martedì 13 ottobre 2026

"CHAGALL" 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

 





La Città di Vercelli ospiterà dal 13 ottobre 2026, negli spazi
dell’Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA, una grande mostra dedicata a Marc Chagall, artista e testimone lucido del Novecento che ha saputo tradurre la propria cultura e le sue esperienze di vita in un linguaggio pittorico tra i più riconoscibili dell’arte moderna.
 
Sessanta opere ripercorrono oltre mezzo secolo della pittura di Chagall attraverso immagini che vi ritornano: l’Amore e gli amanti, i fiori, il circo e quella città interiore che ha dovuto costruire per custodire la propria terra natale e la sua cultura, perdute non una ma due volte, trasformate dal tempo ma mai cancellate.
 
Tra le opere esposte, Villaggio russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (1955 circa), Gli innamorati su fondo giallo (1960), Il gallo viola (1966-72), Il clown dal volto verde (1975 circa) e Grande mazzo di fiori rosso (1975) testimoniano, a distanza di decenni, una pittura capace di rinascere dalla perdita.
 
Con questa esposizione il Comune di Vercelli, Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone proseguono un percorso condiviso volto a portare in città progetti espositivi capaci di coniugare rigore scientifico e valore culturale per un pubblico ampio e diversificato.

 

Dal 13 ottobre 2026, lo Spazio ARCA | Chiesa di San Marco a Vercelli apre le sue porte a “Chagall”, una mostra profondamente contemporanea che invita il pubblico a entrare nel cuore della grande pittura europea del Novecento e a mettere in discussione la propria vita quotidiana così come il mondo che li circonda.

La mostra ripercorre il percorso artistico e biografico di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985), uno dei maestri indiscussi della pittura del XX secolo. Essa ci conduce all’interno dell’universo drammatico dell’artista, dove motivi ricorrenti come acrobati del circo e animali della fattoria, mazzi di fiori e innamorati diventano immagini di festa e di affetti dietro le quali affiora la fragilità dell’esistenza.

Oggi, mentre guerre e crisi ambientali costringono molti a lasciare la propria terra, l’esperienza di Chagall – che conobbe la rivoluzione, due guerre mondiali, l’esilio e la distruzione del mondo in cui era cresciuto – non appartiene più soltanto alla storia del Novecento.
La sua pittura ne porta il segno, ma soprattutto mostra come la perdita possa diventare immagine. Quando Vitebsk, la sua città natale, oggi in Bielorussia, fu devastata durante l’occupazione tedesca, la città viveva già da decenni nei suoi quadri. Chagall continuò a dipingerla negli anni dell’esilio americano e poi nel sud della Francia, dove si stabilì nel 1950, restituendola ogni volta in una forma nuova.

A una prima lettura il mondo di Chagall, popolato di figure in volo e di colori accesi, può apparire soltanto sognante e gioioso. Quella leggerezza nasconde invece un artista profondo e inquieto, testimone della storia del suo secolo, poeta, interprete della condizione umana, per il quale il passato non è mai rimpianto ma ritorna nel presente dell’immagine. Seguendone i motivi dagli anni Venti alle opere della tarda maturità, la mostra indaga come la memoria diventi per l’artista materia viva della pittura.
Lungo il percorso ricorrono gli autoritratti, dall’Autoritratto con la casa del 1922-23 al Doppio autoritratto con cespuglio bianco del 1978, nei quali per oltre mezzo secolo Chagall torna a interrogare il proprio volto.

Ad arricchire il percorso espositivo, anche una sezione – curata da Daniele Fenaroli – che accoglie opere di artisti italiani contemporanei a Chagall provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, aprendo lo sguardo sulla pittura italiana tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta.

Promossa e organizzata dal Comune di Vercelli e Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Francesca Villanti, la mostra è la seconda tappa di un progetto pluriennale volto a rafforzare l’offerta culturale della Città e la sua presenza sulla scena internazionale.

La mostra è organizzata con il supporto di Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Fondazione CRT, ASM Vercelli, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, La Tavola, Marazzato, Alba Tetti, Nui Nui, Ovest Sesia, Terre dell'Alto Piemonte, Sifte Berti, Ires spa e Strada del Riso Piemontese di qualità.

