La mostra nasce da un percorso di ricerca dedicato all’arte giovane in Italia condotto dai tre curatorə indipendentə - Lisa Andreani, Michele Bertolino e collettivoSERRA - che, su mio invito, hanno esplorato il panorama artistico attivo sul territorio nazionale per individuare trenta profili emergenti, successivamente valutati dalla Giuria. Da questo lavoro diffuso e plurale è emersa una generazione di artistə, con un’età compresa tra i 19 e i 35 anni, che pur nella diversità dei linguaggi usati sono accomunati dal desiderio di re-immaginare il presente e dall’urgenza di mettere in questione i sistemi culturali, politici e simbolici in cui siamo immersi.
Diana Anselmo lavora sulle antistorie da una prospettiva segnante, sorda e queer utilizzando la Lingua dei Segni come strumento di invenzione estetica.
Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati indagano le infrastrutture del potere nelle geografie urbane e post-disastro in Italia. Martina Cioffi crea ambienti vegetali in ceramica, delicati e perturbanti, che si fondono con il luogo che abitano. Beatrice Favaretto sfida le estetiche egemoniche che plasmano sessualità, desiderio e rappresentazione del corpo. Marta Magini esplora il rapporto tra unità minime del gesto e tempi dilatati, sospesi, ripetuti e in loop muovendosi tra performance e scultura. Grace Martella usa la fotografia come pratica di ascolto e come linguaggio di autodeterminazione e narrazione di sé. Sathyan Rizzo compone mondi tra l’analogico e il digitale in cui dà vita a corpi e identità al di là delle narrative dominanti. Camilla Salvatore fa del cinema una strategia per restituire voce a soggettività marginali, comunità rese invisibili e memorie cancellate. Luisa Turuani studia la natura del tempo e la sua mancanza costruendo processi partecipativi ironici e imprevedibili.
Testo di Cecilia Guida
Presidente di Giuria – Sezione Arti Visive e curatrice della mostra
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