mercoledì 24 luglio 2019

CASA DEI SAPERI ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI: PROTAGONISTI E TEMI DELLA PROGRAMMAZIONE AUTUNNALE Una nuova casa per indagare le utopie contemporanee Il 21 e 22 settembre doppio appuntamento con il filosofo François Jullien


SEMINARIO
Fondazione Adolfo Pini | 21 settembre ore 10:00 - 17:00
Partecipazione gratuita su iscrizione a numero chiuso.
Deadline per iscriversi: venerdì 6 settembre 2019


LECTIO MAGISTRALIS
Triennale Teatro dell'Arte | 22 settembre ore 11.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti

www.fondazionepini.net


Milano, luglio 2019 – Riparte da settembre la programmazione della Casa dei Saperi, progetto promosso dalla Fondazione Adolfo Pini all’interno della dimora storica di corso Garibaldi, con un fitto calendario di incontri, talk, seminari, workshop, proiezioni in corso fino a dicembre.

Ad aprire la stagione autunnale sarà, il 21 e 22 settembre, un doppio appuntamento con il filosofo e sinologo francese François Jullien, che vedrà alla Fondazione Adolfo Pini, per l’intera giornata di sabato, un seminario dal titolo L'intimità come eutopia: sapere essere nell’incontro e, il giorno successivo alle ore 11, una lectio magistralis aperta al pubblico al Triennale Teatro dell’Arte sul tema dell’Europa dal titolo A contrario dell’identità culturale: esplorare le risorse di ciò che fa Europa.
Jullien sarà la prima di una serie di figure del panorama italiano e internazionale ad essere invitate nella seconda parte del 2019 dalla Fondazione Adolfo Pini nell’ambito di Casa dei Saperi, laboratorio permanente transdisciplinare di pensiero critico e generativo dedicato alle Nuove Utopie, ideato e diretto da Valeria Cantoni Mamiani e a cura di Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov, Cristina Travanini e Alessia Zabatino.

“Immaginiamo cinque stanze aperte in cui i nostri ospiti, tutti protagonisti, si muovono, agiscono, discutono. Non ci sono porte nella Casa dei Saperi, ma passaggi, soglie in cui sostare o da attraversare; il pensiero e la ricerca infatti non devono stare chiusi nei loro silos, ma scivolare continuamente da una stanza all’altra, contaminandosi”, spiega il team curatoriale di Casa dei Saperi - Nuove Utopie
Valeria Cantoni Mamiani, Cristina Travanini, Federico Italiano_Casa dei Saperi_Fondazione Adolfo Pini_ Milano_ph Elena Rosignoli 
Si inizia quindi a settembre nella “stanza dell’identità” con il filosofo e sinologo Francois Jullien e l’utopia di una relazione intima e non possessiva con l’altro, che sia relazione d’amore, di amicizia o la relazione tra chi si sente europeo, per poi proseguire sempre nello stesso mese nella “stanza dell’apprendimento” con un laboratorio di logica del discorso pubblico con Paola Cantù per imparare a riconoscere gli errori di ragionamento più diffusi. 
A ottobre immaginazione e potere sarà invece al centro delle geografie immaginarie di Antonia Alampi, curatrice di The Imaginary School Program, un esperimento che coinvolge artisti ed educatori per riflettere su strutture istituzionali radicali, per poi tornare nella “stanza dell’identità” con Marie Skovgaard e il suo film documentario The Reformist (2019) che ha come protagonista l’attivista danese Sherin Khankan che insieme a un gruppo di donne musulmane apre una delle prime moschee europee gestite da donne imam. Nella “stanza del post-umano”, a novembre, incontreremo gli artisti Salvatore Iaconesi e Oriana Persico per un laboratorio speciale dedicato alle pratiche di agopuntura digitale urbana. Questo filone proseguirà anche nell’appuntamento di dicembre con l’antropologo Stefano Boni che nel suo ultimo libro Homo Comfort si interroga sul ruolo della comodità nella nostra vita di tutti i giorni. A concludere il programma 2019 sarà la “stanza immaginazione e potere” con una sessione di proiezioni di film d’artista - Bahar Noorizadeh, Wolkaan, 2015, Meriem Bennani, Siham & Hafida, 2017, Clément Cogitore, Les Indes Galantes, 2017 - che ci inviteranno a riflettere in maniera immersiva sullo sconfinamento tra finzione e realtà. 

