lunedì 22 aprile 2024

MONTECUCCO DOC E DOCG: BILANCIO PIÙ CHE POSITIVO PER L’ULTIMA EDIZIONE DI VINITALY

 


Grande interesse per la Denominazione amiatina da parte di operatori e media. Obiettivi: continuare l’impegno sul fronte della sostenibilità e ampliare la produzione anche attraverso la modifica ordinaria del disciplinare attualmente in fase di pubblicazione.
 
 
Il Consorzio Tutela Vini Montecucco è tornato in scena a Vinitaly, la manifestazione di riferimento dell'universo enologico che si è svolta a Verona dal 14 al 17 aprile 2024. Presso uno spazio espositivo ampliato e rinnovato già in occasione dell’edizione 2023 del salone scaligero, la Denominazione amiatina ha accolto un significativo e costante flusso di operatori, giornalisti e wine lover nazionali ed internazionali con una rappresentanza di 24 etichette al banco consortile e di 5 aziende socie presenti allo stand (Basile, Parmoleto, Villa Patrizia, La Banditaccia e Campinuovi), per raccontare una storia che parla di antiche tradizioni e di simbiosi con il territorio.

Vinitaly ha offerto alla DO un’occasione fondamentale non solo per rafforzare la propria presenza nei mercati di riferimento - USA, Centro e Nord Europa, oltre che naturalmente l’Italia – ma anche per individuare nuovi spazi all’estero, grazie ai preziosi incontri con i buyer internazionali. Da segnalare in particolare, oltre ad un incremento di visite da parte di operatori nazionalil’interesse manifestato da parte di un importatore del Vietnam, che ha riscontrato nei vini del Montecucco un profilo perfettamente adatto per i consumatori di questo mercato, attualmente ancora vergine per i prodotti della Denominazione.

In uno scenario che diventa sempre più competitivo, la Denominazione viene apprezzata in tutto il mondo non solo per l’alto livello qualitativo e l’accessibilità dei suoi vini ma anche per la capacità di rispondere alla domanda nazionale ed internazionale di prodotto “bio”. Continua infatti e anzi cresce sempre di più l’impegno del Consorzio sul fronte della sostenibilità, a tutela di un territorio già naturalmente vocato al biologico e che da sempre vive nel rispetto della biodiversità e nella conservazione della sua integrità. A tal proposito, nei prossimi mesi saranno resi noti i risultati della survey che il Consorzio ha condotto tra gli associati per attestare le nuove percentuali di produzione bio-certificata e in particolare verificare il progress dei produttori che erano in fase di conversione durante la prima indagine del 2021, che aveva certificato già l’85% di imbottigliato biologico. Una strategia utile soprattutto in quei mercati fedeli ai vini toscani come l’Europa e il Nord America, che strizzano l’occhio non solo al green, ma anche al prodotto bio-certificato di qualità e all’affidabilità dei viticoltori e dei relativi organismi di tutela.

Parlando di prodotto, accanto al Sangiovese DOCG - che resta il re della Denominazione e firma d’eccellenza del Montecucco – protagonisti sul banco d’assaggio sono stati il Rosso DOC e il Vermentino che, grazie ai buoni livelli di acidità resi possibili dalla collocazione territoriale e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, si sposano perfettamente con le esigenze della nuova generazione di consumatori, alla ricerca di una bevuta sempre più fresca e non impegnativa non solo per il palato ma anche per il portafoglio.

Commenta il Presidente del Consorzio Giovan Battista Basile: “Siamo molto soddisfatti di questa edizione di Vinitaly e, forti degli ottimi riscontri ottenuti, guardiamo al futuro con fiducia, con la volontà di evolverci e di rispondere ai nuovi trend di consumo senza però mai perdere di vista l’identità territoriale e i valori che hanno fatto apprezzare la nostra Denominazione nel mondo. Puntiamo in particolare ad ampliare la produzione facendo leva non solo sull’alto livello qualitativo dei nostri vini e sulla nostra vocazione green ma anche sulla modifica al nostro disciplinare di produzione, che a breve permetterà di aumentare la percentuale di prodotto rivendicabile a DOC e DOCG Montecucco”.
 
Intanto in aprile è uscito il decreto di modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini Montecucco - di cui è attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale italiana anche per le DOCG -, che si riferisce alle norme per la vinificazione e alle disposizioni su etichettatura, designazione e presentazione. Rispetto alle operazioni di cantina, per i produttori che conducono vigneti nella zona di produzione del Montecucco Sangiovese DOCG e del Montecucco DOC sarà ora possibile trasferire le uve qui raccolte presso cantine situate in altre province della Regione Toscana per svolgere le operazioni di vinificazione, invecchiamento obbligatorio e imbottigliamento – procedure finora consentite solo entro il territorio della provincia di Grosseto – purché tali cantine siano di pertinenza di aziende che in esse vinifichino uve idonee alla produzione della DOCG e della DOC ottenute da vigneti di propria conduzione. Passando all’etichettatura, per i vini Montecucco Sangiovese e Montecucco viene resa obbligatoria l’indicazione in retro etichetta del nome geografico più ampio “Toscana” secondo criteri grafici prestabiliti. Per avere piena validà a livello unionale bisognerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta europea, prevista entro la prossima estate.

  

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