:00, Rivetta Tell
François Vé, musicista losannese che eseguirà canzoni nelle quattro lingue nazionali e nei dialetti del paese

03.08 | 21:00, LAC - Piazza Luini“Voci Primordiali” - San Salvador (Francia)
 URBAN ART EXPERIENCE 

Iniziative artistiche che mettono in relazione i cittadini con il contesto urbano

31.07 | 18:30, Darsena del Parco Ciani
Talk con Alberto Garutti, esponente di rilievo dell’Arte pubblica e artista di riferimento dell’arte contemporanea italiana 
Continuano anche le “esperienze da vivere” proposte sul litorale luganese, dai baretti di Lugano Marittima, al Mojito, al Park&Read al Parco Ciani e le offerte dei diversi lidi di Lugano.

ARTICOLO 3343 “il gigante parla”: nasce in Marmolada il manifesto del turismo accessibile in montagna e la solidarietà di Marmolada per I Serrai di Sottoguda.




Nasce sulla cima più alta delle Dolomiti “Articolo 3343 - Dall’alto del futuro”, il documento volto alla realizzazione di una squadra unita dalla voglia di rendere il territorio montano bellunese accessibile e inclusivo verso ogni forma di disabilità. Promotori del progetto concreto Assi Onlus e funivie Marmolada Move to the Top con il patrocinio di Fondazione Dolomiti Unesco e la Regione Veneto. Per l’occasione Oscar De Pellegrin e Pesce Moreno si sono incontrati simbolicamente a Punta Rocca a 3265 m per unire le forze e contribuire assieme alla diffusione della cultura del turismo accessibile.

Malga Ciapèla, 26 luglio 2019 – E’ nato “Articolo 3343 - Dall’alto del futuro”, il documento di intenti per un turismo accessibile e inclusivo verso ogni forma di disabilità. Proposto inaspettatamente dal plurimedagliato paralimpico Oscar De Pellegrin assieme alla società Marmolada – Move to The Top il manifesto ha visto la favorevole e immediata adesione della Fondazione Dolomiti Unesco e di molti enti ed associazioni presenti alla tavola rotonda svoltasi nella stazione funiviaria di Serauta durante l’evento Senza Limiti - Dammi un punto d’appoggio e ti scalerò la montagna del 23 luglio. La forza di questo documento è di aver pensato da subito a creare una segreteria organizzativa nell’associazione Assi Onlus che farà da punto di riferimento per tutti i firmatari e quelli che, da ora in poi, vorranno sottoscrivere questo documento. Questa soluzione voluta, da Oscar De Pellegrin, garantisce che il documento avrà gambe per camminare fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi e oltre consigliando tutti quelli che le organizzeranno, di abbattere le barriere architettocniche, ma in particolarmente quelle culturali. In occasione di questa giornata Oscar De Pellegrin e Pesce Moreno, uno salito con la funivia e il secondo lungo il ghiacciaio della Marmolada, si sono incontrati simbolicamente a Punta Rocca a 3265 m per unire le forze e contribuire assieme alla diffusione della cultura del turismo accessibile. Un momento emozionante vissuto intensamente dalle molte persone intervenute. Erano presenti alla tavola rotonda tutte le istituzioni che contano, il Sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin il Presidente del Consglio Regionale Veneto Roberto Ciambetti, Luigi Borgo Presidente maestri sci Veneto, Marco Spazzini Presidente guide Alpine Veneto, Valeria Ghezzi per ANEF, Marcella Morandini direttrice Fondazione Dolomiti Unesco, e il promotore Oscar De Pellegrin Assi Onlus Belluno.    

