L'artista
Vincenzo Castella (Napoli, 1952) vive e lavora a Milano. Inizia l’attività con Geografia Privata (1975-83), fotografie di interni domestici intesi quali memorie senza ricordi, e con Hammie Nixon’s People (1976-80), documentazione modernista della vita degli afroamericani statunitensi nelle città del Sud. Dal 1980 espone in Europa e negli Stati Uniti, prevalentemente concentrato sull’indagine delle trasformazioni paesaggistiche (partecipa a Viaggio in Italia, 1984, coordinato da Luigi Ghirri) e sugli scenari architettonici e industriali (monumentale il lavoro su San Siro, 1990). L’incessante esplorazione di Castella parte dai luoghi in cui ha vissuto (Napoli e Milano), per rivolgersi infine ai centri continentali e del Mediterraneo. Dal 1998 le opere, focalizzate sui temi della distanza e della dislocazione, assumono una connotazione fortemente a-narrativa. La ricerca sulle dimensioni porta Castella, dal 2006, a sviluppare installazioni a partire da negativi fotografici di grande formato, mentre la sua indagine va espandendosi agli spazi interstiziali fra natura e cultura. Nel 2006 nell’ambito del progetto Metropolitana per l’arte per la città di Napoli, con la direzione artistica di Achille Bonito Oliva, realizza una installazione permanente con cinque grandi opere fotografiche nella nuova stazione Linea 6 Augusto. Tra il 2006 e il 2008 Castella realizza Cronache di Milano, il suo primo lavoro di istallazioni video di sei attraversamenti animati in simultanea su sei fotografie dall’alto che includono sei scenari di fatti di cronaca nera a Milano.
Castella ha presentato mostre personali in importanti gallerie e musei italiani e internazionali, tra i quali si annoverano: nel 2005 Opera Publica nella Spruth Magers Galerie (Colonia); nel 2007 Art Unlimited (Basilea, Biennale di Tirana), l’artista presenzia poi alla Biennale di Riwaq in Palestina; nel 2009 presenta il video Cronache di Milano. Un suo progetto con grandi stampe e colori della Normandia è esposto nel museo di Belle Arti di Caen e al Museo Malraux di Le Havre. Nel 2011 è presente alla Maison Europeenne de la Photographie (Parigi), espone poi Layers of Malta, al St. James Cavalier Centre for Creativity (Castille Place a Valletta, Malta); nel 2013 è presente alla Biennale d’Arte di Venezia a Palazzo Fortuny con TRA – The Edge of Becoming; nel 2014 è alla Biennale di Architettura (Venezia) nel Padiglione Italia a cura di Cino Zucchi, e nel Museo Civico di Storia Naturale (Verona); nel 2015, a Fotografia Italiana a Palazzo della Ragione (Milano), Galleria Studio la Città (Verona), e alla Shedhalle (Zurigo); nel 2019 presenta Milano in BUILDING (Milano) a cura di Frank Bohem; Urban Screens nell’ambito del Reggio Emilia Fotografia Europea (Fondazione Palazzo Magnani, Sinagoga) a cura di Walter Guadagnini, Recursions and Mutations con Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese nell’Isola della Giudecca (Venezia, Giudecca Art District), e Pedmont Pavillon, Biennale di Venezia (presentato anche alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e nel Castello di Rivoli); espone anche da Pietro Atchugarry (Miami); nel 2024, presenta Rinascimento, luce naturale alla Rocca Roveresca (Senigallia), e Viaggio in Italia all’Istituto Italiano di Cultura (Parigi); nel 2025, espone Viaggio in Italia all’Istituto Italiano di Cultura (Londra).
Meritevole di menzione è Intorno a Milano, dentro la città (2019) intervento sperimentale di affissione pubblica di 9 immagini di 3 x 6 m in 33 siti nell’area metropolitana di Milano a cura di BUILDING. È vincitore del bando Strategia Fotografia promosso dal MiBACT (2020), grazie al quale l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma ha acquisito il progetto Rinascimento Italiano. Nel 2023 realizza: Riccardo Dalisi – Radicalmente al Maxxi di Roma in collaborazione con Naba. Le opere dell’artista fanno parte di prestigiose collezioni, tra le quali: Tate Modern (Londra), Collezione Deutsche Bank (Milano). Collezione UniCredit.
Il curatore
Marco Scotini è Direttore Artistico di NABA (Milano, Roma, Londra), dopo aver guidato dal 2004 il Dipartimento di Arti Visive. In precedenza Direttore Artistico di FM Centro per l'Arte Contemporanea di Milano, è ora responsabile del programma espositivo del PAV – Parco Arte Vivente di Torino. Ha curato oltre 300 mostre in tutto il mondo, tra cui esposizioni per la Biennale di Venezia (2015, 2024), la Biennale di Istanbul (2022), la Biennale di Bangkok (2020, 2022), oltre ad aver curato la Biennale di Praga (2003, 2005, 2007), la Biennale di Yinchuan (2018) e la Biennale di Anren (2017), così come il progetto a lungo termine Disobedience Archive, presentato a livello internazionale dal 2005. Ha collaborato a mostre e cicli di conferenze con importanti istituzioni quali Castello di Rivoli, Documenta, Museo Reina Sofía, MAXXI, MAMCO Ginevra e Migros Museum, ed è Direttore Scientifico di numerosi archivi d’artista, tra cui quelli di Gianni Colombo, Bruno Di Bello, Bert Theis, Clemen Parrocchetti, Laura Grisi e delle Fondazioni Nanni Balestrini ed Emilio Scanavino. Autore di Artecrazia, Politics of Memory e L'inarchiviabile, è Direttore Artistico della collana “Geoarchivi” per Meltemi.
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