venerdì 16 luglio 2021

Azienda Agricola Gianluca Renosto – Valdobbiadene (TV)

 





Nel panorama del vino artigianale del territorio sono numerose le aziende agricole guidate dai giovani; una nuova generazione motivata e determinata, che pratica un’agricoltura sostenibile nel rispetto di territorio ed ambiente, una coltivazione vicina alla natura che preserva il suolo e tutela la biodiversità. Molti di loro seguono personalmente l’intero processo produttivo, dalle operazioni in vigna alle pratiche di cantina.

In località Riva Martignago a Valdobbiadene, ho incontrato Gianluca Renosto, un giovane viticoltore con un percorso nel mondo della comunicazione, che gestisce in maniera totalmente naturale - senza utilizzo di pesticidi di sintesi e concimi chimici - un piccolo vigneto di 3.000 mq che fa parte di un podere di 2 ha che la famiglia ha ereditato dal nonno.

La sua filosofia è il rispetto della terra e della natura, partendo dal proprio vigneto. Nella vigna - dove sono presenti alcuni ceppi di piante che risalgono ad un impianto degli anni 30 del Novecento - vengono coltivate, su sedimento di caranto con terreno argillo-sabbioso intriso da ciottoli di selce, le storiche varietà della zona: glera, perera, bianchetta e verdiso.

In cantina le fermentazioni avvengono con i soli lieviti indigeni; una vinificazione eseguita con attenzione e sensibilità, senza l’intervento della chimica per fare in modo che nel vino si possano percepire le caratteristiche ed il valore del territorio e la diversità delle singole annate.

Il vino che produce è un ”colfondo”, con rifermentazione in bottiglia, “sur lie” - sui propri lieviti naturali. I lieviti presenti nella bottiglia trasformano la componente zuccherina in anidride carbonica e il vino risulta secco e frizzante. Il ”Prosecco colfondo” è il vino frizzante della tradizione, un metodo di vinificazione artigianale un tempo destinato prevalentemente al consumo famigliare e locale; un vino strettamente legato al suo terroir che gode di un ritrovato interesse anche per la sua naturalità, salubrità e piacevolezza di beva.

L’obiettivo di Gianluca è commercializzare la sua piccola produzione di vino colfondo, fino ad ora riservato all’autoconsumo, iniziando dalla prossima vendemmia 2021. La decisione è maturata dalla volontà di valorizzare il metodo di lavoro e la qualità dell’uva, anziché conferirla a terzi. Le prove di vinificazione hanno fornito risultati incoraggianti, conquistando gli estimatori dei vini rifermentati in bottiglia. La vinificazione è fatta con le uve glera per l’85% e con uve verdiso, perera e bianchetta per il rimanente 15%. Il vino si chiama “Geronazzo Giacomo”, come il nonno e il trisavolo, che ha piantato la vigna nel 1935, proprio per sottolineare il forte legame con la tradizione familiare.

Gianluca evidenzia che l’intero lavoro viene svolto nel segno della continuità e della tradizione agricola contadina ed anche per questo motivo intende riproporre il modello di azienda a ciclo chiuso, un sistema agricolo “sostenibile” che si autoalimenta e che un tempo garantiva alle famiglie rurali la sussistenza alimentare. La coltivazione della vite non era l’attività principale; nel podere si allevano animali da stalla e da cortile, ci si dedicava al lavoro nei campi, alla cura dell’orto domestico, degli alberi da frutto, etc.; un’attività agricola completa e varia in risposta alla monocoltura.

Secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, una filosofia agricola che si basa sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, ”Lo sviluppo e l’evoluzione di un’azienda vitale passa attraverso la coltivazione e di colture diversificate, associate il più intimamente possibile all’allevamento di animali”[1].

“Giorno per giorno si precisa la volontà comune di una natura pulita: mari, boschi, campi, monti puliti, capaci di dare cibi puliti. […] Abbiamo bisogno di meditazione e di equilibri: il «ritorno contadino» non è rifiuto della tecnica; è l’invito […] a sottomettere sempre e comunque la tecnica al rispetto delle esigenze umane”                                      Luigi Veronelli[2]

Un ringraziamento a Gianluca per la disponibilità e la cordiale accoglienza.

Antonella Pianca

 

Durante l’incontro abbiamo degustato il Prosecco colfondo - Vendemmia 2019

Il vino si presenta all’olfatto con lievi note di lievito, sentori di frutta matura ed agrumi. In bocca il sorso è fresco, pieno, con una carbonica fine e ben integrata e una piacevole sapidità minerale. Un vino dalla spiccata personalità che invita alla convivialità.

 

 

Fotografie di Antonella Pianca e Giovanni Damian ©2021

 



[1] Pierre Masson, Manuale pratico di agricoltura biodinamica, Editrice Aam Terra Nuova srl, Firenze (FI), 2011

[2] Camminare la Terra – supplemento di Borghi d’Europa, Anno I – Numero 1 – Maggio 2021


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