E’ stata scelta la Marmolada, il punto più alto delle Dolomiti a quota 3343, per far nascere l’Articolo 3343 - Dall’alto del futuro, il documento di intenti che si propone come manifesto del turismo inclusivo ed accessibile in montagna per qualunque forma di disabilità, affermando la volontà di far diventare le “Dolomiti Patrimonio di tutta l’umanità”. L’obiettivo primario di “Articolo 3343” è quello di costruire una squadra unita per rendere il territorio montano bellunese accessibile ad ogni tipo di disabilità e di trovare soluzioni progettuali per la realizzazione di una “provincia simbolo” su questo tema. Molti i presenti che hanno abbracciato e siglato la proposta concerta di Oscar De Pellegrin, Presidente di Assi Onlus, assieme alle funivie Marmolada Move to the Top: in primis la Fondazione Dolomiti Unesco con l’ANEF, il Collegio Regionale Maestri di Sci – Veneto, il Soccorso Alpino Rocca Pietore, il Collegio Regionale Guide Alpine Veneto, Tofana Srl e DMO Belluno, Consiglio Regionale Veneto. Durante la tavola rotonda, tenutasi alla stazione funiviaria di Serauta in occasione della manifestazione Senza Limiti - Dammi un punto d’appoggio e ti scalerò la montagna, i firmatari hanno concordato di dare vita ad una rete operativa pronta a ideare, promuovere e realizzare in sinergia interventi che abbattano le barriere architettoniche e mentali sul tema dell’accessibilità ai disabili.

L’adesione unanime ha dimostrato quanto vi sia in tutte le parti la sensibilità di attivarsi in tal senso e quanto sia necessario fare squadra, ognuno con la propria peculiarità, per portare avanti con forza questo progetto. Senza dubbio la grande opportunità dell’organizzazione delle Paralimpiadi Milano-Cortina nel 2026 è una spinta in più per collaborare, sviluppare e costruire una cultura imprenditoriale e sociale volta a migliorare la fruibilità del territorio e delle sue bellezze.

Da Fonti dell’Unione Europea, nel  2012, il turismo accessibile valeva 80 miliardi e, ad oggi, tra Europa e Stati Uniti le persone su sedia a rotelle sono 70 milioni senza contare le altre tipologie di disabilità. Un settore quello del turismo accessibile con un altissimo tasso di fidelizzazione e si prospetta che nel 2050 i turisti interessati dal tema dell’accessibilità siano oltre il 31%.

Valeria Ghezzi di ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) ha sottolineato che “Progettare senza barriere ci costa uguale, e lo facciamo per tutti”, mentre Oscar De Pellegrin ha invitato le istituzioni e gli enti ad aderire al documento di intenti con le seguenti parole: “Qui oggi deve partire un messaggio di crescita culturale e dobbiamo partire a progettare per tutti. Prendiamo questa grande opportunità delle Olimpiadi e Paralimpiadi per lavorare in questo settore dell’accessibilita e fruibilità ma soprattutto diffondere un grande messaggio di cultura inclusiva. Se troviamo un gradino possiamo anche farci aiutare, non è un disonore, ma quando si trova l’indifferenza delle persone fa male”. Marmolada - Move to the Top è totalmente accessibile a tutti, disabili compresi, da Malga Ciapela fino a Punta Rocca con la sua funivia e le sue attrazioni e in occasione di questa giornata, l’Ing. Mario Vascellari Presidente della stessa, ha voluto dare un senso di ulteriore solidarietà devolvendo il 10% dell’incasso della giornata a SOS SERRAI istituito presso la Fondazione Dolomiti Unesco. Operazione compiuta in favore della  ricostruzione dei Serrai di Sottoguda distrutti il 29 ottobre 2018 dalla tempesta Vaia, meta di tantissimi turisti nazionali e internazionali. Con l’augurio che a breve si riparta e si possa entro il prossimo anno inaugurare la sua rinascita.


www.funiviemarmolada.com

domenica 28 luglio 2019

Lunedì 29 luglio h. 21 il trio Giovanni Amato, Dario Deidda e Alessandro Castiglione in "Romance" alla Villa comunale di Vietri sul Mare - Ingresso gratuito





