Boom anche nelle città turistiche: il 30% dei rider si ‘trasferirà’ nelle località di mare
Roma, 29 luglio 2026 – Nelle prossime ore il caldo investirà nuovamente l’Italia e le temperature si alzeranno avvicinando i 40 gradi. Secondo una stima elaborata da Confintesa analizzando i dati disponibili, prevalentemente di fonte sindacale, "Nel nostro paese saranno operativi tra i 30.000 e i 45.000 rider, con forte incertezza dovuta alla natura frammentaria e multi-piattaforma del lavoro”. La forbice così ampia dipende da tre fattori: primo, molti rider sono occasionali o stagionali e non compaiono in nessun registro; secondo, oltre la metà lavora per più piattaforme contemporaneamente; infine, i rider in partita IVA pura sfuggono a qualunque rilevazione previdenziale strutturata. Nonostante ciò è possibile stimare che i rider dipendenti, essenzialmente quelli che lavorano per Just Eat e che (in buona parte, ma non la totalità) hanno un contratto CCNL sono circa 2500, mentre gli autonomi/cottimo sono la stragrande maggioranza: circa 40.000. “Con un caldo così eccezionale e che colpirà tutti, questi lavoratori in bicicletta rischiano gravi conseguenze di salute visto anche l’elevato livello di stress e di sforzo fisico”, ha dichiarato Francesco Prudenzano, Segretario Generale Confederale di Confintesa. Inoltre, da una stima Confintesa, si è calcolato anche che circa 13.500 di questi rider, pari a circa il 30% del totale, ad agosto si “trasferiranno” dalle città metropolitane ad alcune dei principali luoghi di villeggiatura, specie al mare nel Sud d’Italia, per seguire coloro che si troveranno in vacanza. Il delivery nei luoghi di villeggiatura sarà poi garantito anche da rider “locali”, ed anche qui ci saranno purtroppo molte aree grigie per la loro tutela.
La posizione di Confintesa sulla questione contrattuale e di tutela della categoria dei rider è ben definita e può essere riassunta in quattro punti coerenti con la linea che la confederazione di sindacati sostiene: Primo, un criterio oggettivo e legislativo di rappresentatività sindacale, che permetta di distinguere i contratti collettivi realmente applicabili, superando l'attuale sistema fondato su un accordo interconfederale del 2014 che è un accordo tra privati; secondo, un CCNL settoriale specifico per le piattaforme digitali di consegna, distinto dal CCNL Logistica (che è nato per la logistica di magazzino e non coglie le specificità della consegna urbana: disponibilità operativa, gestione algoritmica, pluricommittenza, mezzo proprio). Confintesa ne ha depositato uno al CNEL il 5 maggio 2026; terzo, la distinzione tra qualificazione del rapporto e tutela contrattuale: la qualificazione (autonomo o subordinato) va accertata secondo i fatti concreti, come dicono la Cassazione e la stessa direttiva UE, senza presumere tutti subordinati a priori; ma qualunque sia la qualificazione, il rapporto deve essere coperto da un CCNL settoriale che garantisca tutele adeguate anche al lavoro autonomo genuino e quarto, il completamento del recepimento della Direttiva UE 2024/2831 con un impianto che renda effettive — non solo formali — le tutele su trasparenza algoritmica, riesame umano, salute e sicurezza.
Confintesa, infine, ci tiene a ricordare che un rider può sempre rivendicare alcuni diritti: nelle regioni in cui esiste un’ordinanza regionale ha il diritto/obbligo di sospensione della propria attività nelle ore interdette (tipicamente 12:30-16:00) e in Emilia Romagna ha anche diritto a che la piattaforma abbia adeguato l'algoritmo integrando il rischio calore nei tempi e nelle distanze. Infine, il rider ha sempre i seguenti diritti, a prescindere dalle ordinanze regionali: Diritto a formazione e informazione sui rischi, compreso il rischio termico; diritto ai dispositivi di protezione adeguati; diritto alla copertura assicurativa INAIL per infortuni e malattie professionali; Diritto a non subire penalizzazioni algoritmiche (abbassamento del ranking) per aver rifiutato consegne in condizioni di rischio — punto su cui la tutela effettiva è più debole e va rivendicata.

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