“Che legame hanno l’intimità, l’identità culturale, il discorso pubblico con le sue falle nascoste, le geografie immaginarie, l’intelligenza artificiale di quartiere, la fatica? Sono percorsi, viaggi critici non accademici alla scoperta di nuove possibilità di essere mondo, di prendere una posizione nel senso proprio della responsabilità, dell’essere qui e ora, ognuno di noi, con il nostro corpo, la nostra eredità, il nostro essere con gli altri” – afferma Valeria Cantoni Mamiani direttrice cultura della Fondazione Adolfo Pini e ideatrice di Casa dei Saperi.

Nei prossimi mesi quindi, laboratori, incontri, seminari e proiezioni saranno gli strumenti con cui analizzare il presente, indagare progetti e sfide etico-politiche perseguibili, ricercare forme – sia pubbliche che private – di resistenza quotidiana, accompagnati dalle visioni di artisti, ricercatori, filosofi, antropologi, in una genuina ibidrazione dei saperi.
Il seminario di Jullien del 21 settembre sarà dedicato a una riflessione - dialogo sull’intimità come forma possibile della relazione contemporanea. Nel suo ultimo libro uscito in Francia dal titolo Perché non si può più dire “ti amo”, il filosofo mette in guardia dall’amore perché può facilmente dare vita a un desiderio di possesso che riduce l’altro a oggetto; propone invece di pensare alla relazione come scambio intimo. Come è dunque possibile oggi vivere nella relazione senza alienarsi come soggetto e senza rendere l’altro oggetto? Un’utopia? Forse, ma vale la pena interrogarsi su come rendere le relazioni (di coppia, di amicizia, di lavoro) più sostenibili. Dall’utopia dell’intimo, indagata nello spazio intimo della casa della Fondazione Adolfo Pini, Jullien passerà domenica 22 all’utopia di un nuovo modo di fare Europa, con la lectio magistralis al Triennale Teatro dell’Arte.
Torna anche qui il tema dell’altro, là dove la parola identità porta a identico, dunque difficilmente aperto all’altro. “Non difenderei un'identità culturale (francese, italiana, europea...), impossibile da identificare”, ma parlerei piuttosto di risorse culturali – anticipa Jullien.
In questo senso difendere significa allora non tanto proteggerle quanto sfruttarle. Se si capisce che tali risorse nascono in una lingua come in una tradizione, in un certo ambiente e in un paesaggio, sono anche disponibili per tutti e non appartengono a nessuno in particolare. Le risorse non sono esclusive, come lo sono i "valori"; esse non vanno protette ma distribuite e di questo ognuno di noi è responsabile. Jullien chiamerà la città di Milano a una presa di responsabilità nel distribuire e diffondere quelle risorse che possono renderci europei senza tenerci attaccati a nazionalismi che ci proteggono dall’altro.
Casa dei Saperi e le nuove utopie contemporanee
All’interno degli spazi della Fondazione, dimora storica che richiama l’atmosfera intima e accogliente degli ambienti familiari, Casa dei Saperi si è trasformata in pochi mesi in un luogo di incontro e di confronto aperto a discipline e attori diversi di varie generazioni. Uno spazio di sperimentazione e ibridazione, in cui la contaminazione tra discipline, saperi, generazioni e visioni differenti è di casa. Un laboratorio di pensiero critico, dove affrontare temi urgenti del contemporaneo. Un tempo per fermarsi, rallentare e approfondire come e perché generare idee per nuovi modi di stare al mondo, più sostenibili, insieme, superando i conflitti grazie alle arti, alle armi della poesia, della filosofia, della psicanalisi, della storia.
Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Cristina Travanini, Itamar Gov_Casa dei Saperi_Fondazione Adolfo Pini_ Milano_ph Greta Campiglio
A partire dalle Nuove Utopie, sono cinque i temi di approfondimento esplorati dai curatori under 35: apprendimento come sfida al cambiamento, riparazione come pratica necessaria in un mondo che molto ha costruito e molto rotto a partire dalle relazioni, post-umano inteso come ibridazione generativa con la tecnologia e come riposizionamento dell’umano rispetto all’animale e all’ambiente, identità quale forma aperta ed evolutiva e non gabbia chiusa in cui installarsi, proteggersi ed escludere l’altro, immaginazione e potere come spazio per l’affermazione del potere intrinseco di cui ogni essere umano e ogni comunità hanno diritto, partendo dal poter essere, poter fare e poter avere un impatto anche alla luce delle trasformazioni generate da redistribuzioni del potere e da nuove visioni individuali e collettive.