Lunedì 29 luglio la Villa Comunale di Vietri sul Mare sarà ancora scenario di un appuntamento con la buona musica nell'ambito della rassegna "Vietri in Scena" (progetto annuale "Vietri Cultura" - finanziamento Poc 2014-2020 linea strategica 2.4 "Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura), realizzata in collaborazione con il Conservatorio di musica "G. Martucci" di Salerno e diretta dal Maestro Luigi Avallone. Il concerto “Romance” vede la formazione Giovanni Amato (tromba, flicorno), Dario Deidda (contrabbasso, basso elettrico) e  Alessandro Castiglione (chitarra) esibirsi in un affiatato trio, frutto di amicizia e di professionalità.  La loro musica diventa un dialogo dove si fondono l'armonia e la melodia delle composizioni, l'improvvisazione unita al grande senso dello swing e all'ottimo livello tecnico che li accomuna. Gli standard di jazz sono completamente rivisitati da Amato, leader della band, trasformandoli in nuove composizioni. Il livello della comunicazione fra i musicisti sul palcoscenico ed il pubblico è semplicemente stupefacente. Un concerto che soddisfa appieno le aspettative dell’audience.
Giovanni Amato, fuoriclasse salernitano e da anni punta di diamante del jazz Made in Italy, vincitore assoluto dell’Italian Jazz Awards 2009 (best act) è oggi considerato dalla critica del settore uno dei migliori trombettisti a livello europeo. I suoi racconti e le sue trame melodiche sono sempre cariche di suggestioni grazie alla straordinaria capacità improvvisativa e comunicativa che rende qualsiasi brano appassionante, dunque un linguaggio originale che ha saputo eccellentemente interiorizzare l’esperienza bopistica e quella dello swing che ne caratterizzano la pronuncia e gli accenti.  Le sue doti lo hanno portato ad affiancare tanti illustri musicisti come Danilo Perez, Lee Konitz, Vincent Herring, George Garzone, Gary Peacoc, Diane Schuur, Mike Goodrich, Jerry Bergonzi, Steve Grossman, Roberto Gatto, Dado Moroni, Danilo Rea e tanti altri
Dario Deidda, salernitano, fa parte di una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un ruolo importante. Ama definirsi un musicista a 360°, ma il suo mondo preferito è il jazz e dintorni, purché unito sempre al groove e alla magia. L’artista vanta collaborazioni d’eccezione con musicisti di fama mondiale tra cui: M. Miller, G. Garzone, G. Bergonzi, G. Coleman, B. Golson, K. Lightsey, T. Harrell, V. Colaiuta, M. Petrucciani, J. Moody, D. Liebman, S. Grossman, J. Como, P. Sery, C. Stubblfield, L. Donaldson, B. Sidran, M. Garrison, C. Anderson, B. Lagrene, R. Brecker ed altri. Fa parte dei “Pure Funk Live” di Gegè Telesforo. Dario Deidda è considerato uno dei migliori bassisti del mondo.
Alessandro Castiglione, napoletano, inizia gli studi da autodidatta e si interessa presto al jazz. Collabora con Daniele Sepe e nel '94 partecipa ai seminari di Ravenna studiando con John Scofield. Si perfeziona attraverso stage con Joe Diorio e Jerry Bergonzi. Collabora con numerosi artisti del panorama jazzistico e pop di fama internazionale esibendosi in numerosi jazz club e festival in Italia e all’estero. Inizio concerto ore 21, ingresso gratuito.

Con Sluurpy alla ricerca delle “tradizioni vive”


La nostra bella Italia pullula di città, borghi e territori in cui si conserva il ricordo della tradizione, nel campo artistico ed artigianale, ma soprattutto in quello più squisitamente enogastronomico.
Chef o semplici osti offrono manicaretti che sono la migliore espressione del territorio e della sua storia. La tradizione però non deve essere un semplice ricordo archeologico, ma un riproporre vini e cibi con una fedeltà sostanziale, che non esclude però un adeguamento nel tempo, secondo il mutare delle esigenze di vita e dei gusti. Questo equilibrio fra fedeltà al passato e sensibilità ai mutamenti nelle esigenze e nei gusti è ciò che fa di un semplice cuoco un artista.
Per esemplificare questo mutamento irreversibile nei gusti, basti pensare alla ricetta dei Tortellini data dall’Artusi, il creatore della cultura gastronomica italiana, che prevede per il ripieno ben 60 gr. di midollo di bue, contro i 20 di Mortadella e i 30 di prosciutto, mentre nessun Bolognese oggi penserebbe di usare neppure un grammo di midollo!
Dunque non è semplice distinguere le modifiche alla tradizione lecite ed anzi augurabili, da quelle che imbastardiscono la nostra cultura gastronomica.
Sluurpy, il portale che non si limita ad una semplice segnalazione dei Ristoranti, ma pubblica i loro menù digitalizzati, ricevendo più di 2 milioni di visite mensili, ha pensato di segnalare i sapienti custodi di queste tradizioni vive.

