«Il cibo buono, pulito, giusto e sano non è solo un ideale: è una filiera viva fatta di produttori, territori, saperi e scelte quotidiane – afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. – La collaborazione con SANA Food nasce da una visione condivisa e si traduce in un percorso concreto: unire chi produce, trasforma, cucina, distribuisce e acquista. Dopo il successo con la Slow Wine Fair, portiamo questa visione anche nel mondo dell’alimentazione fuori casa per valorizzare biodiversità, qualità e persone».
Così come la Slow Wine Fair accende i riflettori sul tema del vino giusto, anche la presenza di Slow Food a SANA Food contribuisce a estendere il dibattito sull’alimentazione nel suo complesso: non solo qualità organolettica e ambientale, ma anche qualità del lavoro, dignità dei produttori, inclusione sociale, salvaguardia delle Terre Alte e delle comunità rurali, contrasto allo sfruttamento e alla perdita di valore lungo la filiera.
Produttori Slow Food: esempi reali di filiere sostenibili
Negli spazi dedicati a Slow Food, i produttori delle reti dell’associazione portano storie, competenze e buone pratiche: produzioni prive di ogm e chimica di sintesi, coloranti e additivi; attenzione alla fertilità del suolo, alla gestione dell’acqua e al benessere animale; tutela dei paesaggi rurali e delle economie locali; promozione di pratiche di pesca, allevamento e agricoltura sostenibili e difesa del latte crudo e dei metodi artigianali.
La loro partecipazione si articola in degustazioni guidate, incontri formativi, tavole rotonde e momenti di confronto con chef, buyer e operatori dell’Horeca, offrendo modelli concreti e replicabili anche su scala più ampia.
«Il nostro obiettivo è mettere in relazione chi lavora ogni giorno per un cibo migliore – conclude Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – e contribuire a una ristorazione capace di scegliere, valorizzare e raccontare filiere che rispettano territorio, ambiente e persone. Il cibo è cultura, responsabilità e futuro: per questo abbiamo il dovere di costruire un modello più giusto e più sostenibile, insieme a chi opera nella filiera ogni giorno».
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