Il gruppo di curatori ha messo insieme le proprie esperienze, le proprie letture, studi, relazioni e ha costruito una rete che merita fiducia perché ci accompagna in un percorso che va scoperto un po’ alla volta, partecipando agli incontri, mettendosi in gioco, prendendosi tempo, sorridendo, discutendo, protestando, proponendo, sempre e solo per mettere in comune.

“In questi primi mesi da quando abbiamo avviato il progetto, giovani di talento hanno lavorato duramente e con una passione commovente a creare un programma che faciliti il principio secondo cui oggi è fondamentale ampliarsi, divenire più vasti, grazie all’incontro con l’altro, per trasformare la realtà intorno a noi, con responsabilità, assumendo la parola come azione trasformativa e generativa e l’azione sociale come possibilità di comunicazione” prosegue Valeria Cantoni Mamiani direttrice culturale della Fondazione Adolfo Pini e ideatrice di Casa dei Saperi.

Il progetto Casa dei Saperi, la cui missione è animare e mettere in comune diverse forme di pensiero critico come azione generativa, nasce da un’urgenza comune di cambiamento e dalla necessità di affrontarla con il dialogo, lo scambio, la contaminazione di saperi.


PROGRAMMA SETTEMBRE - DICEMBRE 2019

21 SETTEMBRE ORE 10:00 - 17:00, Fondazione Adolfo Pini
SEMINARIO François Jullien - filosofo e sinologo
L'intime en tantqu'eutopie: savoir-être en rencontre
(L’intimità come eutopia: saper essere nell’incontro)
Il seminario di Jullien sarà dedicato a una riflessione in forma di dialogo sull’intimità come forma possibile della relazione contemporanea. Nel suo ultimo libro uscito in Francia dal titolo Perché non si può più dire “ti amo”, il filosofo mette in guardia dall’amore perché può facilmente dare vita a un desiderio di possesso che riduce l’altro a oggetto; propone invece di pensare alla relazione come scambio intimo. Come è dunque possibile oggi vivere nella relazione senza alienarsi come soggetto e senza rendere l’altro oggetto? Un’utopia? Forse, ma vale la pena interrogarsi su come rendere le relazioni (di coppia, di amicizia, di lavoro) più sostenibili.
Partecipazione gratuita su iscrizione a numero chiuso.

22 SETTEMBRE ORE 11:00, Triennale Teatro dell'Arte
Lectio MAGISTRALIS François Jullien - filosofo e sinologo
A contrario de l'identité culturelle: explorer les ressources de ce qui fait Europe
(A contrario dell’identità culturale: esplorare le risorse di ciò che fa Europa)
Dall’utopia dell’intimo, indagata nello spazio intimo della casa della Fondazione Pini, Jullien passerà domenica 22 all’utopia di un nuovo modo di fare Europa, con la lectio magitralis al Triennale Teatro dell’Arte. Torna anche qui il tema dell’altro, là dove la parola identità porta a identico, dunque difficilmente aperto all’altro. “Non difenderei un'identità culturale (francese, italiana, europea ...), impossibile da identificare”, ma parlerei piuttosto di risorse culturali – anticipa Jullien. In questo senso difendere significa allora non tanto proteggerle quanto sfruttarle. Se si capisce che tali risorse nascono in una lingua come in una tradizione, in un certo ambiente e in un paesaggio, sono anche disponibili per tutti e non appartengono a nessuno in particolare. Le risorse non sono esclusive, come lo sono i "valori"; esse non vanno protette ma distribuite e di questo ognuno di noi è responsabile. Jullien chiamerà la città di Milano a una presa di responsabilità nel distribuire e diffondere quelle risorse che possono renderci europei senza tenerci attaccati a nazionalismi che ci proteggono dall’altro.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

28 SETTEMBRE ore 10:00 - 17:00, Fondazione Adolfo Pini
WORKSHOP Paola Cantù - filosofa
Laboratorio di resistenza logica
Contro la comunicazione ingannevole nei media
Il laboratorio di logica del discorso pubblico con Paola Cantù è un esercizio di analisi del ruolo e del potere della comunicazione pubblica, che è essenziale maneggiare in maniera critica. I partecipanti saranno guidati in un percorso di riconoscimento degli errori di ragionamento più diffusi, e si metteranno in prima persona “a caccia di fallacie” utilizzando gli strumenti logici a disposizione. Si tratterà di comprendere i meccanismi di funzionamento del pensiero. Di decostruire stereotipi. Di assumere un atteggiamento critico rispetto alla comunicazione mediatica.
Partecipazione gratuita su iscrizione a numero chiuso.