Per individuarli ha pensato di rivolgersi innanzi tutto ai valorosi giornalisti di ”Borghi Europei del Gusto”, un’Associazione di esperti gastronomi che opera con il patrocinio del Consiglio d’Europa, i quali hanno accettato la sfida e si impegneranno a girare per borghi e paesi alla ricerca di ristoranti, stellati o semplici locande o anche agriturismi che si impegnano a proporre l’autentica tradizione viva della nostra cultura gastronomica.
Ma anche il pubblico, ogni volta che trova un Ristorante che gli sembra meritevole della segnalazione, potrà segnalarlo tramite il portale Sluurpy. Questi ristoranti riceveranno quindi la visita ispettiva dei giornalisti di Borghi Europei del Gusto, che valuteranno se sono meritevoli del riconoscimento.
Slurpy quindi, accanto al nome dell’esercizio così prescelto pubblicherà questo simbolo
per individuare questi esercenti che si impegnano nella meritoria difesa delle tradizioni vive della nostra cultura enogastronomica.
L’iniziativa è stata presentata ufficialmente nello splendido Agriturismo CAB Massari di Conselice, un luogo un tempo paludoso, che la laboriosità e la fatica degli abitanti, riuniti in Cooperativa fin dal 1890, ha saputo rendere uno splendido giardino i cui i frutti hanno costituito gli
ingredienti della splendida cena, perfettamente in consonanza con lo spirito dell’iniziativa “Tradizioni Vive”, a cui ha partecipato anche la Sindaca di Conselice Paola Pula.
Da ora in poi quindi, grazie a Sluurpy, potremo conoscere e degustare i migliori prodotti della nostra gustosa e sana cucina.
Gianluigi