LA MOSTRA
La mostra attraversa oltre mezzo secolo dell’opera di Marc Chagall seguendo alcune immagini che ritornano con ostinazione: Vitebsk e le case dell’infanzia, il volto umano, il circo, gli amanti, i fiori. Non sono motivi immobili. Ogni volta cambiano forma, colore e significato, perché assorbono il tempo vissuto, gli incontri, le perdite, i luoghi attraversati. È in questo continuo ritorno che si riconosce uno dei caratteri più profondi della sua pittura.
Ad accompagnare le opere sono le parole dello stesso Chagall. Per tutta la vita scrisse versi in russo e in yiddish, confluiti poi in Poèmes. Non spiegano i quadri, ma permettono di entrare nel suo mondo attraverso la sua voce e di riconoscere, nelle poesie come nelle immagini, lo stesso modo di sentire la memoria, l’amore, la fragilità, il tempo. Da questo dialogo nascono le quattro sezioni della mostra: Il villaggio interiore, La voce che resta, La scena dell’umano e Rifiorire.
Lungo il percorso compaiono anche alcune opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, appartenenti a una stagione intensa della pittura italiana tra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Non sono presentate come confronti diretti con Chagall, né come derivazioni stilistiche. Il loro inserimento nasce da una diversa affinità: artisti come Antonietta Raphaël, Scipione, Fausto Pirandello, Renato Birolli e Italo Valenti cercarono, in anni dominati dal ‟Ritorno all’ordine” e da un’idea monumentale della figura, una pittura più fragile, emotiva e libera, capace di trasformare il reale in esperienza interiore.
Le loro opere entrano così in risonanza con i temi della mostra - il villaggio, la poesia, la maschera, il rifiorire - e ricordano che, in contesti diversi, una parte dell’arte europea del Novecento affidò al colore, alla memoria e alla visione il compito di restituire all’immagine una dimensione profondamente umana.







 

"IVA LULASHI.
SOTTO QUALE ALBERO"

13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli




L’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA di Vercelli ospita
la straordinaria pittura di Iva Lulashi.
 
Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Collezione Giuseppe Iannaccone rinnova il suo appuntamento annuale con l'arte contemporanea portando a Vercelli una delle artiste più affascinanti e seguite del panorama internazionale.
 
 

Un grande appuntamento con l’arte contemporanea illumina la stagione culturale di Vercelli. Seguendo la sua speciale vocazione di valorizzare ogni anno i migliori talenti della scena artistica attuale, la Collezione Giuseppe Iannaccone presenta la nuova mostra personale di Iva Lulashi, a cura di Daniele Fenaroli, ospitata nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.

Protagonista acclamata alla Biennale d’Arte di Venezia 2024 dove ha rappresentato l’Albania, Iva Lulashi è oggi tra le voci più originali della pittura europea. Nata a Tirana nel 1988 e cresciuta in Italia, dove si è formata all'Accademia di Belle Arti di Venezia e oggi vive e lavora a Milano, l'artista possiede un talento unico nel trasformare ricordi, immagini ed emozioni in opere dal forte impatto visivo ed emotivo. La sua pittura nasce da una sensibilità speciale verso le storie di vita, le relazioni umane e quel bisogno profondo, che appartiene a tutti, di proteggere i propri desideri più intimi da uno sguardo esterno che spesso giudica e controlla.

A rendere l'opera di Iva Lulashi così magnetica e riconoscibile è il suo inconfondibile stile pittorico. L'artista scova immagini dal passato o da brevi sequenze di video per poi soffermarsi non sulle scene ovvie, ma sugli istanti più misteriosi e carichi di attesa: un momento prima di un abbraccio, uno sguardo sfuggente, una pausa d'intimità. Con pennellate fluide, calde e quasi liquide, Lulashi scioglie i contorni e trasforma ogni quadro in un’atmosfera sospesa, magica e sognante, dove i dettagli svaniscono per lasciare spazio alla pura emozione.

Nei suoi dipinti prende forma un'assemblea di volti che non si sono lasciati ridurre a fascicolo o a pratica, ma che rimangono vivi nella loro identità. È qui che prende vita la tensione più profonda di tutta la sua opera, quella fra l'individuo e la folla: perché il desiderio è sempre singolare, e la sorveglianza è sempre plurale. I volti e i corpi vengono così protetti da bagliori di luce e colori vibranti. 

L'obiettivo dell'artista non è nascondere, ma accendere la fantasia di chi guarda, invitando ognuno di noi a ritrovare nell'opera le proprie storie.
Lo spazio dell'Ex Chiesa di San Marco accoglie l'intera mostra in un'unica sala, dove tutte le opere si offrono allo sguardo in un solo colpo d'occhio, senza un percorso da seguire: un'esperienza coinvolgente e immersiva. 

Poche opere soltanto, e nessuna che chieda di essere decifrata con la logica. Qui il sogno ci viene consegnato intero e senza istruzioni: un corpo senza volto, una folla senza nome, una donna che non deve muoversi perché qualcosa, per ora, tiene.

Non una semplice esposizione da osservare da lontano, ma un'esperienza d'arte immersiva, capace di emozionare, incuriosire e parlare direttamente al cuore di chiunque la visiti.
 
 



Sede
Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA
Piazza San Marco, 1
13100 – Vercelli 

Date al pubblico
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027

Orario di apertura
Dal martedì alla domenica
dalle ore 10.00 alle ore 19.30
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Biglietti
Intero
€ 14,00
Ridotto
€ 12,00

Informazioni e prenotazioni
T. +39 0161 1828171
info@arthemisia.it

Social e Hashtag ufficiale
#ChagallVercelli
@arthemisiaarte
@comunedivercelli
@fondazionegiuseppeiannaccone

Sito

www.arthemisia.it

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