8 OTTOBRE ore 19:00, Fondazione Adolfo Pini
TALK Antonia Alampi - curatrice
Geografie Immaginarie, quale funzione?
Con Antonia Alampi si parlerà di metodologia curatoriale a partire da processi di immaginazione sociale, politica e culturale. Si racconterà di iniziative molto diverse, come The Imaginary School Program che Alampi ha diretto, Future Climates, e le attivitá di SAVVY Contemporary a Berlino. Un particolare focus sarà dedicato a Geographies of Imagination, una mostra tenutasi a SAVVY Contemporary nell’autunno del 2018 che affronta l’ambiguità dello spazio dell’immaginazione inteso sia come una sorta di spazio di resistenza che come luogo delle false rappresentazioni e delle geografie immaginarie.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

26 OTTOBRE ore 16:30, Fondazione Adolfo Pini
PROIEZIONE & CONVERSAZIONE con Marie Skovgaard
L'eutopia di una donna imam
Marie Skovgaard, The Reformist, 2019. 90:00 Min 
Marie Skovgaard, per la prima volta in Italia, presenta il suo film documentario The Reformist (2019). Il documentario ha come protagonista l’attivista danese Sherin Khankan che insieme a un gruppo di donne musulmane apre a Copenaghen una delle prime moschee europee gestite da donne imam. I membri della moschea mirano a confrontarsi e sfidare la paura che circonda l'Islam sostenendo un'interpretazione tollerante e basata sul genere del Corano.
Dopo la proiezione, Marie Skovgaard interverrà in un dialogo con Itamar Gov, parte del team curatoriale, e il pubblico.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

9 -10 NOVEMBRE ore 10:00 - 17:00, Fondazione Adolfo Pini
WORKSHOP Salvatore Iaconesi, Oriana Persico - artisti
Un'intelligenza artificiale di quartiere? Pratiche di agopuntura digitale urbana
Nel workshop con Oriana Persico e Salvatore Iaconesi verranno indagate le modalità di costruzione di un'intelligenza artificiale open source pensata non per estrarre dati, ma per attivare processi di partecipazione. Il workshop mostrerà dunque come un’intelligenza artificiale costruita attraverso il contributo consapevole e l’immaginazione delle persone può divenire uno strumento a disposizione delle comunità e dei territori, per un loro ripensamento, per un loro miglioramento.
Partecipazione gratuita su iscrizione a numero chiuso.

3 DICEMBRE ore 19:00, Fondazione Adolfo Pini
TALK Stefano Boni - antropologo
Dall’Homo Faber all’Homo Comfort. L’utopia è la vita comoda o faticosa?
L'incontro con Stefano Boni prenderà spunto dal suo ultimo libro Homo Comfort per esplorare il tema della comodità. Grazie all’ipertecnologia, l’umanità vive ormai sollevata dalla fatica, pervasa dagli agi al punto di non riuscire nemmeno più a riconoscerli - Homo comfort, appunto. Amata e ricercata ben oltre ogni effettiva necessità, la comodità in meno di un secolo ha superato la dimensione sensoriale ed esperienziale dei singoli, diventando un tratto necessario e cruciale dell’ideologia globale. Ma la contropartita è alta e gli effetti di questa “comodità di massa” emergono nella distruzione sistematica dei sistemi sociali, economici ed ecologici.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

12 DICEMBRE ore 10:00-21:00, Fondazione Adolfo Pini
PROIEZIONE VIDEO
Utopia della narrazione: confondere i confini tra finzione e realtà
Bahar Noorizadeh, Wolkaan, 2015. 29:39 Min.
Meriem Bennani, Siham & Hafida, 2017. 30:00 Min.
Clément Cogitore, Les Indes Galantes, 2017. 5:26 Min.
Una giornata di proiezioni di film d’artista ci invita a riflettere in maniera immersiva sullo sconfinamento tra finzione e realtà, per ricordarci come le modalità narrative possano sfidare le strutture di potere dominanti. I tre film sono Siham & Hafida (2017) di Meriem Bennani, Les Indes Galantes (2017) di Clement Cogitore e Wolkaan (2017) di Bahar Noorizadeh. Sono opere di artisti il cui lavoro si inserisce tra le arti visive e l’immagine in movimento, in un linguaggio aperto, che si rivolge alle Nuove Utopie attraverso una reciproca azione: far emergere le contraddizioni del presente e suggerire modelli alternativi.
Ingresso libero.

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