venerdì 26 luglio 2019

Intervista a Helmuth Köcher, WineHunter e patron di Merano WineFestival




  1. Helmuth Köcher, lei è anche conosciuto come The WineHunter e patron di Merano WineFestival, ormai storica manifestazione e punto di riferimento per gli eventi wine&food di eccellenza. Per lei è fortissimo il legame con la sua terra, la cui natura l’ha ispirata nell’ideazione dei suoi progetti. Ci vuole spiegare come?
La mia famiglia si è insediata in Alto Adige oltre 150 anni fa e io sono nato a Merano. Mio nonno proveniva da una famiglia di maestri tessili della Boemia e mia nonna invece da una famiglia di viticoltori della Wachau dell’Austria. Queste due anime sicuramente mi hanno influenzato e mi hanno creato radici e fondamenta qui. Sono innamorato della mia terra e della sua natura. Vivere in Alto Adige, in particolare a Merano, mi ispira soprattutto grazie alle montagne e alla purezza della natura. Camminare in montagna, toccarne le rocce, mi riporta alle origini della natura e ispira la mia fantasia. Da questo connubio nasce la mia passione per gli aromi e i sapori, la passione per la storia e la cultura, per la tradizione e l’origine. Talvolta mi ritrovo vicino ad una cascata che scaturisce idee e ispirazioni. Le mie profonde radici in Alto Adige e la convinzione di vivere in un piccolo paradiso mi donano la possibilità di vedere l’essenziale, quello che è invisibile ma tocca il cuore.
  1. Qualità ed eccellenza dei prodotti sono sicuramente tratti distintivi di Merano WineFestival, ma cosa sono per lei veramente “qualità” ed “eccellenza” oggi?
Quando ho iniziato con Merano WineFestival nel 1992 si iniziava a parlare di qualità, mentre la parola eccellenza era allo stato embrionale, perché non c’era la ricercatezza che c’è oggi. Il mercato della viticoltura non aveva a disposizione la tecnologia attuale e dopo 25 anni c’è stato un tale avanzamento, che produrre un prodotto di qualità non è più così difficile. La parola qualità diventa però difficile da interpretare e da usare nella comunicazione, così come la parola eccellenza: basta vedere quante volte questi termini vengono sfruttati, comparendo nelle pubblicità dei vari prodotti. Va fatta quindi una distinzione perché per me qualità, soprattutto nel segmento che riguarda il vino, è comunque da considerare a livello di emozione.
  1. Dopo oltre trent’anni di esperienza nel mondo del vino, quale secondo lei il fil rouge che dovrebbe unire passato, presente e futuro di questo affascinante mondo?
Sicuramente il fil rouge è la storia del vino, che ci racconta e ci dà la possibilità di assaggiare il DNA di un prodotto che è l’uva e di conseguenza la caratteristica di un territorio che diventa inconfondibile. Troviamo quindi rappresentato il passato, con i suoi 9000 anni di storia, ma anche il presente della viticoltura che è in continua evoluzione sia per quanto riguarda la cura dei vigneti che le varie fasi di produzione in cantina. Infine il futuro, che vuole coniugare storia, tradizione e cultura del territorio includendo il percorso di un’azienda che poi diventa una garanzia di fiducia per il consumatore che va ad acquistare il prodotto finale. Quando assaggio un vino o un prodotto deve esserci il valore emotivo e oltre a questo l’approccio con un’eccellenza deve darmi l’impressione di immergermi nel prodotto sia che si tratti di un vino, di un panettone o di un cioccolato. Quando la gente mi chiede come faccio a sapere se una determinata cosa è un prodotto qualitativamente buono o meno, io sono del parere che anche il fattore personale sia molto influente e che ognuno di noi sappia cosa piace o non piace perché possiede il valore emotivo che naturalmente anche i degustatori hanno.
  1. L’Italia è una terra estremamente variegata in cui tradizione e innovazione si incontrano continuamente con risultati unici e spesso divenuti famosi in tutto il mondo. Quale invece secondo lei un prodotto meno conosciuto ma dalle grandi potenzialità che ha scoperto in quest’ultimo anno? E quale la regione d’Italia con più potenzialità ancora nascoste?
Per quanto riguarda i prodotti vitivinicoli, l’Italia negli ultimi dieci anni ha riscoperto il territorio e le sue varietà autoctone; si parla di oltre 1000 varietà all’interno delle quali ogni regione ha una sua chicca e qualcosa di particolare. Ultimamente la mia attenzione è stata richiamata dai vitigni resistenti alle malattie fungine, i cosiddetti PIWI, come il Solaris o il Souvigner Gris che non sono particolarmente conosciuti ma il cui prodotto è notevole anche se ha bisogno ancora di un po’ di tempo per essere comunicato. Per quanto riguarda la regione d’Italia che ha più potenzialità nascoste ma che sta emergendo, questa è sicuramente la Puglia. Oltre alla sua storia, questa regione ha dei vitigni particolari come il Primitivo e il Negroamaro che fino a pochi anni fa erano utilizzati come vino per le grosse quantità e ora invece hanno visto il loro potenziale fortemente rivalutato e promettono bene per il futuro.
  1. Ogni calice di vino e ogni prodotto gastronomico proposto in degustazione durante Merano WineFestival racchiude in sé una storia di eccellenza. Quanto è importante per lei la condivisione di queste storie con i visitatori?
Lo ritengo molto importante perché il vino ci racconta non solo la storia di un territorio, ma anche di un produttore. L’etichetta di un vino racconta il percorso che il produttore stesso ha fatto e con questa si vuole comunicare da una parte la filosofia che c’è dietro e dall’altra un’eventuale storia di famiglia. Quando si afferma che nel calice di vino troviamo anche l’anima del produttore, lo ritengo in parte vero. Ogni produttore cerca di dare la sua impronta al vino oltre a quella che viene conferita dal territorio, per cercare di trasferire il vissuto, il passato e la storia della famiglia stessa, soprattutto nel caso di aziende che sono alla ottava o decima generazione di viticoltori e vogliono valorizzare il lavoro dei propri padri e nonni. A questo punto la comunicazione è ampia perché racchiude la storia di un territorio, di una famiglia e di un vitigno. Faccio l’esempio del Pinot Nero in Alto Adige: il tutto risale al 1835 quando un arciduca portò la vite in questo terreno; ecco che dobbiamo partire da lì per arrivare ai giorni d’oggi in cui il Pinot Nero è considerato il miglior vino rosso dell’Alto Adige per eccellenza.
  1. Per lei che è di natura un precursore, quali sono le sue prossime idee da realizzare nel campo della formazione e dell’innovazione legate al mondo del vino?
Sicuramente bisognerà puntare sulle nuove tecnologie di comunicazione come la realtà virtuale e la realtà aumentata cercando di formare persone che siano non solo interessate tecnicamente alla tecnologia, ma anche appassionate al tema del vino.
  1. In una recente conferenza stampa ha annunciato l’idea di creare una fondazione legata all’attività del WineHunter. Ci vuole spiegare meglio di che cosa si tratta e quali le finalità che intende perseguire attraverso questa istituzione?
La volontà è quella di far diventare il WineHunter il primo riferimento di benchmark dell’alta qualità sia di vino che di prodotti tipici made in Italy. In Italia oltre a più di 15 guide e innumerevoli portali dedicati al vino e alle figure dei critici vi è l’assoluta necessità di creare una referenza cappello che diventi un riferimento importante a livello nazionale e internazionale. Per dare la massima credibilità e anche imparzialità a The WineHutner Award è necessario creare una fondazione che ne sia garante. Faccio il riferimento ad altri premi come per esempio il premio Nobel oppure l’Oscar. Penso ad una fondazione con soci che rappresentano tutte le associazioni di categoria e tutti i critici del vino, un garante dell’alta qualità sia per il mercato nazionale che per quello internazionale.
  1. C’è qualche esempio a cui si è ispirato nel suo passato? E attualmente, qualcosa che la ispira in vista del futuro?
Negli ultimi 30 anni ho visto crescere soprattutto la qualità ma anche il marketing e il posizionamento dei vini sui mercati internazionali. Ho cercato anche di analizzare i posizionamenti dei vini italiani sui vari mercati internazionali e la loro competitività nei confronti di altre nazionali come ad esempio la Francia. Quello che da sempre mi ha ispirato è lo sviluppo del valore dei vini e dei prezzi di mercato, sia quelli da collezione di annate vecchie che quelli di annate correnti. L’interazione con il mercato finanziario è un perno e un riferimento importante per posizionare e qualificare vini anche ad alti livelli di prezzo. Per la Francia lo sviluppo di un stock exchange come il Liv-ex, all’interno del quale viene dato il riferimento ai 100 migliori vini del mondo di ogni annata, è diventato fondamentale soprattutto per la vendita e il posizionamento dei vini sui mercati asiatici. Tra i 100 migliori vini l’Italia ogni anno ha un massimo di 3 – 5 vini, mentre la Francia ha oltre il 70 %. Questa disparità continua a dare più referenze al vino francese. Per questo motivo ritengo l’assoluta necessità di creare uno stock exchange solo per vini italiani. Ogni anno potrebbero essere valutati i migliori 100 vini con il cappello del WineHunter che all’interno di un algoritmo tenga conto anche delle valutazioni delle maggiori guide italiane ed estere. Il vino italiano in questa maniera otterrebbe maggiore attenzione e sicuramente anche maggiore richiesta. La conseguenza potrebbe inoltre essere quella che tra i 100 migliori vini del Liv-ex l’Italia iniziasse ad essere considerata alla pari con la Francia.

Arriva il secondo appuntamento con la Festa della Cipolla di Vatolla







Sabato 27 e domenica 28 luglio il borgo di GiamBattista Vico, nel cuore del Cilento, ospiterà nuovamente l’atteso evento dedicato al prezioso ecotipo locale.

Arriva il secondo appuntamento per la Festa della Cipolla di Vatolla, giunta alla sua sesta edizione, che accoglierà i visitatori del piccolo borgo cilentano, in provincia di Salerno, sabato 27 e domenica 28 luglio. Ad attendere i fortunati il ricchissimo percorso eno-gastronomico pensato per valorizzare e far conoscere il prezioso prodotto tipico agro-alimentare locale, dove protagonista assoluta è, per l’appunto, la squisita Cipolla di Vatolla. Ogni piatto preparato per l’occasione contiene, infatti, come ingrediente principale, la cipolla locale coltivata esclusivamente nei campi di Vatolla, frazione del Comune di Perdifumo, che nel ‘600 ospitò Giambattista Vico, padre del pensiero moderno. Dalle frittelle di cipolla, passando per frittate e torte, continuando con il susciello (zuppa di cipolle con uova e formaggio caprino) e con le zuppe di fagioli e cipolla, senza dimenticare la parmigiana di cipolle e la cipolla gratinata, per finire con le carni, spezzatino e hamburger di cipolla, e con gli immancabili i primi, tagliolini con cipolla caramellata e ravioli alla genovese. Queste e altre deliziose pietanze aspettano i buongustai provenienti da ogni angolo della Campania e non solo, regalando loro un tripudio di sapori sempre nuovo. Il menù, infatti, varia ogni week-end ed è accompagnato dagli ottimi Dolci della Zita e da vino locale. E come sempre accanto al gusto spazio alla cultura, con gli incontri e gli happening in programma durante la festa. Si comincia sabato 27 luglio, alle ore 22.00, presso la Corte Castello de Vargas Machuca con l’incontro culturale “I paesaggi del silenzio”, a cura dell’Associazione La via silente, con la partecipazione di Simona Ridolfi e Matilde Atorino, le quali racconteranno la storia del progetto della Via Silente, gli aspetti tecnici del tracciato e gli sviluppi futuri di tale idea.  Domenica 28 luglio, sempre alle ore 22,00, si terrà, invece l’incontro “I prodotti della Biodiversità del Cilento: il cece di Cicerale”, dedicato a questa altra tipicità locale, cui parteciperanno il Sindaco del Comune di Cicerale Gerardo Antelmo, il Presidente dell’Associazione Ciceralit Renato Corrente e Matteo Del Galdo Presidente Pro-loco Cicerale.  Il nome Cicerale e il blasone comunale di questo paese, testimoniano una produzione importante sin dal Medioevo: “terra quae cicera alit” (terra che nutre i ceci), recita lo stemma del paese che raffigura anche una pianta di ceci intrecciata con una graminacea. E ancora oggi nei terreni di Cicerale si produce una varietà locale di piccoli ceci rotondi, dal colore leggermente più dorato rispetto a quelli comuni, con sfumature nocciola chiaro, e dal sapore intenso. E ancora tanta musica e divertimento con i gruppi folkloristici “Sunaria”, “Voci del Sud”, “Kiepò” e “Transumanti Anima Popolare”. Infine, domenica 28, a partire dalle ore 21,00, spazio anche ai più piccoli con il teatro di strada e gli spettacoli di mimo a cura della Compagnia Teatrale “La Ribalta”. Un programma davvero ricco, dunque, pensato per coniugare, gusto, scoperta del territorio, cultura e tanto sano divertimento adatto a tutta la famiglia. La Festa della Cipolla di Vatolla è organizzata dall’Associazione Cipolla di Vatolla, unitamente al Comune di Perdifumo e ad altre realtà associative attive sul territorio, con il Patrocinio della Fondazione Giambattista Vico, che ospita gli eventi culturali e con il  prezioso contributo della famiglia de Vargas Machuca e della Società Scabec della Regione Campania e proseguirà nei prossimi week-end, fino al 25 agosto.

Per scoprire il programma completo:www.cipolladivatolla.com, e-mail: info@cipolladivatolla.com
cipolladivatolla@virgilio.it cipolladivatolla    lacipolladivatolla


I prossimi appuntamenti della Festa della Cipolla di Vatolla
•    27-28 luglio, a partire dalle ore 20,00
•    03-04 agosto, a partire dalle ore 20,00
•    10-11 agosto, a partire dalle ore 20,00
•    24-25 agosto, a partire dalle ore 20,00